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Erotika
Superman super arrapato
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Racconto14 min di lettura

Superman super arrapato

Ogni paura, ogni stress, ogni tensione si diradano e lasciano il posto alla gioia del sesso più sfrenato.

strega bisex
2 anni fa · 405 letture · 0

Piove, piove come se non lo facesse da anni, le gocce d’acqua mi rimbalzano addosso dure, pesanti come proiettili sul corpo di Superman e se ne vanno via.

È un buio di caverna la città anche con tutti i lampioni accesi, per fortuna che è venerdì, il lavoro è finito, ma le strade sono intasate di traffico e non vedo l’ora di essere a casa per potermi spogliare di tutto infilarmi nella mio doccia idro e sotto una lunga pioggia di acqua bollente lavarmi via tossine, brutti pensieri e problemi di un’intera settimana.

Trovo subito un posteggio e dopo quasi due ore di viaggio per 40 km finalmente scendo di macchina, pochi passi sotto questo diluvio e sarà weekend, ma mentre poggio il piede fuori dell’abitacolo sento un brivido che mi scorre lungo tutta la spina dorsale come una scossa, una sensazione  strana quasi un preavviso che qualcosa sarebbe successo.

Sì, ma cosa??

Percorro gli ultimi duecento metri di marciapiede senza riparo pensando o cercando invano una risposta a questa mia sensazione.

Infilo la chiave nella porta e apro, ma non avevo dato tutte le mandate stamani mi chiedo, e un’altro brivido mi passa addosso sapendo di averle date tutte, e in un secondo mi gela il sangue.

Apro la porta con fare quasi violento, i ladri ultimamente colpiscono molto spesso nella mia zona residenziale, la crisi e il poco lavoro hanno contribuito a far ciò.

Accendo la luce nella sala ingresso ma è tutto sistemato, e sembra anche tutto pulito,  Non sarà forse perché invece di rubate sono entrati er pulirmi casa mi chiedo ironicamente?!

Armato di tanta calma, buone intenzioni e tanti se, guardo che nn manchi niente, poi entro in cucina per controllare e pure li sembra passato mago Merlino col suo woketi woketi woketi wa….. tutto in ordine e perfettamente splendente, e la cosa ora inizia davvero a spaventarmi.

D’improvviso sento un rumore che proviene dalla porta socchiusa dalla mia camera da letto, tutte le mie porte e muri sono insonorizzate, e un ulteriore scossa mi attraversa tutto il mio atletico corpo. Adesso però è anche un filo di paura per chi potrebbe esserci celato di là e per cosa stia facendo.

Non ho niente da potermi far rubare, la mia cassaforte è nascosta nella stanza armadio che ho progettato e costruito io stesso e che ho reso invisibile al mondo intero accessibile solo attraverso un finto sporto dell’armadio.

Mi avvicino alla camera con passi felpati come un leone che con pazienza e furbizia caccia la sua preda, con movimento lentissimo per non farmi sorprendere sposto la maniglia ed apro la porta lentamente e….. tutto in ordine, tutto pulito, ma cosa succede?? Chi mi vuol far invecchiare di cento anni in pochi secondi?? Chi vuole fermarmi il cuore con questa paura??

Sono davvero su di giri, dopo una dura settimana di lavoro, dopo tutta l’acqua presa nel tornare a casa e adesso questo, ho l’adrenalina a mille e i nervi a fior di pelle, mi sento come se avessi bevuto venti Redbull.

Non mi importa, chiunque sia si sarà nascosto in bagno dalla porta comunicante della camera, quindi prima o poi dovrà uscire, ed io lo aspetterò li, anzi quasi quasi lo sorprenderò entrando dentro per andare a farmi una doccia o un bel bagno rilassante nella mia vasca idromassaggio.

Quindi mi distendono un secondo sul mio letto, solo dopo essermi spogliato dei vestiti umidi, in mutande e basta per distendere un poco i nervi.

Avevo pensato sì di chiamare la polizia, ma se poi fosse solo frutto della mia stanchezza o fantasia o stress da lavoro a farmi andar fuori di testa?

Mi rilasso per qualche minuto, poi con scatto deciso salto in piedi e preparo la biancheria di cambio e senza pensarci mi avvio verso bagno.

Spengendo la luce sul comodino mi accorgo nel buio della stanza che da sotto la porta del bagno esce una luce, quindi qualcuno c’è davvero lì dentro, perché stamani prima di uscire per andare a lavoro mi sono assicurato personalmente di controllare tutte le stanze, luci, finestre aperte ecc..

Non resisto più, voglio entrare e farla finita di questa storia che mi sta accorciando la vita di un anno per ogni secondo che passa, ma questa voglia si scontra pure, anche se non dovrei dirlo grande e grosso come sono, con una leggera paura. Ma poi penso che un uomo tutto d’un pezzo, forte e atletico come un super eroe non può aver paura di niente, allora preso da una vampate di eroismo afferro quella maniglia e spalancò la porta.

Entro e lo stupore mi riempie gli occhi, tutto l’ordine che ho trovato rientrando in casa era spazzato via dal tappeto di indumenti femminili che coprivano il pavimento riscaldato del mio antibagno camerale. Scarpe, gonna, scarpe rosse con un tacco da dodici, calze a rete camicia bianca con pizzo ricamato e un paio di mutandine grigie con scritto sopra venerdì. Ora la paura e lo stupore hanno lasciato il posto ad una strana e divampante scossa erotica, perché da un piccolissimo dettaglio visto in quegl’indumenti mi ha fatto capire chi è che si trova lì nel mio bagno.

Senza fare rumore, mi sfilo le scarpe, sbattono, e tolgo la camicia e lo stesso vale pure per i pantaloni, tiro via i calzini e per finire pure i boxer; resto nudo, statuario come un bronzo di Riace e col mio membro che mostra come si sta sugli attenti all’adunata e con passi decisi entro nel bagno.

Entro e ti intravedo dentro la doccia ormai tutta appannata dal vapore che crea l’acqua a tremila gradi Fahrenheit che ti piove addosso.

Bellissima, con una mano sei appoggiata alle mattonelle mentre con l’altra ti stai accarezzando fra le gambe, i tuoi capelli rossi che cadono madidi di acqua lungo il filo della tua schiena e quel sedere che pare la cascata di Trevi ritto per la posizione che hai assunto quasi ricurva in avanti e con la gamba sinistra tirata in su.

Ne ho viste di donne splendide nella mia fin qui lunga vita, ma in quest’istante davanti a te dentro la mia doccia, passerebbero inosservate come una fiato Panda accanto ad una Ferrari. Mai, dico mai ho visto qualcosa di così sensuale paragonabile a questo, e il sangue mi inizia a bollire, circola nel mio corpo a ritmi vertiginosi, il mio eros si infiamma e sento che il membro tira bello duro come un martello contro un chiodo.

E non resisto, apro lo sporto della doccia ed entro.  Non fai una piega, sapevi che sarei tornato, e mi aspettavi, mi desideravi, tanto che dalle tue labbra esce un: – Ti aspettavo stallone mio, ce ne hai messo di tempo a tornare a casa, la tua puledrina ha tanto bisogno di coccole e di essere domata meow –

Ti stacchi dal muro con la mano, ti giri e guardandomi, non riesci a non finire per fissare quel palo della luce che dritto mi si rizza dalle gambe fino all’ombelico, come un enorme fungo che finito il gambo lascia il posto ad una cappella quasi viola da come è in tiro e vogliosa di essere apprezzata da te.

– Mmmm vedo che pure tu sei felice di vedermi mio stallone – e prima ancora che tu possa dire altro mi afferri per il cazzo e mi tiri tutto dentro la doccia fino ad appoggiarmi al vetro. I nostri corpi bagnati si scontrano e si uniscono prima in un appassionato abbraccio e poi in un innumerevole quantità di baci e carezze che ci scambiamo su tutto il corpo.

La tua pelle bianca e liscia si lascia scorrere dalle mie dita come una una foglia da una goccia di rugiada, il tuo corpo bollente è come un pianoforte sul quale muovo le mie mani creando una sinfonia celestiale.

Ti giri dandomi le spalle, e non resisto alla tentazione di baciarti quella pelle di seta della tua schiena, mentre ti appoggi con forza con il corpo a me, così tanto che il mio membro sparisce fra le tue mele. Sobbalzi per un istante, perché lo senti tutto, anche se solo esternamente, ne capti la sua durevole voglia di penetrarti e di farti raggiungere quel Paradiso che mai hai provato in vita tua.

Lo capisci, e per farmi eccitare ancora di più te lo tieni stretto fra le chiappe stringendo con forza e poi muovendo il sedere a destra e sinistra come fossi una ballerina al carnevale di Rio. Un impulso di eccitazione mi parte dal cervello e scorre velocissimo fino al mio cannone che come acceso da una presa elettrica scatta e ti bussa proprio nel tuo foro proibito, quasi a chiedere permesso io entro.

Sfondo ogni mio riguardo e pian piano la mia cappella si fa spazio fra le tue mele, senti un po’ di fastidio, ma è quella sensazione buona nuova che ti prende, quella voglia di avermi dentro che ti fa dare ancora di più. Io entro piano e tu vieni col tuo sedere indietro, direi che è un lavoro di squadra perfetto tesoro mio!

Mi piace il tuo culo che mentre vi penetro dentro, tasto esternamente le tue chiappe con le mani: bello, grande, sodo e morbido al punto giusto, mi fa andare il testosterone a volumi inarrivabili, il mio cazzo lo sento ormai come uno shuttle lanciato in orbita che fra poco andrà avanti e indietro nel tuo universo anale. Ora che sono entrato tutto dentro con le palle che ti battono addosso, inizio a scopartelo ben bene sospinto dal tuo piacere che sento e che manifesti benissimo con i tuoi movimenti e col tuoi versi vocali. Sei davvero eccitante quando esprimi la tua gioia sensuale, quando presa dal piacere mi sussurri: – Sì di più, sfondami tutta, scopami il culo, si così così, di più…-  e io non desidero altro di sentirtelo dire e continuo a trapanarti quel buco come la trivella che aprì il traforo del Montblanc.

Prima di andare avanti…

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