Francesca
Sto con Francesca da un anno, quando l’ho conosciuta non avrei mai pensato di riuscire a mettermi con una come lei, intanto è molto più piccola di me, io ho 36 anni, lei 23, poi è di una bellezza sconvolgente, non solo il viso, tutto il suo corpo oltre che l’evidente bellezza sprigiona sensualità e trasgressione.
Inoltre il fatto che stia con me è un concetto relativo, se voglio che resti devo concederle i suoi spazi senza reprimerla e senza recriminare sui suoi comportamenti, senz’altro la sua infanzia in diverse case famiglia ha influito sul suo modo di essere e di comportarsi, una delle cose che ho notato in lei è l’assoluta mancanza di fiducia che ha in qualsiasi persona, anche in me e nonostante faccia di tutto non sono ancora riuscito a farla fidare completamente, sta sempre sulla difensiva. Non è facile per me gestirla, a volte non riesco a frenare la sua irruenza.
Una volt eravamo in un bar, appollaiati su due sgabelli, lei si veste sempre in maniera abbastanza provocante, che, comunque, metta in evidenza la sua bellezza, si è accorta di un uomo in un separè che la fissava, devo dire nell’aspetto anche abbastanza volgare, la guardava e si teneva una mano sul cavallo dei pantaloni, mi girai per prendere la mia bibita dal bancone e non lo rividi più, pensai fosse uscito, dopo qualche minuto Francesca lasciò il suo sgabello per andare in bagno o, almeno, la vidi andare in quella direzione, 10 minuti, 15, ancora non torna vado a vedere, la trovo dopo 30 secondi, è in piedi contro una delle porte dei cessi con l’uomo che la sta scopando da dietro e lei che gli dice
- Più forte, voglio sentirlo sfondarmi la figa
- Non ti fermare, spingi, così sì
- Fammi male , come se mi violentassi, daiiiiii
- Se mi fai godere dopo te lo succhio
Ormai hi imparato, non dico niente, mi ritiro in buon ordine e vado a risedermi sul mio sgabello, passa mezz’ora, adesso sì che l’uomo se ne va, lei torna al bar come se niente fosse, solo con il viso un po’ arrossato, mi bacia su una guancia e torna a sedersi e a sorseggiare la sua bibita, questa è Francesca.
Francesca non lavora, studia all’università o almeno dovrebbe, da quello che so è al terzo anno e studia lettere moderne, credo finisca quest’anno perché si tratta di una laurea breve ma non ne ho la certezza,
Francesca non ritiene necessario informarmi e, anzi, ho scoperto che l’ultima settimana non ha frequentato perché una sua compagna ha chiamato a casa tre volte cercandola, ho girato la sera diversi locali dove so che lei ogni tanto va ma non l’ho trovata, solo uno dei barman mi ha detto di averla vista andar via il martedì notte insieme a due ragazzi di colore, però oggi è giovedì, dovrebbe tornare a casa, spero.
Un amico mi dice che ha sentito che forse Francesca è andata in una casa occupata in zona Quintiliano per una festa, non vorrei ma non posso fare a meno di andare a vedere, è un palazzo ex uffici di 4/5 piani, all’ingresso un andirivieni di persone di tutti i tipi e colori, entro anch’io, nessuno mi dice niente, ai primi due piani nulla, camere con materassi a terra, cucine improvvisate, collegamenti elettrici volanti e, sicuramente abusivi, qualcuno che dorme, altri che mangiano o bevono decisamente sbronzi, gli altri due piani sono vuoti, sporchi ma vuoti, probabilmente in attesa di essere occupati, di Francesca nessuna traccia, faccio per uscire ma poi sento musica di tamburi in sottofondo, torno sui miei passi al piano terra seguo i tamburi scendo dio un piano, ancora niente ma la musica è più forte, supero una porta di metallo ed una scala in ferro mi porta più giù di un altro piano, devo abituare la vista, il locale è buio con lampi di luce probabilmente a tempo con la musica, intravedo una ragazza inginocchiata bloccata in quella che sembrava una gogna medioevale, un uomo di colore dietro di lei non capisco se la sta scopando o inculando, ne ha un altro davanti che le passa il cazzo dentro e fuori la bocca, non è Francesca ma ci sono altri uomini di colore che girano per la stanza seminudi, poi la vedo, non ci credo, non può essere lei, è completamente nuda, sta cavalcando, un uomo di colore steso per terra , lei dà la schiena alla sua faccia, vedo che si solleva e si lascia andare sul cazzo enorme del negro mentre altri tre sono in piedi davanti a lei e le stanno spruzzando sul volto e sul corpo il loro sperma che lei accoglie con la bocca aperta.
Ci sono solo loro due come ragazze nella stanza mentre ho contato una decina di uomini in totale, non riesco a muovermi dall’ingresso della stanza, sono rimasto bloccato come un ebete a guardare, la musica è battente, fastidiosa, almeno per me, la vedo sollevarsi e girarsi continuando a cavalcare quel cazzo enorme, adesso lo sta guardando in faccia, uno dei neri che le hanno spruzzato la sborra in faccia le mette il cazzo in bocca e lei continua a scopare iniziando a succhiarlo, poi un altro si avvicina ai tre, si inginocchia dietro a Francesca e punta l’uccello al suo buchino del culo mettendole una mano sulla schiena, vorrei andarmene quando la sento urlare, probabilmente l’ha penetrata a freddo, le avrà fatto male, poi la sento :
- Così, scopatemi, sono la vostra troia, più forte, non abbiate pietà Dio sì siiiii
Non so come ma mi ritrovo in strada, mi gira la testa, so che Francesca ha degli eccessi ma non l’avevo mai vista così, ad un angolo mi appoggio al muro e mi piego per vomitare, lo dice Francesca che sono troppo sensibile. Torno a casa e ora del mattino ho dato fondo ad una bottiglia di vodka, sono stravaccato sul divano e ormai è quassi mezzogiorno quando sento la chiave nella serratura, è lei che torna
- Non stai bene?
- No, non molto, tu invece?
- Si non mi lamento
- Immagino, ti ho visto ieri
- Ah sì?
- Si, ti stavi facendo scopare come una troia da un gruppo di negri
- E tu sei rimasto a guardare?
- Stavo cercando te
- E ti è piaciuto?
- Cosa dici? No, non mi è piaciuto affatto
- Nessuno ti ha chiesto di cercarmi
- Ma io tengo a te
- Allora dovresti scoparmi di più
Non so cosa mi è preso, sono saltato in piedi, l’ho raggiunta, l’ho presa per le spalle, l’ho strattonata e buttata a terra, lei è rimasta sorpresa, ho tirato fuori il mio cazzo dai pantaloni e gliel’ho spinto in bocca, fino in gola, tenendole la testa con le due mani e cominciando a scoparla in bocca; poi quando sono stato pronto le sono salito sopra sollevandole la mini e strappandole le mutandine e l’ho penetrata con violenza tenendole le mani sul collo
- Vuoi essere trattata come una troia? E va bene farò così
Con la voce strozzata, perché stavo stringendole il collo con le mani
- Si trattami male, scopami a sangue, spaccami il culo, non ti fermare,
mi rendo conto di quello che sto facendo in uno sprazzo di lucidità e le tolgo le mani dal collo, è lei adesso che stringe il mio , è forte, mi manca il fiato, cerco di spostarle le mani e intanto sono dentro di lei e mi agito perché mi sta mancando l’aria
- Come ti sembra scoparmi mentre ti manca l’aria per respirare, sento i tuoi spasmi dentro di me,
riesco a spostarle le mani e a prendere aria, allora le do un sberla, non l’avevo mi fatto, lei mi bacia e mi morde sul labbro, sento il sapore del sangue in bocca, le strizzo i capezzoli torcendoli, la sento venire sotto di me e, all’improvviso ho anch’io un orgasmo violento eiaculando nella sua vagina, poi mi stacco da lei che rimane per terra a fissarmi.
Esco di casa quasi di corsa, non ho una meta precisa, mi trovo senza accorgermene davanti a casa dei miei, ormai solo la casa della mia matrigna, non ho bisogno di bussare, ho la chiave ed entro
- Oddio, e tu cosa fai qui?
- Avevo bisogno di un posto dove fermarmi a riflettere
- Cos’è successo? quella troia che sta con te ti ha buttato fuori di casa?
- Certo che tu di troie te ne intendi, ne vedi una allo specchio tutte le mattine
- Tuo padre non la pensava così
- Perché ancora non aveva capito chi eri, poi, per tua fortuna. È morto
- Prima o poi capita a tutti
- Troia!
- Però conoscendola è strano ti abbia buttato fuori
- Non l’ha fatto, me ne sono andato io
- E come farà la poverina senza il tuo uccellone, io certo non lo avrei fatto, come rinunciare a succhiare una verga come la tua?
- Cosa cazzo ne sai, piantala
- A tuo padre piaceva quando glielo succhiavo
- Aveva vent’anni più di te
- Vero, però riusciva a soddisfarmi benissimo, si vede che tu non lo fai con la tua Francesca
- Non ti riguarda
- Se hai bisogno di un aiutino …….. io ci sono
E si apre la vestaglia mostrando il seno e il pube completamente depilato, è una bella donna, ha solo 6 anni più di me, distolgo lo sguardo ma non subito e se ne accorge e mi viene vicino mettendomi una mano sul cavallo dei pantaloni,
- Ho appena fatto il caffè, mi dai un po’ di crema?
Mi apre i pantaloni e ci infila dentro la mano afferrandomi il cazzo e tirandolo fuori, comincia a leccarne la punta guardandomi in faccia, non mi sottraggo e, anzi, mi lascio andare sulla sedia dietro di me, lavora alacremente con le labbra e la lingua, succhia e lecca insalivandomi il cazzo che intanto è diventato durissimo, non disdegna neppure di succhiarmi lo scroto che soppesa con una mano
- Non mi hai mai voluto chiamare mamma
- Non sei mia madre
- Chiamami mamma lo stesso mentre mi scopi
Lei intanto si sposta e mi cavalca penetrandosi da sola
- Oddio, mamma
- Bravo così, dopo mamma si fa anche rompere il culo
- Troia, sei una gran troia……. Mamma
- Si scopami ancora
Il suo orgasmo irrompe furioso seguito dal mio che le riempie la figa di sborra densa e calda, nella foga mi tira per terra insieme a lei e si riappropria del mio uccello con le labbra ripulendolo con la lingua, mi sale sopra portando la sua figa sopra la mia faccia, il suo profumo mi inebria, il sapore dei suoi umori mi stordisce mentre il mio cazzo cresce ancora contro il suo palato, glielo infilo in bocca ancora più profondamente, fa fatica a respirare perché solo lo scroto resta a sbattere contro le sue labbra, si solleva da me mettendosi al mio fianco stesa per terra e sollevando il sedere puntando le ginocchia allargate sul pavimento, si allarga le chiappe con le mani invitandomi ad esplorare il suo buchino con un dito e poi con il cazzo, la cappella entra un po’ a fatica, la sento soffiare mentre spingo dentro il suo sfintere il resto del mio uccello, e poi comincio a pompare dentro di lei, spinge il sedere all’indietro ad ogni mio affondo, la sento gemere per il piacere ed il dolore, la prendo per i capelli tirandole la testa all’indietro e scopandola con violenza e profondità, quando tiro fuori il cazzo eiaculandole nel culo è come se stappassi una bottiglia, la vedo alzarsi di corsa correndo in bagno, non fa in tempo a chiudere la porta e la sento evacuare seduta sul cesso, mi alzo e la raggiungo pisciandole addosso, lei apre la bocca per bere il mio piscio e poi si lecca le labbra e ride.
Apro l’acqua calda della doccia e ci infiliamo sotto tutti e due, ci insaponiamo e laviamo a vicenda poi lei ancora si piega per succhiarmi di nuovo il cazzo, ne vuole ancora facendosi sbattere in piedi contro le piastrelle, non credevo ancora di riuscire a scoparla di nuovo, con le mai le prendo i capezzoli torcendoli, urla per il dolore ma non si sottrae e, anzi, spinge le miei mani sui suoi seni contro il muro, la foga è tale che si stacca il porta sapone che è sopra la sua testa dalle piastrelle, orgasma di nuovo poi vuole bere il mio nettare prendendomelo ancora in bocca ed ingoiando lo sperma che schizza caldo sul suo palato, ci sediamo sul piatto della doccia stremati e, quando riusciamo andiamo a sdraiarci sul letto che fino a qualche mese prima ha condiviso con mio padre.
Torno a casa nel tardo pomeriggio, Francesca è a letto che sta dormendo la lascio stare e vado in cucina a preparare la cena per quando si alzerà.
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