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da Torino a MIlano (prima parte)
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Racconto11 min di lettura

da Torino a MIlano (prima parte)

una quattordicenne alle prese con un trasferimento

sandra
11 mesi fa · 800 letture · 1

 praticamente mi spinse all’indietro prendendomi la faccia tra le mani dicendomi

-          Adesso riproviamo

Però stavolta il suo cazzo era piegato in avanti non ancora duro come prima e lui me lo infilò di nuovo in bocca dicendomi

-          Adesso dovrai metterci più impegno

E così feci, intanto mi aveva infilato le mani sotto la camicetta prendendomi tra l’indice ed il pollice i miei capezzoli

-          Si vede che sei eccitata, come una vera troietta, hai i capezzoli durissimi che si stanno gonfiando

Io intanto continuavo a succhiare e leccare anche se non mi teneva più il viso tra le mani e tornò duro come prima ma stavolta non mi schizzò in faccia, lo fece direttamente in gola riprendendomi la faccia tra le mani ed impedendomi di spostarmi

-          Si, decisamente meglio ma adesso vai a scuola che hai perso le prime due ore

E mi mandò fuori quasi spingendomi mentre ancora mi leccavo via lo sperma dalle labbra. Corsi verso il capolinea saltando quasi al volo sul tram, avevo perso non due ore ma tre, però avevo fatto i miei primi pompini e mi sentivo più grande.

Lo ritrovai sul tram tre giorni dopo, neppure un saluto, solo tre parole

-          Vieni da me

Come prevedeva obbedii e appena entrata mi disse

-          Togliti le mutandine, ma chi te le compra?

-          La mamma

E intanto le tolsi, prese un pacchetto e mi disse di aprirlo, dentro c’erano degli slip di pizzo neri, bianchi, mini slip rosa, addirittura un paio di seta rossi

-          Questi devi mettere

-          Ma la mamma….

-          Tienili nello zaino, poi quando esci ti cambi, adesso provali voglio vedere come stai

Li provai tutti tirandomi sulla pancia la mini e guardandomi allo specchio, mi piaceva come mi stavano

-          Adesso togliti la maglietta che ho voglia di succhiarti quei capezzolini

Non si limitò a succhiarli, li mordicchiò anche, la cosa mi piacque tanto da farmi bagnare

-          Adesso fai da sola ma usa anche la mano non solo la bocca

Lo guardavo mentre gli facevo una sega e contemporaneamente un bocchino, il suo bel cazzo fremeva nella mia bocca

-          Adesso basta, allarga le gambe

Ed un attimo dopo schizzava il suo sperma sulla mia fighetta

-          Raccoglilo con le dita e succhiatele, brava così senti il sapore, ti piace?

Solo un cenno di assenso con la testa

-          Sei proprio una troietta

-          Perché mi chiami così

-          Perché è vero, adesso riproviamo, solo con la lingua, prendi il mio cazzo in mano e leccalo dal basso verso l’alto, poi succhiami anche le palle e poi ricominci prendendolo in bocca

-          Obbedii senza discutere

Quando mi venne in gola fece come l’altra volta mandandomi via.

A scuola ero un po’ indietro avevo sempre il  suo cazzo in testa, dovetti faticare un po’ per recuperare, comunque venni promossa per il rotto della cuffia, detti la colpa ai troppi scioperi.

Adesso ero in seconda, quindicenne, aspettavo mi scopasse, mi sverginasse e lui invece niente, solo pompini e seghe in maniera diverse, intanto anche il mio seno crebbe un po’, quando uscivo da casa anche se non andavo da lui mi cambiavo le mutandine, mi piaceva come mi stavano, soprattutto sul culetto.

-          Domani vieni alle dieci ti porto a vedere un film porno

-          A me non mi fanno entrare

-          Non ti preoccupare conosco il padrone della sala

Non ricordo che film vedemmo perché era già iniziato e la sala era al buio, lui rimase fermo un po’ poi mi disse

-          Vai a sederti vicino a quel tipo in terza fila, accarezzalo tra le gambe, tiragli fuori il cazzo e fagli un pompino

-          Chi è?

-          Non lo so, non lo conosco ma dal fisico è uno con il cazzo grosso, troia come sei ti piacerà succhiarglielo

Neanche a dirlo eseguii i suoi ordini, il barbuto rimase un attimo sorpreso poi mi lasciò fare volentieri e ci aveva preso aveva il cazzo grosso e nerboruto, fu abbastanza impegnativo ma mi piacque.

Aspettavo sempre che arrivasse il momento che agognavo che non arrivava mai, glielo chiesi addirittura una volta, mi rispose che non ero ancora pronta.

-          domani vieni al pomeriggio avrai da fare, mettiti le mutandine rosse e la mini di pelle come i tuoi stivaletti e pettinati con la coda di cavallo

-          sarà lunga, tra districare la treccia, lo shampo, pettinarli e spazzolarli

-          voglio vederti con la coda di cavallo, punto.

Arrivai all’ora che mi aveva detto appena entrata nello studio, però la luce era spenta, era in penombra, un riflettore mi si accese quasi in faccia accecandomi

-          togli la maglietta e la mini

lo feci subito, cominciavo a vederci di nuovo, partì della musica

-          adesso balla

cominciai a seguire il ritmo, mi piaceva ballare, certo era strano solo con gli stivaletti e quelle mutandine rosse, la coda di cavallo, lunga com’era volteggiava intorno a me, mi sentii tirare proprio dalla coda e mi trovai piegata in avanti con un cazzo davanti alle labbra, aprii subito la bocca e cominciai a fere un pompino, non sapevo a chi, non a lui sicuramente, ormai il suo cazzo lo conoscevo, 5 minuti per il primo scroscio di sperma sul seno e mi ritrovai con la schiena contro il divanetto con una altro cazzo in bocca, questo era nero e grosso, praticamente mi scopava in bocca e si scaricò anche nella mia gola facendomi tossire, finalmente la sua voce

-          vicino a te c’è una benda mettila sugli occhi bella stretta e poi siediti sul divanetto

succhiai e leccai almeno altri quattro uccelli oltre il suo, ricevendo in varie parti del corpo le relative dosi di sperma e usando tutte le tecniche che  mi aveva insegnato, ala fine qualcuno mi strappò le mutandine e me le mise in bocca, avevo sempre la benda sugli occhi, quando me la tolse c’era solo lui

-          brava sei un ottima studentessa, decisamente troia ma ottima, fai una doccia e torna a casa.

Lo rividi dopo una settimana sul tram

-          domani metti i mini slip rosa e vieni da me

pensai fosse giunto il momento e avevo ragione

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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