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Erotika
una futura sposa nervosa
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Racconto21 min di lettura

una futura sposa nervosa

la paura di una vita monotona

sandra
1 anno fa · 978 letture · 0

Io, sinceramente, avrei anche evitato il pranzo e mi sarei messa a letto a farmi coccolare da Carlo, lui, invece, era pieno di adrenalina e, inoltre, mi confessò di essere affamato, facemmo il nostro ingresso nella sala accolti dagli applausi e da un brindisi, io ero ancora un po’ frastornata, bevvi due flutes di prosecco per cominciare a realizzare e a calmarmi, ci sarebbe voluta davvero qualche coccola, Carlo, invece, era già vicino al buffet degli stuzzichini preparato con l’aperitivo.

I ragazzi cominciarono a suonare ed a intrattenere gli invitati, erano davvero bravi, come mia abitudine quando vado in un locale, andai subito a vedere lo stato dei bagni, sarà una fissazione ma sono sempre stata convinta che da come vengono tenuti i bagni di un ristorante si può capire se  si mangia bene ed in sicurezza, erano impeccabili e, inoltre, avevano messo, per l’occasione, un’addetta alle pulizie fissa, direi alla grande, avevamo scelto il locale giusto. Avevo bisogno di un po’ d’aria e di fumare una sigaretta, avevo ricominciato da 6 mesi, giusto una ogni tanto, direi che un pacchetto mi durava una settimana, all’interno non si poteva fumare, giustamente, avevano predisposto una spazio esterno coperto, attrezzato ma a me piaceva passeggiare mentre fumavo, lo dissi a Carlo che era sempre impegnato con il buffet degli aperitivi che mi disse che ci voleva almeno un quarto d’ora prima di sedersi a tavola e, allora andai.

Nello spazio predisposto c’erano un paio di ospiti e nel giardino trovai un piccolo spazio con siepi alte fatto come fosse un labirinto, niente di che ma anche questo ben curato e pulito, con un paio di panchine di pietra, lì trovai Claudio, che fumava la sua pipa, seduto comodamente su una panchina, era stato un mio ex, poi l’avevo lasciato e si era messo insieme ad una mia cugina, per quello era lì, non ci avevo pensato quando scrivevamo gli inviti, ma nulla di male, ci eravamo lasciati ma eravamo in buoni rapporti, erano quegli amori giovanili, io avevo 19 anni, ed ero nel mio periodo “libertà = trasgressione”, era, come ricordavo, trasandato con eleganza, non avevo mai capito come ci riusciva, mi abbracciò e baciò sulla guancia, il profumo del suo tabacco mi avvolse, non so cosa mi prese ma spostai la faccia per baciarlo sulle labbra, la pipa gli cadde per terra per la sorpresa, dopo il bacio gli dissi in un orecchio

-          fai finta che non ci conosciamo

e gli misi una mano sulla cerniera dei pantaloni abbassandogli la zip, il suo cazzo sembrava esplodere dai boxer, si era eccitato in un attimo, glielo presi  in mano  estraendolo e, comunque, lo assaggiai con al lingua per un minuto, lui mi infilò le mani sotto la gonna prima abbassandomi e poi strappando le mutandine, appoggiata alla panchina, mi penetrò da dietro infilandomi le mani sotto la camicetta e stringendomi il seno mentre cominciava a scoparmi, durò solo pochi minuti, eravamo troppo eccitati, ma fu sufficiente , mentre si tirava su i pantaloni e raccoglieva la pipa recuperai le mutandine e scappai in camera, dovevo cambiarle e quelle strappate le usai per pulirmi gettandole nella spazzatura subito dopo, raggiunsi Carlo in tempo per sederci a tavola insieme

-          we, hai corso? Sei tutta rossa

-          si avevo dimenticato una cosa in camera e sono dovuta andare su, ma non volevo fare tardi

in quel momento il complesso ci fece un brindisi. Fu una bella festa, ci furono balli, canti, il mangiare era ottimo ed il vino buono, durante il pranzo andammo da tutti a distribuire le bomboniere, ai testimoni ed ai nostri genitori le demmo prima di tutti, non avevamo fatto una lista di nozze apposta, non volevamo mettere nessuno in difficoltà e, a parte qualcuno, che volle mettere il proprio cognome sulla busta con i soldi, tutte le altre erano anonime come i miei avevano chiesto, mia madre e mia suocera raccolsero tutte le buste e finito il pranzo, dopo il lancio del bouquet che prese proprio mia cugina facendo scappare in giardino Claudio con la sua pipa, ce le portarono in camera.

Eravamo cotti, stanchi e un po’ brilli, una doccia non servì a nulla se non a farci dormire meglio, i soldi li avremmo contati dopo. Al mattino eravamo ben riposati e Carlo mi svegliò portandomi la colazione, che ci avevano consegnato, a letto, rimanemmo a coccolarci fino a mezzogiorno, poi, una volta vestiti contammo i soldi, una bella sorpresa, tra assegni  e contanti erano quasi 20.000 euro, lasciati gli assegni in una busta che detti poi a papà per versarli al  nostro ritorno, ce ne andammo in viaggio di nozze con quasi 13.000 euro in contanti e, tenendo presente che tutto era già stato pagato, in parte da noi e in parte dai genitori di entrambi, quasi non avremmo dovuto usare le nostre carte di credito.

Abbiamo il volo da Malpensa la sera, atterriamo dopo una quindicina di ore a Nosy Be avendo però, fatto scalo a Parigi, il resort è molto bello e la nostra suite è principesca ma, dopo un volo così siamo sfiniti, non mi faccio però, mancare, un salto in piscina anche se rischio di addormentarmi sul lettino.

La cena fu fantastica, a parte una miriade di frutti diversi mangiammo una specie di aragosta locale cotta nel latte di cocco ed un budino a base di vaniglia fatto con il riso; nella mia ignoranza ero convinta che la popolazione fosse per la maggior parte nera, invece era davvero un crogiolo di razze, compreso indoeuropei e asiatici e imparai che si chiamavano Malgasci, 25 anni, laureata in Bocconi ed ignorante come una capra, senza voler offendere le capre, Carlo aveva ragione a prendermi  in giro.

Nel Resort ci consigliarono di non andare in giro la sera da soli ed evitare, anche se poteva sembrare romantico, le spiagge poco frequentate, anche se la maggior parte della microcriminalità si dava da fere nella zona della Capitale c’erano anche rapimenti, scippi e stupri anche piuttosto violenti, lasciammo sempre la maggior patte dei soldi in cassaforte insieme a qualche gioiello che avevo portato e all’orologio di Carlo che costava parecchio, comprò un Casio in un negozietto del mercato, però, bell’ambientino avevamo scelto per il nostro viaggio di nozze, comunque vivere nel Resort ed andare in giro con gruppi organizzati non era affatto male, dovemmo anche comprare due telefoni usa e getta lasciando i nostri I-Phone sempre in albergo, farsi male per un telefono non era il caso, forse esageravamo visto che a Milano  non è che la situazione fosse molto diversa, a parte i rapimenti e la guerriglia in alcune zone del Paese, comunque volevamo una vacanza, non un percorso ad ostacoli; dopo qualche giorno conoscemmo il proprietario del Resort ad una cena organizzata per gli ospiti, non ci credevo, era Italiano e aveva fatto L’Accademia Navale a Livorno, eravamo davvero dappertutto, un bell’uomo, sui 50, simpatico e amichevole, con una moglie con gli occhi a mandorla bellissima, era stata Miss Madagascar e l’aveva catturata lui, come ci raccontò ridendone, lei, invece, ci dette una versione diversa, molto più vicina alla verità e cioè che l’aveva visto in divisa, bello, alto e Italiano e si era lasciata catturare.

Carlo, in quei quindici giorni, si dimostrò molto affettuoso e romantico non facendomi mai mancare nulla, non ebbi mai nessuna voglia di trasgressione, fui davvero una brava mogliettina, poi facevamo tutto insieme, anche le sedute di massaggio che, anche se lo facevamo con delle ragazze, mi provocavano un certo pizzicore dalle parti del basso ventre, tanto che più di una volta, dopo, salivamo subito in camera cominciando sotto la doccia.

Non resistetti molto, però, il viaggio di ritorno fu più lungo, un bell’uomo, inglese, cominciò a guardarmi quando salimmo sull’aereo, era un fotografo ambientalista, anche l’aeromobile era di lusso, su due piani con un piccolo bar al piano superiore e facemmo due chiacchiere bevendo della vodka ghiacciata che a me è sempre piaciuta, Carlo era crollato e dormiva sulla poltrona reclinata con la copertina, dopo il terzo incontro al bar, decisamente non casuale visto che appena salivo arrivava anche lui, in piena notte, mentre praticamente tutti dormivano, mi ritrovai nella toilette contro il lavandino con lui che mi scopava da dietro con enorme soddisfazione comune, solo una hostess, quando uscii dalla toilette per prima, mi guardò mezza assonnata mentre raggiungevo mio marito infilandomi anch’io sotto la copertina, avrei, più tardi, recuperato un paio di slip nel mio beauty visto che il fotografo se le era prese, scommetto di quei souvenir ne doveva avere diversi.

Da Malpensa, in taxi, andammo addirittura nella casa nuova e, appena arrivati chiamai i miei genitori, papà arrivò poco dopo portandomi Oscar che non smetteva più di muoversi e farmi le feste, tutte le nostre cose erano state sistemate negli armadi, avrei pensato poi a sistemarle secondo il nostro gusto, ci misi due giorni a riprendermi gironzolando imbambolata per casa ma, anche Carlo, non fu da meno, poi riaprì l’Agenzia ed io andai in banca a versare gli assegni del matrimonio e pagai, on line, tutte le bollette che trovammo in casella. Ora cominciava la mia nuova vita, l’importante era che non diventasse monotona e ripetitiva, non l’avrei sopportato.

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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