Vai al contenuto
Erotika
un'impiegata modello
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto13 min di lettura

un'impiegata modello

madre, moglie, amante

sandra
1 anno fa · 2.4k letture · 0

-          Beh grazie, ma non c’è molto altro da scoprire

Mi toglie il bicchiere vuoto dalla mano e mi fa alzare, pensavo andassimo, invece mi abbraccia e mi bacia, per un attimo resto interdetta e immobile ma poi le sue labbra sono morbide e calde, e rispondo al bacio, le sue braccia mi stringono e lo lascio fare anche quando sento una sua mano sul mio seno, il suono della mia zip che scorre ed il mio  vestito che scivola  a terra, lui che mi prende in braccio  e mi appoggia dolcemente sul largo divano e poi si china su di me continuando a baciarmi, da quanto tempo non mi sentivo così, in pochissimo restiamo nudi, ho solo i sandali ai piedi ed i gioielli addosso, la sua bocca passa dalla mia bocca al mio collo per poi passare ai miei seni ed al mio ombelico ed infine tra le mie gambe, sono già umida e ansimo mentre la sua lingua si insinua tra le mie grandi labbra, poi risale tornando alle mie labbra e sento la punta del suo cazzo, che non ho ancora visto ne toccato, spingere pe entrare, quando lo fa, spalanco gli occhi, non l’ho visto ma lo sento eccome, involontariamente sospiro quando arriva in fondo e poi comincia la sua danza dentro di me, sono assolutamente rapita da quest’uomo, incrocio le mie lunghe gambe sulla sua schiena spingendolo, se possibile, sempre più dentro di me, quando, dopo un tempo che non avrei ritenuto possibile si scarica dentro di me unendo il suo orgasmo al mio, che non è il primo della serata, mi stringe ancora più forte continuando a baciarmi.

Dopo che il nostro respiro si è fatto più regolare si china a recuperare i bicchieri e lo champagne e ne beviamo ancora, poi si alza e mi rirende in braccio, mi aggrappo al suo collo e poggio la testa sulla sua spalla, entriamo in un ascensore che sale al piano superiore, entriamo in una camera e mi appoggia dolcemente su un letto enorme mettendosi al mio fianco

-          Francesca, tutto bene?

-          Non potrebbe andare meglio

-          Sono contento

E ricomincia a baciarmi, è l’alba quando ci svegliamo ancora abbracciati, gli ho dato tutta me stessa, gli ho concesso, nonostante la paura per le sue dimensioni , il mio culetto sodo, ho assaggiato il suo sperma tra le mie labbra, ho massaggiato il suo corpo con il mio.

-          Ciaooo, dovrò tornare a casa prima o poi

-          Qui non stai bene?

-          Ummm si, ma devo

-          No, non devi per forza se non vuoi

-          Allora diciamo che, questa volta, devo

-          Adesso sono interessato

-          Se mi dai l’indirizzo chiamo un taxi

-          Non se ne parla, ti accompagno io

-          Risalire su quella macchina infernale? Mai

-          Ahahah ok prendiamo la Mercedes

Quando arrivo Luca è quasi pronto per la scuola, Enrico, invece è già uscito,

-          Mamma, ciao, fatto tardi eh

-          Tuo padre?

-          Non so, ieri ha passato un sacco di tempo al telefono e stamattina è uscito presto, ma tu?

-          Io niente, fai tardi per la scuola

Vado in camera mia in bagno,, tra due ore devo essere in ufficio. La storia con Amedeo continua ormai da tre mesi, anche se è già nostro cliente da più di due, dei problemi di Enrico, sinceramente, mi interessa poco, ormai, facciamo due vite parallele che non si incontrano mai.

Solo Luca sembra soffrirne un po’, ma è grande, gli passerà.

La brutta influenza di Luca è quasi passata, prima di andarmene a letto nella mia nuova camera, io e Enrico siamo separati in casa, gli porto una tazza di the con limone e zenzero

-          tesoro stai meglio?

-          Si mamma , grazie per il the

-          È tardi, cerca di dormire un po’

-          Stai un po’ qui?

Me lo chiedeva sempre quando era piccolo

-          Certo tesoro, mi sdraio qui vicino a te

Mi addormento, forse prima di lui, è stata una giornata lunga ed impegnativa, anche se è sabato sono dovuta andare lo stesso in ufficio e ho una ragazza in meno, si era fermata dopo l’orario nell’ufficio del CEO uscendone il mattino dopo.

Amedeo mi ha chiesto di trasferirmi da lui, ma non gli ho dato ancora una risposta, anche se  sono tentata.

Sto sognando di lui, mi accarezza la curva che unisce la mia schiena alle natiche, sono sdraiata sul fianco e lui è dietro di me, le sue mani continuano sul solco tra le natiche e poi scendono alla mia figa, sono già bagnata, le sue dita separano le mie grandi labbra e sento la punta del suo cazzo entrare e un suo braccio stringermi a se passandomi sopra i seni, mi sveglio di colpo, non è Amedeo, non sto sognando

-          Lucaaaa

Urlo sottovoce

-          Cosa stai facendo, lasciami

-          Quello della Lamborghini ti scopa così mamma?

I suoi colpi mi fanno male, il ritmo è furioso devo mordere il cuscino mentre piango e godo, ho il suo sperma sul mio sedere, il suo abbraccio non cede ma riesco a girarmi verso di lui quando si sposta un po’ da me

-          Cosa ti abbiamo fatto io e papà per farci questo?

-          Tu assolutamente nulla tesoro, sono cose che succedono, è la vita, nulla dura per sempre, o quasi, io, ad esempio, ti amerò per sempre

-          Anche adesso?

-          Anche adesso, non ti preoccupare, te l’ho detto ci sono cose che capitano e basta

-          Ma ti ho fatto male?

-          Noooo come potresti farmi male

-          Allora non gemevi per il dolore

-          No

-          Allora ti è piaciuto?

Sembrava un bambino, se non fosse che aveva un cazzo moscio e lungo appoggiato ad una sua gamba

-          Si non ti preoccupare

-          Anche a me, non sai quante volte, pensando a te…….

-          Cosa?

-          Ho fatto questo

Si prende il cazzo in mano e comincia a farsi una sega

-          Immagino capiti a tanti figli di farlo pensando alle madri

-          E non ti dispiace?

Inconsciamente, forse per tranquillizzarlo, gli metto una mia mano sulla sua che continua a muoversi, sembra gi abbia dato una scossa, il suo uccello si raddrizza di colpo, toglie la mano ma la  mia rimane e continua il movimento, ha gli occhi chiusi, li riapre per  un attimo quando sente il caldo delle mie labbra circondargli il pene, e appoggia la sua mano alla mia testa china, stavolta non va perso, il suo sperma caldo e denso finisce nella mia bocca e in gola, e lui con un grosso sospiro riapre gli occhi e mi guarda

-          Mamma, anch’io ti amerò per sempre.

Ora la mia vita continua, ho il mio lavoro, vivo con Amedeo e vedo mio figlio regolarmente, anche se non facciamo sesso ogni volta, sono separata da Enrico legalmente e ho avuto un aumento con i complimenti, non solo a parole del mio CEO, che, ogni tanto, invece di farmi licenziare le mie ragazze apprezza il mio culo.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

Altri racconti di sandra

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    la vedova

    la vita di una famiglia cambia a causa di un tragico evento

    1 anno fa 11 min 0 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista