- Non sono né stupido né scemo bellezza
- Non volevo dire ……..
Si scioglie la cintura dell’accappatoio
- E adesso fammi un pompino così prendi il caffè con la panna
Mi prende per un polso portandomi ad inginocchiami davanti a lui
- E da oggi ricordati, sarai la moglie di Carlo e la puttana di Giovanni e ti voglio sempre disponibile, bella e profumata e adesso succhia
Ero stranita dal cambiamento di Giovanni ma non mi sembrava stesse scherzando e, infatti non scherzava.
Nei due giorni successivi mi scopò quando voleva, anche in bocca ficcandomi il suo cazzo fino in gola, in ogni momento della giornata avesse voglio mi prendeva, in cucina in salotto o sul terrazzo e la notte era lo stesso, il terzo giorno, Carlo sarebbe rientrato il giorno dopo, mi disse di prepararmi che la sera saremmo usciti,
- Ti voglio figa, sexy e metti qualcosa di carino
Pensai saremmo, finalmente, andati in qualche locale carino, misi un miniabito nero, senza reggiseno con la schiena nuda, un perizoma di pizzo sempre nero e dei sandali dello stesso colore con tacco 10, quando uscimmo volle le chiavi della macchina
- Guido io
- Ma la patente….
- Non ti preoccupare
Arriviamo a Trezzano sul Naviglio, in zona industriale, davanti ad un capannone si ferma suonando il clacson tre volte e poi un’altra volta ancora, il portone si apre ed entriamo direttamente in macchina.
- Ti resta in macchina
Tre uomini gli vanno incontro e si stringono la mano e si abbracciano, vanno in una zona del capannone con un paio di divani ed un tavolino e si siedono, io mi guardo intorno, a parte un paio di casse di legno ed un furgone non c‘è altro, poi dopo una ventina di minuti m raggiunge, penso adesso andremo a cena
- Scendi ti presento degli amici
Scendo dalla macchina e lo seguo
- Eravamo insieme in galera, sono usciti un po’ prima di me, abbiamo degli affari insieme
- Non andiamo a cena?
- Dopo
Arrivati in quella specie di salotto
- We Giovanni chi è la tua amica? È davvero un bel pezzo di figa
- La moglie di un amico che mi facevo prima di essere ingabbiato
- Ah però un bell’amico
- Si adesso è via e lei ne approfitta
- Ah quindi un po’ troia
Parlano di me come se io non ci fossi
- Decisamente tanto troia, volete farci un giro?
Lo guardo stringendogli il braccio con tutte e due la mani
- Perché no, sembra appetitosa
Lui si stacca da me e mi spinge in avanti verso di loro, non faccio in tempo a reagire che ho già 4 mani dappertutto, qualcuno mi slaccia il vestito dal collo e questo mi scivola ai piedi mostrando tuto il mio corpo
- Ah però puttana di classe
Quello rimasto seduto ha già tirato fuori l’uccello dai calzoni
- Vieni qui fammi un bocchino, ahahah
Mi spingono in ginocchio, cerco di voltarmi per guardare Giovanni ma si sta spogliando anche lui, l’uomo seduto mi mette una mano sulla testa e mi ficca il suo cazzo subito in bocca palpeggiandomi poi il seno, dietro di me sento rumore di vestiti che vengono tolti il mio perizoma viene strappato e vengo sollevata per i fianchi sempre tenendo la bocca occupata, una mano mi passa sulla figa più volte
- Giovami hai ragione, è già umida
Mi manca il respiro mentre vengo penetrata di colpo da un uccello che comincia a sbattermi come non ci fosse un domani, ad ogni colpo mi ritrovo il cazzo che ho in bocca sempre più in gola
- Succhia troia che poi ti faccio bere
Una scarica di sperma dentro la vagina e subito un altro uccello prende il suo posto, deve essere Giovanni è grosso ma alzando gli occhi vedo che lui è in piedi a guardarmi da dietro il divano, eccomi riempita, in gola ed in figa ricevo lo sperma caldo dei due uomini, non vedo più Giovanni ma lo stento, è lui che mi sta forzando il culo, questa volta senza tanta accortezza
- Ehi ragazzi, le piace proprio, guarda come si fa inculare questa,
ricevo anche la dose di Giovanni, poi mi spinge contro il divano, sto ansimando cerco di riprendere il ritmo del mio respiro ma non è facile, il primo che mi ha scopato si sdraia sul tappeto davanti ai divani e gli altri due mi prendono per le braccia e , a gambe larghe mi calano su di lui, anche lui ha puntato al mio culo che Giovanni ha preparato, mi lasciano andare quasi di colpo, per fortuna riesco a mettere i piedi a terra, nonostante i tacchi, mi fa ballare sul suo cazzo e, purtroppo, godo ancora una volta, mi ritrovo, mentre lui mi incula, due cazzi davanti alla faccia, mi costringono ad impugnarli e, a turno, leccarli ed imboccarli, lo sperma di quello sotto di me mi cola dal culo sulla sua pancia, mi sollevano e mi fanno inginocchiare con la testa sui cuscini del divano, il mio culo a loro disposizione, l’ultimo è quello più grosso che, ad un certo punto alterna gli affondi nel culo a quelli nella figa, sono sfatta e sporca ma non è finita, seduta per terra con la schiena appoggiata al divano mi spruzzano in faccia gli ultimi residui di sborra, Giovanni il più corposo, poi indicandomi il bagno e restituendomi il vestito che ha raccolto da terra
- Vatti a dare una ripulita e rivestiti che ho fame
In bagno mi lavo, mi asciugo le lacrime e mi sistemo il trucco, quando esco stanno chiacchierando e ridendo
- Sali in macchina che arrivo
- Ehi bella tu e il tuo culo siete sempre benvenuti ahahah
Mi siedo sul sedile del passeggero un po’ a fatica, mi fa male davvero il sedere e la pancia, poi arriva Giovanni che sale in macchina, io, con voce piagnucolosa
- Perché Giovanni ?
- Per ribadire il concetto, sei la mia puttana e fai quello che voglio, mio fratello ha un debito, tu sei sua moglie, tu lo paghi.
Rimasi in silenzio anche mentre mangiavamo la pizza in Via Antonini da Calafuria, poi a casa mi chiusi in bagno, la sua voce oltre la porta
- Io vado a letto, riposati stanotte, domani torna Carlo
Da allora il nostro è un menage a trois all’insaputa di mio marito, non lavorano più insieme ma io li vedo tutti e due, Carlo normalmente e Giovanni no., devo dire che non mi ha più messo in situazioni tipo quella del capannone, però alcune volte mi ha fatto scopare da quelli che lui chiama i suoi clienti e quando Carlo va all’estero per lavoro si piazza sempre a casa nostra e nel mio letto.


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