Prosegue imperterrito, poi qualche colpo più lungo e profondo, sento il suo cazzo vibrare dentro di me e poi la sua sborra calda inondarmi la vagina con un sospiro di soddisfazione di entrambi.
Esce da me e facendomi girare mi abbraccia e mi bacia schiacciando il mio seno sul petto villoso, allungo una mano verso il basso a prendergli il pene, poi mi chino a prenderlo in bocca, sento il sapore dei nostri umori mischiati
- non immagini quante volte ho sognato le tue labbra sul mio uccello e quante seghe mi sono fatto ricordando quando ti ho visto al mare con quel costumino sexy che metteva in mostra il tuo seno ed il tuo culetto alto.
Mi mette le mani sulla testa assecondandone il movimento mentre gli faccio uno dei miei migliori pompini, mi cresce ancor dentro la bocca, contro il mio palato, le sue mani mi fanno sollevare la testa , stavolta mi viene sopra, le sue gambe tra le mie che si allargano, sollevo le ginocchia e punto i piedi sul materasso sollevando leggermente il bacino per permettergli di penetrami meglio e la danza ricomincia, stavolta ci mette molto più tempo ed io riesco a doppiare i miei orgasmi, siamo un po’ sudati ed affannati ma non stanchi ci baciamo e tocchiamo continuamente, quasi con frenesia, che bello essere stretta da quel corpo muscoloso e peloso.
Mi metto a pancia sotto mentre lui a cavalcioni del mio culetto mi fa un massaggio stupendo, lo sento crescere ancora e sento la sua lingua sul mio buchino, anche a Carlo piace ma lui è più piccolo
- ti prego non farmi male
- noooo tranquilla, faccio piano piano
prendo i cuscini e me li metto sotto la pancia, lui continua ad usare la lingua e le dita sul mio sederino, poi, di colpo, accende la luce della stanza dall’interruttore vicino alla parete sul comodino
- voglio vederti bene mentre ti inculo
appoggia la sua cappella al mio buchino e comincia a spingere, sollevo i piedi piantando le ginocchia sul materasso, entra un centimetro per volta, e quando si ferma il dolore lentamente scema per poi riprendere il centimetro successivo, il suo grosso glande è dentro tutto, lo vedo dallo specchio che riflette i nostri corpi e che riveste le porte esterne dell’armadio, anche lui si guarda, sembra soddisfatto di quello che vede, le sue mani sulle mie natiche, il mio seno che penzola quasi toccando il materasso, io appoggiata con i gomiti e gli occhi che si spalancano per ogni centimetro che il suo cazzo percorre dentro di me.
adesso che ne vedo sparire nel mio corpo poco più della metà comincia ad arretrare e poi spingere entrando sempre di più, le mie mani stringono forte il lenzuolo stropicciandolo, le sue bloccano i miei fianchi
- ah Dio sei bellissima
non faccio che gemere e lamentarmi, quando sento i suoi coglioni sbattere ad ogni colpo contro le mie natiche ho il mio primo orgasmo dovuto a quel meraviglioso strumento che mi trapana il culetto, adesso le sue mani percorrono la mia schiena, lui è quasi sdraiato su di me ed arriva ai miei seni che usa come fossero maniglie alle quali aggrapparsi per ogni spinta, dallo specchio vedo i nostri corpi sudati e, quando lascia i seni per tornare ad aiutarsi con i miei fianchi vedo i segni bianchi lasciati dall’impronta delle sue mani
- ecco così, ti spacco questo bellissimo culetto
e mi lancia una sberla su una natica
- ah cazzo, questo è vivere
e sbuffando continua a pompare dentro di me che assorbo i suoi colpi con un dolore ed un piacere che si mischiano e che non so definire, il suo sperma irrompe dentro il mio sfintere con la forza di un idrante spegnendo parte del dolore che sento ed aumentando il piacere che si completa con un altro, stupendo, rumoroso orgasmo, lui resta fermo, immobile dentro di me come fosse incastrato, come fa un cane con la sua cagna, poi mi scivola fuori e rotoliamo tutti e due sul materasso
- vieni, facciamo una doccia,
lo porto nel mio bagno e ci laviamo ed insaponiamo a vicenda e poi entro nell’idromassaggio, lui dice
- un attimo
torna con le sigarette ed il suo zippo, mi raggiunge e si fuma una Camel appoggiato alla parete della vasca al mio fianco.
- Mi sento in colpa
- Non ci pensare, ti è piaciuto?
- Certo non te ne sei accorto? Ma non è giusto nei confronti di Carlo
- Beh voglio bene al mio fratellino ma basta non dirgli niente
- Ogni volta che lo vedrò ricorderò quello che è successo stanotte
- Naaaaa vedrai che non sarà così
- Fai presto tu
Sono passati una ventina di minuti e mi alzo uscendo dalla vasca ed asciugandomi con un grosso telo bianco, esce anche lui, si mette alle mie spalle in piedi e mi bacia sul collo
- Dai lasciami, torno a letto
- Certo, vengo anch’io
- Ancora?
- Tesoro ho 5 anni da recuperare e tu mi fai sangue
Mi prende in braccio e mi porta sul letto, poi mi mette la faccia tra le gambe e comincia a leccarmela sventolando il suo cazzo davanti alla mia faccia che faccio buon viso a cattivo gioco e comincio a passarci la lingua. Ci addormentiamo abbracciati che comincia ad albeggiare, io sono davvero stanca.
Quando mi sveglio lui non c’è più, sento della musica arrivare dalla sua camera e gli busso alla porta mentre ci passo davanti gridandogli dall’altra parte della porta
- Io vado a fare il caffè
E senza vestirmi vado in cucina, dallo specchio della consolle nel corridoio guardo il mio corpo, nonostante tutto non sembrano esserci danni evidenti, si, mi fa ancora un po’ male il buchino del sedere che tocco leggermente con le dita, devo mettere un po’ di crema, suona il mio cellulare
- Pronto
- ciao tesoro, tutto bene?
- Si amore, benissimo
- Con Giovanni? Come ti è sembrato?
- Sollevato e stanco
- E certo, ci credo, senti devi dargli un po’ di soldi, prendi 500 euro dalla cassetta
- Va bene lo faccio appena si alza
- Ah dorme ancora, certo non è il letto di una prigione
- E già
- Senti, portalo dove vuole e mi raccomando tutto quello che vuole o di cui ha bisogno, pensaci tu, io devo andare ci sentiamo domani, un bacio
Certo, diciamo che un acconto se lo è già preso, arriva in cucina in accappatoio mentre il caffè sta salendo e gli dico della telefonata di Carlo e, mentre beve il caffè contando i soldi che gli ho messo sul tavolo
- Hai sentito cosa ha detto Carlo? Quello che voglio e di cui ho bisogno, devi pensarci tu.
- Stupido

