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moglie e puttana
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moglie e puttana

divisa tra due fratelli

sandra
1 anno fa · 4.057 parole · 18 min
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Sono le 10 del mattino, con la mia cinquecento ho parcheggiato fuori dalla porta carraia del Carcere di Opera, aspetto che esca il fratello di mio marito che ha passato qui 5 anni, lo conosco poco perché l’hanno arrestato dopo  4 mesi che io e Carlo ci siamo sposati, mio marito è andato a trovarlo ogni volta che gli è stato possibile, io mai perché Giovanni, quello è il suo nome, ha detto che non era un posto per una ragazza come me.

L’hanno arrestato perché nel camioncino che guidava venendo dalla Romania, nei quarti di manzo che trasportava hanno trovato armi da guerra, munizioni ed esplosivi che, lui ha dichiarato di aver comprato per fini di collezionismo, chiaramente non gli hanno creduto ed il suo avvocato non è riuscito a fargli ottenere uno sconto di pena, però ha del tutto scagionato mio marito che è il titolare dell’azienda di importazione delle carni affermando di averle trasportate a sua insaputa, io non ne sono convintissima ma questa è la versione che, in ogni occasione, quando ne parliamo, anche in casa, viene data.

In effetti più che fratelli sono fratellastri, Giovanni è il figlio di primo letto del loro padre che, rimasto vedovo si è risposato con la mamma di Carlo, c’è anche una differenza d’età abbastanza grande, Giovanni ha 15 anni più di Carlo che adesso ne ha 35, inoltre sono proprio diversi fisicamente, Carlo alto, longilineo, un po’ dinoccolato, Giovanni non credo superi il metro e sessantacinque però con due spalle enormi e braccia da lottatore, tutti e due hanno gli occhi azzurri del padre.

Quando esce mi vede e viene verso di me, ha in mano un sacchetto di plastica, ci baciamo sulle guance poi tira fuori dal sacchetto due libri e butta il esto in un cestino dei rifiuti e saliamo in macchina.

-          Stai bene?

-          Si si, e tu?

-          Adesso si, mio fratello?

-          È in Romania per comprare della carne, torna sabato

-          Uhm sempre indaffarato, ancora 4 giorni prima di poterlo riabbracciare

-          Si, lavora molto, anche lui non vedeva l’ora

-          Ehi sei sempre così spericolata quando guidi?

-          Scusa non avevo fatto caso al segnale, vuoi guidare tu?

-          No no, la mia patente è scaduta l’anno scorso, devo rinnovarla

-          Ok

Arrivati a casa gli faccio vedere la sua camera, dove abbiamo sistemato tutte le sue cose, ed il suo bagno, gli chiedo se vuole mangiare qualcosa di particolare ma mi dice che vuole solo fare un lungo bagno e poi dormire, però per la sera mangerebbe volentieri una fiorentina fatta bene, lo lascio al suo bagno ed al suo riposo ed esco a fare la spesa.

Abitiamo in affitto a Cesano Boscone, vicino Milano, il nostro appartamento è all’ottavo piano di uno di tre palazzi che costituiscono il comprensorio, è molto grande e ha un bel terrazzo soprastante, le case sono abbastanza datate, comunque ci sono due ascensori e noi abbiamo una bella sala, una cucina, tre camere grandi e tre bagni, di cui uno di servizio, di sopra, dove andiamo con una comoda scala in legno, oltre al terrazzo che copre tutto l’appartamento c’è anche un locale con il camino.

La sera preparo il barbecue e la carne marinata pronta da cuocere, poi la tavola e accendo due griglie per gli insetti, qui la sera è necessario, dalla cantina ho preso una bottiglia di Chianti “Rocca di Castagnoli” che Carlo si fa mandare ogni anno, poi quando la griglia è pronta vado a chiamare Giovanni.

Arriva mentre ho già messo la carne sul fuoco, come mi ha insegnato Carlo, per la fiorentina, 7 minuti per parte e 3 tenendola in piedi ci costa, poi nel piatto caldissimo una passata di sale grosso e via, a me, invece piace la carne ben cotta e faccio salsicce e costine.

Giovanni ha messo un paio di pantaloncini corti ed una camicia messa sbottonata davanti, non ricordavo fosse così peloso, fa quasi impressione, anch’io ho messo degli shorts ed una polo, fa già caldo, ancora di più vicino alla griglia.

Mangiamo quasi in silenzio, vedo che assapora la carne ed apprezza il vino, gli unici rumori sono quelli che fanno le griglie quando gli insetti ci vanno contro.

-          Allora, pensavo di trovare un paio di marmocchi, non avete ancora preso una decisione circa l’adozione?

Io non posso avere figli con mio e di Carlo grande rammarico

-          Si, siamo convinti, soprattutto Carlo ma non abbiamo ancora avviato le procedure

-          Beh, sbrigatevi che ho voglia di fare lo zio, hai sigarette?

-          Certo Carlo me ne ha fatta comperare una stecca delle tue, te la prendo

Mentre si rilassa fumando e finendo il vino io sparecchio e pulisco, lui mi guarda lavorare

-          Senti vado a fare il caffè, lo vuoi liscio o corretto?

-          Ma si dai porta anche una bottiglia di grappa

Bevuto anche il caffè ci godiamo un po’ il fresco della sera poi mi dice che lui va a dormire, mi saluta con un bacio sulla guancia, io finisco di riporre le cose, spengo le griglie degli insetti e scendo, faccio una bella doccia e me ne vado a letto , il letto fresco sulla mia pelle nuda mi da un brivido di piacere, mi infilo sotto il lenzuolo e mi addormento poco dopo, è stata una giornata impegnativa.

La luce della luna filtra dalla finestra aperta, intontita dal sonno sento il fruscio del lenzuolo e , poco dopo, in corpo caldo che si attacca al mio ed una mano dura e forte che mi stringe un seno, mi sveglio di colpo

-          Ma….. Giovanni

-          Non tocco una donna da 5 anni, con quegli shirts mi hai fatto eccitare

-          Ma Carlo……

-          Non c’è bisogno che glielo diciamo, senti come sono eccitato

Mi prende per un polso e me lo porta dietro la schiena a toccare il suo pene, di largo non ha solo le spalle, fa strisciare su e giù il suo membro nel solco delle mie natiche facendosi praticamente una sega con il mio corpo, poi mi infila una mano tra le cosce che, automaticamente avevo stretto, allargandole e trovando la mia passerina, le sue  dita forti l’accarezzano, mi sto bagnando ma ho ancora una reazione

-          No Giovanni non possiamo……..

-          Ssssst zitta, lasciati scopare

In un attimo le sue dita vengono sostituite dal suo cazzo che, da dietro mi si infila tra le cosce e mi penetra di colpo facendomi sussultare e lanciare un gridolino, quando comincia a muoversi, però, comincio a mugolare, i suoi colpi sono decisi, al limite della violenza, Carlo non mi ha mai presa così, mi piace e non lo nascondo

-          non ti fermare dai, non mi fai male, mi piace sì…….

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