Sono Marina, ho 51 anni e da 28 sono sposata con Marco. Sono alta 1,70, capelli scuri, non troppo lunghi, occhi scuri, una terza di seno e un bel fisico con un bel culo, che attrae molto gli sguardi dei maschi. Ho partorito due volte, ma questo non ha intaccato il mio fisico, anzi, mio marito è convinto che le gravidanze mi abbiano reso ancor più bella. Lavoro come insegnante di storia e italiano alla scuola media e, per tanti aspetti, la nostra è stata per anni una vita tranquilla. Marco un maschio alto 1,73, capelli brizzolati, magro, fra le gambe non è molto dotato. Esercita la professione di commercialista e qualche anno fa, complice la noia, la routine di una vita matrimoniale troppo ripetitiva, ha cominciato a cercare in rete un po’ di svago ed è rimasto colpito dal mondo cuckold.
Leggendo racconti ed annunci di quel genere, capiva che ne era incuriosito ed immaginava me presa, davanti a lui, da un uomo deciso ed autoritario e questo lo eccitava non poco. Ha cominciato a parlarne con me, che subito mi son arrabbiata e l’ho considerato al pari di un maiale, un pervertito, ammonendolo che, qualora non gli bastassi più, potevamo chiudere la nostra storia.
Eravamo assieme da quando avevo sedici anni e lui venti. È stato il mio primo e, fino ad un anno fa, unico uomo, a parte un po’ di petting con un altro ragazzo, inteso come fidanzatino. Fino a quel momento, il nostro sesso rientrava tra i normali canoni di coppia: oltre a scopare, gli facevo dei pompini e, in quella pratica, ero anche diventata alquanto brava, ma il culetto non glielo avevo mai concesso. Conoscendo il mio carattere, Marco ha quindi cominciato un lento lavoro di persuasione, che mi ha, man mano, fatto cambiare idea.
È riuscito ad incuriosirmi facendomi leggere, assieme a lui, dei racconti e visitare siti, e questo ha fatto sì che cominciassi ad apprezzare ciò che vedevo e leggevo, commentando anche ciò che mi veniva proposto e riflettendo su ipotesi, avanzate a Marco, di poter assistere a momenti in cui la sua donna potesse abbandonarsi al languore provocato dal corteggiamento di un altro maschio. Ovvio che tutto questo mi riempiva di piacere ed orgoglio e, spesso, mi induceva a mostrarmi civettuola, dicendo:
«Accidenti, questo me lo farei proprio – oppure – Questo me lo faresti fare?» o, ancora, commentando ironicamente sulle dimensioni di certi membri visionati:
«Certo che sono proprio grossi! Cavolo, allora mi son persa davvero tanto in tutti questi anni?»
Così, leggendo e cercando tra gli annunci presenti su vari siti, di cui eravamo diventati esperti navigatori, e io sempre più curiosa di vedere fin dove si sarebbe spinto mio marito, sinceramente cominciai ad accarezzare l’idea di provare qualche esperienza nuova. Ovviamente quel continuo stato di eccitazione nel considerare le varie ipotesi, ci induceva a fare del buon sesso, cominciando anche ad immaginare la presenza di un estraneo tra noi. Ben presto abbiamo affinato idee e gusti. Di comune accordo, abbiamo deciso di non tener conto dei ragazzi troppo giovani e di scarso affidamento sul piano della riservatezza, per cui focalizzavamo l’attenzione su maschi non liberi e più grandi di età. Nel mentre proseguiva la ricerca del soggetto idoneo e per rendere più realistica la nostra fantasia, avevamo acquistato in rete un dildo di gomma, cui davamo, di volta in volta, il nome di uno di quei maschi come se fosse presente fra noi e, quando giocavamo, lo baciavamo assieme e ci eccitavamo moltissimo.
Il fatto che anche Marco baciasse e prendesse in bocca quel dildo eccitava ancor più la mia fantasia, in quanto lo sentivo e vedevo particolarmente coinvolto nel gioco che avremmo voluto tradurre in realtà.
Tra i molteplici annunci visionati, ci ha colpito quello di Massimo, un uomo attraente di 59 anni, sposato, di professione ortopedico. Le foto lo ritraevano come un uomo poderoso, munito di un membro notevole: sì, abbiamo guardato anche questo. Con lui abbiamo avuto un primo contatto a carattere epistolare, per poi passare alla chat e, infine, direi dopo circa tre mesi, al telefono: lui si è mostrato molto paziente nel rispettare i nostri tempi. Marco l’aveva contattato al telefono e ne era rimasto affascinato al punto da masturbarsi al solo sentirlo. Sentire quell’uomo che, con assoluta schiettezza gli diceva che prima gli avrebbe scopato la moglie, per poi permettergli di farsi ripulire il cazzo, gli metteva le farfalle allo stomaco. In un secondo momento, ho voluto parlargli anch’io e, devo dire, è stato molto gentile, anche se risoluto, sul come realizzare il suo e nostro obbiettivo, facendomi già intravedere come sarebbe stato il nostro incontro. Mi sono eccitata così tanto che, una settimana dopo, eravamo da lui. Quando l’ho avuto davanti, mi sono subito resa conto che sapeva bene come dominare una donna e, da uomo esperto, mi ha fatto subito sentir femmina e troia, come mai mi ero sentita prima. Entrambi siamo stati conquistati dal suo fascino e lui ne ha approfittato per svezzarci e sottometterci. Ci siamo ritrovati suoi ospiti in una villetta con vista sul lago e lui, in piedi, davanti a noi, ci ha detto, con voce pacata ma decisamente risoluta, quali erano le condizioni del gioco da lui condotto e cosa si sarebbe aspettato da una coppia come noi, che aveva deciso di avventurarsi in questo insolito modo di gestire il rapporto sessuale e, soprattutto, vivere nuove emozioni.
«Voglio essere molto chiaro con voi due, perché il gioco che state per intraprendere, sicuramente cambierà molte cose tra voi. Nulla sarà più come prima. Questo deve essere subito ben chiaro, perché se avete delle riserve mentali, delle incertezze, sarebbe meglio per voi lasciar perdere. Ma se ciascuno riuscirà ad interpretare il ruolo che gli sarà affidato, allora il piacere che ne deriverà sarà forte ed intenso. Io, per voi, sarò il vostro padrone e tu, Marina, diventerai la mia devota schiavetta, mentre tu Marco, sarai l’umile cornuto sottomesso, che dovrà, in tutto e per tutto, assecondare le mie necessità, i bisogni di Marina e, soprattutto, ubbidire ad ogni nostro singolo ordine. Fin da subito ho intuito che hai un forte desiderio di vedere tua moglie trattata come una troia e, in questo, sarai esaudito, ma questo comporterà, da parte tua, qualche sacrificio, soprattutto comporterà la cieca obbedienza ad ogni mio singolo comando.
Quanto a te, Marina, dovrai accettare che io abbia il totale dominio sul tuo corpo, sul tuo piacere, su ogni tua singola sensazione e dovrai accettare di vedere Marco umiliato e sottomesso ai miei voleri, senza mai dubitare che ciò che farò non sia teso alla ricerca del piacere totale che ognuno di noi tre riceverà, interpretando il proprio ruolo. Naturalmente pretendo da te una devozione assoluta, una totale ubbidienza, in tutto e per tutto. Aggiungo che, al di fuori del gioco, anche se dovessimo incontrarci in posti o luoghi diversi da questo, io posso anche fingere di non conoscervi, oppure manterrò un atteggiamento che nulla lasci immaginare su ciò che accade nella nostra intimità. Ora vorrei che, per qualche momento, riflettiate su quanto appena detto, così da dare la giusta interpretazione ad ogni parola, perché, al mio ritorno, dovrete dirmi se ciò che io vi ho proposto è esattamente ciò che volete, anche perché da quel momento si comincerà, senza più poter tornare indietro.»
Ho provato un certo batticuore nell’udire quelle parole e, rimasti soli, ho fissato Marco negli occhi, cercando di capire quali fossero le sue intenzioni.
«Credo che sia stato estremamente chiaro. Vorrei però essere certa che tu sia convinto che quello che lui ci ha proposto sia davvero quello che desideri.
Pensaci bene, perché io, con te, sto bene e non mi sono mai lamentata di nulla; però ti confesso anche che tutta questa storia suscita in me reazioni contrastanti: una parte di me vorrebbe fuggire, mentre l’altra, al pensiero di trovarmi tra le braccia di Massimo con il tuo consenso, mi fa avvertire le farfalle allo stomaco con conseguente umidore nelle mutandine. Quindi, se non sei convinto al 100%, lasciamo perdere e andiamocene.»
Nel sentire le mie parole, gli occhi di Marco hanno preso a brillare come due carboni ardenti e, dopo avermi abbracciato e baciato con passione, le sue parole hanno sciolto ogni mio dubbio come neve al sole.
«Lo voglio. Voglio vederti godere fra le braccia di Massimo e, se questo comporterà essere umiliato e sottomesso da lui, lo accetto ben volentieri, perché corrisponde esattamente a ciò che desidero da tempo. Dopo tanti anni, la nostra vita è diventata monotona ed ora ha bisogno di un reale scossone. Mi rendo conto che abbiamo davanti una persona che, in maniera chiara, si propone a farci vivere un’esperienza unica che cambierà sicuramente la nostra vita, ma, in tutto questo, ricordati che io ti amo da impazzire e l’idea di vederti fra le sue braccia, sapendo che proverai tanto piacere, mi eccita al punto che quasi vengo, senza toccarmi.»
Poco dopo è riapparso Massimo, e avuta la nostra totale disponibilità, si è seduto su di una poltrona, mentre noi due eravamo ancora in piedi davanti a lui, nella trepida attesa di quello che sarebbe stato l’inizio del gioco. Lui ci ha osservato per un istante, poi, sempre con voce pacata, ha iniziato ad impartire ordini.
«Marco offrimi tua moglie. Immagina di dovermi spronare a scopare tua moglie, a farla diventare la mia puttana, a godere di lei a mio piacimento e, per far questo, prova ad enumerare i suoi pregi e le sue migliori qualità. Spogliala lentamente, mentre parli di lei.»
