Quando mi trovai a pochi centimetri dal suo sesso ne avvertii il profumo, vidi la pelle lucida dei suoi umori, invitante come una golosa torta. I suoi gemiti mi invitarono a proseguire, a non fermarmi, così avvicinai la lingua. Un tocco veloce, quasi furtivo. Un sospiro. Un altro tocco con la punta della lingua per aprirle quelle labbra carnose. Un sospiro. La guardai un attimo, percorsi con lo sguardo quello splendido corpo nudo. Le braccia protese verso la spalliera del letto, la testa leggermente reclinata all’indietro e gli occhi chiusi, la bocca sensuale socchiusa, il seno nudo con un sottile segno di abbronzatura rimasto dall’estate passata, il ventre piatto e candido, il pube con una leggera peluria tenuta in ordine, le gambe divaricate per offrirmi quel sesso così invitante. Non indugiai oltre, con la lingua percorsi quello spettacolo che mi si apriva davanti, partii dal basso e leccai fino al clitoride, dove mi soffermai, poi lo racchiusi tra le labbra e presi a succhiare, leccare, mordere e gustare. I suoi sospiri si fecero gemiti che crescevano di intensità. Scesi all’entrata di quel mondo meraviglioso e la penetrai con la lingua calda, il suo sapore pervase la mia bocca, la assaporai a lungo mentre i suoi movimenti assecondavano i miei. Dietro alla moglie silenziosa e mite si nascondeva una meravigliosa donna calda, che mi stava inondando la bocca con umori dolci e abbondanti. Continuavo a leccarla e con le dita la penetrai a fondo, in pochi secondi sentii il suo corpo irrigidirsi, la schiena inarcarsi e il respiro farsi corto. Mi schizzò in bocca mentre la stavo mangiando con gusto, bevvi i suoi umori e questo fece aumentare la mia eccitazione. Il mio pene era duro come il marmo, volevo entrarle dentro, profondamente, riempirla fino ad essere esausto.
Non indugiai oltre, avvicinai il mio sesso al suo, mi appoggiai all’ingresso del paradiso, entrai appena e mi fermai guardandola. Il suo volto da angelico era diventato voglioso. Sentii il suo corpo irrigidirsi, il suo bacino venirmi incontro, si spinse verso di me e mi fece entrare. Fui preso dal desiderio irrefrenabile di sentirla godere ancora e iniziai a muovermi dentro quel corpo meraviglioso. Lei assecondava ogni mio movimento facendomi entrare a fondo. Ero talmente eccitato che mi resi conto che non sarei durato tanto, le chiesi di rallentare, lei sorrise guardandomi negli occhi con sguardo malizioso. Si ritrasse affinché uscissi da quel frutto carnoso, mi fece sdraiare e mi si mise sopra. Un attimo dopo ero di nuovo imprigionato in quella donna meravigliosa, iniziò a cavalcarmi chiedendo di essere toccata dovunque. I suoi movimenti erano sempre più veloci, sentii che non sarei riuscito a resistere oltre, lo sentì anche lei e mi intimò di riversare il mio seme nel suo ventre, a quelle parole non riuscii più a resistere. Un’abbondante eiaculazione si riversò da me a lei. Aspettò un po’ e poi si alzò lentamente, salì verso la mia faccia e mise il suo sesso sulla mia bocca. Mi chiese di leccarla fino a farla godere, la mia lingua fu nella sua fessura. Sentii il mio e il suo sapore mescolarsi in bocca. La stavo scopando con la lingua e le masturbavo il clitoride. Stava per venire, volevo sentirla urlare di piacere, i suoi muscoli si irrigidirono, si sedette sulla mia faccia spingendo, la leccavo avido. Sentii le unghie ficcate nella pelle, urlò di piacere quando arrivò l’orgasmo che la fece scuotere completamente e che inondò la mia faccia. Ero estasiato, quella donna era una forza della natura, una bomba del sesso. Mi stavo ancora riprendendo da quel suo orgasmo che la sentii muoversi, avevo gli occhi chiusi e cercavo di indovinare cosa stesse facendo quando avvertii la sua lingua leccare la mia faccia i resti dei nostri orgasmi, per poi avvicinarsi alla bocca e baciarmi.
Sarei rimasto in balia della sua lingua per sempre, ma lo squillo del cellulare ci riportò alla realtà. Era il marito che stava partendo dall’ufficio per raggiungerci e vedere la villa. Quando arrivò ci facemmo trovare nel giardino, con atteggiamento professionale lo accolsi e ripresi la visita della casa che piacque a entrambi. La trattativa fu veloce e si concluse con un aperitivo dopo l’atto di vendita dal notaio. Visitai altre volte quella villa, continuo a visitarla tutt’ora, ogni volta che ricevo un suo messaggio che mi invita a “provare quanto sarebbe bello fare colazione a letto con vista sulla scogliera”.
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