Avevo lo sguardo fisso sulla mia amica quando sentii le mani dell’altra che mi facevano una sega spalmando l’olio gusto limone, poi cominciò a dare dei leccotti veloci sul pisello fino alla cappella, quasi avesse timore, poi la leccò come se ci stesse pomiciando e infine se lo infilò in bocca, cominciò a pompare, era brava ed io godevo. La presi per il culo e strinsi forte, cominciai a palparlo e cercai la sua figa, ma mi scansò la mano. “Sai, è adatto anche alla pelle di noi donne” riprese a parlare A. Ma pensava solo al lavoro???? Ero sgomento ed eccitato insieme. C. lasciò il cazzo e a me scappò un mugolio di disappunto. Loro si misero a ridere:
“Mi sa che gli piaceva”. “Penso di sì, lo sentivo diventare sempre più rigido, però io mica ce la farei a scopare un cazzo così, troppo grosso”.
“Eh, cara una volta assaggiato…” Mi misi a ridere con loro, non poteva essere vero quello che mi stava accadendo. A. prese nuovamente l’olio e se lo spalmò sul seno, mi fece alzare e racchiuse il cazzo tra le sue tette, iniziai muovermi ma: “Vedi come scivola bene? Nessun attrito e tutto con un gradevole profumo di frutta” C. si avvicinò ad osservare con attenzione la cappella che spuntava in mezzo alle tette di A., io presi le sue in mano e me le avvicinai alla bocca. Le leccai avidamente poi, mentre con le dita stuzzicavo un capezzolo, leccai e mordicchiai l’altro che era duro e ritto. Era un sogno, due fantastiche cinquantenni calde, vogliose, la mia mano scese e spostò le mutandine di C., giocando con i peli e cercando le labbra carnose: “Eh no caro, se continui così succede un patatrac. Io sono una donna sposata sai, io mio marito non lo tradisco”.
“Ah ah ah…” scoppiai a ridere. “Quindi farmi seghe e pompini va bene, farti leccare le tette e toccare il culo va bene, ma la patata no?”. “Eh no. Quella è di mio marito. E poi stavo solo testando i prodotti”.
“N o n c i c r e d o” pensai.
“È u n o s c h e r z o??????”
Nel frattempo A. si era spogliata e mentre mi faceva sedere sul divano e saliva sopra per cavalcarmi
“Guarda, vieni vicina, guarda come entra bene. È vero che sono bagnata ma il suo cazzo è durissimo e spalmato dell’olio che avevo sulle tette, guarda come entra bene” si puntò la cappella al culo e ci scivolò sopra. Cominciò a cavalcare con foga, io le stavo penetrando la figa con le dita, l’altra aveva assistito alla penetrazione da vicino e ora guardava commentando tra sé e sé: “Mmmm davvero interessante, funziona bene”. Non me ne fregava più niente della loro pantomima, stavo fottendo A. con foga, quella situazione surreale mi aveva scaldato più di quanto avessi creduto ed ora glielo stavo mettendo dentro come piaceva a lei e a me.
Buttai un occhio all’amica guardona, aveva gli occhi lucidi e si sfiorava con le mani “Se ti va lo faccio io” mi offrii “senza patatrac” aggiunsi con un sorrisetto ironico! Lei si avvicinò quasi pudica, forse aveva dimenticato di avermelo ingoiato fino in gola, mi si mise accanto in modo che potessi metterle le dita nella figa, ma:
“Solo fuori mi raccomando, dentro è di mio marito”. Noooooo. Questa donna è assurdamente irrecuperabile pensai mentre stavo godendo del culo di A., mi trattenni dallo scoppiarle a ridere in faccia e mi fermai a giocare con le sue labbra e massaggiare il clitoride. Le due donne si avvicinavano all’orgasmo, A. cavalcava con una foga mai vista, si prendeva il cazzo fino alle palle urlando e dimenandosi.
“Sborrami nel culo, riempimi le viscere” mi invitava mentre glielo piantavo dentro con colpi secchi; C. iniziò a tremare, le gambe si irrigidirono e inarcò la schiena, le infilai due dita nella figa fradicia e lei lanciò un unico grido di piacere, che le salì dalla figa alla testa. Anche io stavo per venire, A. se ne accorse e si alzò, mi portò davanti al tavolo e mi segò l’uccello finché non mi fece schizzare sul tavolino:
“Hai ragione, ne ha tanta” esclamò C. mentre si riprendeva e ammirava il mio seme uscire a spruzzi. “Hai visto? Ma sposta quelle creme che vedrai arriva fino lì, non vorrei si sporcare il campionario” rispose A. Mi aveva svuotato sul tavolo, da intenditrici stavano discutendo su densità, colore e distanza raggiunta ignorandomi ancora una volta. Ero allucinato dall’orgasmo e dalla situazione paradossale. “Assaggia, il suo ha un sapore buonissimo” A. allungò la mano e con la punta del dito raccolse il mio sperma, lo osservò con attenzione e poi si succhiò il dito chiudendo gli occhi.
“Una vera bontà” esclamò. “Vero, proprio vero, quello di mio marito non voglio mai prenderlo perché non è buono, magari avesse questo sapore” confutò l’altra dopo la sua attenta degustazione. “Mmmmmm, proprio buono” confermò al secondo assaggio, allungando le dita sul tavolo alla ricerca del terzo…Io ero rimasto nudo, mi ero seduto sul divano, le osservavo come da una finestra, perché sembrava che io non fossi lì… come mi sentivo? Un po’ uomo oggetto, un po’ preso per il culo, un po’ ignorato e interdetto, sicuramente appagato. Nel frattempo A. si era rivestita, riposto le creme nella borsa e stava prendendo la giacca.
“Ciao gioia mia” esclamò mentre si avvicinava sorridente per mettermi la lingua in bocca. “Ciao e… grazie di tutto!” disse l’altra già sulla porta, chiusero e seguii il rumore dei loro tacchi che scendevano le scale accompagnati da risatine. Ero rimasto solo, stordito dalla situazione paradossale. Mi sdraiai sul divano, nudo, a ripensare a quella strana riunione. Nella stanza sentivo il profumo di donna e di sesso che aleggiava e mi inebriava, mescolandosi ai ricordi di quello che era appena successo. Sentii che anche il mio sesso stava ricordando con piacere, lo afferrai con la mano e comincia a farmi una sega ripensando al culo di A., alla figa di C., alle loro lingue vogliose che si gustavano la mia asta rigida. Avevo ancora il sapore di C. sulle dita e mentre le leccavo dal suo nettare la omaggiai di una sborrata portentosa, che mi lasciò esausto e felice, estremamente felice per aver ospitato quella riunione con un Happy End inatteso.
Ti è piaciuto?
19 racconti, 0 libri.
Altri racconti di titti
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.