Perché mamma? Quello dovrebbe essere il mio posto. Perché mi sostituisci con lui? Da quel florido seno sono stato nutrito, perché ora c’è la sua bocca attaccata ai tuoi capezzoli?
Mi sveglio di soprassalto. Un incubo. Sempre lo stesso sogno. È un po’ di tempo che lo faccio e tutte le volte mi sveglio di colpo, madido di sudore e con una vergognosa erezione nei pantaloni del pigiama. Mi sento un inetto. Quale figlio si eccita sognando la madre?
Papà se n’è andato con la sua amante e la sua nuova famiglia da un po’ di anni ormai e da allora sono diventato io l’uomo di casa. Anche se ho solo vent’anni, mi sento responsabile per te, per la tua felicità. Credo che questa sia una possibile spiegazione. Per lo meno, pensarci mi fa sentire meno in colpa per questi sogni. Da sveglio non ho mai avuto questo genere di pensiero o di impulso, mamma. Sei una bellissima donna, questo è vero e ti amo da impazzire, ma sei sempre mia madre. Queste giustificazioni mi danno un po’ di sollievo, soprattutto in questo anno che è stato molto impegnativo per me.
Vorrei poterne parlare con te, ma non ci riesco. Mi vergogno. Non voglio farti preoccupare. E… forse è brutto da dire, ma mi sembra che la tua testa sia da un’altra parte in questo periodo. E credo che la colpa principale sia di Claudio, mio cugino. Da quando c’è lui sei diversa, meno attenta a me e questo, mamma, mi fa soffrire.
Mi viene istintivo fare dei paragoni tra me e lui. Siamo coetanei dopotutto. Ti sei gentilmente offerta di ospitarlo a casa nostra con l’inizio dell’università. Io studio medicina, mentre lui giurisprudenza. I primi tempi non è stato così male avere un altro “fratello” in casa, si perché lo tratti proprio come se fosse un altro figlio. Siamo coetanei e abbiamo un bel rapporto. Usciamo insieme, giochiamo a calcetto insieme e commentiamo le ragazze nei locali assieme. Lui è più bello di me, credo. Non sono un gran intenditore di bellezza maschile, ma è alto e dal fisico atletico (questo in realtà è una cosa che ci accomuna), chioma scura e riccia e barba curata. Ha dei bei lineamenti, ma la vera attrattiva di mio cugino sono gli occhi azzurri che ha preso dal padre. Vedi mamma, io non sono un brutto ragazzo, ho preso da te molti tratti e ne vado fiero, eppure lui ha quei piccoli dettagli che elevano la sua attrattiva sopra le stelle. Ammetto che sono geloso di lui.
Vogliamo poi aggiungere il fatto che è un periodo complicato per me, mamma. I primi parziali all’università non sono andati così bene come speravo e Anna, la mia ragazza, mi ha confessato di avermi tradito con uno in discoteca. Ci siamo presi una pausa, mamma. Provo ancora qualcosa per lei, ma al momento voglio capire cosa fare e se riuscirò a superare questa cosa. Quando si tradisce in fondo quello che davvero si rompe è il rapporto di fiducia. Uno sbaglio lo si può perdonare, ma chi mi dice che non accadrà di nuovo? Tutte le volte che sarai via per lavoro o con le amiche, sarai davvero con loro o mi starai tradendo? Sono tutte cose a cui penso di continuo, mamma. Te ne vorrei parlare, ma non credo di farcela. Adesso la tua attenzione è rivolta a Claudio, lo devi far sentire a casa e per i miei problemi ci sarà tempo più avanti.
Sento bisbigliare dal piano di sotto. Siete in cucina. Tu e Claudio. Vi alzate sempre prima di me la mattina. Sono curioso. Mi metto sull’ultimo gradino della scala e origlio. Non sento bene di cosa state parlando. Mi sporgo per sentire meglio, ma i gradini di legno scricchiolano e, come se fosse partito un allarme, smettete di parlare e guardate verso la scala. Non posso far finta di nulla.
«Andrea, sei tu?».
Mi stai chiamando, mamma. Scendo le scale e con finto fare assonnato vi saluto entrambi. Avete un fare sospetto. Vi scambiate sguardi complici e la cosa non mi piace. Spero solo di riuscire a nascondere il mio malcontento per questa situazione.
Nei giorni successivi ogni volta che passo vicino a voi smettete improvvisamente di parlare. Mi sento tagliato fuori. Devo scoprire assolutamente quale segreto mi nascondete. Mamma, mi fa stare male questa situazione. Possibile che non lo capisci? Sono tuo figlio e mi sento un estraneo in casa. All’inizio non era così, quando è arrivato Claudio le cose non andavano così. Da qualche settimana però… Mi sembra di rivivere il tradimento di Anna. O lo so che mi vuoi bene e anche Anna me ne vuole in fondo, però non sento di essere la persona più importante. È come se non fossi più il tuo figlio preferito. Sento questo vuoto alla bocca dello stomaco ogni volta che vi vedo e per questo, lo ammetto, cerco di stare fuori di casa il più possibile. Cerco di distrarmi, ma spesso mi ritrovo solo ad essere ossessionato da domande su voi due.
Ho iniziato a tenervi d’occhio, mamma. Claudio si muove sempre di nascosto. Sono entrato in camera sua stamattina, tu eri a lavori e lui a dare un esame. E sai cosa trovo nel suo armadio, mamma? Un tuo reggiseno e un paio di mutandine. Hanno il tuo odore. È cotto di te, mamma. E come dargli torto. Hai 43 anni, ma ne dimostri dieci di meno. Sei bella, mamma. Tutto di te è bello. I capelli mori, la carnagione abbronzata, gli occhi castani. Il fisico di chi fa attività ogni mattina. Sei una donna attraente e questo è oggettivo. Non mi sorprendo che lui sia attratto. La vera domanda è: tu sei attratta da lui, mamma? E devo confessarlo! La risposta a questa domanda mi terrorizza. Sai i segnali ci sono tutti. Il più importante è forse quello di ieri, quando hai lasciato la porta del bagno socchiusa mentre facevi la doccia. Lui ti ha spiato, sai?
Vi osservo giorno dopo giorno e tutto diventa sempre più evidente, più preoccupante e la sensazione alla bocca dello stomaco diventa sempre più forte. Sembra quasi che ogni volta mi tiriate un pugno nella pancia. È una cosa spiacevole. E più brutto ancore è quello che provo: gelosia. Vorrei che questa confidenza l’avessi con me, mamma. Non sono più il tuo figlio preferito? Certo, lui non è tuo figlio, ma da quando è arrivato lo tratti come se lo fosse. Anche se… no, prima di fare certe affermazioni devo avere le prove. State in campana! Vi osservo.
È sabato mattina e esco per fare ripetizioni a una ragazza delle superiori. Sono bravo a spiegare le cose e ho un discreto giro. Quando torno vi vedo sul divano, la tv è spenta e parlottate. Non dico nulla. Entro senza fare rumore, voglio sentire di cosa parlate.
«Quindi come è andata?».
Come è andata cosa, mamma. Perché ti interessi così tanto a lui?
«Tutto bene il tatuaggio è finito. Lo hai fatto come il mio?».
Come il tuo? Hai un tatuaggio, mamma? Come è possibile che io non l’abbia mai visto? Eppure in costume e in intimo ti ho sempre visto. Vuoi dirmi che lo hai un posto che tuo figlio non può vedere? E perché a lui lo hai detto? E magari lo ha anche visto?
«No, Clara. Stessa posizione, ma ho scelto qualcosa di diverso. Vuoi vederlo?».
«Certo! Dopotutto, te l’ho consigliato io il tatuatore.».
