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Erotika
Vita coniugale · Cap. 2 — Vita coniugale - seconda parte. Una pace onorevole
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Vita coniugale - seconda parte. Una pace onorevole

Una situazione esplosiva si disinnesca con il dialogo.

pennabianca
20 giorni fa · 3.935 parole · 18 min
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«Certo, tu sei stato magnifico, ma forse sono io che, presa dall’emozione, non sono stata perfetta: in fondo era la prima volta. Sono sicura che con lei provi più divertimento. Ho sperato di poter fare un po’ di esperienza, ma non avevo capito che tu, prima di tutto, sei suo.»

Rita la guarda veramente stupita, riflette un momento, poi le risponde.

«Tuo padre non è un oggetto, quindi non è mio o tuo o di chiunque altra, ma, se mai, possiamo dire che ama dedicare le sue attenzioni a noi. Certo, io e lui scopiamo da molto tempo e, quindi, vi è una buona intesa: credo che si sia divertito abbastanza anche con te. Questa sera vorrei smettere di esser gelosa di te, ma tu mi devi capire, non è facile, ci vuole fiducia reciproca e dopo, quello che mi hai detto, fidarmi non sarà facile, ma voglio rischiare. Se hai un’idea migliore buttala fuori subito.»

Silvia resta un momento in silenzio, poi si alza da tavola, ci prende per mano ed insieme entriamo nella nostra camera da letto.

«Direi che i fatti possono esser più eloquenti di qualunque spiegazione.»

Detto questo s’inginocchia davanti a Rita e, sollevandole la gonna, le sfila le mutandine, poi la gonna e la fa sedere sul letto, le apre le cosce e tuffa la sua lingua nello spacco rosa della fica della madre. Presi alla sprovvista siamo rimasti per un momento passivi. Mi spoglio velocemente e comincio, non senza qualche difficoltà, a spogliare Silvia che si sta scatenando a succhiare Rita. che comincia a gemere di piacere. Rita, mentre gode, si denuda completamente. Ignorandomi, trascina la figlia sotto di sé e cominciano a leccarsi in un sessantanove tremendo. Gemiti ed orgasmi cominciano a riempire l’aria, ho il cazzo durissimo, ma non interrompo quel gioco che mi sta eccitando da morire. Osservo la scena da dietro il culo di Rita e incrocio lo sguardo soddisfatto di Silvia: è raggiante! Ha decisamente trovato il sistema migliore per pareggiare i conti con la madre, che ora gode fra le sue cosce. Dopo l’ennesimo orgasmo, si staccano e, giratesi, mi trascinano in mezzo a loro. Disteso supino, aspetto in silenzio l’evolvere della situazione.

«Adesso occupiamoci del nocciolo della questione.»

Esclama Rita guardando me e Silvia.

«Direi che più che un nocciolo, qui abbiamo un bel randello con cui divertirci. Dai, mamma, fammi vedere come impazzisce fra le tue labbra.»

Rita afferra il palo svettante e lo incomincia a leccare, lungo l'intera asta, lentamente, risucchiando il glande, quando arriva in cima. Silvia osserva mentre io gemo di piacere.

«…ehi... Un momento…mi volete uccidere questa sera?»

Rita gira lo sguardo verso Silvia e, con un gesto del capo l’invita a unirsi a lei nel gioco. Io impazzisco nel sentire due lingue scatenate succhiare e leccarmi anche l’anima. Giocano con il mio cazzo tranquillamente, senza problemi, né gelosie. Io godo. Sento il piacere che mi fa tremare e loro se la ridono di gusto.

«…siete due troie! Mi state facendo sborrare!»

Ma Rita stringe il cazzo con forza alla base e questo blocca immediatamente il mio orgasmo.

«No bello! Questa sera devi accontentarci entrambe, quindi non ti sognare di schizzare subito. Dai, piccola sali  sopra e goditelo.»

Silvia s’impala su di me. Incomincia ad ondeggiare godendo, mentre Rita le accarezza i seni, la bacia in bocca e riceve due dita della figlia dentro la fica, che produce il classico rumore liquido di chi sta godendo. Trema scossa da scariche di piacere. Lentamente si distende assaporando l’orgasmo su di me, poi scende e lascia il posto alla madre, che però si distende inginocchiandosi e mi prega di possederla da dietro.

«Prendimi da dietro, mentre lecco mia figlia.»

Mi metto in posizione e la penetro da dietro. I colpi che le do la spingono sempre più in profondità fra le cosce della figlia, che gode e mi incita a sfondare la madre, sempre più. Godono e pure io sono al limite.

«Ora voglio sborrare anch’io, avanti: unite le guance ed aprite la bocca, che vi sborro in faccia.»

Si distendono immediatamente vicine, a bocca aperta. Mi sego ancora un po' e vengo. Schizzi di seme si spargono sui due visi. Mi succhiano e leccano per ripulirlo bene, poi si dedicano a raccogliere la sborra che si è riversata fuori dalle labbra. Meravigliosamente troie, madre e figlia mi fanno impazzire. Sento il cazzo ancora durissimo come se non avessi nemmeno cominciato. Lo notano anche loro e mi fanno distendere di nuovo. Le bocche riprendono il gioco di suzione e leccate, fin quando Silvia invita la madre a farselo piantare nel culo. Rita, però, vuole veder prima la figlia a prenderlo nel culo. Così mi posiziono dietro di lei e appoggio il cazzo sulla rondella, che Rita sta leccando e insalivando.

«Dai, amore, incula nostra figlia. Lo deve sentire tutto dentro, dai, con un colpo secco; le farà un po’ male, ma godrà di più.»

Silvia si gira, mi guarda, trattiene il fiato. Entro deciso con un colpo solo, sento subito l’ano cedere e m’infilo tutto dentro, mentre Rita si è distesa sotto la figlia e le sta leccando il clito. Lei urla di dolore/piacere. Dopo un po', le afferro i fianchi e le pompo il culo senza pietà. Gode e urla di sfondarla di più. La scopo nel culo fin quando, sfinita dal piacere, si accascia e chiede a Rita di fare il cambio. Stessa scena, con la differenza che lei ama molto esser presa nel culo, ma impazzisce per la figlia, che le ricambia il piacere, leccandole la fica. Sento l’ennesimo orgasmo arrivare e decido che devo sborrare pure io. Le invito a bere di nuovo la mia sborra, cosa che fanno avidamente. Sfinito mi distendo sul letto, mentre loro continuano a leccarsi e baciarsi, scambiandosi coccole come due amanti.

«Piccola mia, sono stata una stupida. Dovevo capire che la gelosia era la strada sbagliata: spero che vorrai perdonarmi.»

«No, sono io che ho sbagliato tutto. Tu non hai colpe, ma, se vorrai, da questa sera io vorrei che tu mi insegnassi tante cose, che ancora non conosco. Vi ho spiato tante volte, ma non avevo capito che voi due non siete solo coniugi, ma anche amici, amanti, complici. La fiducia e il dialogo sono la vostra forza. Ti prego, mamma, perdonami!»

Si baciano, continuando a rimanere abbracciate, poi di colpo si rendono conto di avermi tagliato fuori e, insieme, mi coccolano. Silvia, dopo un po' le chiede di Luca. Rita mi guarda, poi, con lo sguardo basso, le confessa di averci scopato, non sapendo quanto stretto fosse il suo legame con lui. Silvia l’abbraccia, poi si spiega.

«Abbiamo un bel rapporto, abbiamo scopato alcune volte, poi una mattina, in un bar, tu sei entrata e non ci hai visto. Lui ha notato il mio gesto di disappunto e mi ha chiesto delle spiegazioni. Quando ha saputo che eri mia madre, ha detto che eri molto bella e che ti avrebbe scopato volentieri. Gli ho risposto che, se voleva, poteva accomodarsi: io non avrei di certo ostacolato il suo progetto, anzi, pensavo che mi sarebbe tornato utile per avere papà. Che stupida, non avevo capito che voi due non avete segreti, quindi, è stato inutile. Ti sei almeno divertita con lui? Con me scopa sempre bene.»

Si scambiano osservazioni che soddisfano entrambe. Non avrei certo sperato in un epilogo migliore della serata e, a quel punto, sono io a far una domanda a Silvia.

«Ti interessa continuare la storia con Luca? Credi che potremmo coinvolgerlo nelle nostre serate?»

Lei ci riflette un po' su, poi ammette che con lui si trova bene. Spesso lui la presenta ai suoi amici, dicendo che lei è la sua fidanzata. Hanno un buon dialogo fra loro e, se convinto con un minimo di malizia, credo che lui non dovrebbe aver remore nell’accettare a giocar con noi. Due sere dopo, passa Silvia e ci ragguaglia sul progetto Luca.

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