Capitolo 1 - Coppia esibizionista ESTATE
La nostra voglia, ed il nostro piacere di condividerla. Il piacere di essere guardati, preludio di nuovi e interessanti sviluppi per me e mio marito
9 ore fa
Con l’arrivo del caldo, io e mio marito abbiamo deciso di concederci un paio di giorni di fuga in un resort di lusso in toscana.
“...non hai messo il reggiseno…” commenta mio marito, mentre sterza tra le curve dell’appennino, un occhio sulla strada e un occhio su di me; indosso una canotta leggera, dalle spalline sottili e lo scollo a V, che scende larga e morbida fino alla vita. I miei ampi seni dondolano liberi, ed i capezzoli si intravedono attraverso il sottile tessuto dell’abito. Sotto, una minigonna copre le gambe fino a metà coscia.
“oh, te ne sei accorto, finalmente…” gli rispondo, appoggiandogli una mano sulla coscia.
“in realtà è da quando siamo partiti che ti guardo”
“le mie tette hanno rapito tutta la tua attenzione, o ti sei accorto che il reggiseno non è l’unica cosa che ho lasciato in valigia?”
Gli accarezzo lentamente la coscia sopra il tessuto dei pantaloni, sorridendo maliziosa. Dalla rapida occhiata che mi lancia, intuisco che non se n’era accorto. Dalla coscia gli accarezzo il basso ventre, con deliberata lentezza.
Toglie la mano destra dal volante, e la allunga sulla mia coscia, poggiandosi sulla mia pelle. Non lo ostacolo, quando risale sotto il tessuto della gonna, anzi mi inclino leggermente e divarico appena le gambe.
La sua mano scivola lungo la mia pelle, e quando arriva in cima alla mia gamba, le sue dita non trovano alcun tessuto, ma il caldo contatto con la mia vulva.
Mugolo appena, accarezzandolo nello stesso momento sulla patta.
“potevi dirmelo prima, se avevi voglia di un viaggio movimentato” dice lui.
“mhhh…” espiro rumorosamente, quando le sue dita accarezzano le mie grandi labbra, e mi compiaccio nel sentire la sua erezione farsi sempre più prepotente, “...voglio solo essere sempre pronta per te… Ma preferisco dare il meglio una volta lì”
“allora non c’è da aspettare molto, siamo quasi arrivati” risponde, senza smettere di toccarmi.
.
Quando entriamo nella hall del resort, i miei capezzoli sono ancora parzialmente turgidi, e si vedono premere contro il tessuto della canotta. Non me ne preoccupo, anzi la cosa mi eccita maggiormente.
Alla reception c’è un ragazzo molto giovane ad accoglierci. Mentre sbrighiamo tutte le formalità, è divertentissimo vedere con quanta difficoltà si mantiene professionale e distaccato, ma al tempo stesso cerca di lanciare occhiate furtive al mio seno. Distogliendo imbarazzato lo sguardo non appena lo guardo.
Ci illustra i vari servizi del resort, e ci consegna due tessere magnetiche per aprire la nostra stanza. Io lo ringrazio ammiccando, e lui si irrigidisce, imbarazzato. Chissà quanto si è irrigidito nelle parti basse! Peccato che il bancone mi impedisca di appurarlo da me.
Mentre siamo di spalle, qualche metro più in là, ad aspettare che le porte dell’ascensore si aprano, mio marito mi palpa il sedere, e solleva appena la minigonna, lasciando intravedere la curva delle mie natiche.
“sei impazzito!?” gli sussurro mentre entriamo in ascensore, e le porte si chiudono alle nostre spalle. A dispetto delle mie parole, il mio tono non è di rimprovero, tutt’altro. Sono piacevolmente divertita ed eccitata da queste sue iniziative, e lui lo sa benissimo, dato che mi ricambia con lo stesso sorriso.
“volevo far vedere qualcosa a quel povero ragazzo” mi risponde
“così però credo che l’hai torturato ancora di più”
“vorrà dire che dovrai farti perdonare”
“hai ragione, e più tardi credo proprio che lo farò” rido, mentre le porte dell’ascensore si aprono sull’ultimo piano.
La nostra suite è ampia e luminosa, con un bel letto king size
“questo letto è fatto proprio per essere condiviso” commento, passeggiando per la camera
“già, e immagino che la compagnia non mancherà” risponde mio marito.
Spalanco la porta finestra ed esco sul balcone. Il parapetto mi arriva allo sterno, ed è una struttura in vetro satinato e ferro, e c’è una vista panoramica meravigliosa.
Mi slaccio la minigonna, e la lascio cadere ai miei piedi, esponendo la mia pelle chiara, dalle natiche fino alle caviglie, alla luce del sole..
“vieni qui fuori, c’è una vista stupenda” chiamo mio marito, appoggiando i gomiti al parapetto.
Dopo pochi istanti le sue mani palpano le mie natiche, stringendo con forza la morbida carne dei miei glutei
“si, ci sono due colline bellissime” risponde lui, affondando le labbra tra la mia spalla il collo.
Mugolo di piacere.
Le sue mani palpano le mie natiche, massaggiandole avidamente con movimenti circolari
“non dovresti esporre troppo la tua pelle chiara al sole…” sussurra, baciandomi alla base del collo, “...potresti scottarti”
Mugolo, e gli accarezzo i capelli, “...vorrà dire che cercherò un po’ di ombra” rispondo, ed inclino il bacino all’indietro, fino a impattare contro il suo bacino, sfregando lentamente contro la sua patta.
Le sue mani mi accarezzano il ventre, e risalgono fino ai miei seni. I capezzoli turgidi premono contro il tessuto della canotta, e in questo momento trovo insopportabile questo sottile velo di tessuto che separa la mia pelle dalle sue mani.
Stimola i miei capezzoli provocandomi un brivido, e la sua lingua fa capolino sul mio collo.
“pensi che qualcuno potrebbe vederci?” sussurra, continuando a baciarmi il collo
“mhhh, non credo…”
Siamo all’ultimo piano, i balconi di queste camere hanno dei paraventi in vetro satinato più alti ai lati, per garantire privacy.
“ti dispiace?” mi chiede, strizzandomi i capezzoli.
Sento un brivido percorrere tutto il mio corpo, ondeggio sfregando natiche e la schiena contro mio marito
“un pochino…” mugolo
“ci sono delle fessure tra i muri e il vetro, magari qualcuno delle stanze adiacenti potrebbe sbirciare…”
Questo è un pensiero che mi eccita ancora di più delle mani di mio marito che tormentano i miei capezzoli al di sopra del tessuto della canotta.
“Allora diamogli qualcosa da vedere…” sussurro. Mi distacco da mio marito, mi volto e mi inginocchio davanti a lui.
Afferro i pantaloncini e le mutande, e li faccio scivolare lungo le gambe, liberando il suo pene che già inizia a pulsare.
“goditi il panorama, tesoro” gli dico prima di afferrare la base con la mano sinistra, e prendo la cappella in bocca.
Gli massaggio i testicoli, e mi godo la sensazione di sentirlo crescere e indurirsi nella mia bocca.
Adoro tenerlo in bocca e sentire la sua eccitazione divampare.
Il suo respiro si fa più pesante, mentre il suo membro si fa sempre più eretto
“qui sotto c’è il solarium con la vasca idromassaggio” dice con voce più roca
lo tiro fuori dalla mia bocca, e massaggio per intero l’asta, “e c’è qualcuno?” gli chiedo
“solo una donna”
“descrivimela” uso entrambe le mani, con una massaggio i testicoli, e con l’altra la sua verga, leccandogli la punta, facendolo mugolare di piacere
“direi sulla cinquantina, o tra i 50 e i 60, bionda, capelli a caschetto, bikini rosso; un bel seno, direi rifatto”
“ti piace?” e lo riprendo in bocca
“non mi dispiacerebbe guardarla più da vicino”
“mmhh…” succhio avidamente, eccitata, e porto una mano tra le mie cosce, “...e ti sta guardando?” chiedo mentre riprendo fiato
“è distesa a pancia in su sul lettino, ma ha gli occhiali da sole, non so se ha gli occhi chiusi o meno”
“proviamo a offrirle una prospettiva migliore”
Rimanendo sulle ginocchia, mi sposto lateralmente, portandomi dietro anche mio marito, in modo che anche lui si rivolto lateralmente, e non più frontale
Tengo la sua verga, ormai nel pieno vigore, con la mano, e stringendo la friziono per tutta la sua imponente lunghezza “chissà se nonostante la prospettiva dal basso e il vetro satinato riesce a vedere questo cazzo” gli dico prima di tirare fuori la lingua e leccare ancora la sua punta umida
“non so, dovrei farglielo vedere più da vicino” propone lui
“si, magari dopo. Ora lo voglio tutto per me” continuo a segarlo e prendo in bocca la cappella.
Lui mugola di piacere, e continua a osservare verso il basso “non si è mossa, ma credo stia guardando in questa direzione. Per me ci sta guardando”
Lo succhio avidamente, prendendone in bocca fino ad averlo in gola, e mi tiro indietro ansimante per riprendere fiato
“mhhh, nonostante io sono qui, continui a pensare a lei, eh?” lo rimprovero, ma in tono scherzoso. Massaggio il suo membro dalla base fino alla punta, e con l’altra mano mi masturbo, passando le dita tra le grandi labbra, ormai dilatate.
“ti sbagli se pensi che potrei trascurarti” mi risponde, e mi fa alzare in piedi..
Torno ad appoggiarmi al parapetto, dandogli le spalle. Lui porta una mano tra le mie gambe, e l’altra sotto la mia canotta.
Una mano sale fino a toccarmi un capezzolo, turgido e sensibile, l’altra mano raggiunge il clitoride e grandi labbra, trovandole umide.
Sento brividi percorrere il mio corpo ad ogni suo tocco, le gambe quasi mi cedono quando prende a toccarmi con maggior vigore, mentre ondeggio con le natiche, sfregandole contro il suo membro eretto.
“lo voglio dentro di me…” mormoro, dando voce al mio unico pensiero in questo momento.
E mi ritrovo ad osservare in basso, verso la bionda stesa sul lettino, quella che sembra aver catturato l’interesse di mio marito.
è supina, immobile, gli occhi coperti dagli scuri occhiali da sole. Credo che mio marito abbia ragione: ci sta guardando.
E questo mi sta eccitando da morire.
Sollevo la gamba sinistra, portandola dritta fino ad arrivare col tallone sul parapetto. Ho fatto danza da piccola, e ho mantenuto un’ottima mobilità con le gambe. Una cosa che mi torna molto utile, e che mio marito apprezza tantissimo.
Senza staccare la mano dal mio seno, mi accarezza la fica prima con la mano e poi con la punta del suo cazzo, facendomi sussultare.
La sua punta umida si fa largo tra le grandi labbra dilatate, io inarco il bacino, lui fa lo stesso e lentamente inizia a penetrarmi.
Ansimo e gemo, mentre la sua imponente presenza si fa largo dentro di me, donandomi una crescente sensazione di calore e scosse che dal basso ventre si irradiano in tutto il mio corpo.
Mentre assecondo il ritmo delle sue profonde spinte, tra ansiti e gemiti, guardo verso la sconosciuta:ha stretto le gambe, le ha rannicchiate appoggiando i talloni sul lettino, e ha una mano sul suo basso ventre.
“ahh!!! la tua… amica… si sta… mhhh… toccando…” dico con voce interrotta da gemiti e sospiri.
Lui si preme contro di me, osserva a sua volta.
“hai ragione…” mormora, e prende a fottermi con ancora più vigore e veemenza, facendomi quasi urlare.
La sua verga mi riempie fino in fondo, sento delle scosse così forti da farmi perdere l’equilibrio, e non riesco a tenere la gamba sollevata.
Allora lui tira indietro il mio bacino, facendomi divaricare le gambe e inarcare la schiena, e tenendomi dai fianchi mi fotte così forte che le sue palle sbattono contro le mie grandi labbra.
Stringo forte il corrimano e inarco il bacino, sussultando a ogni colpo. E continuo a guardare di sotto. Lei è sempre lì, con le gambe rannicchiate, e una mano poggiata con aria casuale sul suo slip. L’idea che quella donna mi stia guardando, e si stia masturbando, mentre mio marito mi scopa rudemente, mi sta eccitando da impazzire. E il fatto che potenzialmente dalle camere adiacenti qualcuno potrebbe star ascoltando i nostri gemiti, contribuisce a farmi girare la testa.
La sensazione di calore si fa sempre più forte, sento i miei muscoli pelvici contrarsi dal piacere, tremo tutta.
Mentre l’orgasmo mi travolge, le sue spinte si fanno più lente, segno che anche lui è ormai all’apice.
“dove la vuoi?” mi chiede, con voce affannata
“riempimi” gli rispondo, ancora in preda degli spasmi dell’orgasmo
Lo sento premere contro di me, il suo pene pulsa mentre espelle il suo carico dentro di me, ampliando quella sensazione di calore che già provo.
Geme e continua a spingere lentamente, e quando si sfila da me, un misto di sborra e umori cola giù tra le mie gambe.
Faccio con la mano un rapido cenno di saluto verso la nostra osservatrice, con un sorriso soddisfatto stampato sul volto, e senza nemmeno osservare la sua reazione, rientriamo in camera.
Mio marito si libera del resto degli abiti e si infila un costume da bagno “è ora di fare nuove conoscenze” mi dice.
“non vedi l’ora, mh!?” gli rispondo con un sorriso, “và pure…” aggiungo, mentre mi sfilo la canotta, “...io ho bisogno di una doccia, e poi credo che farò una chiamata in reception” ammicco.
“divertiti, ci vediamo dopo”
“anche tu tesoro”, e ci salutiamo con un rapido bacio
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