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Erotika
Sesso al resort · Cap. 1
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Capitolo 1 di 2 10 min di lettura

Coppia esibizionista ESTATE

La nostra voglia, ed il nostro piacere di condividerla. Il piacere di essere guardati, preludio di nuovi e interessanti sviluppi per me e mio marito

DarkSideOfTheMoon
2 mesi fa · 1.5k letture · 0

Con l’arrivo del caldo, io e mio marito abbiamo deciso di concederci un paio di giorni di fuga in un resort di lusso in toscana.

“...non hai messo il reggiseno…” commenta mio marito, mentre sterza tra le curve dell’appennino, un occhio sulla strada e un occhio su di me; indosso una canotta leggera, dalle spalline sottili e lo scollo a V, che scende larga e morbida fino alla vita. I miei ampi seni dondolano liberi, ed i capezzoli si intravedono attraverso il sottile tessuto dell’abito. Sotto, una minigonna copre le gambe fino a metà coscia.

“oh, te ne sei accorto, finalmente…” gli rispondo, appoggiandogli una mano sulla coscia.

“in realtà è da quando siamo partiti che ti guardo”

“le mie tette hanno rapito tutta la tua attenzione, o ti sei accorto che il reggiseno non è l’unica cosa che ho lasciato in valigia?”

Gli accarezzo lentamente la coscia sopra il tessuto dei pantaloni, sorridendo maliziosa. Dalla rapida occhiata che mi lancia, intuisco che non se n’era accorto. Dalla coscia gli accarezzo il basso ventre, con deliberata lentezza.

Toglie la mano destra dal volante, e la allunga sulla mia coscia, poggiandosi sulla mia pelle. Non lo ostacolo, quando risale sotto il tessuto della gonna, anzi mi inclino leggermente e divarico appena le gambe.

La sua mano scivola lungo la mia pelle, e quando arriva in cima alla mia gamba, le sue dita non trovano alcun tessuto, ma il caldo contatto con la mia vulva.

Mugolo appena, accarezzandolo nello stesso momento sulla patta.

“potevi dirmelo prima, se avevi voglia di un viaggio movimentato” dice lui.

“mhhh…” espiro rumorosamente, quando le sue dita accarezzano le mie grandi labbra, e mi compiaccio nel sentire la sua erezione farsi sempre più prepotente, “...voglio solo essere sempre pronta per te… Ma preferisco dare il meglio una volta lì”

“allora non c’è da aspettare molto, siamo quasi arrivati” risponde, senza smettere di toccarmi.

.

Quando entriamo nella hall del resort, i miei capezzoli sono ancora parzialmente turgidi, e si vedono premere contro il tessuto della canotta. Non me ne preoccupo, anzi la cosa mi eccita maggiormente.

Alla reception c’è un ragazzo molto giovane ad accoglierci. Mentre sbrighiamo tutte le formalità, è divertentissimo vedere con quanta difficoltà si mantiene professionale e distaccato, ma al tempo stesso cerca di lanciare occhiate furtive al mio seno. Distogliendo imbarazzato lo sguardo non appena lo guardo.

Ci illustra i vari servizi del resort, e ci consegna due tessere magnetiche per aprire la nostra stanza. Io lo ringrazio ammiccando, e lui si irrigidisce, imbarazzato. Chissà quanto si è irrigidito nelle parti basse! Peccato che il bancone mi impedisca di appurarlo da me.

Mentre siamo di spalle, qualche metro più in là, ad aspettare che le porte dell’ascensore si aprano, mio marito mi palpa il sedere, e solleva appena la minigonna, lasciando intravedere la curva delle mie natiche.

“sei impazzito!?” gli sussurro mentre entriamo in ascensore, e le porte si chiudono alle nostre spalle. A dispetto delle mie parole, il mio tono non è di rimprovero, tutt’altro. Sono piacevolmente divertita ed eccitata da queste sue iniziative, e lui lo sa benissimo, dato che mi ricambia con lo stesso sorriso.

“volevo far vedere qualcosa a quel povero ragazzo” mi risponde

“così però credo che l’hai torturato ancora di più”

“vorrà dire che dovrai farti perdonare”

“hai ragione, e più tardi credo proprio che lo farò” rido, mentre le porte dell’ascensore si aprono sull’ultimo piano.

La nostra suite è ampia e luminosa, con un bel letto king size

“questo letto è fatto proprio per essere condiviso” commento, passeggiando per la camera

“già, e immagino che la compagnia non mancherà” risponde mio marito.

Spalanco la porta finestra ed esco sul balcone. Il parapetto mi arriva allo sterno, ed è una struttura in vetro satinato e ferro, e c’è una vista panoramica meravigliosa.

Mi slaccio la minigonna, e la lascio cadere ai miei piedi, esponendo la mia pelle chiara, dalle natiche fino alle caviglie, alla luce del sole..

“vieni qui fuori, c’è una vista stupenda” chiamo mio marito, appoggiando i gomiti al parapetto.

Dopo pochi istanti le sue mani palpano le mie natiche, stringendo con forza la morbida carne dei miei glutei

“si, ci sono due colline bellissime” risponde lui, affondando le labbra tra la mia spalla il collo.

Mugolo di piacere.

Le sue mani palpano le mie natiche, massaggiandole avidamente con movimenti circolari

“non dovresti esporre troppo la tua pelle chiara al sole…” sussurra, baciandomi alla base del collo, “...potresti scottarti”

Mugolo, e gli accarezzo i capelli, “...vorrà dire che cercherò un po’ di ombra” rispondo, ed inclino il bacino all’indietro, fino a impattare contro il suo bacino, sfregando lentamente contro la sua patta.

Le sue mani mi accarezzano il ventre, e risalgono fino ai miei seni. I capezzoli turgidi premono contro il tessuto della canotta, e in questo momento trovo insopportabile questo sottile velo di tessuto che separa la mia pelle dalle sue mani.

Stimola i miei capezzoli provocandomi un brivido, e la sua lingua fa capolino sul mio collo.

“pensi che qualcuno potrebbe vederci?” sussurra, continuando a baciarmi il collo

“mhhh, non credo…”

Siamo all’ultimo piano, i balconi di queste camere hanno dei paraventi in vetro satinato più alti ai lati, per garantire privacy.

“ti dispiace?” mi chiede, strizzandomi i capezzoli.

Sento un brivido percorrere tutto il mio corpo, ondeggio sfregando natiche e la schiena contro mio marito

“un pochino…” mugolo

“ci sono delle fessure tra i muri e il vetro, magari qualcuno delle stanze adiacenti potrebbe sbirciare…”

Questo è un pensiero che mi eccita ancora di più delle mani di mio marito che tormentano i miei capezzoli al di sopra del tessuto della canotta.

“Allora diamogli qualcosa da vedere…” sussurro. Mi distacco da mio marito, mi volto e mi inginocchio davanti a lui.

Afferro i pantaloncini e le mutande, e li faccio scivolare lungo le gambe, liberando il suo pene che già inizia a pulsare.

“goditi il panorama, tesoro” gli dico prima di afferrare la base con la mano sinistra, e prendo la cappella in bocca.

Gli massaggio i testicoli, e mi godo la sensazione di sentirlo crescere e indurirsi nella mia bocca.

Adoro tenerlo in bocca e sentire la sua eccitazione divampare.

Il suo respiro si fa più pesante, mentre il suo membro si fa sempre più eretto

Prima di andare avanti…

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Cap. 2

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