Capitolo 2 - La nuova conoscenza bionda ESTATE
Al solarium la situazione si fa bollente. In camera, con la mia nuova amica il piacere cresce, ma il meglio deve ancora venire...
1 ora fa
Saluto mia moglie con un bacio, ed una volta uscito dalla stanza all’ultimo piano, mi dirigo immediatamente al solarium.
La donna che ci guardava è ancora da sola, distesa supina sul suo lettino.
Ha davvero un bel fisico: ventre piatto nonostante un po’ di smagliature attorno all’ombelico, gambe tornite, e un bel seno rifatto, con la parte di sopra del bikini che non nasconde i capezzoli turgidi. Sono davvero curioso di vedere il suo culo.
Anche le sue labbra sono rifatte, e l’idea di averle attorno al mio cazzo mi sta già eccitando.
Le unghie di mani e piedi sono ben curate, e smaltate di un acceso rosso. Tra il polpaccio e la caviglia ha il tatuaggio di una farfalla.
“buongiorno” la saluto, stendendomi sul lettino accanto al suo.
“buongiorno” mi saluta a sua volta, muovendo appena lo sguardo verso di me, i suoi occhi nascosti dalle scure lenti a specchio.
Attacco bottone con una scusa, e iniziamo a chiaccherare un po’.
Si chiama Beatrice, ha 55 anni, è divorziata, ed è qui da sola, per rilassarsi un po’, ora che i suoi figli sono in viaggio con amici. Ottimo.
La nostra conversazione scorre leggera per diversi minuti, ed ho la conferma che mi abbia riconosciuto quando mi chiede “e la tua metà perchè non è qui?” senza che le abbia ancora detto di essere sposato.
“io e mia moglie amiamo prenderci liberamente i nostri rispettivi spazi. Soprattutto dopo aver condiviso un assaggio della nostra intimità”
“quindi quello era solo un assaggio?” domanda, in tono incuriosito
“esattamente. L'hai trovato interessante?”
“stimolante, direi. Non avrei mai detto che fosse tua moglie. Vedendoti qui da solo pensavo più ad un’amante o ad una conquista estemporanea”
“ci piace rendere la nostra intimità sempre varia. E condividerla con chi sa apprezzarla”
Sorride, umettandosi le labbra “quindi sei qui per invitarmi in camera dalla tua signora, così che io possa restituirle il favore?”
“magari stasera, se lo vorrai, lei ne sarebbe certamente entusiasta. Al momento, però, credo che la troveremmo già occupata, e non ama essere disturbata…” le rispondo. Non sembra aspettarselo, dato che per la prima volta sposta appena gli occhiali da sole, permettendomi di guardarla negli occhi, mentre aggiungo “...anch’io, d’altronde, ora sono qui solo per godermi la tua compagnia”
“posso immaginare di cosa tu voglia godere…” risponde lei, con un tono a metà tra il divertito e l’ammaliante
“di certo potremmo beneficiarne entrambi”
“non mi aspettavo di fare questo genere di incontri qui. Finora si sono tutti limitati a sbavare a debita distanza, tenuti al guinzaglio dalle mogli”
“quando manca la fiducia, servono guinzaglio e museruola”, commento, ridacchiando
Lei si gira, mettendosi a pancia in giù, e slaccia la parte superiore del costume, scoprendo schiena e spalle; quindi, con il volto ruotato verso di me, dice “perchè non mi mostri più da vicino ciò di cui potrei beneficiare con te?”
Mi guardo rapidamente intorno: al solarium non c’è ancora nessuno. Certo, dai piani superiori qualcuno potrebbe sbirciare, ma la cosa non mi preoccupa poi troppo, anzi.
Mi alzo in piedi, avvicinandomi a lei.
“con immenso piacere”, rispondo mentre abbasso appena il costume, liberando il mio pene, ancora morbido.
Lei lo accarezza, tasta le palle, scorre con le unghie lungo la sua lunghezza
“sembra che possa raggiungere dimensioni notevoli, una volta sveglio” commenta mentre il mio membro inizia a prendere vigore.
Mi avvicino ulteriormente, la mia cappella così vicina alla sua bocca che le basta inclinarsi appena per averla tra le labbra.
La bacia, muove la lingua attorno alla punta, senza smettere di massaggiarlo e di giocare coi testicoli.
Le sue labbra prendono una porzione sempre maggiore, la lingua vortica avida, e le dita frizionano intensamente la base.
Nella sua bocca il mio cazzo diventa sempre più grande e duro.
“mmmh, avevo visto giusto”, mugola, staccandosi appena per riprendere fiato, e concedendosi di osservarlo da vicino.
“ora vorrei vedere anch'io qualcosa..” commento.
Salgo quindi a cavalcioni sul suo lettino, a godermi la visione del suo bel culo sodo e della sua schiena nuda.
Premo col bacino contro le sue natiche, e sposto il tessuto del suo perizoma, per poi incastrare il mio cazzo eretto, infilandolo tra i suoi glutei.
Mugola sentendo quel contatto tra le sue carni.
“di solito la spagnola si fa col seno, ma di certo l’inventiva non ti manca…” commenta, divertita.
Muovo le sue natiche ed il mio bacino, facendomi segare dal suo culo “ci sarà anche quella, non preoccuparti”, le rispondo.
Il suo culo è così sodo da avvolgere completamente la mia asta eretta; mi chiedo quanto deve essere eccitante sfondarle il buchino tra queste due chiappe marmoree.
Dalle natiche le accarezzo i fianchi, quindi risalgo lungo la sua schiena nuda.
Lei mugola, spostando i capelli di lato, per liberare spalle e collo e rendermi più agevole il massaggio.
“questo è il genere di preliminari che preferisco” commenta, con voce rilassata, mentre con una mano mi accarezza la coscia.
Dalle spalle discendo lungo la sua schiena fino alle natiche, che strizzo tenendo il mio cazzo ben stretto tra loro.
Il silenzio viene interrotto da un gran vociare infantile. Cazzo non ci voleva.
Allarmato, infilo subito il mio pene nei boxer, e rimango col bacino ben adeso ai glutei di Beatrice, per nascondere quanto possibile l’evidente erezione.
“questa proprio non ci voleva” commenta anche lei, rimanendo sdraiata immobile, come se dormisse.
Ho fatto appena in tempo a nascondere il corpo del reato, e arrivano di corsa tre ragazzini, due maschi e una femmina, seguiti a vista da due coppie di genitori.
A questi ultimi rivolgo un vago cenno del capo in saluto, e torno a massaggiare la schiena di Beatrice.
Ignoro volutamente le grida e gli schiamazzi dei bambini riguardo chi si debba tuffare per primo, chi sia in grado di stare di più in apnea e altre amenità simili, finchè non sento uno chiedere “mamma ma cosa fanno quei signori?”, evidentemente riferito a noi.
“sta facendo un massaggio alla sua compagna, non disturbarli” è la risposta che arriva alle mie orecchie.
Mi chino in avanti, per sussurrare nell’orecchio di Beatrice “qui sta diventando un po’ troppo affollato. Che ne dici di fare un salto nella vasca idromassaggio, prima di chiuderci in camera?”
“mh-mhh…” risponde lei, con un mugolio di assenso “...aiutami ad allacciare il costume e… assicurati di essere presentabile nel tragitto” commenta, maliziosa, muovendo appena le natiche per farle strusciare contro il tessuto del boxer, sui cui preme, dall’altro lato, la mia erezione.
Le allaccio il costume, e ci dirigiamo alla vasca idromassaggio. I bambini hanno iniziato a tuffarsi nella piscina, sollevando schizzi ovunque, ed i genitori parlottano tra loro tenendo d’occhio i bambini, perciò non prestano troppa attenzioni a noi.
Entriamo e ci sediamo nella vasca idromassaggio, appoggiando la schiena contro il bordo, la schiuma che vortica attorno a noi fino allo sterno.
“dov’eravamo rimasti…” le chiedo, avvicinando la mia bocca alla sua.
Le nostre labbra si avvinghiano in un intenso e profondo bacio, le nostre lingue che vorticano avviluppandosi l’una all’altra.
Nascoste alla vista dall’acqua in movimento che vortica attorno a noi, porto entrambe le mie mani sul corpo statuario e tonico di Beatrice: una s’insinua nella coppa del reggiseno, tastando il suo seno tondo e compatto, mentre l’altra entra nel suo slip, trovando un monte di venere perfettamente liscio e depilato.
“audace…” dice lei, senza smettere di baciarmi, mordicchiandomi appena il labbro inferiore, “...sicuro che non sia meglio andare direttamente in camera?” incalza, in un sussurro a fior di labbra.
“dipende da quanto riesci a resistere” le rispondo, accarezzandole un capezzolo con pollice e indice, mentre scendo più giù con l’altra mano.
Lei non mi ostacola, anzi allarga di più le gambe, permettendomi di arrivare fino alle grandi labbra.
“mmh.. io? o da quanto resisti tu?” risponde, in tono provocatorio, e la sua mano si infila nei miei boxer, tirando fuori il mio uccello.
Ci masturbiamo a vicenda, io sfrego clitoride e grandi labbra, e le infilo un dito dentro, lei friziona il cazzo dalla punta alla base, massaggiando i testicoli con le unghie.
Ci scambiamo qualche bacio più fugace, mentre teniamo d’occhio il resto dei presenti, per assicurarci che non stiano badando troppo a noi, e ci godiamo quella reciproca stimolazione, respirando affannosamente.
Distolgo lo sguardo verso l’edificio di fronte a noi, in particolare verso la mia stanza all’ultimo piano. Mi domando se mia moglie Michela è ancora lì a spiarci, o è anche lei occupata in qualche piacevole distrazione, dentro o fuori dalla camera.
“stai pensando alla tua signora?” chiede Beatrice, neanche mi avesse letto nel pensiero
“mi chiedevo solo se la mia camera ora è libera o meno”
“la mia lo è…”
“è un invito?”
“preferiresti un ordine?”
“no, e accetto di buon grado”
“pensi di poter uscire dall’acqua in queste condizioni? o vuoi che finisca il lavoro…” mi chiede a voce più bassa, stringendo più forte il mio uccello tra le dita.
“non è necessario, possiamo andare. Ci metto un attimo a sistemarmi, come ho fatto prima” le rispondo.
.
Non appena la porta della sua stanza si chiude alle nostre spalle, ci avvinghiamo come serpenti, incrociando vorticosamente le nostre lingue e le labbra. Slaccio i laccetti del suo bikini, lei abbassa i miei boxer, e in un attimo siamo completamente nudi, presi a baciarci con impeto e foga.
Mi stacco dalle sue labbra e scivolo a baciarle il collo e la clavicola, mentre le mie mani palpano i suoi glutei sodi, e le sue mani scorrono lungo la mia schiena fino alla nuca.
Senza staccarmi dalla sua pelle ambrata, mi chino e scendo sul petto, ai seni rotondi e sodi.
Preferisco le tette morbide e naturali, ma non sono certo schizzinoso.
Lecco un capezzolo, disegnando con la lingua dei cerchi concentrici attorno all’areola, e stimolandolo con la punta della lingua al termine di ogni giro.
Beatrice mugola di piacere, e porta una mano davanti, afferrando il mio cazzo, che nel frattempo è tornato nel pieno del suo vigore.
“mmmhhh… vedo che sei pronto” ansima lei
La faccio stendere sul letto, supina. Dopo averle leccato anche l’altro capezzolo, scendo lungo il suo ventre, e arrivo in mezzo alle sue gambe.
Mi soffermo un istante a contemplare la sua fica completamente depilata: le grandi labbra sono completamente dilatate, il clitoride roseo in bella vista in cima.
Lo succhio avidamente, mentre sfrego le dita velocemente sulle piccole labbra, facendola gemere e ondeggiare il bacino.
Tenendole le gambe ben divaricate, le lecco la fica con profonde e ampie lappate di lingua, alternandole a rapidi colpi di punta.
Quindi torno a succhiarle il clitoride, e infilo il medio piegandolo ad artiglio e spingendo fino a sbattere col palmo.
Lei mugola senza ritegno, premendo la mia testa contro di sè e inarcando il bacino.
La lecco senza sosta per diversi minuti, finchè il suo corpo non è scosso da sussulti così forti da farla tremare come una foglia.
Salgo a cavalcioni su di lei, portando il mio cazzo sul suo sterno.
Con le mani le stringo i seni, e la sua pelle calda si avvolge attorno alla mia verga.
Anche le sue mani sono sulle sue tette assieme alle mie, mentre muovo il bacino sfregando il cazzo tra le sue bocce siliconate.
La punta della mia asta fa capolino ad ogni spinta in avanti, lei china il capo e tira fuori la lingua, accarezzandola.
Mi stacco dai suoi seni e mi porto appena in avanti, permettendole di prendere in bocca tutta la cappella.
Le sue grosse labbra la avvolgono, sembrano fatte per succhiare.
“voglio fotterle come si deve…” sussurro ansante, dando voce ai miei pensieri.
Mi alzo in piedi, lei scende dal letto e con una spintarella fa finire me sul letto
“mettiti comodo” commenta leccandosi le labbra
Seduto sul bordo del letto, lei si inginocchia davanti a me, regalandomi un meraviglioso pompino.
Le sue labbra avvolgono il mio cazzo, la sua gola arriva ad accoglierlo fino alla base, risucchiandolo con un vorticare di lingua.
La sua mano gioca con i miei testicoli, massaggiandoli e soppesandoli, mentre noto che con l’altra si sta masturbando.
“ahhh.. questo cazzo è meraviglioso…” commenta mentre riprende fiato, dandogli una lappata prima di riprenderlo in bocca e ricominciare a pompare.
Mi alzo in piedi, le afferro la testa e muovo il bacino, scopandole la bocca con foga.
Le mie palle le sbattono contro il mento, e lei si tiene a me aggrappandosi con le mani ai miei glutei.
“Lo voglio dentro” sussurra con il fiatone, senza smettere di toccarmi.
La faccio stendere nuovamente sul letto, supina, e tenendole le gambe ben divaricate, in piedi sul bordo del letto, sfrego il mio cazzo contro la sua figa grondante.
“ahhh, scopami, presto, non ce la faccio più…” quasi mi implora, gemendo, accarezzando il mio cazzo, ed indirizzando dentro di sé.
Con una poderose spinta di fianchi, entro per metà della lunghezza con un colpo solo.
Gemiamo all’unisono, porto indietro il bacino e spingo più forte.
Appoggia i suoi talloni sulle mie spalle, e inizio a pompare con foga, alternando colpi profondi a spinte rapide, che fanno sussultare il suo petto.
Le divarico di nuovo le gambe, salgo su di lei e continuo a spingere con maggiore foga.
Beatrice muove il bacino all’unisono col mio, gemendo e ansimando con intensità sempre maggiore.
Le succhio i capezzoli mentre spingo, lei si avvinghia a me con le braccia e le gambe, e sento il suo bacino tremare per gli spasmi dell’orgasmo; i suoi gemiti si fanno più intensi, e poi calano lasciando spazio ad ansiti.
Sono anch'io al limite, esco da lei e mi rimetto in piedi. Beatrice corre a inginocchiarsi, lo prende in bocca.
Le bastano un paio di lappate ed anch’io vengo travolto dall’orgasmo, fiotti di sperma invadono la sua gola.
Ingoia tutto e continua a leccarlo avidamente, raccogliendo anche le ultime gocce.
Dopo un'altra scopata, mentre mi congedo da lei le propongo di vederci a cena nel ristorante del Resort.
“ahhh, allora è una cosa seria…”, commenta lei, rotolandosi nel letto
“ovviamente, per questo devo presentarti a mia moglie”, le rispondo, ironico
“ed oltre alla sua approvazione, è previsto un dopo cena?”
“certo, stavolta da noi però” le strizzo l'occhio, ed esco dalla sua stanza. Non vedo l'ora sia stasera.
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