Vai al contenuto
Erotika
Sesso al resort · Cap. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 2 di 2 11 min di lettura

La nuova conoscenza bionda ESTATE

Al solarium la situazione si fa bollente. In camera, con la mia nuova amica il piacere cresce, ma il meglio deve ancora venire...

DarkSideOfTheMoon
1 mese fa · 826 letture · 0

“audace…” dice lei, senza smettere di baciarmi, mordicchiandomi appena il labbro inferiore, “...sicuro che non sia meglio andare direttamente in camera?” incalza, in un sussurro a fior di labbra.

“dipende da quanto riesci a resistere” le rispondo, accarezzandole un capezzolo con pollice e indice, mentre scendo più giù con l’altra mano.

Lei non mi ostacola, anzi allarga di più le gambe, permettendomi di arrivare fino alle grandi labbra.

“mmh.. io? o da quanto resisti tu?” risponde, in tono provocatorio, e la sua mano si infila nei miei boxer, tirando fuori il mio uccello.

Ci masturbiamo a vicenda, io sfrego clitoride e grandi labbra, e le infilo un dito dentro, lei friziona il cazzo dalla punta alla base, massaggiando i testicoli con le unghie.

Ci scambiamo qualche bacio più fugace, mentre teniamo d’occhio il resto dei presenti, per assicurarci che non stiano badando troppo a noi, e ci godiamo quella reciproca stimolazione, respirando affannosamente.

Distolgo lo sguardo verso l’edificio di fronte a noi, in particolare verso la mia stanza all’ultimo piano. Mi domando se mia moglie Michela è ancora lì a spiarci, o è anche lei occupata in qualche piacevole distrazione, dentro o fuori dalla camera.

“stai pensando alla tua signora?” chiede Beatrice, neanche mi avesse letto nel pensiero

“mi chiedevo solo se la mia camera ora è libera o meno”

“la mia lo è…”

“è un invito?”

“preferiresti un ordine?”

“no, e accetto di buon grado”

“pensi di poter uscire dall’acqua in queste condizioni? o vuoi che finisca il lavoro…” mi chiede a voce più bassa, stringendo più forte il mio uccello tra le dita.

“non è necessario, possiamo andare. Ci metto un attimo a sistemarmi, come ho fatto prima” le rispondo.

.

Non appena la porta della sua stanza si chiude alle nostre spalle, ci avvinghiamo come serpenti, incrociando vorticosamente le nostre lingue e le labbra. Slaccio i laccetti del suo bikini, lei abbassa i miei boxer, e in un attimo siamo completamente nudi, presi a baciarci con impeto e foga.

Mi stacco dalle sue labbra e scivolo a baciarle il collo e la clavicola, mentre le mie mani palpano i suoi glutei sodi, e le sue mani scorrono lungo la mia schiena fino alla nuca.

Senza staccarmi dalla sua pelle ambrata, mi chino e scendo sul petto, ai seni rotondi e sodi.

Preferisco le tette morbide e naturali, ma non sono certo schizzinoso.

Lecco un capezzolo, disegnando con la lingua dei cerchi concentrici attorno all’areola, e stimolandolo con la punta della lingua al termine di ogni giro.

Beatrice mugola di piacere, e porta una mano davanti, afferrando il mio cazzo, che nel frattempo è tornato nel pieno del suo vigore.

“mmmhhh… vedo che sei pronto” ansima lei

La faccio stendere sul letto, supina. Dopo averle leccato anche l’altro capezzolo, scendo lungo il suo ventre, e arrivo in mezzo alle sue gambe.

Mi soffermo un istante a contemplare la sua fica completamente depilata: le grandi labbra sono completamente dilatate, il clitoride roseo in bella vista in cima.

Lo succhio avidamente, mentre sfrego le dita velocemente sulle piccole labbra, facendola gemere e ondeggiare il bacino.

Tenendole le gambe ben divaricate, le lecco la fica con profonde e ampie lappate di lingua, alternandole a rapidi colpi di punta.

Quindi torno a succhiarle il clitoride, e infilo il medio piegandolo ad artiglio e spingendo fino a sbattere col palmo.

Lei mugola senza ritegno, premendo la mia testa contro di sè e inarcando il bacino.

La lecco senza sosta per diversi minuti, finchè il suo corpo non è scosso da sussulti così forti da farla tremare come una foglia.

Salgo a cavalcioni su di lei, portando il mio cazzo sul suo sterno.

Con le mani le stringo i seni, e la sua pelle calda si avvolge attorno alla mia verga.

Anche le sue mani sono sulle sue tette assieme alle mie, mentre muovo il bacino sfregando il cazzo tra le sue bocce siliconate.

La punta della mia asta fa capolino ad ogni spinta in avanti, lei china il capo e tira fuori la lingua, accarezzandola.

Mi stacco dai suoi seni e mi porto appena in avanti, permettendole di prendere in bocca tutta la cappella.

Le sue grosse labbra la avvolgono, sembrano fatte per succhiare.

“voglio fotterle come si deve…” sussurro ansante, dando voce ai miei pensieri.

Mi alzo in piedi, lei scende dal letto e con una spintarella fa finire me sul letto

“mettiti comodo” commenta leccandosi le labbra

Seduto sul bordo del letto, lei si inginocchia davanti a me, regalandomi un meraviglioso pompino.

Le sue labbra avvolgono il mio cazzo, la sua gola arriva ad accoglierlo fino alla base, risucchiandolo con un vorticare di lingua.

La sua mano gioca con i miei testicoli, massaggiandoli e soppesandoli, mentre noto che con l’altra si sta masturbando.

“ahhh.. questo cazzo è meraviglioso…” commenta mentre riprende fiato, dandogli una lappata prima di riprenderlo in bocca e ricominciare a pompare.

Mi alzo in piedi, le afferro la testa e muovo il bacino, scopandole la bocca con foga.

Le mie palle le sbattono contro il mento, e lei si tiene a me aggrappandosi con le mani ai miei glutei.

“Lo voglio dentro” sussurra con il fiatone, senza smettere di toccarmi.

La faccio stendere nuovamente sul letto, supina, e tenendole le gambe ben divaricate, in piedi sul bordo del letto, sfrego il mio cazzo contro la sua figa grondante.

“ahhh, scopami, presto, non ce la faccio più…” quasi mi implora, gemendo, accarezzando il mio cazzo, ed indirizzando dentro di sé.

Con una poderose spinta di fianchi, entro per metà della lunghezza con un colpo solo.

Gemiamo all’unisono, porto indietro il bacino e spingo più forte.

Appoggia i suoi talloni sulle mie spalle, e inizio a pompare con foga, alternando colpi profondi a spinte rapide, che fanno sussultare il suo petto.

Le divarico di nuovo le gambe, salgo su di lei e continuo a spingere con maggiore foga.

Beatrice muove il bacino all’unisono col mio, gemendo e ansimando con intensità sempre maggiore.

Le succhio i capezzoli mentre spingo, lei si avvinghia a me con le braccia e le gambe, e sento il suo bacino tremare per gli spasmi dell’orgasmo; i suoi gemiti si fanno più intensi, e poi calano lasciando spazio ad ansiti.

Sono anch'io al limite, esco da lei e mi rimetto in piedi. Beatrice corre a inginocchiarsi, lo prende in bocca.

Le bastano un paio di lappate ed anch’io vengo travolto dall’orgasmo, fiotti di sperma invadono la sua gola.

Ingoia tutto e continua a leccarlo avidamente, raccogliendo anche le ultime gocce.

Dopo un'altra scopata, mentre mi congedo da lei le propongo di vederci a cena nel ristorante del Resort.

“ahhh, allora è una cosa seria…”, commenta lei, rotolandosi nel letto

“ovviamente, per questo devo presentarti a mia moglie”, le rispondo, ironico

“ed oltre alla sua approvazione, è previsto un dopo cena?”

“certo, stavolta da noi però” le strizzo l'occhio, ed esco dalla sua stanza. Non vedo l'ora sia stasera.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto

- Darkside: lo scrittore perverso, il narratore di racconti, storie, confessioni. - Moon: la sua inesauribile musa, autrice e correttrice. [email protected]

Altri racconti di DarkSideOfTheMoon

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Quando la mamma si masturba...

    Una donna ultra-quarantenne, moglie e madre, con una vita sessuale monotona e poco appagante, riscopre il piacere della masturbazione...

    11 mesi fa 10 min 1 mi piace
    Libro3 capitoli · in corso

    Perversioni & Degrado

    Una famiglia in dissesto: padre ubriacone disoccupato, madre disperata (e depravata) e due figli ancora più depravati.

    9 mesi fa 23 min 3 mi piace
    Indice dei capitoli
    0

    Commenti

    Salva in una lista