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Erotika
Per piacere scopa mia moglie. · Cap. 1
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Capitolo 1 di 6 11 min di lettura

Una insolita richiesta.

Certe richieste lasciano stupiti.

pennabianca
4 mesi fa · 2.7k letture · 2

«Carlo, credi che possa piacer… Oddio, scusa! Credevo vi fosse Carlo!»

Nell'attimo in cui lei entra, io mi giro e non posso far a meno di notare il suo sguardo incollato al mio basso ventre: il mio cazzo è in bella mostra. Esita un momento, indugia ancora un attimino e poi esce.

«Scusa, volevo solo sapere se ti piace la pasta con le melanzane.»

Mi chiede da dietro la porta chiusa. Rispondo che va benissimo e, nello stesso momento, Carlo esce dal bagno: sorride, quasi divertito. Mi rivesto, gli racconto l’accaduto e lui non si mostra infastidito. Vado in cucina, mentre lui finisce di vestirsi; lei mi guarda per un momento negli occhi e si scusa ancora; mi offro di aiutarla ad apparecchiare, accetta, sembra più rilassata: l’imbarazzo deve esser svaporato. Il pranzo è ottimo e, mentre stiamo mangiando, scoppia un temporale tremendo; tuoni, fulmini, una vera bomba d'acqua. Finito il pranzo, sta ancora piovendo moltissimo per cui mi invitano a restare; l'atmosfera di casa mi piace ed accetto volentieri. La loro casa è una villetta in cui, nel seminterrato, vicino al garage, è stata ricavata una tavernetta veramente bella: un grande caminetto troneggia al centro della parete. L’arredamento è composto da due poltrone ed un divano di vimini, con dei cuscini, un mobile bar e una vetrina che contiene tanti album di foto, dvd, apparecchiature fotografiche e videocamera. In un angolo, un televisore da quarantasei pollici, appeso alla parete, completa il tutto. Ci trasferiamo lì sotto, accendiamo il camino e lui mi versa del limoncello. Anche lei ne beve un po'. Parliamo di vacanze, della mia terra e mi mostrano delle foto di sé stessi in vacanza: devo riconoscere che, vedere mamma e figlia, anche se molto giovane e in costume, mi fa un certo effetto. Matilde ha un corpo decisamente bello, sento il sesso crescere dentro i pantaloni e credo che lui se ne sia reso conto, ma fa finta di nulla. I discorsi proseguono e parliamo d’altro: dell’imminente ritorno della figlia, ad esempio e, nell’insieme, si crea una bellissima atmosfera, mentre fuori continua a piovere a dirotto. Parlando, si ride e mille aneddoti ci vengono alla mente, sia sul lavoro che su vacanze, ed altro. Mi parlano della figlia, di come si è laureata ed ora, appena finita la specializzazione, fra tre mesi, tornerà a casa, dove lo zio, primario di una clinica privata, le ha già riservato un posto di lavoro. Senza rendercene conto, siamo giunti a sera. Carlo propone di fare una grigliata sulla brace del focolare, mentre io cerco di negarmi per recare il meno disturbo possibile; ma lei, appoggiata al caminetto, di spalle, riempie l'ambiente di fantasie non proprio pudiche: il suo culo tondo ed alto, mi sta eccitando.

Poi si gira, mi sorride ed esordisce:

«Non dai nessun disturbo, anzi, oggi hai reso molto sfiziosa una domenica che, altrimenti, sarebbe stata noiosa e ti assicuro che non accadeva da tempo. Generalmente lui passa il tempo a guardare lo sport in tv ed io a leggere. Era proprio da tempo che non mi divertivo così.»

Mi dice con un malcelato, senso di tristezza. A fine cena, lei mi chiede quando partirò per le vacanze natalizie, cui rispondo che è previsto per il sabato successivo, poi lui mi riaccompagna a casa. Nei giorni a seguire il lavoro ci sommerge, poi, il giovedì, lui m’invita a cena a casa sua per la sera dopo.

Declino l’invito, ho mille cose da fare, gli ultimi regali e la valigia, poi, sabato dovrò esser in aeroporto alle sette di mattina. Lui mi ascolta, prende il cellulare, chiama Matilde e me la passa.

«Non vorrai andar via, senza salutarmi? O consideri l'incontro di domenica un futile momento da archiviare? Dammi la possibilità di dimostrarti che brava cuoca sono.»

Il suo tono supplichevole e deliziosamente malizioso, non mi lascia alternativa; la sua voce è di un erotismo tale che devo girarmi per non dar a vedere che mi sto eccitando. Il venerdì, usciti dall’ufficio, mi chiede se possiamo fare una piccola deviazione.

«Devo passar a prendere due regalini; se mi accompagni, mi fa piacere, anche perché, per uno, non ho le idee ben chiare.»

Lo seguo, ci fermiamo davanti a una gioielleria, dove acquista un bellissimo bracciale d’oro per la figlia, poi, dopo, è la volta di un negozio di intimo. Entriamo, lui consente che la giovane commessa esegua una distesa, sul bancone, di modelli diversi di completi intimi; uno rosso, bellissimo per la figlia, poi esita, non sa quale prendere per la moglie. La scelta è fra uno di color rosso scuro, con una mutandina sottile, un mini string quasi invisibile che, al solo pensiero di saper lei con quell’intimo, mi si drizza, e l’altro, nero, bellissimo che, oltre ad un tanga, ha un reggicalze e la commessa non omette di mostrare delle calze che richiamano il pizzo del tanga; insomma roba da lasciare un maschio senza parole. Lui mi chiede un parere ed io propendo per il nero; lo prende e ce ne andiamo.

"Passiamo a casa mia, vorrei farmi una doccia."

Suggerisco, ma lui mi dice di farla casa sua, poiché anche lui ha l'abitudine di farla prima di cena, però mi esorta a portar la valigia:

«Potrai dormire da noi, tanto il letto di Luisa è vuoto e l'indomani potrai partire direttamente per l'aeroporto.»

Poco dopo siamo casa sua, lei ci accoglie elegantissima. Indossa dei pantaloni scuri, quasi attillati, scarpe alte, una camicia color salmone chiaro, che fa risaltare al massimo la sua splendida capigliatura scura; trucco ed unghie laccate di rosso come le labbra, completano la mise. Mi abbraccia e sento uno strano brivido corrermi lungo la schiena; ne sono sedotto ed il suo profumo mi eccita.

«Avete cinque minuti, poi è pronto in tavola; vi aspetto in taverna.»

Si gira e sparisce di sotto. Deposito la mia roba in camera della figlia, poi entro nella loro: lui si è già spogliato e si sta lavando. Poco dopo mi chiama, si sta asciugando i capelli, mi indica la doccia: è nudo, io entro e mi lavo, quando esco, lui mi guarda e mi esorta:

«Per piacere, scopa mia moglie!»

Lo guardo stupito, ma lui mi si avvicina ed aggiunge:

«Non sono matto. Lei è la persona che più amo al mondo, ma, dopo aver visto te, mi rendo conto che, forse, con me non deve mai essersi divertita tanto; io ho solo un cazzetto, mentre tu hai un bel cazzo, quello che lei non ha mai avuto dentro di sé. Sono alcuni giorni che ci sto pensando. A lei farebbe sicuramente piacere; ho sondato il terreno e posso affermare, con la massima sicurezza, che le piacerebbe, ma teme che tu possa trovarla vecchia e poco desiderabile. Tu sei giovane, lei ha la mia stessa età. Credi che sia vecchia? Se non ti piace dimmelo, altrimenti ti prego: aiutami a farla godere.»

Dopo un momento di iniziale sbigottimento, mi rendo conto che non sta scherzando e, devo riconoscere che quella proposta mi sta provocando un'eccitazione incredibile al solo pensiero di poterla scopare.

«Vecchia? Ma sei matto! È una vera bellezza, anzi, oserei dire, una gran fica! E se questo è quello che vuoi, non vi son problemi.»

Il suo viso si illumina, si rilassa e mi rivolge uno sguardo di totale gratitudine.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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