Mi guarda certamente convinto.
Al ritorno lui è più sereno. Carlo lo nota e velocemente gli spiego il motivo. Lui approva subito la scelta del genero e si offre per aiutarlo a convincere la figlia, anche se, entrambi, siamo convinti che non ve ne sia molto bisogno. Stefano ne parla con Luisa in presenza della madre. Luisa guarda la madre che la esorta a provare, anzi li consiglia di andarsene, dopo pranzo, a casa loro e di fare un primo tentativo. A pranzo l’atmosfera è divertente, si scherza e si fanno battute allusive, specie fra madre e figlia. Più tardi, a pranzo finito, i ragazzi mi chiedono di andar da loro: avrebbero desiderio di fare un viaggio nelle zone del Sud, dalle mie parti e vorrebbero che suggerissi loro i posti più belli. È chiaramente un pretesto, ma tutti recitano bene la loro parte e, poco dopo, entro in casa loro. Un bellissimo appartamento in una zona nuovissima. Appena dentro, l’imbarazzo è totale, devo stemperare la tensione.
«Ragazzi, deve esser chiaro che io son qui per darvi un aiuto, non per dividervi. Io posso star fermo a guardarvi, nascondermi o far tutto o non far nulla, l’importante è che voi due siate ben convinti che io sono un amico fidato e discreto.»
Lei ascolta, guarda lui, poi con decisione lo prende per mano e mi fa cenno di seguirli.
«Se questa è la soluzione del nostro problema, lo voglio scoprire adesso: andiamo in camera e dicci cosa fare.»
Entriamo dentro una camera bellissima ed ultra moderna. Chiedo a lui se è disposto a lasciare che sia lei ad eccitarlo. Lui scuote il capo.
«Non lo so: il mio primo impulso è quello di scappar via.»
Allora mi rivolgo a lei e le chiedo se ha delle corde. Mi risponde che ne ha da vendere nell'armadio a muro, dal momento che lui è alpinista. Lei va a prenderle e leghiamo Stefano, nudo, al letto.
«Adesso lei ti farà provare del piacere toccandoti, poi tu farai a lei la stessa cosa.»
Lei si spoglia e non posso far a meno di notare che è veramente bella: è Matilde da giovane e ne resto così affascinato, che ho una violenta erezione. Anche lui ha un’erezione e non è messo male: forse la metà del mio. Lei, intanto, ha gli occhi lucidi dall’eccitazione e, lentamente, lo accarezza, lo tocca, poi si avvicina al cazzo e lo sega piano, quasi con devozione. Lui ha lo sguardo fisso su di lei e, quando gli afferra il cazzo duro, lui tende le corde, poi si rilassa, mentre lei lo masturba dolcemente; poi, spronata da me, che non ho resistito al piacere di accarezzarle la schiena, si avvicina con la bocca alla cappella del marito e la lecca. Per un momento Stefano ha il corpo teso. Poi, pian piano, si rilassa e comincia a godere del più bel e sontuoso pompino che abbia mai visto. Lo lecca tutto, facendo scorrere la lingua e succhiando l’asta, le palle, e certa di averlo in suo potere, adesso si scatena. Lo succhia con tanta passione da provocargli un’improvvisa sborrata. Lui l'avverte che sta per venire e la esorta a toglierselo dalla bocca, ma lei non lo fa e, anzi, lo serra ancora più stretto fra le labbra, lasciandosi riempire il cavo orale, senza perdere una sola goccia del suo seme. Lo succhia e lecca, sempre facendo in modo che lui non si perda lo spettacolo. Sfinito, lui crolla e si rilassa. Ma lei è di tutt’altro avviso, si avvicina a lui e lo bacia in bocca. Lui non si sottrae.
«Quello che hai appena ricevuto è un bocchino con l’ingoio, che non vedevo l’ora di poterti fare. Adesso, ascolta e guarda come fa Luca, per poi imitarlo. Se vuoi ti slego.»
Lui non vuole esser sciolto. Preferisce restare ancora legato, si sente più sicuro. A quel punto faccio distendere Luisa a gambe aperte e lei si masturba, facendosi guardare da lui. Io gli spiego cosa farò a sua moglie, poi mi abbasso e le lecco la fica, completamente fradicia di umori. Lei comincia subito a godere ed esplode. Doveva esser così piena, che mi sono bastate appena tre colpi di lingua per farla godere. Si rigira, mi sposta di lato per offrire a lui una maggior visuale e prende a succhiarmi il cazzo, in un 69 da infarto. Gode e succhia come una furia scatenata. Lui osserva, ha il cazzo in tiro; lei non resiste e, dopo l’ennesimo orgasmo, mi sale sopra e se lo infila dentro. Volgo lo sguardo verso di lui: ha un’aria soddisfatta, contenta, al massimo della felicità.
«Dai, Luca, fa che goda. Sì, scopala, che poi lo faccio anch’io.»
Lei inizia una lunga ed energica cavalcata, fatta di orgasmi in rapida successione. Non avevo mai scopato una donna così eccitata e vogliosa. Per un tempo indefinito, lei mi pompa senza fermarsi un attimo, poi, sfinita, si accascia sul mio petto e si gira verso di lui.
«Amore, ti amo. Adesso voglio te!»
Si toglie da me, gli sale sopra e si scopa anche lui. Godono molto, lui mi chiede di scioglierlo e, a mani libere, lo vedo impacciato. Gli spiego dove e come accarezzarla per farla godere. Lei gode, lui impara velocemente. Poi lei si gira, mi guarda, mi afferra il cazzo e se lo porta alla bocca: lui osserva compiaciuto. Dopo averlo succhiato un po', mi guarda e mi fa capire che lo vuole nel culo. Mi abbasso dietro di lei, lo lecco e vi infilo due dita, che scorrono allegramente, perché lubrificate dai suoi stessi umori, poi vi appoggio ed infilo la cappella. Lei si ferma, mentre ha lui dentro ed è allora che glielo infilo tutto, di colpo. Mi muovo lentamente. Lui non ha esperienza, quindi lascio muover lui, che ora la sbatte con colpi fortissimi; lei impazzisce di piacere e lo bacia. Intanto io la penetro dolcemente in culo: è fantastico. Sono entrato senza difficoltà in lei, segno che la ragazza lo ha usato abbastanza e la cosa mi eccita ancor di più. Lui non regge all’emozione del momento e sborra dentro di lei; io mi fermo e resto immobile piantato in lei. Dopo che Stefano ha goduto, la trascino su di me, senza sfilarle il cazzo dal culo, cosa che lei gradisce molto. Le apro le cosce, lei, rivolta al marito, si accarezza la fica, da cui esce la sua sborra: allora lo incito.
