Capitolo 6 - Ora le corna piacciono!
Ii piacere di vederla godere...
4 ore fa
Propone Matilde. E così, il giorno successivo ci ritroviamo distesi sulla sabbia della nostra solita spiaggia nudista. Non conoscendo bene che tipo di reazione potessero avere, ci siamo spostati un poco più in fondo alla baia, dove la duna fa un mezzo arco e dei grossi massi ci riparano alla vista della maggior parte della gente, regalandoci maggiore intimità. Solo due singoli, che ci hanno visto arrivare, si distendono vicino a noi. Consapevoli che, la volta precedente, dalla signora avevano ottenuto un bello spettacolo, degno di sega, oggi dovrebbe esser ancora meglio, dal momento che le donne sono due. Discreti e mai invadenti, noi, tolleriamo la loro presenza. Visto con quanta disinvoltura si spoglia nuda Matilde e noi, anche gli sposi non hanno un attimo di esitazione per poi stenderci al sole. Stefano si complimenta con la suocera per il bellissimo corpo ostentato e, in considerazione del fatto che ne ha sposato la figlia, si sente rincuorato per il futuro.
«Devo però precisare che, se tua figlia continua a far così tanto la zoccola, presto se lo troverà sciupato.»
Esordisce, lasciandoci tutti muti. Matilde e noi lo guardiamo, mentre Luisa ride. Poi lui si spiega.
«Devi sapere che, durante il periodo che ha passato a far la specializzazione, si è anche divertita a specializzarsi nell’uso e consumo del cazzo. Non solo si è fatta sbattere da molti maschi, ma, una volta, addirittura da sei, che l’hanno presa anche in doppia, sia in fica che nel culo.»
Matilde la guarda stupita, lei ride e Stefano non sembra affatto risentito, quanto, piuttosto, orgoglioso e fiero di lei.
«Figlia mia, io mi son divertita tanto da quando mi faccio scopare da Luca; con lui ho provato molte emozioni, piacere e cose decisamente fuori dal comune. Siamo stati anche, con lui e tuo padre, in un prive', dove mi hanno scopato anche in tre, riempiendomi tutti buchi, ma sempre uno per buco; se è vero quello che dice tuo marito, allora sei veramente una zoccola?»
Scoppiamo tutti a ridere e poi andiamo a farci una bella nuotata. Ci distendiamo di nuovo. Luisa, di lato rivolta verso la madre, con Stefano dietro, mentre Carlo sta dietro Matilde, che chiede qualche spiegazione alla figlia.
«Non voglio metter in dubbio quello che ha detto tuo marito, ma mi spieghi come si fa a finire in mezzo a sei maschi, che ti scopano in doppia?»
«È stato tutto per caso. Tornavo in metro dall’università; avevo dato un esame ed era andato benissimo. Vestivo il completo scuro, quello con le spalline rosse, una camicia bianca, calze auto reggenti e stivaletti non troppo alti. Mi tenevo al sostegno con la destra, mente nell’altra mano avevo un mazzo di fotocopie. Ad una fermata salirono sei ragazzi, tutti ben vestiti, parlavano di lavoro e, d'improvviso, la metro fece una brusca frenata; uno perse l’equilibrio e mi cadde addosso. Subito mi soccorrono tutti assieme; mi raccolsero i fogli e, per farsi perdonare, m’invitarono a pranzo. Li guardai, mi piacquero; ero in astinenza da cazzo da venti e più giorni, mi sentivo umida tra le cosce e non mi negai.»
Mentre parla, Stefano le accarezza il corpo; i capezzoli sono tesi e duri; lo stesso sta facendo Carlo con Matilde, che si sta eccitando al racconto della figlia; io li guardo in silenzio.
«Durante il pranzo furono estremamente carini, poi, all’uscita, m’invitarono a casa loro, poco distante sia da lì, che da casa mia. Appena dentro, prepararono il caffè, poi li ritrovai tutti intorno a me e, quello che mi era caduto addosso parlò per tutti»
«Ci rendiamo conto che siamo in troppi e, poiché non vorremmo darti l’impressione di volerti saltare addosso, se non fosse chiederti troppo, vorremmo esortarti a farci divertire un po', magari con mani o bocca; naturalmente sarai libera di andartene quando vorrai.»
«Li guardai tutti: erano così dolci e carini, che non mi sembrava giusto negarmi. Dissi loro che accettavo e che, solo quello che ritenevo più interessante, avrebbe potuto scoparmi, mentre gli altri avrebbero dovuto accontentarsi del resto. Per non perder tempo, li invitai a spogliarsi e, in un momento, erano tutti nudi: meravigliosi, fisici stupendi e, che cazzi, mamma! Nella media di Luca. In un momento mi son resa conto che li volevo tutti. Mi hanno portata in camera e, distesa su un letto matrimoniale; poi, immagina: sei bocche che ti leccano e succhiano dappertutto, sei cazzi che ti si strusciano addosso e vogliono esser succhiati con calma, dodici mani che ti fanno tante di quelle carezze da farti impazzire. Per un tempo indefinito, mi hanno eccitato da morire, poi son stata sollevata e messa su uno di essi, disteso supino e con il cazzo dritto, facendomi impalare. Subito un altro, mi si è messo dietro e, in un attimo, mi ha fatto il culo; gli altri, a turno, mi infilavano cazzi in bocca, mentre alcuni mi toccavano il seno o mi masturbavano. Ho cominciato a godere e mi hanno fatto raggiungere l'orgasmo almeno tre o quattro volte; poi anch'essi mi hanno inondato i buchi. Usciti quelli, sotto altri due. Il tizio sotto è entrato bene, mentre l’altro, quello dietro, non ci riusciva. Improvvisamente, per errore, ha infilato il suo cazzo insieme a quello dell’amico davanti.»
«Accidenti! Ne ha presi due davanti! Ragazzi, è fantastica! Che troiona!»
«Per un momento ho avuto l’impressione che mi stessero sverginando di nuovo, ma è stato solo un attimo, perché quando si son mossi ed hanno cominciato a pomparmi, ho preso a godere come mai avevo fatto in vita mia. Mi hanno fatto perdere il conto di quante volte ho urlato vengo. Poi, anche loro, mi sono schizzati dentro e ti assicuro, mamma, che è stato meraviglioso sentire la loro sborra riempirmi la fica. Una volta scaricati anche questi, ecco altri due e sempre davanti. Questi sono entrati meglio, io ho goduto subito: ero in preda ad una vera frenesia erotica, mi facevano morire di piacere. I primi due che mi hanno scopato, frattanto si erano fatti succhiare il cazzo, dicendo che anche loro mi volevano venire dentro insieme. Completato il giro, ne avevo già altri, tutti di nuovo duri. Mi hanno sollevato e impalato di nuovo; credevo volessero un secondo giro, invece si erano già accordati; mentre mi mettevano giù, mi hanno girato e distesa sul petto del giovane che stava sdraiato. Il suo cazzo è entrato dietro facilmente e, solo allora, mi sono resa conto che lui aveva, sotto di sé, due cuscini per far sì che io rimanessi più alta. Appena entrato il primo, un altro si è inginocchiato davanti, ha afferrato il cazzo dell’amico e via dentro, dietro, insieme. Nel culo li ho sentiti alla grande: proprio perché duri e grossi, mi son scivolati dentro con qualche difficoltà. Fortunatamente vi aveva già sborrato il primo. Per un momento ho temuto che potessero squarciarmi il culo, invece sono scivolati gradualmente, dandomi il tempo di abituarmi. Quando li ho sentiti che erano entrati fino in fondo, è iniziato il mio delirio. Ho goduto come una vera troia. Dopo un primo attimo, loro mi hanno pompato da infarto. Mi masturbavano la fica e addirittura uno ha cercato di entrare davanti. Quando mi hanno schizzato dentro, credo di aver perduto i sensi per il piacere provato. Quando tutti si son divertiti a fare il doppio giro in culo, mentre altri mi hanno anche sborrato in bocca, in faccia, su capelli e tette, io ero, sì distrutta, ma felice. Finito, mi hanno permesso di far una doccia e uno mi ha portato a casa in auto; non mi reggevo in piedi. Per due giorni, ho avuto il culo in fiamme, ma ti assicuro che ne è valsa davvero la pena.»
Madre e figlia si abbracciano, visibilmente eccitate.
«Tesoro mio, sei proprio una vacca, una zoccola preziosa che tuo marito dovrà badare a tener ben stretta a sé.»
Sono abbracciate con le bocche a poca distanza l'una dall'altra e finiscono per congiungersi in un bacio pieno di passione. Di colpo cade anche un altro tabù: l’incesto non è più un problema. Si accarezzano, si toccano sotto lo sguardo di noi uomini che siamo molto eccitati. Mentre loro si baciano e iniziano a toccarsi, dentro la mia testa prende forma una strana idea. Mi alzo, guardo in giro, vi sono solo i due singoli che ci osservano, già con il cazzo in tiro e si segano. Guardo i miei amici e, con un gesto eloquente della testa, indico i due e le donne abbracciate; mimo con la mano i due e poi ancora due. Stefano intuisce subito e lo spiega a Carlo, che mi guarda felice.
«Spostiamoci più sotto quei due grossi ginepri, altrimenti arrostiremo al sole.»
Chiaramente è un pretesto per acquisire un po' di privacy in più. Mentre ci spostiamo, faccio cenno ai due di avvicinarsi. Loro ascoltano le poche, ma significative direttive che io gli impartisco, poi sistemano i loro teli intorno ai nostri, dove ora vi sono madre e figlia, impegnate a leccarsi le fighe in un infuocato 69. Godono del reciproco piacere; Matilde è scatenata, lecca la figa della figlia, facendola godere tantissimo. La prima ad accorgersi che il numero dei cazzi intorno a loro è aumentato, è Luisa. Mi guarda. Le indico la madre e il numero due. Lei guarda verso il padre ed il marito, inginocchiati intorno con il cazzo duro ed essi le sorridono, annuendo con la testa. Lentamente anche la madre si rigira, poi, invitata da me, comincia a succhiare i cazzi pronti accanto ed intorno a lei. Carlo invece, dopo aver assaggiato con piacere la bocca di Luisa, si mette dietro la moglie e l’infila di colpo. La scopa eccitatissimo, sotto lo sguardo del genero che, intanto, sta assaporando le labbra della suocera. Carlo non regge il piacere che prova e sborra, gridando, dentro di lei. Appena uscito lui, dalla fica di Matilde cola la crema bianca del marito e subito si fa avanti Stefano, che si distende supino e con il cazzo dritto, pronto a ricevere la fica della suocera, distesa su di lui. Si guardano, lei è visibilmente felice e a lui sembra di vivere un sogno: poter scopare la suocera. Mi inginocchio dietro di lei e Luisa afferra il mio cazzo e quello del marito, e li spinge insieme dentro la figa della madre, che si gira e mi guarda, con un viso stupito, ma felice. Entriamo lentamente dentro Matilde. La sentiamo dilatarsi. La sua bocca si apre, il corpo si inarca e tende, ma dalla bocca vien fuori un lieve gemito. Dopo esser arrivati in fondo ed aver preso atto che lei ha già raggiunto un orgasmo, cominciamo a pomparla velocemente. Lei gode, urla e trema, scossa dal piacere. Carlo le fa succhiare ancora il cazzo durissimo, mentre Luisa sta leccando gli altri due per averli ben in tiro. Sbatto Matilde e sento Stefano spingerle con forza il cazzo dentro. Il gioco lo eccita e ben presto viene. Sento distintamente i suoi getti inondare la fica di Matilde e anche il mio cazzo che, adesso, provoca rumori tipo sciabordio dentro di lei. Lascio anch’io il posto ai due ragazzi, che la prendono anche loro, insieme, davanti. Entrano decisi agevolati dalla lubrificazione della sborra che cola. Matilde gode, si scuote in preda ad orgasmi sempre più devastanti, che la fanno fremere in maniera incontrollata. Ben presto anche loro schizzano, mentre Luisa ha fatto in modo di far restare tesi e duri sia il mio cazzo che quello degli altri. Sollevano Matilde, mentre io mi distendo con lei sopra, rivolta verso di me. Luisa, anche questa volta, vuole che siamo noi ad iniziare il servizio. Dietro le si inginocchia Carlo, che incula la moglie. Lei mi abbraccia e mi sussurra "grazie" in un orecchio. Lui è eccitato e, ben presto, le schizza dentro, consapevole di averle solo lubrificato il culo. Poi si toglie e lascia il posto a Stefano, che è davvero impaziente di poter penetrare nel culo della suocera. Entriamo anche qui molto lentamente, anche se sento che lei è ben lubrificata. Quando Stefano le è tutto dentro, mi guarda e mi chiede di farla impazzire. La scopiamo in maniera devastante, senza nessun riguardo. Stefano viene, io sono al limite, lei mi chiede di sborrarle in bocca, quindi, appena lui esce e i due ci sostituiscono, mi presento davanti alle sue labbra e mi lascio segare da Luisa. Schizzo in bocca e sul viso delle due donne, che si baciano e leccano da vere troie tutta la sborra che sgorga dal mio cazzo. Anche i due giovani le infilano i cazzi nel culo, facendola tremare di piacere, poi si svuotano in lei. Matilde rimane distesa, in preda al piacere che l’ha stordita; i due raccolgono i teli, ci salutano e lasciano soli.
Mamma e figlia piangono lacrime di pura gioia, sono abbracciate dai loro mariti, mentre io osservo compiaciuto in quanto poco tempo hanno accettato ad esser disponibili a godere senza limiti ogni momento che la vita riserva loro.
Da quel giorno, sono passati cinque anni bellissimi, ricchi di situazioni da non credere, poi io son tornato nella mia terra e son diventato direttore di una filiale di banca.
Son rimasto in ottimi rapporti con loro. Luisa ha avuto un bel maschietto, che oggi ha quattro anni.
Di recente ho saputo che è di nuovo incinta. Spesso vengono in vacanza giù da me e allora torniamo a divertirci insieme.
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