Per piacere scopa mia moglie.

Capitolo 3 - Nuovi elementi entrano nel gioco.

Con lei, invece, posso far tutto quello che voglio, anche se siamo fuori dal letto.

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pennabianca

4 ore fa

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Mi chiamo Luca e, nel precedente racconto, ho narrato come son diventato il bull di una coppia. Lui è il mio capo, direttore di una filiale di banca. Fra noi sono ben chiari i nostri ruoli. Lui è il capo al lavoro, un amico fuori, ed un cuckold quando mi scopo la moglie. Con lei, invece, posso far tutto quello che voglio, anche se siamo fuori dal letto: lei lo tratta con carattere alquanto autoritario e lui le ubbidisce ciecamente. Dopo le feste natalizie, sono tornato ed ho conosciuto la loro figlia, la famosa Luisa. Alta quasi quanto me, veramente una gran bella ragazza, mora, riccia, occhi verdi ed un corpo da sballo, con un culetto perfetto, rotondo ed alto, con una terza di seno, arrogante fin dentro il midollo osseo. Ha lo stesso carattere duro e dominante come quello della madre, ma, con la sostanziale differenza che, essendo giovane, non sa dominarlo e agisce con impulsività. Per prima cosa ha portato il fidanzato, Stefano, appena un poco più basso di lei, biondo, occhi chiari, un bravo ragazzo, timido, annunciando loro che, appena torna, si sposeranno, con il benestare del padre di lui, un importantissimo e potente primario del più grande ospedale della città. Ovviamente noi comprendiamo subito lo scopo di questo matrimonio. Prima Carlo e poi Matilde cercano di dissuaderla, ricordandole che suo zio Augusto le ha già preparato un bel posto in clinica, ma lei non ammette contrordini: ama Stefano e lo sposerà. Si trattiene appena due giorni con noi, poi passa il Capodanno a casa dei futuri suoceri e, quando riparte, passa solo per prendere la valigia e saluta solo Matilde. Ovviamente loro ci restano malissimo per l’improvvisa decisione della figlia, nonché per la mancanza di rispetto nei confronti dello zio. Avrebbero dovuto passare anche la sera di Capodanno insieme, ma ora che la figlia ha cambiato idea, non se la sentono di partecipare al raduno con lui, quindi mi chiedono quali potrebbero esser i miei progetti per la serata. Avevo letto una proposta interessante fatta da un club prive': cena a buffet e serata di sesso. Matilde è un po' perplessa su quella opzione, mentre Carlo esplode in un grido di gioia. Nel pomeriggio del giorno dopo, insieme andiamo in una cittadina vicina, dove sappiamo esservi un fornitissimo sexy shop. Carlo è talmente entusiasta dell’idea, che si mostra indeciso su sa cosa comprare.

Gli consiglio un bellissimo abito lungo rosso, con spacco e scollatura drappeggiata, che lasciano scoperte le spalle ed il seno; è in bellissima mostra. Un paio di scarpe dalla proibitiva altezza, tacco 20 e plateau da 10, calze autoreggenti, tutto ovviamente rosso. Quando lei indossa quel capo, il mio cazzo si gonfia esageratamente, mentre Carlo quasi sborra. Raggiungiamo il locale e, all’ingresso, ci offrono anche la possibilità, per rendere ancor più intrigante la serata, di indossare una maschera. Matilde ne sceglie una con le piume rosse sul lato destro, mentre io e Carlo optiamo per una che ci copre molto, rigorosamente nera. Entriamo nel salone e noto che lei è tesa, perché il suo abbigliamento attira lo sguardo di molti maschi. Mentre ci serviamo al buffet, alcuni si avvicinano e la sommergono di complimenti, cui lei non può restare indifferente. Sono le undici di sera e l’atmosfera è carica di erotismo; molte persone stanno ballando ed io invito lei a ballare con me. Poco dopo faccio cenno a due maschi, che non ci hanno staccato gli occhi di dosso, di avvicinarsi e, per gradi, uno lo faccio mettere dietro di lei; lui si appoggia e lei, che si ritrova stretta tra noi, non può non sentire il pacco duro dell'estraneo, che preme sullo spacco delle sue natiche; il contatto la fa gemere, la sento pronta, ma la mia intenzione è di farle vivere una gang. Lascio il mio posto all’altro estraneo, lui la stinge e le schiaccia il vistoso bozzo davanti, mentre, con lo sguardo, recupero Carlo, lo faccio avvicinare e gli dico di controllare la situazione, perché devo far una cosa. Cerco altri tre maschi e, una volta recuperati lei con gli altri, ce ne andiamo in una saletta privata. All'interno siamo sette uomini, sei più Carlo, che osserva attentamente. Matilde è distesa sul letto e tutti le accarezziamo il corpo; lei impazzisce di piacere e Carlo si sega in disparte. Uno dopo l’altro, le facciamo succhiare il cazzo, lei mi chiede di non venire; ha altre idee per me. Loro, a turno, la scopano e la prendono in tre per volta. Stretta tra quei maschi e con i buchi pieni dei loro falli, Matilde gode urlando con tutto il fiato che ha in corpo. Quando si avvicina la mezza notte, dopo che tutti hanno sborrato nei preservativi, restiamo noi tre. Usciamo e, invece di andare verso il salone, da dove proviene il rumore di una baraonda pazzesca, ci dirigiamo verso un locale adibito a sauna. Ci spogliamo e, presi gli asciugamani, entriamo. Ci sediamo su di una lastra di marmo bianco. Mi appoggio alla parete dietro di me, inarco le gambe e lei si siede su di me, impalandosi ed appoggiando le spalle sulle mie ginocchia. Si muove oscillando lentamente, vuole godersi il momento centellinando il piacere in maniera misurata e totale, nonostante sia stata ripetutamente chiavata da tanti. Carlo osserva in silenzio, seduto vicino a noi. Mentre lui si sega, la vedo godere in silenzio, in maniera dolce ed estenuante: le sue mani accarezzano piano il mio viso, il petto, la testa, poi si gira verso il marito, e lo bacia.

«A mezzanotte esatta, voglio godere in contemporanea con voi: tu sborri nella mia bocca e lui in fica.»

Un piccolo orologio digitale, dietro un vetro, ci mostra che mancano dieci minuti. Carlo l’accarezza, mentre lei continua ad ondeggiare su di me. Quando mancano due minuti, la distendo sul marmo e la scopo che forza, poi le faccio la conta degli ultimi secondi.

«…cinque…quattro...tre...due...uno…ORA…sborro!»

Carlo le spruzza in bocca una copiosa bordata di sperma, mentre io le inondo la fica, cui fa seguito il suo urlo di piacere. Lei rimane immobile per un attimo, poi si solleva, abbraccia Carlo e lo bacia in bocca. Ma non è un bacio di passione, quanto di vero amore.

«Amore, ti amo. Sei l’uomo più dolce e comprensivo del mondo; sono stata veramente fortunata ad essermi unita a te», gli dice astringendolo forte.

«Ma cosa dici? Sono io l’uomo più felice del mondo ad avere una donna meravigliosa come te, intelligente, sensuale, che mi fa provare incredibili emozioni, come ora qui stasera.»

Poi si voltano e mi accolgono nel loro abbraccio; lei mi bacia sfiorandomi appena le labbra. Poi si distende di nuovo.

«Adesso voglio godere del primo orgasmo dell’anno nuovo e vorrei farlo facendomi scopare il culo.»

Lei si mette a pecora, ma io, forse per il troppo caldo, non son bene in tiro. Improvvisamente Carlo si abbassa e mi succhia velocemente il cazzo che, per l’imprevista novità, diventa subito durissimo, poi lui si distende sotto di lei e sporgendo indietro la testa, le lecca il culo. Mi prende il cazzo in mano, lo bagna con la bocca e lo spennella sul taglio fradicio dei nostri fluidi, poi lo indirizza sul forellino di lei, che ora gli succhia il cazzo. Entro lentamente, ma con decisione. Incomincio a pomparle il culo, con lui che, da sotto, lecca sia lei che me. Per un poco andiamo avanti così, poi lei ci ferma e mi fa uscire.

«Andiamo via da qui. Non resisto più: si soffoca.»

Usciamo e torniamo nel salone. Lì, ci imbattiamo davanti ad un'orgia colossale: tutti fottono con tutti, scopano, succhiano, sborrano, inculano ed altro, in ogni anfratto. Troviamo un tavolo in fondo e ci sediamo, noi tre soli, su delle poltroncine. Carlo riesce a trovare una bottiglia di spumante ancora chiusa, io gli faccio saltare il tappo e brindiamo. Improvvisamente la nostra attenzione viene catturata da una ragazza davanti a noi: è Flavia, la mia collega single. Nonostante indossi anche lei una minuscola maschera color oro, notiamo un piccolo tatuaggio appena sopra la scapola destra, una FB all’interno di un sole e, mentre alza una gamba per farsi leccare da una donna, si vede distintamente anche l’altro tatoo, sulla caviglia sinistra: uno scorpione nero, con sul dorso inciso una FB. È senza dubbio lei e ce lo confermano anche i capelli, di uno scuro come i suoi e le tette di una quarta abbondante. Ci rendiamo conto che non ci ha riconosciuti; è intenta a farsi leccare da una giovane ragazza. Carlo le offre da bere, io invece chiedo a Matilde di convincerla a seguirci in un nuovo gioco. Flavia, viste le chiare intenzioni di Matilde, la prende per mano e ci conduce dietro un separé, poi si inginocchia e comincia a succhiare Matilde fra le cosce. La cosa è molto intrigante, Matilde sta cominciando a godere e si dà da fare per restituirle il piacere, ma io ho un'idea diversa. Mi apro i pantaloni e le mostro il cazzo in tiro. Lei si stacca dalla fica, mi prende il palo in mano e lo succhia con evidente piacere; Matilde, intanto, ha ripreso a leccarla. Flavia, eccitata, si distende e mi implora, trascinandomi su di lei:

«Ti voglio! Scopami!»

Lentamente le entro dentro. Lei si contorce, mentre sento le pareti dilatarsi e il mio cazzo scivolare fino in fondo, dove lo spingo con un poderoso colpo secco. Immediatamente ha un orgasmo. Trema, scossa dal piacere. Limo lentamente la figa, sfilandomi piano ed affondando di colpo: ad ogni affondo è un grido di piacere. Improvvisamente sento altre mani su di me che mi fanno distendere; è Matilde che vuole anche la sua parte. Flavia le lascia succhiare un po' il mio cazzo, poi si riprende il palo, ma lo fa girandosi e questo mi mette in corpo un desiderio covato da tempo. Matilde intuisce e si abbassa a leccarle il culo; permetto che mi succhi ancora il cazzo, poi la prendo da dietro ed entro tutto dentro, con un colpo secco.

«aaahhhhiiiiii… piano… mi spacchi!»

Non le do retta, ma guardo Matilde, che sorride compiaciuta. Pompo il culo di Flavia, mentre ho lo sguardo fisso su Matilde, che ora mi accarezza il petto e mi bacia. Tengo la troia per i fianchi e le sfondo il culo, incurante del dolore/piacere che possa provare: sono eccito dal solo sguardo estasiato di Matilde. Poi, sfinita, Flavia si accascia in avanti, facendo uscire il mio cazzo che le lascia il culo aperto e Carlo le sborra in faccia. Matilde ci prende per un braccio e ci trascina via.

«Andiamocene a casa, sono stanca, ma soddisfatta.»

Guido io, fino a casa, Carlo è stanco e, appena dentro, si addormenta sul divano. Matilde lo copre, poi mi prende per mano e, entrati in camera, ci spogliamo e mi trascina sotto la doccia.

«Adesso, qui, con calma, voglio godere il primo orgasmo del nuovo anno con te.»

Ci laviamo, poi lei si abbassa e lo succhia mentre l’acqua scalda i nostri corpi. Quando lo sente ben duro, si solleva, appoggia una gamba sul piccolo sedile interno e mi attira dentro di sé.

«Ti amo, ma non fraintendere; adoro Carlo, è quanto di meglio una donna possa desiderare, ma, quando tu mi entri dentro, mi fai impazzire. Sei diventato la mia droga, il mio momento di assoluto piacere, mi sconvolgi quando mi fai tua. Mi son rimproverata spesso; io sono vecchia e tu sei giovane, non posso né devo considerarti mio. A volte vorrei che tu mi trattassi più da troia, che mi umiliassi, mi facessi far cose che non vorrei, per avere una scusa per non desiderarti troppo. Adesso, però, scopami forte, fammi male, spaccami, ma fammelo sentire tutto! Da domani sarò tutto quello che vorrai, ma ora, ti prego, fammi sentire il vero toro che sei, che mi sfonda tutta.»

Appoggiata al muro, la sbatto con furia selvaggia. Gode, urla e m’incita a fare ancor più forte. Ha alcuni orgasmi che la fanno fremere tutta. Poi si calma, se lo sfila e si gira.

«Adesso completa l’opera: inculami fortissimo. Spaccami e fammi male. Poi, quando sarai pronto a sborrare, voglio qualche schizzo anche in bocca.»

Senza un attimo di esitazione, le infilo il palo durissimo nel culo. La sbatto come una furia scatenata. Gode e continua a gridare di sfondarle ancora di più il culo. Sento il piacere arrivare, le schizzo un getto dentro poi lei, in un attimo, si gira, si inginocchia, le appoggio la cappella sulle labbra e le regalo l’ultimo schizzo. Si rialza, mi abbraccia forte e mi bacia in bocca. Questa volta è un bacio tremendamente carico di passione. Sento ancora il sapore del mio seme nella sua bocca, ma la cosa non mi disturba e lei si stringe a me con forza.

«Ti amo. Sei un vero toro, voglio esser la tua vacca, rendimi tale, ti prego; lo sarò per te, ma scopami sempre, così forte.»

Quando usciamo fuori, è quasi l’alba. Lei prepara del caffè, delle fette biscottate e facciamo colazione. Allo spuntare del primo raggio di sole, lei è seduta sulle mie ginocchia e mi bacia con tantissima dolcezza.

Il giorno dopo andiamo al lavoro e ci raccontiamo del capodanno. Cinzia dice che ha passato la serata con i parenti del futuro marito, si sposeranno in primavera. Flavia, si siede lentamente: saranno i postumi dell'inculata? Con noi rimane sul vago, ma, alla pausa caffè, racconta tutto a Cinzia e noi, che siamo a pochi metri, ce la ridiamo sotto i baffi. Ciò che viene in risalto nel suo racconto e che l’ha lasciata perplessa, è che il tipo che le ha rotto il culo, quasi vergine dal momento che lo usa raramente, senza alcun riguardo, aveva una certa somiglianza con me. Ebbene quel tipo l’ha sfondata così brutalmente, che questa mattina le brucia ancora.

Le cose riprendono il loro regolare corso.

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