Vai al contenuto
Erotika
La Sorellona Si Sposa · Cap. 1
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 1 di 5 16 min di lettura

Seghe nel buio e strusciate proibite

La convivenza prematrimoniale sgretola ogni tabù, culminando in un contatto carnale e accidentale che fa esplodere la tensione repressa tra i due. Sconvolta e inaspettatamente fradicia di lussuria, la futura sposa scopre che la sua più inconfessabile perversione ha il volto di suo fratello minore.

Alessia
5 mesi fa · 2k letture · 4

Da che ho memoria, Kekka è sempre stata una presenza tanto ingombrante quanto vitale nella mia vita. Quando ero più piccolo, capitava spesso che mi svegliassi nel cuore della notte sentendo un peso addosso: era lei, che si infilava nel mio letto e mi stringeva in un abbraccio soffocante. Io facevo la parte di quello schifato e infastidito, sbuffavo e cercavo di spingerla via, ma lei si divertiva da morire a prendermi in giro. «Dai, Matty, non fare l'orso!» sussurrava, stringendomi ancora di più. Alla fine vinceva sempre lei. E, se devo essere del tutto onesto con me stesso, a me andava bene così. Anche da bambino, per quanto facessi il duro, apprezzavo la sensazione di potermi appoggiare a quel petto che, crescendo, diventava sempre più morbido e accogliente.

Il nostro rapporto è solo migliorato con il tempo. Kekka è sempre stata un vulcano. A diciannove anni ha iniziato a cantare in una band del paese; se la cavavano bene, riempivano i localini della zona. È stato lì che ha conosciuto Andrea. Il chitarrista. Cinque anni più grande di lei. Si sono messi insieme quasi subito e, quando lei ne ha compiuti ventidue, si è trasferita da lui. Andrea aveva già un lavoro stabile, una casa sua, e vivere lì le semplificava la vita per le serate e le prove. Nel frattempo si è laureata, e ora, a ventisei anni, fa la maestra di musica a scuola.

Io, di anni, ne ho appena compiuti diciotto. E nonostante lei viva fuori casa, ci sentiamo e ci vediamo in continuazione. Per lei sono sempre il suo "Matty", il fratellino da spupazzare.

Per me, invece, lei è un'ossessione che mi divora vivo.

Ero sdraiato sul letto, le cuffie nelle orecchie, quando la porta della mia camera si è aperta senza che bussasse. Ovviamente era lei. Mi sono tolto una cuffia, mettendomi a sedere, e per un attimo, come ogni singola volta che la vedo, mi è mancato il fiato.

Kekka ha un fascino molto intenso, caldo, quasi magnetico. La prima cosa che ti colpisce è il contrasto: i lineamenti del suo viso sono dolci, morbidi, ma l’energia che trasmette in ogni posa o sguardo è pura prepotenza. I suoi occhi grandi e scuri mi hanno puntato con un’espressione sicura, giocosa. Ha sorriso, e quel piccolo piercing al naso ha brillato, un dettaglio ribelle che si sposa alla perfezione con i suoi capelli. Dio, i suoi capelli. Sono una cascata di ricci voluminosi, pieni, quasi selvaggi; le cadevano sul viso in modo disordinato, incorniciandole gli zigomi e il collo delicato in un modo che definire sensuale è riduttivo.

Indossava un top rosso aderentissimo, e lì la mia sanità mentale ha iniziato a vacillare. Fisicamente, Kekka ha un corpo prosperoso, sfacciatamente femminile. Il suo seno è così abbondante che sembra riempire a fatica la stoffa; la scollatura profonda del top metteva in evidenza un décolleté pieno e tondo. Quando si è appoggiata allo stipite della porta, inclinando il busto in avanti, la forza di gravità ha reso quelle curve ancora più marcate. La sua pelle, luminosa e leggermente dorata, faceva risaltare il rosso acceso del tessuto. Non ha la classica bellezza "perfetta e distante" da copertina; ha la presenza di una ragazza estremamente viva, formosa, sicura della sua femminilità, capace di essere la dolce maestrina e, un secondo dopo, una pin-up moderna tremendamente seducente.

«Ehi, mostriciattolo,» ha esordito, entrando in camera e chiudendosi la porta alle spalle.

«Ciao. Che ci fai qui a quest'ora?» ho chiesto, cercando di mantenere la voce ferma mentre i miei occhi indugiavano per un secondo di troppo sulla curva dei suoi fianchi.

Si è seduta sul bordo del mio letto, facendo affondare il materasso. Il suo profumo dolce e speziato mi ha invaso le narici. Ha incrociato le gambe e ha preso un respiro profondo, mordendosi il labbro inferiore. Sembrava stranamente nervosa, ma i suoi occhi brillavano.

«Matty, devo dirti una cosa,» ha sussurrato, allungando una mano per accarezzarmi un ginocchio sopra i jeans. Un tocco innocente per lei. Una scossa elettrica per me. «Sei il primo a saperlo, non l'ho ancora detto a mamma e papà.»

«Mi devo preoccupare?» ho abbozzato un sorriso.

«Io e Andrea... ci sposiamo.»

Il mondo mi è crollato addosso. Fisicamente. Ho sentito lo stomaco sprofondare e un ronzio fastidioso riempirmi le orecchie. Si sposa.

Kekka ha sorriso, un sorriso radioso, in attesa della mia reazione. E io sono rimasto paralizzato. Come potevo essere felice? Sotto sotto, sono sempre stato innamorato di lei. È sempre stata la persona più interessante, divertente ed energica del mio mondo. La mia mente ha iniziato a correre indietro nel tempo, proiettandomi immagini che avevo cercato di seppellire.

Ricordavo quando aveva diciannove anni e si chiudeva in camera con le sue amiche. Io, piccolo e già fottutamente geloso, mi accucciavo fuori dalla porta a origliare i loro discorsi zozzi, sentendola parlare di altri ragazzi, di baci, di mani che la toccavano. Mi imbarazzava, ma mi eccitava da morire. E poi il ricordo che ha cambiato tutto: quel pomeriggio in cui la porta del bagno non era chiusa a chiave. L'avevo sorpresa per sbaglio. Era seduta sul bordo della vasca, una mano persa tra le cosce, la testa all'indietro e le labbra socchiuse in un gemito soffocato. Non si era accorta di me. Ero scappato in camera mia col cuore in gola, e lì mi ero fatto la mia primissima sega, con l'immagine di mia sorella incisa a fuoco nel cervello.

Da quel giorno, Kekka non è stata solo mia sorella. È stata la mia fantasia più ricorrente. Il mio grande amore segreto.

«Allora?» ha insistito lei, stringendomi leggermente il ginocchio e riportandomi alla realtà. «Non dici niente? Sei sotto shock perché la tua sorellona mette la testa a posto?»

Ho ingoiato il groppo spinoso che avevo in gola e ho forzato la mascella per non urlare. «Io... wow,» ho balbettato, mentendo con tutto me stesso. «È una notizia fantastica, Kekka. Congratulazioni.»

Lei ha cacciato un gridolino entusiasta e si è lanciata in avanti, gettandomi le braccia al collo. Mi ha stretto forte, premendo tutto il suo abbondante calore contro il mio petto. Il contatto con i suoi seni morbidi e schiacciati contro di me è stato una tortura meravigliosa. Ho chiuso gli occhi, inspirando il suo profumo, e ho posato lentamente le mani sulla sua schiena, stringendola un po' più forte del dovuto.

Mentre lei rideva contro il mio collo, ignara del disastro che aveva appena scatenato dentro di me, ho fatto una promessa silenziosa a me stesso. Se queste erano le sue ultime settimane da donna libera, non sarei rimasto a guardare.

Da quel giorno, tutto assunse un sapore aspro. La vita stessa era diventata aspra, un conto alla rovescia insopportabile verso il giorno in cui la mia sorellona sarebbe appartenuta ufficialmente a un altro. Ho vissuto quei mesi malissimo, divorato da un mix tossico di gelosia e desiderio represso che mi stringeva lo stomaco in una morsa costante.

Fino a tre settimane prima del matrimonio. Era inizio giugno, e la città era già soffocata da un'afa opprimente. Tornai a casa a metà pomeriggio, i vestiti che mi si appiccicavano addosso per il sudore. I miei genitori erano a lavoro, come al solito. Credevo di essere solo, di potermi fare una doccia fredda e buttarmi sul letto a non fare nulla.

E invece, non appena varcai la soglia del salone, il cuore mi saltò letteralmente in gola.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 2

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista