E quindi tutto è cominciato così
Mi ha scritto mia sorella Virna.
Strano.
Non ci sentiamo quasi mai, men che meno ci scriviamo.
Un papiro via Whatsapp dove più o meno mi racconta che si è mollata col suo storico fidanzato, che vuole cambiare città e lavoro e altre duemila cose che ho saltato.
Il succo è uno solo: mi chiede se posso ospitarla a Milano per un po' finché non si organizza.
Che palle.
Abituato alla mia vita da single alcol/droghe/gatti/sconosciute che transitano nel mio letto, dove la piazzo la Virna?
Però è la mia sorellina, ci siamo sempre voluti tanto tanto bene, da piccoli ci davamo i bacini e la Domenica mattina che non si andava a scuola e si poteva dormire di più, lei si intrufolava nel mio lettino e si faceva baciare sempre la sua Farmacia.
Cos’è la Farmacia?
Era la sua patata
Diceva che il suo amico Andrea la chiamava così
E quindi era la Farmacia
Di una bambina o quasi...
Senza peletti, calda sotto il pigiama, che sapeva di pipì, perché Virna, prima di venire nel mio letto, andava sempre a fare la pipì del mattino, così, diceva lei, ‘posso stare qui con te senza dover più uscire’
Avevamo una piccola radio a pile che accendevamo su rai radio 3 che la domenica mattina trasmetteva sempre la musica classica, la tenevamo bassa per non svegliare i nostra madre nella stanza in fondo al corridoio.
E poi lei si sdraiava si lasciava sollevare un po’ la maglietta del pigiama e si faceva baciare la pancia
E mentre le baciavo la pancia, infilavo una mano sotto il pigiama e le mutandine e la lasciavo poggiata lì, a sentire tutto quel caldo. Muovevo un po’ le dita, a caso, con la curiosità di un 14enne che vagamente sapeva cosa potesse essere un organo genitale femminile.
Quando le tiravo fuori, sapevano un po’ di pipì e un po’ di un altro odore strano, tipo di muschio…
Col passare del tempo le nostre Domeniche ‘segrete’ diventarono quasi il nostro obbiettivo settimanale.
Già al Venerdi cominciavamo a scambiarci occhiate di sottecchi o sorrisini complici pregustando quando ci saremo trovati di nuovo nel mio letto insieme.
Virna era cambiata, adesso non appena si sdraiava sotto il lenzuolo, scopriva subito la pancia senza aspettare che lo facessi io poi chiudeva gli occhi e se la lasciava coprire di baci.
Quando poi le infilavo la mano sotto le mutandine, inarcava leggermente il bacino come a fare aderire meglio il suo sesso alla mia mano aperta.
La sua ‘farmacia’ era sempre più calda e umida e col senno di poi cominciai a capire che non era pipì quel bagnato che sentivo sotto le mie dita.
Ci stavamo sviluppando e la macchina degli ormoni stava cominciando a mettersi in moto…
Io stesso stavo cambiando, avevo cominciato a capire quanto fosse bello svegliarsi alla mattina con il pisellino duretto e prenderselo in mano e massaggiarselo.
Poi una Sabato sera d’estate, cambiò tutto.
Erano appena finite le scuole e i nostri genitori erano usciti a cena, lasciandoci per la prima volta a casa da soli.
Eravamo entrambi sdraiati sul suo letto a guardare la tv, dato il caldo asfissiante Virna indossava solo una leggera canotta bianca e mutandine rosa carne
Io ero a torso nudo con addosso solo un paio di comodi boxer.
Ricordo vividamente che, malgrado il gran caldo la mia coscia destra era incollata alla sua
E che questo contatto, voluto o casuale, mi dava piacevoli sensazioni.
Ricordo anche che il film era abbastanza noioso e mi stavo annoiando, avevo sete e caldo, ma non volevo spostarmi proprio per non perdere quel piacevole contatto con la sua coscia.
Mi accorgo che Virna mi sta guardando intensamente:
- Che c’è?!-
- Niente….stavo pensando una cosa… - E così dicendo con un sorrisino oserei dire quasi malizioso, si solleva la canotta e scopre la pancia
- Ma oggi non è Domenica!-
- Scemo. Quindi non vuoi? -
- Scherzo. Certo che voglio -
E così dicendo mi sposto verso il suo ventre e comincio a darle piccoli e soffici baci.
Mi accorgo che le viene tutta la pelle d’oca soprattutto vicino all’ombelico.
Alzo un attimo il viso verso di lei e la guardo negli occhi:
- Ti faccio il solletico? Hai freddo? -
Mi guarda con uno sguardo un po' inebetito e carezzandomi la testa me la fa riabbassare sulla sua pancia.
E qui mi perdo in un mondo di baci, annusando il profumo della sua pelle, sentendo i suoi respiri che si fanno più profondi e assecondando i movimenti lievi del suo bacino, come se si volesse accomodare meglio sotto le mie labbra
Sento anche un percettibile calore salire dalle sue mutandine ed un leggero profumo di muschio che tante volte ho sentito sulle palmi della mano nelle nostre domenica di curiosità e conoscenza.
All’improvviso, con un lieve colpo di reni, che mi fa alzare il viso, si porta le mani ai fianchi e si sfila le mutandine, lasciandomi per la prima volta ad ammirare, a bocca aperta, il suo sesso leggermente dischiuso e umido.
Questa volta non ho bisogno di farmi dire niente, avvicino il viso al suo monte di Venere.
Questa volta il profumo è inconfondibile: di muschio, di bosco, altro che pipì.
Copro l’intera superficie di baci ed ho la sensazione che non ci sia niente di più bello che questo.
- U...usa la lingua...-
Ancora una volta è la sua voce che mi guida su come e cosa fare
Sto frugando, esplorando, lappando tra le cosce di mia sorella!
Le sto leccando la fica!
- Ecco...lì...muovila li...piano solo con la punta...-
Assecondo le sue istruzioni perdendomi tra mille sapori e profumi nuovi.
Con le cosce mi stringe la testa bloccandomi, assicurandosi che non mi sposti, con una mano mi carezza i capelli tirandomeli dolcemente.
Ad un certo punto tutto cambia: le gambe le cominciano a tremare, la presa sui capelli si fa più forte, le esce un grido soffocato e gutturale….
Credo di averla fatta godere…
Rilascia le cosce liberandomi dalla morsa, alzo lo sguardo verso di lei, è splendente con il viso leggermente reclinato di lato, gli occhi chiusi e le labbra leggermente aperte che rilasciano ancora dei piccoli respiri profondi.
Risalgo e mi sdraio di lato, cercando di tenere lontano il bacino dai suoi fianchi di modo che non s’accorga della mia evidente erezione di cui un po’ mi vergogno
Perché poi vergognarsi? Boh, i misteri insondabili della scoperta del sesso tra preadolescenti….
Ha quasi ripreso il respiro in maniera regolare, ci guardiamo negli occhi e lei ha un sorriso dolcissimo.
Ci diamo un bacio a stampo sulle labbra. Non abbiamo bisogno di parole. Sappiamo cosa è successo, sappiamo la magia che ci legherà per sempre.
Ci abbracciamo e lei poggia la testa nell’incavo delle mie spalle e ci appisoliamo
Sto quasi per cadere in un sonno profondo quando in lontananza sento il rumore nelle chiavi della toppa, sta rientrando nostra madre.
Virna si riveste in fretta, io scappo nel mio letto accanto, quando nostra madre apre la porta per controllare, pare che stiamo dormendo.
