La gravidanza proibita

Capitolo 4 - La nuova casa

Marco e lucia ad un anno dalla gravidanza pensano al futuro

I
Iabiab

4 ore fa

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Marta cresceva sana e forte Lucia fa la mamma a tempo pieno,marco tiene in braccio quella. Bambina con un amore unica e la guarda guarda come il frutto dell amore con sua sorella Lucia.

Lucia sente la chiave girare nella serratura e il cuore le accelera, un tuffo caldo nel petto che lei conosce bene: è mezzogiorno, è Marco torrna a casa per la pausa prazo, e tra pochi istanti lui sarà addosso a lei come ogni pausa pranzo. La porta si chiude, i passi pesanti attraversano il corridoio, e lei non fa in tempo a voltarsi che le sue mani sono già sui suoi fianchi. Marco non dice niente. Le solleva la maglia senza esitazione, la stoffa sale fino al collo ei suoi seni che a. distanza di quasi un anno dalla gravidanza sono tornati cadenti ,restano nudi nell'aria, i capezzoli grossi già scuri e turgidi alla luce di mezzogiorno che filtra dalle tapparelle.

Marco li afferra con entrambe le mani, le dita sprofondano nella carne morbida, i pollici strofinano i capezzoli che dopo la gravidanza sono rimasti grossi terribilmente grossi,in cerchi lenti e impazienti finché non li sente indurirsi completamente. Lucia trattiene un gemito basso, lo guarda fissare quei capezzoli con la bocca socchiusa, la fame negli occhi marroni che non è mai diminuita.

«voglio fare l amore marco7», sussurra, premendo il bacino contro di lui. Sente il cazzo duro di Marco premere attraverso la stoffa dei pantaloni, caldo e gonfio contro il suo pube, e lo spinge più forte, lasciando che quel calore le tolga il fiato.

«si lucia andiamo su pima che si sveglia lla bambina», risponde lui, roco. La guida verso la camera da letto, una mano sulla schiena, dolce eppure deciso, l'altra ancora chiusa su un seno. La luce di mezzogiorno li segue fino alla soglia, e Marco chiude la porta alle loro spalle con un calcio deciso.

La porta si chiude con un colpo secco e Marco la spinge sul letto senza smettere di baciarla, la lingua che le forza le labbra, i denti che le mordono il labbro inferiore. Le strappa la gonna lungo le cosce, le mutandine scivolano via con uno strattone, e in un attimo è sopra di lei, nudo, il cazzo duro che preme contro l'interno della sua coscia. «Ti voglio adesso», ringhia contro la sua bocca. Lucia allarga le gambe, solleva il bacino, e lo sente entrare. Il glande le apre la fica bagnata con una lentezza che la fa gemere, centimetro dopo centimetro, finché non è tutto dentro, fino in fondo. Poi Marco inizia a muoversi: colpi lenti e profondi che si fanno subito più duri, il bacino che sbatte contro il suo, il letto che scricchiola sotto di loro. Lei gli avvolge le gambe attorno ai fianchi, i talloni premuti sulle sue natiche, e lo tira più a fondo ad ogni spinta. Marco le afferra i seni cadenti, li solleva, abbassa la bocca sui capezzoli terribilmente grossi e li succhia, li lecca, li tira con le labbra mentre continua a scoparla con un ritmo serrato. La fica di Lucia si bagna sempre di più, gli umori colano lungo il cazzo e gli bagnano le palle che sbattono contro le labbra gonfie con un rumore umido e osceno. Lucia ansima sotto voce, i gemiti che salgono uno dopo l'altro, finché non sente l'orgasmo montarle dentro come un'onda. «Marco, sto per venire, dio mio!!!! Dio mioo sto per venire!» urla, e poi esplode, la fica che si contrae e pulsa attorno al cazzo con spasmi involontari mentre lei grida il suo nome. Marco spinge fino in fondo e sborra dentro, getti caldi di sperma che le riempiono la fica in profondità, nell'utero in menopausa, senza paura, senza rischio. Lucia lo sente svuotarsi completamente, il caldo che le cola dentro e fuori attorno al cazzo ancora conficcato. Lo sperma fuoriesce dalla fica e cola sul lenzuolo sotto di loro mentre Marco si accascia su di lei, il respiro pesante contro il suo collo.

Il respiro di Marco rallenta contro il collo di Lucia, il suo peso la schiaccia sul materasso bagnato di sudore e sperma. Restano uniti, il cazzo ancora dentro di lei, ormai ammorbidito ma non uscito, come se nessuno dei due volesse separarsi. Le mani di Marco scivolano lente lungo la schiena nuda di Lucia, accarezzando ogni vertebra con una tenerezza che sembra quasi sorprendente dopo tanta furia. Lo sperma le cola caldo tra le cosce, scende verso il lenzuolo, ma lei non si muove. «Resta così», sussurra, la voce roca. Marco le bacia la fronte e dice: «Ho quasi chiuso per la casa in Svizzera. È nostra, Lucia. Piccola, con un giardino.» Lei sente il petto stringersi, la speranza che le sale in gola insieme alla paura di cambiare citta

«Davvero? Spero vada tutto bene » La voce le esce sottile, quasi infantile, e lei stessa se ne vergogna un poco.

«sara tutto tutto perfetto lucia», risponde lui, e le accarezza i capelli incollati alla tempia. «Ho firmato ieri. C'è una stufa a legna, e le finestre danno sulle montagne.»

Lucia chiude gli occhi. Sente ancora il battito di lui contro il suo sterno, il peso del suo corpo che la tiene ancorata al materasso. Il suo ventre è caldo e umido, e il lenzuolo sotto di lei è zuppo. Ma non ha fretta di alzarsi.

«Non vedo l ora amore », mormora, e le sue dita si chiudono sul fianco di lui, stringendo la pelle come per trattenerlo lì.

Marco solleva il mento e la guarda. C'è qualcosa di nuovo nei suoi occhi, una quiete che prima non aveva. «sara il nido della nostra famiglia », dice. «se va tutto beene domenica andiamo li.»

Lucia non risponde a parole. Gli mette una mano sulla nuca e lo tira a sé, baciandolo lento, sentendo ancora il sapore del sale e di loro. E quando lui si sposta appena, il cazzo le scivola fuori con un suono umido, e lei sente il vuoto, ma anche la stanchezza buona che le chiude le palpebre.

sussurra contro la sua bocca. E questa volta non ha paura del cambiamento

Domenica arrivò e il tragitto verso la Svizzera cominciò come una promessa. Lucia teneva una mano appoggiata al cruscotto, le dita distese, e guardava il sole basso scivolare tra le cime. La loro bambina dormiva sul seggiolone posteriore Marco guidava piano, una mano sul volante, l’altra che trovò la sua coscia e la strinse appena, risalì fino al ginocchio. «Ci siamo quasi», disse, e lei si sporse verso di lui e gli baciò l’angolo della mascella, dove la barba era appena rasata e la pelle sapeva di bagnoschiuma.

Si fermarono in una piazzola di sosta con le montagne che si alzavano scure davanti a loro. Marco spense il motore e le prese la nuca, le baciò la bocca senza fretta, e Lucia sorrise contro le sue labbra.

Lucia sentì l'aria uscire dai polmoni in un sospiro che non sapeva di trattenere. Marco alzò il finestrino, rimise le mani sul volante. Non disse nulla per un lungo momento, poi girò il viso verso di lei. «siamo quasi arrivati », disse, la voce più bassa del solito. «vedrai ti piacerà »

Lei gli prese il polso, gli strinse le dita. Sono tua», disse. «Tutta quanta.»

Marco riaccese il motore. «Allora andiamo a casa.» E ripresero la strada verso le montagne, in silenzio, ma con le mani intrecciate sul cambio, salde come non lo erano mai state.

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