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Erotika
La figlia che non ti aspetti · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 9 min di lettura

La figlia che non ti aspetti. Terzo capitolo

Anche altri hanno lo stesso desiderio.

pennabianca
20 giorni fa · 848 letture · 2

Lui le è passato davanti e, fermatosi un attimo, l‘ha osservata, ha fatto un mezzo sorriso e se n’è andato. Son già due giorni che lui spesso le passa davanti, la guarda, sorride e se ne va. Sento scorrere lungo la schiena un brivido strano, come una sensazione che stia per succedere qualche cosa che potrebbe cambiare lo stato attuale delle cose, anche se non ho elementi a sufficienza per vagliare cosa potrebbe essere. L’indomani è Vanda che, durante una pausa caffè, mi guarda con un mezzo sorriso, classico di chi crede di saperla lunga.

«Hai mangiato bene in quel ristorante?»

La guardo, intuisco lo spirito della domanda e, con un pizzico di ironia, le rispondo a tono.

«Più o meno come hai mangiato tu, ma, soprattutto, mi ha fatto piacere la compagnia che avevo. Ho visto che anche a te piace esser in compagnia di giovani commensali.»

Si guarda intorno e, accertato che siamo soli, mi si avvicina e, alitandomi dell'orecchio, mi risponde molto seriamente:

«Il mio giovane cavaliere è Matteo, mio figlio. Quindi credo che sia tu quello che ama aver giovani commensali.»

Resto un attimo sbalordito, non mi aspettavo nulla di simile, anche se mi era sembrato che fossero molto intimi.

«La giovane donzella, in mia compagnia al tavolo, è Matilde, mia figlia, e poiché al momento rappresenta tutta la mia famiglia, abbiamo deciso di vivere e lavorare nella stessa città.»

Leggo lo stupore negli occhi di Vanda, la quale, finito di sorseggiare il suo caffè, mi saluta con un cenno del capo e torna nel suo ufficio. La sera, a casa, Matilde mi dice che questa volta il giovane le si è fermato davanti e l'ha invitata a prendere un caffè. Al bar, si è presentato.

«Mi chiamo Matteo e credo che i nostri genitori lavorino insieme. Devo ammettere che sei molto bella e, vederti a cena con tuo padre, mi aveva fatto pensare che tu amassi accompagnarti a persone mature.»

«Piacere mio, sono Matilde e devo ammettere che vederti abbracciato a tua madre mi ha fatto pensare la stessa cosa di te.»

Fisso mia figlia negli occhi e subito mi rendo conto che sto facendo una sciocchezza enorme.

«Amore mio, stiamo sbagliando tutto; non è con me che devi crearti un futuro, ma con un ragazzo giovane come quello, altrimenti, ogni volta che ci vedranno insieme, penseranno che io sono un vecchio porco che si scopa una giovane puttanella.»

Rimane sbalordita, mi butta le braccia al collo e mi dice che non vuol cambiare alcunché di quello che stiamo vivendo. Andiamo a letto e facciamo l’amore in maniera ancor più appassionata del solito: lei gode tantissimo e, come suo solito, alla fine beve il mio seme. Per tutta la settimana, Vanda ed io siamo quasi sempre stati impegnati nel lavoro, ma un giovedì, durante la pausa pranzo, seduti in una tavola calda, lei mi ha rivolto una domanda alquanto provocante.

«Posso chiederti che tipo di rapporto stai vivendo con tua figlia? Ho avuto la sensazione che fra di voi ci fosse molta complicità.»

Io la guardo e prendo tempo per cercare una risposta plausibile che non facesse capire il bellissimo momento che io Matilde stavamo vivendo.

«Se devo esser sincero, quando siete usciti dal ristorante ho avuto la stessa sensazione di te e tuo figlio; sembravate una coppia di amanti, piuttosto che un regolare rapporto madre/figlio.»

Si guarda intorno e, visto che siamo soli, mi si avvicina e, con un filo di voce, mi chiarisce.

«Sono vedova da sette anni e Matteo è l’unico uomo della mia vita, in tutto e per tutto.»

«Io sono separato, credo che mia moglie abbia una relazione con un altro uomo, e Matilde è tutto ciò che ho. Forse dovremmo uscire tutti e quattro una sera a cena, perché mi sembra che anche i ragazzi prendono spesso il caffè insieme.»

Lei mi sorride, ha un’aria compiaciuta e, senza aggiungere altro, torniamo al nostro lavoro.
La sera lo racconto a Matilde, la quale mi comunica che Matteo le ha chiesto le stesse cose: anche lui l’ha invitata ad uscire una sera a cena, ma lei si è riservata del tempo per decidere. La guardo, cerco di capire quali siano le sue intenzioni.

«Credi che sarebbe un problema se, una sera, tutti e quattro ci concedessimo una cena?»

Mi guarda, alza le spalle e mi risponde che a lei non interessa Matteo, che vuole viver la sua vita insieme a me e che ogni altra cosa passa in secondo piano. Io la guardo e, dentro di me, prende forma una certa idea che subito le espongo.

«Sono quasi certo che fra Vanda e Matteo ci sia lo stesso tipo di relazione che c’è fra noi due e perciò non sarebbe male se avessimo un rapporto più ravvicinato. Purtroppo, come noi due abbiamo notato l'intesa che c’è fra loro, anch'essi hanno capito che, fra noi, c'è qualcosa di analogo, che va ben oltre il rapporto padre/figlia. Per ovviare a questa situazione, tu dovresti trovare una persona della tua età con cui far coppia agli occhi del mondo e lo stesso dovrei far io, quindi se Vanda scopa con Matteo, come io lo faccio con te, dovremmo costruire una intimità tale da eliminare ogni possibilità che ciascuno possa riferire ad altri di queste nostre piacevolezze. La condizione migliore è che il mondo veda che voi due stati insieme, così come io potrei stare con Vanda, e questo taglierebbe la testa al toro.»

«Papà io non voglio stare con Matteo, perché voglio stare con te e, se lei ti scopa, io ne sarei gelosa!»

«Amore, ascolta e fa tesoro di ciò che ti sto dicendo: noi dobbiamo far in modo di apparire all'esterno che siamo due coppie e, per far questo, dovremmo trovare una casa sufficientemente grande che ci ospiti tutti e quattro insieme, così da permetterci di andare a dormire, la sera, ognuno con il rispettivo amore, anche se, agli occhi del mondo, saremmo due coppie diverse.»

Lei mi guarda, riflette un attimo e chiede conferma se ha capito bene ciò che sto cercando di farle capire.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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