«Quindi mi stai dicendo che noi potremmo vivere tutti e quattro sotto lo stesso tetto e che la sera, io e te potremmo andare a dormire insieme, mentre loro farebbero la stessa cosa? Se è così, son d’accordo.»
Il giorno dopo, chiedo a Vanda se, sabato venturo, possiamo uscire insieme per una cena a quattro, lei, manifestando sorpresa, risponde che si può fare. Il giorno successivo Matilde è tesa e nervosa; cerca di convincersi che tutta questa storia avrà un lieto fine, mentre è tormentata dal dubbio che io finisca nelle braccia di Vanda. Dopo aver provato alcuni vestiti, alla fine decide di indossare un paio di jeans molto attillati, sandali dal tacco alto e una camicetta bianca alquanto trasparente, sotto cui si intravede un reggiseno di pizzo che le incornicia lo splendido seno. Ci troviamo tutti e quattro nel piccolo ristorante della prima volta e, una volta preso posto al tavolo, iniziamo a mangiare senza riuscire a non far trapelare una certa tensione. Dopo aver discusso di diverse banalità inerenti i rispettivi lavori, verso fine serata, Matilde chiede loro se avessero piacere di visitare il nostro appartamento, giustificando l'invito con l'idea di bere qualcosa di fresco, dato il caldo ancora incombente, sul nostro terrazzo da cui si gode un bel panorama. Accettano e, quando usciamo del ristorante, è Matteo che chiede a Matilde di salire con lui nella sua vettura, mentre Vanda verrà con me, questo allo scopo di evitare che, se dovessimo sbagliar strada, ci ritroveremo tutti comunque a destinazione. Durante il percorso, complice un semaforo rosso, guardo Vanda dritto negli occhi e le rivolgo una domanda a bruciapelo:
«Vai a letto con tuo figlio?»
Lei mi guarda senza battere ciglio, esita un attimo, e ribatte:
«E tu? Vai a letto con tua figlia?»
«Sì, io e Matilde abbiamo una relazione che contempla anche far sesso insieme.»
«Anche Matteo dorme nel mio letto e, devo ammettere che, da quando mi scopa, la mia vita è cambiata in meglio.»
La guardo e faccio un profondo respiro.
«Credo che entrambi abbiamo uno stesso problema: quello di tener segrete le nostre relazioni. Il mondo intero non accetterebbe questo genere di rapporti e, se tu sei d’accordo, avrei una mezza idea di come poter risolvere il problema.»
Lei mi guarda cercando di capire cosa voglio esporre, ma siamo arrivati a casa e quindi rimandiamo il discorso a quando saremo sul terrazzo. Una volta in casa, Vanda si complimenta per come Matilde tenga in ordine l'appartamento e, quando si siedono sul terrazzo, mia figlia arriva portando un vassoio con bibite fresche. Vanda durante quel tempo ha scambiato qualche parola con Matteo, il quale, appena Matilde si è seduta, guarda la madre e, sorseggiando, chiede quale potrebbe esser la soluzione del nostro problema.
«Va da sé che noi quattro dobbiamo tener gelosamente nascosto al mondo certe nostre predilezioni ad amare e far sesso con la persona del proprio nucleo familiare, mentre sarebbe ben diverso se fossimo due coppie normali: ad esempio, se adesso ci ritirassimo in camera, ciascuno con il proprio amore, nessuno, oltre noi quattro, potrebbe sospettare alcunché e quindi non si sognerebbe di biasimare il nostro comportamento, perché niente toglie che io potrei aver un rapporto sessuale con Vanda e tu con Matilde. Insomma saremmo due coppie che vivono sotto lo stesso tetto e basta, senza sollevare alcun fastidio o scandalo fra quanti ci conoscono.»
Loro si guardano negli occhi, mentre Matilde si siede accanto a me e mi abbraccia.
«Va anche considerato che questa scelta comporterebbe che tu e Vanda, agli occhi del mondo, dovreste esser una coppia e, quindi uscire insieme, stare abbracciati, scambiarvi effusioni e lo stesso dovrei fare io con Matilde. Ora, per l'amore che porto a mia madre, questo mi riesce duro da accettare, proprio come credo lo stesso sia anche per te.»
«Che vi sia una componente di gelosia è fuori discussione, e credo che questo sia l’unico problema che tutti e quattro dovremmo risolvere, ma, se ci mettiamo di vero impegno, son sicuro che questa soluzione sia la più idonea al caso nostro.»
Passiamo il resto della serata a completare i vari dettagli di questo progetto, nel quale ci stiamo trovando sempre più d’accordo e, quando loro se ne vanno, Matteo prende Matilde sottobraccio e, prima di uscire, le chiede se, il giorno dopo, avesse piacere ad andare a far jogging al percorso verde che c’è nel parco non lontano dalla nostra abitazione. Lei rimase un attimo indecisa, mi guarda e, ricevuto un segno d’assenso, accetta volentieri. Quando andiamo a letto, mi bacia con passione, stringe il suo corpo nudo contro il mio e, quando sente il mio sesso duro e pronto, se lo infila tutto dentro, iniziando a godere. Mi scopa con calma, quasi in silenzio, poi, d’un tratto, dopo aver raggiunto l’ennesimo orgasmo, si ferma di colpo, si abbassa su di me e porta la sua bocca vicino alla mia, scrutandomi negli occhi.
«Dimmi, ti piacerebbe che in questo letto, insieme a me, ci fosse anche Vanda?»
La guardo e, per un attimo, resto spiazzato dalla domanda che proprio non mi aspettavo, poi in un istante passo al contrattacco.
«Oltre il mio cazzo, che ti stai godendo, non dirmi che non ti piacerebbe sentire anche quello di Matteo, in bocca o nel culo?»
«Papà, sei un porco! Però devo ammettere che un altro cazzo nel letto ci starebbe proprio bene e son sicura che anche a Vanda non dispiacerebbe assaggiare il tuo. Ma tu, non saresti geloso?»
«No, se lui ti scopasse davanti a me credo che non sarei geloso, ma tu, saresti capace di accettare che Vanda lo faccia con me, davanti a te?»
«Sai, credo che questa sia la soluzione al problema: se noi facessimo sesso tutti e quattro assieme, non potrebbero esservi gelosie e ognuno di noi avrebbe la sua dose di piacere anche dal compagno o la compagna dell’altro, e questa sarebbe la soluzione ottimale.»
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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