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Erotika
La figlia che non ti aspetti · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 10 min di lettura

La figlia che non ti aspetti. Seconda parte

La prima volta che l’ho fatta godere.

pennabianca
20 giorni fa · 1.1k letture · 2

Sono disteso supino e paralizzato, mentre lei fa scorrere la sua lingua su tutto il mio torace. Chiudo gli occhi assaporando quelle meravigliose sensazioni. Metà di me vorrebbe fuggire, ma il mio cazzo ha il sopravvento sulla ragione e mi lascio andare. Mi lecca, succhia i miei capezzoli e con la lingua si gode la mia erezione, poi, con voce rotta dall’emozione, mi supplica:

«Dai, scopami, non ne posso più di aspettare.»

Per un momento resto impietrito, poi, prima che lei faccia un solo movimento, la rigiro, mi inginocchio fra le sue cosce, le passo le braccia sotto le gambe in modo da elevare il suo corpo ed attiro a me quel meraviglioso capolavoro di donna, che desidera godere. Lei cerca di divincolarsi, ma io le impongo la mia scelta, sarà mia, ma a modo mio. Infilo la testa fra le gambe, ammiro e assaporo il profumo di femmina in calore che emana dalla sua stupenda fighetta. Quel ciuffetto di peli rossi, sopra il monte di Venere, mi eccita ancor di più: è tale e quale alla madre! Ne ritardo il contatto, lei si dimena cercando di avermi, ma io la blocco.

«Dai, datti da fare! Ti prego, ti voglio…ora!»

Geme e si agita come un’anguilla, ma io non mollo. Con la punta della lingua scosto le labbra della sua ostrica profumata, assaporo ed inspiro il suo fragrante odore carico di voglia, copiosi umori le imperlano la vulva, che spennello con una leccata lungo tutto lo spacco, aprendo quelle labbra umide, che mi inebriano del suo intenso piacere.

«ODDIO, no! Così mi uccidi!»

Non ragiono più. Sento in me che questa sarà una cosa con mi farà impazzire e decido che devo farle provare una cosa che non potrà mai più dimenticare: se dev'esser una follia, allora lo sia nel migliore dei modi possibili. Lecco, succhio ed aspiro i suoi umori e profumi. Lei gode, si dimena, impazzisce.

«SI! COSÌ, VENGO! Cazzo! mi fai godere solo con la bocca! Ancora! fantastico! Mai provato nulla del genere.»

Quando sento che è venuta abbondantemente e si sta rilassando, la sollevo e la faccio impalare su di me. che ora appoggio i miei glutei sui talloni stando in ginocchio, con lei abbracciata a me. Entro lentamente, lei inarca il corpo all’indietro ed apre la bocca, senza che nessun suono ne esca. Afferro tra le labbra il seno destro e lo succhio mordendolo. Immobile, impalata su di me, aspettando che devo solo spingere un po' più in alto il bacino per scoparla, in questa posizione lo sente tutto ed i suoi orgasmi si moltiplicano, mentre io, già un po' svuotato dalla iniziale sega, posso gestire il gioco traendone il massimo del piacere. Viene e gode fin quando si accascia sfinita fra le mie braccia. La distendo e la giro di lato. Faccia a faccia, le infilo la lingua in gola, mentre lei si scatena nel pomparmi con un movimento sempre più veloce.

«Dai, godi anche tu! Vienimi dentro!»

La guardo preoccupato, ma lei mi sorride.

«Vieni pure, son protetta, anche se un figlio te lo darei volentieri.»

La sbatto con un ritmo sempre più intenso, lei ha orgasmi a ripetizione, ma sono giunto al limite anche io. Glielo spingo tutto dentro e vengo. Restiamo a limonare, lingua in bocca, ancora per un poco, poi, vinti dal sonno, ci addormentiamo. L’indomani lei mi sveglia, succhiandomi il cazzo.

«Amore, che fai? Accidenti! Sei fantastica! Ma quanti ne hai succhiati, per esser cosi brava?»

La rigiro e le rendo il piacere. Infilo di nuovo la mia lingua fra le pieghe della sua ostrica, che ora è ancora tutta impiastrata degli umori della sera prima.

«No! Che fai, porco? Devo lavarmi!»

Non la lascio. Lecco ed aspiro il misto di profumi e umori che lei emana. La eccito finché lei abbandona dalla bocca il mio cazzo e ci sale sopra. Si impala in un solo colpo, poi comincia ad ondeggiare davanti e indietro. Le afferro i seni e li impasto, strizzandole i capezzoli. Gode subito, mi stupisce la facilità di come raggiunge l'orgasmo.

«Godo! Mi fai impazzire! Ne ero sicura che sarebbe stato bellissimo! Sei un porco depravato! Godi nello sfondare tua figlia! Dai, che poi lo voglio anche nel culo!»

Sentire che se lo vuole godere anche nel culo, mi fa quasi venire. Devo rallentare per non schizzare subito dentro di lei. La faccio togliere e la rigiro, mi sistemo dietro di lei e comincio a preparare il buchetto, che mi appare subito ben rilassato e pronto.

«Dai, leccamelo un poco, ma non tanto perché è già ben aperto: ci ha pensato un altro porco al tuo stesso livello!»

Effettivamente basta poco per vedere lo sfintere aprirsi, alla sola pressione del dito. Mi rialzo e le infilo la trave in culo!

«Aaahhhh…Sì, porco, maiale! Sfondami il culo che mi piace da impazzire!»

Limo e pompo quel meraviglioso culetto, assaporando ad ogni affondo il piacere di sentire le sue pareti aprirsi, per far spazio al mio cazzo che la penetra in profondità. Geme, gode, urla e implora che le spacchi il culo con forza.

«Dai, fammi male! Lo voglio dentro tutto, palle comprese!»

La sbatto con forza e con un ritmo scatenato; lei gode e si masturba la fica con due dita ben piantate dentro, poi m’implora di inondarle il culo, ma di lasciargliene un po’, anche per la bocca. Reggo il gioco ancora un poco, ma al suo ennesimo orgasmo, vengo dentro di lei come un fiume in piena. Le spruzzo due schizzi dentro per poi sfilarlo, mentre lei, repentinamente, si gira e prende il terzo direttamente in faccia. Se lo mette in bocca, lo succhia e lo spreme come un limone, fino all’ultima goccia. Lecca e succhia ogni residuo di seme, poi si calma, si distende di lato e mi abbraccia, con il viso appoggiato sul mio petto.

«Grazie, mi ci voleva proprio una bella sbattuta. Credo che anche tu non ne potevi più. Ma dimmi: possibile che non ti sei mai accorto di mamma e Luca?»

La guardo cercando di capire, ma lei mi fissa e prosegue:

«Una sera, circa venti giorni fa, ero di passaggio dalle parti di mio fratello ed ho deciso di andare a trovarlo. Quando ero nei pressi del suo portone, l’ho visto uscire con mamma sotto braccio. Erano felici come due innamorati, si scambiavano baci e coccole. Sono entrati in un ristorante ed hanno cenato guardandosi negli occhi. Mi son convinta che sono amanti. Quindi ti ho cercato ed ho deciso che, se lei si occupa di mio fratello, io posso e voglio occuparmi di te. Ho deciso di chiedere un trasferimento a terra, come impiegata in aeroporto, così potrò esser tutte le sere a casa e tu potrai vivere insieme a me. Anche tu potresti chiedere di esser trasferito qui: la tua banca ha una filiale da queste parti. Saremo come due sposi. Io ti amo, ti ho sempre desiderato e ora che sei solo, ti voglio con tutte le mie forze. Dai, non negarmi la possibilità di esser tua. Voglio una famiglia, dei figli e farti da moglie.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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