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La figlia che non ti aspetti · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 10 min di lettura

La figlia che non ti aspetti. Seconda parte

La prima volta che l’ho fatta godere.

pennabianca
20 giorni fa · 1.2k letture · 2

La guardo e mi convinco che ha ragione. Mille dettagli mi tornato alla mente, confermandomi quanto appena rivelato e sento che non desidero altro che avere ancora il corpo di mia figlia fra le braccia. Immediatamente vado nella filiale della banca di zona. Cerco il direttore e mi ritrovo davanti Vanda, una bella donna, alta, mora, occhi scuri e belle mani, un seno abbondante, una terza, forse quarta, che mi riceve e subito mi dà le informazioni che volevo. Hanno bisogno di personale, non è una grande filiale dove si può far carriera, bensì un posto che per molti sembra punitivo, quindi non sarà difficile aver un trasferimento. Mi invita a presentare domanda e, nello stesso momento, lei fa una richiesta, in modo che le due cose, saranno subito oggetto di attenzione del dirigente responsabile del personale. La saluto e torno a casa, dove Matilde mi abbraccia e mi comunica che anche lei ha chiesto e già ottenuto il posto a terra. Decidiamo di andare a festeggiare. Per l’occasione mi porta in un ristorante un po’ distante dalla città, un posto che è un po’ fuori mano, così non potremo correre il rischio di imbatterci in chi ci conosce e potremo esser liberi nelle nostre manifestazioni di giubilo. Per l’occasione indossa un mini abito che le fascia il corpo a meraviglia e questo è per me motivo di vanto. Appena dentro, ci accomodiamo sulla veranda, quasi in fondo e, mentre stiamo mangiando, scambiandoci coccole e bacetti, vedo entrare una bella donna, accompagnata da un ragazzo alto e ben piazzato. Immediatamente la riconosco, è Vanda. Passando attraverso i tavoli, ci scambiamo una rapida occhiata, senza che nessuno dei due faccia intendere che ci conosciamo. Durante la cena ho modo di osservare lei, che prosegue, di tanto in tanto, a lanciare occhiate nella mia direzione, probabilmente cercando di capire chi possa esser la persona con cui sto cenando. Anch’io, mi son domandato chi potesse esser quel bel giovane che l’accompagna dato che, durante tutta la cena, non ha avuto occhi che per lei. Quando ce ne andiamo, noto che anche loro hanno finito di cenare e si alzano per uscire. Giunti nel parcheggio, non posso far a meno di notare che il giovane la tiene dolcemente abbracciata. Anche mia figlia si accorge del mio interessamento per quella persona.

«Posso sapere chi è quella donna che ti interessa tanto?»

Le sorrido sfiorandole il viso con una carezza e le spiego in breve chi è la persona che ha cenato con quel giovane. Matilde si fermò un attimo a pensare e, subito dopo, ebbe come un’illuminazione.

«Certo! Ecco dove l’ho visto: quel ragazzo lavora per l’ufficio che si occupa della sicurezza, in aeroporto. Deve essere uno dei nuovi vicedirettori, che hanno la responsabilità di tutto quello che succede nello scalo aereo.»

Torniamo casa e ci disponiamo per dormire. Matilde si spoglia nuda e sale su di me, strofinando suoi capezzoli sul mio viso, mentre sento salire una forte erezione che lei, lentamente, accoglie nella sua splendida bocca, mentre mi offre da leccare la sua ostrica profumata. Dopo averle procurato uno potente orgasmo, lei si gira e si impala su di me; con un movimento lento, raggiunge un nuovo orgasmo, che la fa vibrare tutta, come una foglia al vento.

“Sì, è bellissimo! Mi fai morire! Vengo! Ora! Si!»

Gode e trema scossa da brividi di piacere intenso. Le lascio assaporare tutto il piacere da cui è scossa, poi la giro di lato e prendo a scoparla lentamente, donandole ancora momenti di profondo piacere. Dopo che lei ha raggiunto altri due orgasmi, ormai al limite anch'io, mi scarico dentro di lei.

«Eccomi, amore, vengo! Ora! Sborro!»

Sfiniti ed appagati, ci addormentiamo. Il giorno dopo, di comune accordo, ci mettiamo alla ricerca di un appartamentino un po’ più grande, ma che sia sempre a breve distanza dai nostri posti di lavoro. La ricerca dura poco e, ben presto, troviamo quello che fa per noi. Un piccolo attico, di circa 100 mq, posto esattamente a metà strada fra il suo ed il mio lavoro, nella parte alta della città, munito di uno splendido terrazzo, che si affaccia sui tetti delle case sottostanti, e da cui si gode un tramonto bellissimo. Nei due giorni successivi, ci trasferiamo e iniziamo così la nostra nuova vita insieme. Il lunedì mattina mi presento al lavoro e, subito, Vanda mi indica quale sarà il mio ufficio, oltre ai vari compiti cui dovrò assolvere. Poiché ho una certa esperienza, dettata sia dall’età che dagli anni di servizio in quel settore, ben presto si rende conto che la mia presenza le sarà immensamente utile. Assieme a noi, lavorano un giovane ragazzo di nome Stefano ed una ragazza, appena sposata, di nome Rita. Una sera, di ritorno a casa, trovo Matilde che sta facendo la doccia; mi spoglio ed entro dentro con lei. Il piacere dell’acqua che ci scorre addosso, eccita i nostri sensi e, ben presto, si inginocchia davanti a me e prende il mio cazzo in bocca. Lo succhia, lo lecca e lo ingoia con estrema facilità, fin quando si alza e, girandosi al muro, mi prega di penetrarle il culo. Appoggia il mio palo sul solco delle natiche, che spinge indietro, aprendole con le mani.

«Spingimelo tutto dentro! Lo voglio sentir forte, vigoroso! Inculami!»

Con un colpo di reni, la penetro per più della metà del mio fallo e sento lei che spinge ancora il corpo indietro, affinché possa entrarle del tutto, fino in fondo. Le pompo il culo con colpi terribili, facendola gemere e godere tantissimo, fin quando, ormai al limite, sto per esplodere dentro di lei; è un attimo e lei se lo sfila, si gira, si inginocchia davanti a me e serra le sue labbra intorno alla mia cappella, segandomi velocemente e facendomi esplodere tutto il piacere nella sua bocca.

«Accidenti, amore! Ma quanto sei porca! Me lo stai succhiando in maniera fantastica! Sei una perfetta bocchinara!»

Finiamo di lavarci e poi, girando quasi nudi per casa, ci divertiamo a preparare la cena, mentre lei mi dice che ha incontrato il giovane che avevamo visto assieme al mio capo.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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