La domatrice degli "Speroni"

Capitolo 2 - Faccio su e giù su mio marito

Mio marito, quando sta per venire, mi chiede di dargli qualche “colpo di grazia”, al che inizio a fargli qualche giochetto con i muscoli che ho descritto.

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Ci siamo presi un giorno di pausa prima di riprendere; dato che i nostri orgasmi sono stati molto intensi, avevamo bisogno di recuperare l’arrapamento ed energie.

Continuiamo da dove eravamo rimasti.

Anche per le più atletiche, lo sforzo sulle gambe richiesto dalla posizione prima descritta può diventare insostenibile dopo diversi minuti; per cui, non aspettate di essere stremate e di averle doloranti prima di mettervi più comode.

Abbassate le gambe fino a quando le ginocchia toccano la superficie di appoggio e i polpacci siano a fianco delle cosce del vostro partner. Potete scegliere se rimanere per un po’ con il busto eretto continuando a dominarlo, oppure abbassarvi fino a che il vostro busto non sia completamente a contatto con quello di lui.

Questa la prediligo perché così sento il calore del suo corpo, riesco a baciarlo e a sussurrargli qualche dolcezza o porcellaggine, a seconda di come mi sento. Inoltre, posso avere maggiore controllo sui miei muscoli interni e quindi a gestire meglio l’intensità e i tempi della scopata.

Se desiderate una penetrazione più profonda, potete portare più in avanti le vostre ginocchia, fino a quando non siano più o meno a fianco delle sue costole. In questo modo, vi troverete più sedute su di lui e il pisello ben piantato dentro di voi.

La variante molto interessante, attraverso la quale ve lo sentirete veramente bene e che infonderà nel vostro lui la convinzione che siete una amazzone con i fiocchi, consiste nel portare i vostri polpacci a sovrapporsi alle sue gambe. Se riuscite, al di sopra delle sue ginocchia o, addirittura, le vostre caviglie più su possibile lungo le sue cosce, idealmente fino a che il vostro corpo e le gambe piegate assumano la forma di una perfetta “T”. In questo modo, lavorando bene con i muscoli delle cosce, riuscirete a dargli delle pompate micidiali, dato che le loro contrazioni si rifletteranno automaticamente sui muscoli vaginali, anche se non avete un allenamento specifico. Consiglio di conservare questa variante per la fase dell’orgasmo. Se lo farete venire mentre siete in questa posizione, ed è molto facile che ciò avvenga, oltre a soddisfarlo oltremodo, sentirete le spruzzate di sperma arrivarvi direttamente nell’utero, perciò è molto consigliata anche per chi vuole diventare mamma.

Qualsiasi sia la posizione o la variante che preferite, è comunque essenziale continuare a captare i segnali che provengono da lui: il ritmo del suo respiro, le vibrazioni del suo pisello e la sua durezza, in modo da coordinarli con la vostra eccitazione.

Ricordate che la mia ambizione, che dovrebbe essere anche la vostra, è quella di raggiungere l’orgasmo simultaneamente, sempre che lo desideriate o che non abbiate in mente qualcosa di diverso per il prosieguo dell’amplesso.

Se intendete esplodere insieme nella posizione dell’amazzone, proseguite pompando a dovere il pisellone secondo quanto detto prima. Non dimenticate di alternare il su e giù con la rotazione del bacino, con movimenti più o meno ampi a seconda di come ve lo sentite dentro.

Potete aggiungere altri diversivi, ad esempio sfilarlo quasi completamente tenendo solo il glande tra le labbra della vagina (come vi ho spiegato nella fase di pre-impalamento), anche qui ruotando leggermente il bacino, cercando ovviamente di non farlo uscire completamente.

Fate attenzione però che l’effetto ventosa prodotto dalle labbra della vagina sul glande potrebbe essere micidiale e portare il vostro uomo a eiaculare molto velocemente. Come sta scritto sulle confezioni di molti prodotti: “Usare con moderazione”.

Quando vi sarete divertiti a sufficienza e avete voglia di orgasmo, scegliete la posizione e la variante che vi ha dato più sensazioni e più piacere, rimanendo sempre ben sintonizzate anche su quello che pensate sia piaciuto di più al vostro uomo. La gestione della sborrata del vostro lui è affare delicato, per le implicazioni che ne derivano (possibile gravidanza, a che punto siete nel raggiungimento del vostro piacere, etc.), per cui non mi sento di dare consigli in merito. Posso solo descrivervi ciò che faccio e che provo io quando il mio uomo ha bisogno di venire o che sono io a dover venire e voglio che lui venga insieme a me. Come dicevo prima di iniziare questa lezione, sono in grado di controllare volontariamente i miei muscoli vaginali, potendo quindi muoverli in vari modi. Volendo essere sincera, la prima volta che io e mio marito abbiamo fatto l’amore è rimasto molto impressionato e quasi spaventato da questa cosa. Disse che gli sembravo essere una aliena. Mi chiese: “Ma che cazzo hai lì dentro?”

“Il cazzo è il tuo, amore”, gli risposi. “Ciò che senti intorno sono i miei muscoli e sono il frutto di trent’anni di allenamenti di danza. Ti danno fastidio?” Ora non potrebbe più concepire di fare l’amore con una donna che non ha questa capacità.

Quando ero ragazza e qualche mia collega si lamentava della durezza dei nostri allenamenti, una delle nostre insegnanti ci ripeteva: “Non lamentatevi, ragazze. Oltre a diventare delle brave ballerine, farete molto felici i vostri uomini!” Noi eravamo giovani, quasi tutte vergini e non capivamo cosa intendesse. Comprendemmo dopo il senso delle sue parole.

Questa digressione non vuole rappresentare un mio vanto, ma è stata necessaria per far comprendere ai lettori come soddisfo il mio uomo quando è dentro di me.

Mio marito, quando sta per venire, mi chiede di dargli qualche “colpo di grazia”, al che inizio a fargli qualche giochetto con i muscoli che ho descritto. La sua sensazione è quella di ricevere anche un pompino, in quanto i movimenti gli provocano una sensazione di risucchio e di “leggero frullamento”, simile all’azione di una lingua. Non ricordo che lui abbia mai resistito più di un minuto o due a tale trattamento e, puntualmente, esplode dentro di me con quantità di sperma inaudite. Quei movimenti provocano anche a me l’orgasmo, per cui raggiungiamo l’apice del piacere in perfetta sincronia.

La sensibilità che ho sviluppato all’interno della vagina mi consente anche di percepire chiaramente le vibrazioni e le contrazioni interne del pene che precedono l’imminente orgasmo, e anche le singole schizzate di seme che ne scaturiscono.

Voglio comunque ribadire che tutto ciò non è solo questione di esercizio fisico, ma richiede anche un lungo percorso di auto-conoscenza al di là dei sentimenti, della passione e della libidine.

Per questo motivo leggerete spesso nei miei racconti, dopo la descrizione di un mio orgasmo, frasi del tipo: “...ripresi il controllo della mia mente…” oppure “...la mia mente volava…” perché ricordate che il vero orgasmo, quello che vi segna e dà significato al rapporto sessuale, è quello della mente, che prima parte dal centro del vostro cervello e poi arriva alla vagina, non il contrario.

Ora vi lascio ai racconti di episodi che ho vissuto, da sola, con mio marito e con altre coppie, augurandomi di infondervi la stessa felicità e le stesse emozioni che ho provato io nel viverle.

Nel frattempo, soddisferò il mio amore che è ancora qui, sotto di me, ad ascoltarmi pazientemente con il pisello duro che ha assoluta necessità di ricevere un meritato quanto principesco trattamento.

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