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Erotika
Il mio migliore amico diventa la mia amante · Cap. 5
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Capitolo 5 di 6 18 min di lettura

Inculate a raffica

Non esiste momento della giornata quando stiamo insieme che non mi venga la voglia di fottere Rebecca con grosso strap-on.

Giovanna Esse
4 mesi fa · 1.9k letture · 0

Finalmente è sabato e sono arrivate le vacanze estive sia per me che per Rebecca, infatti questa era l'ultima settimana di lavoro per entrambi.

Per tre settimane voglio staccare il cervello e stare solamente con Rebecca, sarà il nostro più lungo periodo insieme, una vera e propria convivenza.

Mi giro per dargli il bacio del buongiorno ma non lo vedo nel letto, mi alzo, è vestito da cameriera e sta facendo le pulizie di casa, "Buongiorno Amore" mi dice appena mi vede.

Mi prende per mano e mi fa sedere sul divano, poi va in cucina e ritorna con un vassoio con la colazione.

"Come mai sei già sveglia Rebecca?"

"Mi sono svegliata verso le sette che non avevo più sonno, sono rimasta un poco nel letto abbracciata a te fino alle otto che ho iniziato a pulire."

"Potevi chiamarmi, ti aiutavo."

"No eri bellissima e dormivi col sorriso, non avrei mai potuto svegliarti."

Mi riesce ancora a fare arrossire, inizio a mangiare delle fette biscottate e marmellata e una bella fumante tazza di latte.

"Tu hai già fatto colazione Rebecca?"

"No non ancora, la faccio quando finisco di pulire, intanto non manca tanto, solo la camera da letto e il bagno."

Sono talmente mezza addormentata che mi sono anche dimenticata che indosso ancora lo strap-on, quello piccolo, sul vassoio c'è dello yogurt, lo apro "Rebecca, ti puoi venire ad inginocchiare qua davanti per favore." gli dico e lui subito ubbidisce.

Immergo lo strap-on nel vasetto, che quando esce sembra pieno di sperma, lui subito capisce e inizia a succhiarmelo.

Ogni giorno di questa settimana ho pensato molto a quello che mi aveva detto mia madre, ovvero che sono stata io la prima persona ad averlo vestito da donna, non so se questo lui lo sa o se si è dimenticato come ho dimenticato io, ho un po' paura a chiederglielo, ma è giusto che tra noi ci si dica sempre la verità.

"Rebecca ascoltami, ..." lui smette di succhiare il cazzo ma se lo tiene sempre in bocca, "... , forse non credo di averti mai fatto questa domanda, ma tu quando hai iniziato a vestirti da femmina e perché?" lo prendo per mano e lo faccio accomodare sul divano.

"Mi vestivo da femmina fin da quando ero bambino, all'inizio lo vedevo come un gioco ma poi diventò una vera propria passione o ossessione, era, come è anche adesso, tutte le volte che indossavo qualcosa da uomo è come se mi stessi mettendo addosso qualcosa di urticante che mi fa stare male, ma poi quando mi vesto da femmina finalmente mi sento felice. Io sono sato tirato su solamente da mia madre che da sempre venero, volevo essere come lei, bellissima e sempre vestita in modo impeccabile, volevo emularla. Non vedevo l'ora che lei se ne andava e mi lasciava da solo in casa per potermi vestire come lei, ma dopo ero triste perchè volevo che lei mi vedesse. Lei lo ha sempre saputo ma ha sempre fatto finta di niente, fino al giorno che quando avevo tredici anni lei rientrò prima in casa e mi trovo completamente vestito da femmina, io ho incominciato a piangere e avevo molta paura, ma lei invece mi disse "Era da molto tempo che aspettavo finalmente di vederti vestita da femmina" e da quel giorno ha iniziato a trattarmi come se fossi la sua figlia. La mia fortuna è avere avuto una persona che mi ha sempre accettato per quanto vergognoso io possa essere, come anche te Sara che mi accetti così come sono."

"Tu non sei vergognoso sei speciale." gli dico mentre lo bacio sulle labbra.

"Grazie Sara."

"Adesso invece ti devo dire un segreto mio che non sapevo neanche di avere fino a che non me lo ha detto mia madre, e riguarda te. Però se te lo dico mi giuri che non ti arrabbi."

"Non potrei mai arrabbiarmi con te Sara."

"La prima persona ad averti vestito da ragazza sono stata io." mentre glielo dico iniziano a scendermi delle lacrime.

"Si lo so."

"Come fai a saperlo? Come mai io non mi ricordo nulla?"

"Eravamo molto piccoli e io quando venivo a casa tua, tu mi trattavi sempre come se fossi la tua sorellina, io ero felicissima. Ma poi un giorno tu hai smesso, non lo sapevo il perchè, non ho voluto insistere perchè avevo paura di infastidirti. Da quel momento iniziai a vestirmi da solo con i vestiti di mia madre."

"Ma quanti anni avevamo che io veramente non mi ricordo nulla?"

"Avevamo otto anni, ecco perchè non te lo ricordi."

"E invece te perchè te non lo hai scordato?"

"Ci sono delle cose che non si possono dimenticare. Dei bellissimi ricordi che in continuazione pensi e ti fanno tornare il sorriso anche nei momenti più brutti. Io non vedevo l'ora di venire a casa tua per essere la tua sorellina. Quando poco tempo fa sei entrata in camera e mi hai visto vestito da femmina, avevo paura, ma poi ho pensato a quei bellissimi momenti di noi due bambini. Quel ricordo è stato a darmi la forza di uscire dalla camera ancora vestito, oltre ad averti urlato contro che è ancora peggiore."

inizio a piangere.

"Perché piangi Sara, spero di non aver detto nulla che possa a verti in qualche modo offeso."

"No, non hai detto nulla di sbagliato. Piango perchè se ti piace vestirti da femmina è solamente per colpa mia."

"Tu non hai nessuna colpa, anzi ai risvegliato quello che io volevo da sempre essere, una femmina, purtroppo bloccata in questo corpo. Sempre riferito a pochi giorni fa, quando mi hai visto anche te mi hai subito ricominciato a trattare da femmina. Anche in te si è risvegliato qualcosa. Non ti ricordi quei momenti, ma ti ricordi che ti rendevano felice, e ognuno deve essere sempre felice di fare quello che vuole." finito di parlare mi bacia in bocca.

Mi sono molto commossa da quel che ha detto, si alza in piedi e mentre si allontana dice "Dai Sara ora finisci di fare colazione che intanto io finisco di pulire casa, così dopo sei libera di fare quello che vuoi dopo."

"Dove credi di andare!? Non hai finito di mangiare lo Yogurt!" dico in modo scherzosamente arrabbiato mentre verso quello che ci rimane sullo strap-on.

Rebecca ritorna ad inginocchiarsi davanti a me e ricomincia avidamente a succhiare, che bella che è la mia sorellina, migliore amica, e spero compagna di vita.

Rebecca è un ragazzo che si sente una ragazza e piace vestirsi come tale e essere trattato come tale, per quello gli piace il cazzo, perché lo fa sentire ancora più femmina.

Ma invece cosa sono io? Ora che ci penso faccio fatica a saperlo. Sono una ragazza che fino a ieri amava andare a letto con gli uomini e invece ora sono innamorato appunto di un ragazzo che ama vestirsi da ragazza e ho scoperto che mi eccita moltissimo avere un pene anche se purtoppo è finto per scopargli il culo.

Forse io a differenza sua volevo essere un uomo? No, assolutamente no. Forse il mio ultimo ragazzo mi ha dato la conferma che odio ancora di più gli uomini. Rebecca è l'eccezione. Rebecca è speciale.

"Le pulizie possono aspettare." con un dito lo prendo sotto il mento e lo conduco verso la mia bocca "Siediti." lui mette le gambe attorno alla mia vita e col sedere sempre pronto accoglie i miei capricci.

Entro dentro di lui senza fare nessuna fatica, ormai il suo sedere si è abituato a quello grosso, questo quasi non lo sente nemmeno, con le mie mani sulle sue anche inizio a dettare i ritmo, lui mi abbraccia e non smette di muovere la lingua dentro la mia bocca.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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