Dai suoi gemiti e dal suo pene duro come il marmo, capisco che sta per venire, glielo prendo in mano finendolo con una sega, il caldo liquido non tarda a bagnarmela.
La mano ne è completamente piena, è come se ogni volta che lo scopo lui viene sempre di più, gliela mostro davanti e lui subito inizia a leccarmela e pulirla.
Finito tutto lui è stanco dalla cavalcata e si corica sul divano, mi sorride.
"Che bella che sei Rebecca." lui arrossisce, "Quando è che imparerai a truccarti da solo, non posso tutte le volte farlo io."
"Mi piacerebbe provarci ma faccio schifo, mentre tu sei bravissima."
Il suo buco mi guarda, con un dito lo tappo, inizio a muoverglielo dentro, sento che è caldo.
"Rebecca, posso metterti tutta la mano dentro? Mi piacerebbe provarci, ma solo se vuoi."
"Sara, tu con me puoi fare tutto quello che vuoi."
Con fare molto dolce inserisco anche il secondo, poi il terzo, il quarto e per finire il pollice,la mia mano ora è tutta dentro di lui e inizio a muoverla.
Questa è una stranissima sensazione, non riesco a descriverlo il suo interno anche se lo sento con la mano che con fare mai crudele apro e chiudo.
Lui ribalta gli occhi e assume delle espressioni che mi fanno quasi ridere.
"So cosa faremo oggi."
"Cioè Sara, cosa hai in mente?" risponde in modo molto affannato.
"Imparerai a truccarti da solo."
"Ma sono i tuoi trucci, non voglio consumarteli."
"Non dire cose stupide, lo sai che come i mei vestiti anche i miei trucchi sono a tua completa disposizione, quindi ogni volta che vuoi puoi usarli, e se me li consumi ne comprerò di nuovi. Anzi, alla prima occasione che avrò di andare in centro ti comprerò la tua prima troussé."
"Grazie Sara. Ti voglio bene." dice sempre con gli occhi ribaltati.
Tolgo la mano da dentro di lui che è sempre stremato e disteso sul divano, vado in camera e prendo il plug anale e subito gli tappo il sedere.
"Riposati, mia piccola Rebecca, ora finisco io di fare le pulizie."
"Ma Sara..." gli tappo la bocca senza farlo finire."
"Non obbiettare, riposati che dopo tu hai un compito."
Mentre finisco di pulire casa sto pensando che fosse sto diventando un poco sadica, voglio sempre scoparmi Rebecca o vederlo con qualcosa dentro di lui.
Anche adesso che ha il plug anale mi chiedo il perchè io glielo abbia messo, mi è venuto di istinto nonostante me lo ero appena scopato e messo una mano dentro.
Prima lui aveva parlato di risvegliare qualcosa dentro di se, ecco, lui ha risvegliato qesta mia parafilia che io ho sempre voglia di sazziare anche se è senza fondo.
Finito di pulire vado da Rebecca che è graziosa e distesa sul divano.
"Seguimi." gli dico prendendolo per mano.
In camera da letto ho improvvisato una specie di sala trucco occasionale, ho messo un tavolino davanti allo specchio dell'armadio con sopra tutto l'occorrente.
Prima che si siede gli chiedo "Rebecca, se vuoi toglierti il plug fallo pure. E se qualche volta non hai voglia di fare qualcosa, puoi anche dirmi di no, non mi arrabbio micca."
"Lo so Sara, ma a me tutto questo piace e soprattutto so quanto piace a te. Li vedo i tuoi occhi e le tue espressioni che sono bellissime, mi piace sapere che sono io a procurartele."
"Grazie Rebecca, ti voglio bene, ma non voglio che pensi che io ti stia usando in qualche modo."
"Sara tu mi hai dato la felicità, puoi usarmi come vuoi." finendo mi bacia sulle labbra e poi si mette a sedere.
Inizio a spiegargli le basi del truccarsi e lo aiuto, ma senza prendere nemmeno in mano una matita, voglio che lo faccia da solo.
Passa quasi un'ora e il risultato più che a quelli che gli ho sempre fatto io sembra più quello di una drag queen, mi fa ridere.
"Perchè non hai mai pensato di fare la drag?"
"Quella è un'arte, a me piace solamente vestirmi da donna."
"Beh, oggi sarai la mia Drag."
Lo vesto nel modo più eccentrico che mi viene in mente e appena finito lo butto subito nel letto, tolgo lo strap-on che ho sempre tenuto addosso per sostituirlo con quello grosso, posiziono l'altro dentro di me e lo lego alla mia vita.
"Scusami Rebecca ma non riesco a farne a meno."
Lui ride e come fa sempre allarga le gambe e ricomincia la giostra.
Dentro e fuori, dentro e fuori, Rebecca è felice e anche io lo sono.
Mentre lo scopo mi viene in mente una cosa che avrei dovuto dirgli molto prima, con voce affannata dalla mia cavalcata nel suo culo gli dico "Amore, stasera andiamo a mangiare insieme dalle nostre mamme."
Serata in famiglia
"Perché me lo dici proprio adesso? Non mi sembra il momento più adatto." parla con gli occhi ribaltati dal piacere.
"Perché se non te ne sei accorto ti sta chiamando proprio tua madre ora sul cellulare." gli dico mentre prendo il suo cellulare in mano e glielo passo.
Gli risponde, rimango dentro di lui ma smetto di muovermi, sta arrossendo e non riesco a sentire quello che si stanno dicendo, ma conosco bene sua madre e spero che non abbia capito ciò che stiamo facendo dalla voce che ha Rebecca, la cosa un poco mi imbarazza ma mi fa anche ridere.
Attacca il cellulare, "Cosa voleva?" gli chiedo mentre ricomincio ad entrargli dentro con dei colpi secchi.
"Che è felice di vedermi con te stasera..." non lo lascio finire di parlare mettendogli la lingua in bocca.
Lo faccio sedere sul mio fallo, se prima ogni tanto era abbastanza goffo ora sembra quasi una vera attrice porno, il suo sedere si muove dolcemente e quando mi da le spalle lo vedo che lo muove in modo quasi ipnotico.
In volto vedo che sta per venire, con la mano appena in tempo riesco ad evitare che il getto gli possa macchiare i vestiti intercettando tutto il suo caldo liquido.
Come mio solito gliela faccio tutta leccare senza fargli perdere nemmeno una goccia "Mi chiedo come fai a produrne sempre così tanta ogni volta anche a distanza di poco tempo." gli dico ridendo.
Quando ha finito lo abbraccio fortissimo e rimaniamo per diverso tempo uniti insieme, lo accarezzo sulla guancia "Che dolce che sei Rebecca."
Con questo suo trucco come da drag queen che si è fatto da solo, a differenza delle altre volte si vede che è un maschio, lo prendo per mano e lo rifaccio accomodare sulla sedia davanti allo specchio, oggi voglio, anzi vorrei che lo passasse tutto il tempo ad imparare a truccarsi decentemente.
Passano diverse ore dove io in continuazione passo a struccarlo e lui a ritruccarsi, ma il risultato è quasi sempre uguale.
"Hai completamente finito questa tavolozza di trucchi."
"Ti chiedo immensamente scusa Sara, ti avevo detto che non sono bravo a truccarmi. Ti ricomprerò tutto quello che ti ho consumato. Scusa" è triste in volto e mi dispiace, non volevo bacchettarlo ma lui ha inteso questo.
"No, no Rebecca non volevo sgridarti. E non voglio che mi compri nulla, ti ho già detto che sono felice che li usi e che ti stai impegnando."
Gli pulisco nuovamente il volto, lui riprende in mano il pennello, ma questa volta gli tengo stretta la mano e come da brava amica lo aiuto.
Il risultato è finalmente decente, ora passo ai capelli.
"Rebecca, posso chiederti perchè ti lasci i capelli lunghi?"
