Arriviamo davanti la casa di mia mamma, parcheggio la macchina, Rebecca è un poco tesa, gli stingo la mano, "Non avere paura, sei bellissima."
"Mia mamma mi ha già visto molte volte vestito da femmina, ma tua madre per lei sarà prima volta che mi vedrà così, senza contare quando eravamo piccolini. Io ho veramente paura che non mi accetti."
"Ti ho già detto che sa tutto, non ti devi fare dei pensieri strani. Sii te stessa e tutto andrà bene. Resta sempre dolce come sei."
Suono il campanello, vengono subito ad aprirci, noi le raggiungiamo ci abbracciano.
"Ma come siete belle."
Entriamo in casa e andiamo in sala da pranzo dove la tavola è già imbandita.
All'inizio c'è un poco di silenzio generale, ma che viene interrotto dalla sua mamma "Quindi ora amore mio ti devo chiamare Rebecca?"
"Si è questo il nome che mi ha dato Sara e mi piace molto."
"Ti sta molto bene, anche io ti chiamerò così."
"Grazie mamma."
"Ti chiamerò anche io così allora." dice mia madre.
"Grazie molte."
"Sei anche vestita molto bene, se non ti avessi praticamente visto crescere penserei che sei una ragazza." lui arrossisce, ma io da sotto il tavolo tiro un calcio a mia madre per la cosa poco conveniente che ha detto.
"Tutto il merito è di sua figlia Sara che nonostante quello che sono mi vuole bene e ogni giorno mi rende felice e si prende cura di me."
"Sara posso chiederti come lo hai scoperto?" mi chiede sua madre.
"No, se prima Rebecca non mi da il permesso di dirlo." lui annuisce con la testa e mi fa capire che posso dire tutto quello che è successo tra noi due, "Io come sapete è da diverso tempo che abitavo da lui dopo aver perso la casa che si è tenuta quel maledetto del mio ex. Un sabato, adesso non ricordo di preciso il giorno, ho dimenticato il cellulare in casa sua. Sono corsa a prenderlo ed è stato li che lo ho visto interamente vestito da femmina. Entrambi ci siamo messi a piangere, lui perchè lo avevo visto e io perchè sapevo di averlo ferito. Ma lui appena ha sentito che avevo iniziato anche io mi è venuto incontro ancora vestito chiedendomi scusa per avermi urlato contro. Lo ho visto, era bellissimo, mi faceva tenerezza come lo fa anche ora. In me si era accesa qualcosa, una voglia di farlo essere femmina come anche la voglia di aiutarlo ad esserlo. Lui, anzi Rebecca mi ha sempre aiutato, mi ha messo sempre davanti anche a se stesso, mi ha dato un tetto quando non ne avevo uno e per tutto il tempo fino a quel giorno mi ha fatto dormire sul letto mentre lui era sul divano. Da dopo quel giorno lui si veste sempre da femmina e io lo aiuto a truccarsi."
"Non ti da fastidio questo vizio di mio figlio?"
"Assolutamente no. Anzi, più che vizio è diventata la nostra quotidianità, amo vederlo felice e amo vederlo vestito come una ragazza, che per me è a tutti gli effetti se vuole esserlo. Poi come le avevo già detto quando sono venuto a prendere l'abito da sposa, so di essere stata io la prima ad averlo vestito così ed a fargli scoprire questo suo lato, ed è giusto che io gli stia vicino, non perchè ho dei sensi di colpa per una cosa che non mi ricordo, ma perchè lui è il mio migliore amico, anche ora che stiamo insieme. Sono sempre stata cieca, ho cercato dei ragazzi che si sono rivelati sempre delle bruttissime persone, lui è l'unico che mi ha sempre trattato bene e solo ora me ne sono reso conto del tutto. Nella vita bisogna trovare qualcuno con cui stare bene e io sto bene con lui femmina o maschio che sia o che si sente."
"Grazie Sara." mi dice Rebecca mentre dai suoi occhi iniziano a scendere delle lacrime.
Continuiamo a parlare di molte cose ma sono tutte incentrate su Rebecca, mia madre da come si sta comportando sembra molto felice, nonostante la strana coppia che siamo.
"Posso farvi una domanda ad entrambe?"
"Si dicci Sara."
"Come mai non mi ricordo nulla di quando lo vestivo da femmina?"
"Perchè eri molto piccola ed è facile che non ti ricordi tutto."
"Si ma però perchè Rebecca invece se lo ricorda? Come mai lui non ha mai smesso di vestirsi da donna mentre io mi sono dimenticato che lo vestivo e lo trattavo come la mia sorellina?"
"Si vede che non era una cosa importante per te e per questo non la ricordi."
"Non è vero, sono sicura che me lo ricorderei di questo e sono sicura che non ho smesso così all'improvviso di vestirlo da ragazza, qualcosa è successo."
Loro non rispondono e non ci guardano negli occhi.
"Che succede? Potete rispondermi per favore?"
"Avevamo giurato che non ne avremo mai più parlato, anche perchè per colpa di quel fatto per molto tempo abbiamo smesso di vederci io e lei." dice mia madre.
"Che cosa è successo?"
"Arrivate a questo punto è giusto che lo sappiate entrambi, ma non voglio che dopo quello che vi diremo tra voi due si possa rovinare qualcosa."
Stringo forte la mano a Rebecca, "Qualunque cosa sia successa non rovinerà quello che c'è tra noi due."
"Come sapete entrambe tra noi due era nata una storia, eravamo migliori amiche ed essendo sole avevamo iniziato anche a frequentarci e la nostra amicizia diventò qualcosa di più. Avevamo anche pensato che potevamo vivere tutte sotto lo stesso tetto e sarebbe stato bellissimo."
"E perché non è successo?"
"Ci sto arrivando Sara, abbi pazienza. Noi due facevamo l'amore, mentre te come passatempo lo vestivi da ragazzina. Abbiamo sempre pensato che fosse un gioco innocente, ma Rebecca iniziò sempre di più a sentirsi una ragazza. Sua mamma mi ha sempre detto che sapeva che di nascosto metteva i suoi vestiti. Ti avevo detto di smetterla di vestirlo così e di giocare a qualcos'altro, ma niente, te non mi ascoltavi e ogni volta che tornava da noi tu lo ricominciavi sempre a trattare da femmina. Fino a che un giorno dopo che noi avevamo finito di farlo, lei andò a prendersi Rebecca per tornare a casa. Fu allora che vedemmo quella scena."
"Che scena?" dico io tutta tesa.
"Lascia che da qua continuo io a raccontare." dice la mamma di Rebecca "Apro la porta e vedo lui disteso tutto truccato vestito con solamente il tuo intimo. Tu Sara gli tenevi aperte le gambe e due delle tue dita erano dentro al suo sedere, le muovevi avanti e indietro e mio figlio stava ribaltando gli occhi dal piacere. Siamo corse a fermarvi, ti avevamo chiesto dove avessi imparato a farlo e ci dicesti che avevi visto noi due che di nascosto facevamo l'amore e volevi farlo anche te con lui. Abbiamo litigato tra di noi e per molto tempo non ci siamo nemmeno parlate, vi abbiamo fatto andare anche dalla neuropsichiatra infantile. Da quel giorno eravate diventate sempre tristi, sapevate che non vi sarete più riviste, prima eravate quasi gemelle e noi vi abbiamo divise. Passarono credo due o tre anni e a me mancava la mia migliore amica come a te Sara mancava mio figlio, provammo a rivederci e tu Sara lo avevi smesso di vestire da femmina perché sapevi che se lo facevi non lo avresti più rivisto e te ne dimenticasti anche. Ma la mia Rebecca invece non se lo dimenticò mai e a tredici anni quando lo vedetti interamente vestito come me ho accettato che non avrei mai avuto un figlio, ma una bellissima figlia e da allora la ho sempre trattata come lei voleva essere trattata, ovvero da femmina."
"Gli avevo messo due dita nel sedere?"
"Si, e ripeto che fu per quello che noi smettemmo di vederci, per paura che Rebecca potesse diventare qualcos'altro."
"Qualcos'altro in che senso?"
"Pensavo che a stare solamente circondato da femmine lo avrei come obbligato ad essere gay, anche se lui mi ha sempre detto che gli piacciono solamente le ragazze."
"Rebecca ti chiedo scusa a nome di entrambe." dice mia madre.
Rebecca che fino ad ora non ha aperto bocca ed ha sempre ascoltato con la testa bassa si alza in piedi "Non vi dovete scusare di niente. Io sono un ragazzo, e so di esserlo e so anche che sono la vergona di mia madre che ha avuto un fallimento di figlio come sono io. Ho sempre fatto fatica a fare amicizia per il mio comportamento, Sara è l'unica che non mi ha mai abbandonato e io mi sento perennemente in debito con lei. Signora sua figlia è la persona più importante che esiste nel mio mondo e per lei farei di tutto anche gettarmi in un vulcano se servisse a salvarla e ti chiedo scusa se non sono il maschio alfa grande e muscoloso che si merita, ma ti posso giurare una cosa. Sua figlia la amo più della mia stessa vita. Mentre te mamma, mi dispiace che per te non sono mai stato un vero figlio ma una femminuccia e mi dispiace se tutte le volte che mi assecondavi nei miei vizi magari ti facevo schifo o ti deludevo, ma io posso dirti che per me sei stata la migliore mamma che io abbia mai potuto avere, amando per davvero o per finta un figlio come me."
