Capitolo 1 - Una nonna davvero porca!
La matura signora ama il giovane stallone!
7 ore fa
Mi chiamo Luca, ho 20 anni compiuti da poco, sono alto 1,85, capelli biondi, occhi azzurri e ho un bel fisico scolpito da anni di nuoto. Vivo ancora con la mia famiglia e studio alla facoltà di architettura. La mia famiglia è composta da Carlo, mio padre, un bell'uomo di 45 anni, con un bel fisico ben curato. Poi c'è Anna, mia madre, che ha anche lei 45 anni. È una bella donna alta, bionda, con gli occhi azzurri e un bel seno tondo, alto, con dei capezzoli ben pronunciati e nonostante la gravidanza ha un bel ventre piatto ed uno splendido culo tondo e sodo che sormonta delle cosce lunghe e snelle. Da quando il nonno non c’è più, nonna Flavia è venuta a vivere insieme a noi. Lei ha sessanta due anni, essendo rimasta incinta molto giovane ha partorito a mio padre che non aveva neanche 18 anni, Oggi si trova ad essere una splendida signora con un corpo veramente da fare invidia a tante donne ancora più giovani di lei. È un po' più bassa di me, e il suo corpo è ben modellato e il suo seno è una terza misura che ancora è bella tonda e soda, e il suo splendido culetto attira molto lo sguardo di molti maschi. È una donna allegra e solare, ed io essendo figlio unico sono viziato dalla mamma e dalla nonna. Ho un discreto successo con le donne, e ammetto che la figa non mi manca anche perché sono dotato di un bel gioiello tra le gambe ben al di sopra della media sia in lunghezza, io ero quasi la ventina di centimetri che in circonferenza essendo di notevole spessore ho la cappella un po' piccola e con tutte le ragazze con cui sono stato si sono divertite molto perché ho anche una notevole resistenza. Con un bel giro di ragazze non ho mai preso in considerazione le donne della mia famiglia fino ad un giorno in cui ho fatto una scoperta alquanto interessante. Ricordo che tornai a casa prima del tempo, uno sciopero dei docenti, ed entrai in casa senza bussare, pensai che nonna di sicuro fosse uscita per fare la spesa. Entrando mi sono subito diretto in camera mia e per farlo dovevo passare davanti a quella di nonna. Mentre passavo davanti alla sua porta sentii dei lamenti venire dalla camera. Ho subito pensato che la nonna si sente male. Stavo per entrare quando il lamento si trasformò in un gemito di godimento. Cercai di sbirciare attraverso lo stipite della porta socchiusa e rimasi basito per quello che riuscii a vedere: nonna, era distesa sul letto a cosce aperte e si scopava un cazzo in lattice. Guardando quella scena mi eccitai, tirai il cazzo fuori dai pantaloni e iniziai a farmi una sega. Mi sono goduto un po’ la scena e già pensavo a sborrare quando lei avendo raggiunto un nuovo orgasmo si alzò dal letto per uscire dalla sua camera. Mi sono rintanato in bagno e ho visto che aveva quel grosso cazzo in mano, e pensai dentro di me che adesso farà una figura di merda entrando in bagno e trovandomi. Invece lei entrò nella camera dei miei e usci poco dopo senza niente. Uscii silenziosamente e poi rientrai facendo rumore.
«Luca sei tu? Da quando sei tornato?»
«In questo momento nonna, mi prepari qualcosa per favore?»
«Sì, vieni ho fatto un dolce.»
Andai in cucina, mi passo sia il caffè che il dolce. Mentre mangiavamo la osservavo e mi resi conto che era ancora una bella donna e per quello che avevo visto prima anche sotto ai vestiti non era niente male e stranamente ho realizzato che per la prima volta la guardavo come donna e non come la madre di mio padre. Lei se ne accorse.
«Che hai da fissarmi? Cosa ce? Vuoi dirmi qualcosa? Hai problemi? Confidati.»
In verità non sapevo cosa dire o fare era sempre la madre di mio padre. Non potevo certo dirle cosi su due piedi che desideravo scoparmela. Come fare? Una mossa sbagliata e avrei rovinato tutto lo splendido clima che c'era tra di noi. In effetti tra noi due c'è sempre stata una complicità notevole e come ho detto mi ha sempre viziato e appoggiato e coperto ogni mia marachella quindi ero molto titubante a rivelare il motivo per cui la stavo guardando. Poi fu lei a venirmi incontro.
«Luca vuoi venire con me domani pomeriggio?»
«Dove devi andare?»
«Nel mio vecchio appartamento. Ho pensato di darlo in affitto, voglio prendere gli oggetti personali.»
«D’accordo vengo, cosa non farei per la mia nonna preferita.»
Subito si è schernita e mi ha guardato un attimo con la faccia brutta fingendo di essere adirata con me.
«Basta! Mi fai sentire una vecchia e poi sono l’unica nonna vivente.»
Io ci ho scherzato su.
«Non ti lamentare! Sei mia nonna a cui voglio bene e non sei una vecchia. Sei stupenda!»
La presi per i fianchi, prima gli diedi un bacio sulla fronte con la scusa di baciarle la guancia, finsi di essere impacciato e la baciai sulla bocca. Non si sottrasse, mi guardo strana, non persi il coraggio.
«Sei bella! tanto bella che mi fai impazzire!»
E la baciai di nuovo a fior di labbra. Lei sorrise contenta.
«Ma lasciami perdere! Tu sei giovane e bello, fai girare la testa alle ragazze. Cosa vuoi da una vecchia come me?»
«Baciarti!»
Non gli diedi il tempo di replicare che gli misi la lingua in bocca e la tenni ferma. Rimase per qualche istante immobile senza fare nessuna reazione e io ho interpretato questa sua passività come un momento di indecisione poi, lentamente si rilassò e iniziò a contraccambiare. Si era rilassata non cercava di respingermi, iniziai ad accarezzarle il culo, gli sollevai il vestito, era senza mutande. Passai le dite tra le natiche, gli stuzzicai il buco del culo. Tentò quasi un'ultima inutile difesa forse più per salvare la coscienza o le apparenze.
«Luca, non possiamo, sono tua nonna.»
Ho intuito che era in procinto di capitolare e così ho insistito.
«Che importanza vuoi che abbia? Siamo persone adulte e consenzienti e soprattutto tu sei una bella donna ed io ti desidero! Voglio solo godere il tuo corpo e farti godere! Questo e quello che conta!»
Gli chiusi la bocca di nuovo, mi sbottonai i pantaloni, gli feci prendere il cazzo non si rifiutò. Rimase piacevolmente sorpresa nel trovarsi tra le mani la mia verga dura e grossa.
«Accidenti amore mio che bel cazzo che hai! Devo dire che sei il degno erede di tuo nonno! Anche lui aveva una bella mazza grossa come la tua!»
Misi un dito nella fica dopo un po’ che ci masturbavamo a vicenda, l’allontanai, la feci girare, lei capi, appoggio le mani sul tavolo, si piegò in avanti e io gli sollevai la gonna.
«Nonna hai un bel culo. Oggi no, ma un altro giorno, gli facciamo una visita!»
Guidai il cazzo, entrai in lei era bagnata, scivolo dentro con felicità.
«Scopami mio caro, quanto tempo che questa mia fica non riceve un cazzo. Fottimi, fammelo sentire nello stomaco. Che bello, dai così mi piace, poi sborrami in fica… che bello, si, cosi.»
Ho preso a pomparla con un ritmo bello e sostenuto e lei ha iniziato a godere un orgasmo dopo l'altro continuando ad incitarmi a scoparla più forte.
«Amore mi fai venire! Continua ti prego! Continua che vengo! Luca vengo!»
Ho continuato a pomparla ancora un po', e dopo un ennesimo orgasmo, lei stessa mi ha esortato a sborrare.
«Amore mi fai godere ancora! Però ti prego vieni! Non abbiamo molto tempo! Ti prego sborrami dentro! Fammi sentire ancora il piacere del maschio che inonda la mia vagina!»
Le ho dato altri colpi sempre più veloci e poi sono venuto dentro di lei.
«Nonna sta sborrando! È meraviglioso sborrarti dentro!»
Sono rimasto piantato dentro di lei e mi sono svuotato nel suo ventre. Lei mi ha lasciato schizzare a mio piacimento, poi si è sfilata e mi ha guardato dritto negli occhi.
«Caro, mi spieghi come ti è venuto in mente di scoparmi?»
La sua voce era calma, il suo tono tranquillo, sembrava più curiosa che altro.
«Devo essere sincero con te. Sono entrato in casa c’era silenzio e ho pensato che eri uscita. Passando vicino alla tua camera ho sentito un sospiro, ti ho visto che ti scopavi il cazzo di gomma. Mi hai fatto arrapare così tanto che, non ho resistito a volerti scopare. Era il momento giusto, eri ancora eccitata.»
Mi ha sorriso e mi ha fatto una carezza sul viso.
«Sarei una ipocrita se dico che non mi sia piaciuto. Va bene e andata. Ammetto che prima quando l’ho preso in mano e l’ho sentito mi sono resa conto che è un cazzo di tutto il rispetto. In fica l’ho sentito eccome! Mi sono sentita piena. Tiralo fuori, adesso che l’ho avuto mi rendo conto che voglio assaporare ancora un poco il cazzo che mi ha fatto godere.»
L’ho tirato fuori di nuovo. Era in uno stato di semi rigido.
«E veramente un bel cazzo! Davvero un bel cazzone!»
Lo prese, lo accarezzò, e subito iniziò a crescere. La ha voluto in bocca. Si è messa in ginocchio e ha iniziato a leccare l’asta, e ha umidirla con saliva. Ha preso la cappella tra le labbra, usando bene la lingua; leccando ci girava intorno. Spinsi delicatamente per entrare del tutto e lei capì cosa desideravo. Ne prese quel tanto che le era possibile. Iniziai ad andare dentro e fuori, presi la sua testa tra le mani e gli scopavo la bocca. Nonna da troia esperta prese le palle e le accarezzava, capiva il momento in cui ero in procinto di sborrare, e le stringeva così mi ritardava. Si è gustato nel mio membro in bocca ancora un poco, e più di una volta se lo è infilato tutto giù nella gola dimostrando di essere una vera pompinara.
«Brava ingoiano tutto! Mi fanno impazzire le donne che me lo prendono tutto in gola! Tu sei l'unica che riesce a farlo sparire tutto nella bocca! Sei una pompinara meravigliosa!»
Ha continuato a leccarlo e a succhiarlo poi ad un tratto ha sollevato lo sguardo e per un attimo se lo è sfilato dalla bocca.
«Adesso amore fammi bere! Vorrei prolungare questo gioco all'infinito ma è già molto tardi quindi ti prego sborrami in gola perché è una cosa che mi manca da tanto tempo!»
Immediatamente lo ha rimesso in bocca, e ha preso a succhiare la punta mentre con entrambe le mani mi segava velocemente ed io ad un tratto è iniziato a schizzare in bocca tutto il mio piacere.
«Sborro! Sto sborrando! Vengo! Bevi tutto fino all'ultima goccia!»
Lei ha golosamente raccolto fino all'ultima stilla del piacere che è sgorgata dal mio membro. Una volta che ci siamo ricomposti sono stato io a farle una domanda.
«Nonna dimmi, ti ho visto che al momento che hai finito con il cazzo di gomma l’hai riportato nella camera della mamma, perché? Pensavo che fosse tuo!»
Mi ha guardato e risposto seriamente.
«Mi raccomando di non farne parola. Tuo padre non ce la fa più, non so cosa gli è successo, credo che abbia un problema di disfunzione erettile momentanea, e così tua madre che è ancora giovane, si arrangia cosi. Certo, è bella e su questo sarai d’accordo con me. Ha degli uomini che ronzano intorno per portarsela a letto, è ovvio, ma non vuole evidentemente tradire tuo padre.»
Annuisco.
«Si è davvero bella! Un gran bel pezzo di fica!»
Nonna ha sorriso.
«Ma sei davvero un porco senza limiti! Adesso mi vuoi far credere che hai messo gli occhi anche su di lei?»
Le ho sorriso e ho subito cercato di cambiare discorso trovandomi leggermente in imbarazzo.
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