Capitolo 1 - Un ragazzo molto prespicace!
certe offerte NON si rifiutano mai!
7 ore fa
Mi chiamo Mauro, ho 23 anni, sono alto, moro con occhi scuri, un bel fisico scolpito da anni di arti marziali. Sono uno studente della facoltà di ingegneria informatica e, modestamente, ho anche un buon successo con le donne, perché, tra le gambe, ho la fortuna di avere un membro lungo oltre una ventina di centimetri, ma soprattutto di notevole spessore, che spesso stupisce le ragazze che se lo son trovate davanti alla faccia. Vivo con Giulia, mia madre, una splendida donna di 45 anni, alta e bionda, occhi chiari, un bel seno alto e tondo di una terza piena ed un bel fisico snello, curatissimo per estenuanti sedute tra palestra e pilates! Il suo culo, poi, ha la particolarità di attrarre lo sguardo dei maschi per quanto è provocante e le sue cosce sembrano due colonne di marmo. Lavora come vice direttore, responsabile della progettazione, in una grossa ditta di costruzioni e, di recente, mi ha informato che si prospetta l'ipotesi di un avanzamento di carriera, in quanto, a breve, dovrebbe liberarsi un posto da direttore, ma tutto dipende dalla volontà del suo capo, che è un po' quello che si dice pappa e ciccia con il presidente. Sembra tenere molto a questa sua promozione e, vivendo ormai da più di 10 anni da sola, dopo il divorzio con mio padre, che ha preferito abbandonarla per una ragazza ancor più giovane di me, il nostro rapporto si è rafforzato al punto da diventare qualcosa di molto intimo e confidenziale. Noi due riusciamo a parlare di tutto; in genere lo facciamo la sera, a cena, quando lei si rilassa e mi racconta tutti i momenti salienti della giornata; è la stessa cosa che faccio anch'io con lei. È strana questa nostra confidenza, perché, anche se qualche volta potrebbe crearci dell'imbarazzo, specie quando parliamo di persone con cui abbiamo esperienze sessuali, in realtà lei con me lo fa in maniera molto aperta.
«Mauro, capisci che questo è il mio treno! Se perdo questa opportunità di promozione, tutti questi quindici anni che ho lavorato in questa compagnia, saranno buttati all'aria.»
Io l'ascolto sempre con molta attenzione e cerco sempre di consolarla, ma, nello stesso tempo, anche spronarla.
«Mamma io credo che te lo meriti. Non capisco perché dici che il tuo capo dovrebbe ostacolarti! Oltretutto sei una bella donna e.... voglio dire, anche il fascino femminile dovrà pur avere il suo peso!»
Lei sorride e scuote il capo un po' sconsolata.
«Con Paolo? Quello è un marito integerrimo, fedelissimo a sua moglie e, soprattutto, per quello che ne so, non ha mai dato confidenza a nessuna delle altre impiegate! No, son assolutamente sicura che con lui il fascino femminile non funziona, perché ha una bella moglie e non ha mai fatto una battuta fuori posto o detto qualcosa che potesse, in qualche modo, lasciar pensare che possa esser interessato ad approfittare di certe "agevolazioni", che fanno parte della posizione che occupa.»
Passano circa una ventina di giorni dopo questa ennesima chiacchierata e la situazione ancora non si sblocca. Tutto cambia un pomeriggio, quando mia madre mi prega di passare a prenderla nel suo ufficio, perché vuole che l’accompagni presso una concessionaria, dove dobbiamo, per forza, acquistare un'auto nuova, in quanto quella che lei sta usando al momento è giunta ad un punto di non ritorno. Arrivato all'ingresso, il portiere sa del mio arrivo, in quanto mamma lo ha avvisato; così mi invita a salire direttamente al terzo piano, dove è ubicato il suo ufficio. Giunto al piano, vengo accolto da una giovane segretaria, anche lei a conoscenza del fatto che sarei passato a prender mia madre e, quindi, mi prega di attenderla facendomi accomodare nel suo ufficio. Quando entro, invece di trovare mia madre, trovo un signore sulla cinquantina, alto, bella presenza, occhi scuri, capelli brizzolati, ben vestito; con un modo molto garbato, mi saluta.
«Lei deve essere Mauro, il figlio di Giulia! Io sono Paolo, un suo collega; sapevo del suo arrivo perché informato da sua madre, ma lei è momentaneamente impegnata a far un sopralluogo in un cantiere e mi ha incaricato di dirle che dovrà aver la pazienza di attendere un po'.»
Mi osserva e mi scruta dalla testa ai piedi; vedo che, mentre mi guarda, si lecca le labbra. Resto per un lungo istante a fissarlo e mi rendo conto che devo aver suscitato il suo interesse, perché è come se mi stesse facendo una radiografia totale. Rompe il silenzio parlando del più e del meno e, soprattutto, si informa sulla mia vita.
«Sapevo che Giulia aveva un figlio, ma non immaginavo fosse un bel ragazzo come lei! E poi: che fisico! Complimenti! Con un fisico così farà strage di donne!»
Stranamente questa conversazione mi incuriosisce e mi rendo conto che, dentro di me si accentua il sospetto che questo signore sia molto interessato a me come maschio. Lo osservo e trovo che sia un bell'elemento, così decido di dargli corda.
«Diciamo che ci son voluti anni di palestra per avere un fisico così, e ammetto che suscito l'interesse di molte persone!»
Lui mi guarda dritto negli occhi e continua ad inumidirsi le labbra, poi mi fa qualche domanda sul rapporto che ho con mia madre.
«Mi fa piacere che Giulia abbia un bel ragazzo per figlio e spero che tra di voi il rapporto sia veramente tranquillo e sereno. Lei vuole molto bene a sua madre?»
Il sospetto che quest'uomo voglia qualcosa da me, diventa molto più concreto ogni minuto che passa e così decido veramente di assecondare le sue richieste.
«Io adoro mia madre! Farei qualunque cosa per lei! Non solo è la donna che mi ha messo al mondo, ma è anche la persona per me più importante della mia vita!»
Lui si avvicina, mi fissa dritto negli occhi e poi scopre un po' le sue carte.
«Mi fa molto piacere sapere che, come figlio, vuoi molto bene a tua madre. Mi piacerebbe prendere un caffè con te in un momento con più calma e, soprattutto parlare di cosa sei disposto a fare per tua madre. Lei si trova ad un bivio molto importante per la sua carriera e, sicuramente, il tuo appoggio potrebbe esser determinante.»
Mi guarda come se volesse baciarmi e, stranamente questa cosa non mi dà nessun fastidio, perché non è la prima volta che un maschio mi bacia. Ho già avuto qualche esperienza bisex, ma non con un maschio così maturo; in genere è capitato con qualche coetaneo, cui è piaciuto gustarsi il mio cazzo.
«Per me non ci son problemi! Mi dica quando lei ha tempo!»
Vedo i suoi occhi che brillano e, dopo un attimo di riflessione, mi fa una proposta.
«Potremmo cenare insieme domani sera? È venerdì ed io avrei una certa libertà per tutta la serata.»
Sorrido, perché ormai ho capito come andrà a finire la serata e confermo tutta la mia disponibilità. Lui mi dà appuntamento per la sera dopo in un bar vicino al centro e poi, dopo avermi dato ancora un'ennesima occhiata, si avvicina e mi saluta.
«Allora ci vediamo domani sera! Sono sicuro che se vieni non resterai deluso! Ma, cosa più importante, vedrai che non resterà delusa nemmeno tua madre!»
Esce dall'ufficio ed io resto un po' a rimuginare su quelle sue parole, ma i miei pensieri vengono subito interrotti dall'arrivo di mia madre, che mi lancia le braccia al collo.
«Amore mio, scusami! Abbiamo dovuto fare questo sopralluogo, perché avevo la netta sensazione, che poi si è rivelata esatta, che qualcuno non avesse rispettato alla lettera il mio progetto! Dai, andiamo, altrimenti faremo tardi!»
Andiamo insieme presso la concessionaria dove siamo attesi da un addetto alle vendite per l'acquisto di una vettura nuova e, dopo una lunga ed estenuante trattativa, dove, ho potuto notare quanto mia madre, in maniera alquanto maliziosa, ha fatto valere il suo aspetto fisico, accavallando spesso le gambe e mettendo in evidenza la sua procacia; siamo riusciti a stipulare un buon accordo per avere una vettura nuova che arriverà tra una decina di giorni. Felici di questo, andiamo a cena e lei è tutta contenta per la riuscita di questa operazione. La sua allegria si protrae anche a cena, poi, mentre torniamo a casa, il suo buon umore viene leggermente affievolito dalla vicenda della promozione.
«Vedi, anche oggi ho dovuto fare il lavoro per conto di un altro! Spettava a quello che sta per andare in pensione fare queste verifiche! Capisci che, per me, questa promozione significa aver accesso in una cerchia ristretta di persone con poteri decisionali e, soprattutto, anche in una posizione invidiabile. Ci tengo a questo posto, ma... non ho ancora capito perché Paolo non si decide a dirmi se posso crederci o meno.»
Vorrei dirle dell'appuntamento che ho con lui la sera dopo, ma preferisco prima avere altre carte in mano e, soprattutto, la certezza di poterle essere d'aiuto e non caricarla di altri pensieri, che la farebbero star solo male. La sera dopo, mi reco all'appuntamento; lo vedo arrivare tranquillo e sicuro. È ben vestito ed elegante; dopo un leggero aperitivo, con un sorriso stampato sulle labbra, mi invita a salire sulla sua potente Ferrari e, dopo aver percorso un bel tratto di strada, durante il quale parliamo del più e del meno, raggiungiamo un piccolo ristorante ubicato fuori città, sulle colline e, mentre consumiamo la cena, lui scopre le sue carte.
«Tua madre è una donna molto in gamba! Sia io, che il presidente, siamo convinti che è il posto, che a breve si libererà, spetti a lei! Naturalmente, ti dico queste cose perché, dal primo istante che ti ho visto, ho desiderato chiederti qualcosa.»
Sorrido mentre sorseggio un po' di vino.
«Mi fa piacere sapere che avete già preso una vostra decisione, quindi, sono molto incuriosito perché mi hai chiesto di venire a cena qui con te; cerco di capire in che modo potrei esser d'aiuto a mia madre.»
Lui sorride in maniera molto sorniona e, dopo un breve momento di riflessione, scopre le sue carte.
«È una cosa che mi è venuta in mente quando ti ho visto entrare nell'ufficio di tua madre. Mi hai detto che sei disposto a fare qualunque cosa per lei e quindi, quello che sto per chiederti è qualcosa che comunque non avrà il suo peso nella nostra decisione, che oramai è già presa, ma devi sapere che io ed Augusto, il presidente della nostra compagnia di costruzioni, ogni tanto ci prendiamo qualche piccolo svago e lo facciamo in maniera discreta e molto riservata. Ecco, voglio dire, che tu saresti l'elemento giusto per passare una bella serata insieme a noi.»
Sorrido, mentre lo guardo e, per un attimo, fingo di non aver capito.
«Volete passare una serata con me? Cioè voglio dire: io... Scusa ma non capisco?»
Lui sorride, perché ha capito che sto facendo solo un po' di manfrina.
«Mauro sei un ragazzo intelligente e non puoi non aver capito di cosa sto parlando. Noi due siamo persone molto in vista e non possiamo permetterci situazioni compromettenti, ma, nello stesso tempo, ci piace anche un po' di rischio! Io sono felicemente sposato, amo mia moglie ed Augusto ha una moglie ed una figlia, che lo adorano, ma, ogni tanto, a noi due, piace passar dei momenti insieme, in maniera alquanto intima. La cosa diventa molto più interessante, quando possiamo coinvolgere nel nostro divertimento un bel ragazzo come te!»
Sorrido contento, perché ora finalmente ha messo le carte in tavola.
«Ok, ho capito! Ti assicuro che non ho nulla in contrario! L'unica cosa che vorrei capire: quale dovrebbe esser il mio ruolo!»
Paolo sorride contento, si alza e mi invita a seguirlo. Paghiamo il conto e ce ne andiamo; anziché tornare verso la città, proseguiamo verso la montagna, che non dista molto dal luogo dove siamo andati a cena. Dopo una decina di minuti di strada, ci troviamo davanti ad una villetta immersa nel verde; lui dà un piccolo colpo di clacson e subito il cancello si apre; una volta entrati, si richiude dietro di noi. Prima di scendere, lui mi guarda un attimo dritto negli occhi.
«Come ti ho detto ci piace giocare un po' in maniera tranquilla e riservata e qui è molto intimo e riservato. Il tuo ruolo lo decideremo insieme tutti e tre!»
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