Capitolo 2 - Una zoccola rampante!
Il successo nel lavoro ad ogni costo!
3 ore fa
«Ciao, Alessia, scusa ma volevo dirtelo a caldo. Marcello, quando sei andata via, mi ha detto che gli sei piaciuta tanto. Anche Alessandra ha avuto ottime parole per te: quindi meglio proprio non poteva andare! Io avrò la supervisione dell’agenzia e tu la sezione che liquida tutti i danni: sarà tutto in mano tua! Che colpo fantastico, no? Che ti avevo detto? Abbiamo dovuto sottoporci a qualche sacrificio, certo, ma vedi che risultati abbiamo ottenuto? Marcello verrà la prossima settimana assieme a Giorgio, il responsabile delle risorse umane per stilare il tuo contratto.»
Mia moglie sorride e gli risponde.
«Alla faccia del piccolo sacrificio! Hai visto che manganello che ha Marcello? Mi ha quasi sfondata tutta! Per fortuna, stasera Franco deve completare un progetto, perché se avesse voglia di far sesso, dovrei negarmi; sono ancora tutta indolenzita. Marcello non è certo come il vecchio Giovanni, che me lo metteva nel culo una o due volte al mese. Lui, con un colpo solo, mi ha fatto godere quanto Giovanni in cinque anni. E anche quello, è stato per colpa tua! Se ti fossi decida a dargli il culo, non sarebbe venuto a cercare il mio!»
Marisa se la ride, divertita, e poi commenta a sua volta.
«Ma tu senti che ingrata?! Ed io che l'ho fatto per te? Sapevo che a lui piaceva il tuo culo e, in cambio, sei diventata liquidatrice; quindi, di che ti lamenti? E poi, il mio culetto è ancora vergine e così deve restare! Di cosa ti lamenti tu? Credi che leccare e far godere quella puttana di Alessandra sia stato più facile? Quella troia non veniva mai, ma, alla fine, l'abbiamo spuntata noi!»
Alessia ride divertita e poi saluta l'amica, dandole appuntamento al giorno dopo. Sono sbalordito. Ho come un senso di vertigine e, quasi a fatica, riesco a tornare nel mio ufficio, mettermi seduto sulla poltrona dietro la scrivania, restando immobile, incapace di fare qualunque cosa. Di colpo mi è crollato il mondo sotto i piedi! Mia moglie è una troia! E io? Da quanto tempo sono un cornuto? Mi tornano in mente tanti piccoli dettagli, cui non avevo mai dato peso e mi rendo conto che, Alessia, da quando ha iniziato questo lavoro, mi ha sicuramente regalato un palco di corna, da far invidia ad un cervo. Adesso capisco anche perché, quando ero lontano per lavoro, lei mi diceva che qualche sera sarebbe uscita a bere qualcosa con un'amica; in realtà sicuramente usciva con quella troia di Marisa e Giovanni se la inculava! Cazzo! Sono furioso e… che strano: ho il cazzo duro! Come è possibile una cosa del genere? Non so per quanto tempo son rimasto seduto, a fissare lo schermo del mio computer, dove avrei dovuto finire il mio progetto, mentre la mia mente è rimasta come spenta! Alla fine decido di andare a dormire e, quando mi reco in bagno, mentre mi sto lavando i denti, la mia curiosità viene attratta dal cesto della biancheria sporca, posto leggermente di lato; lo apro e vedo il perizoma che indossava quella troia di mia moglie questa mattina, completamente ricoperto di secrezioni bianche, che non lasciano certo spazio a dubbi: è sborra! Rimango a guardare quell' indumento completamente fradicio e, senza neanche rendermene conto, me lo trovo avvolto intorno al mio uccello e mi sego furiosamente, sborrandovi dentro, poco dopo. Entro nel letto e vedo mia moglie che dorme, la guardo e mi rendo conto che mi ha fatto cornuto come minimo da cinque anni e, in quel momento, mi vengono in mente tutte le parole che si sono dette lei e quella troia di Marisa. Dunque, il vecchio Giovanni sfondava il culo a mia moglie, perché quella troia di Marisa non gli concedeva il suo! Avevo sempre saputo che era una bisex, più portata verso il piacere di leccar patate invece che cazzi, ma sembra che, comunque, la cosa sia rimasta invariata! Dopo quella rivelazione, decido di andare a fondo a come stanno le cose, anche se ho già un certo quadro della situazione. Abbozzo e tengo tutto dentro di me. Per qualche giorno, entrambi sembriamo vivere su due pianeti diversi. Sapevo, ma fingo indifferenza, quando Alessia mi dice che il venerdì di quella stessa settimana, sarebbe tornato Marcello per la firma del suo nuovo contratto di lavoro. Sorrido e le dico che, se vuole, la posso accompagnare di nuovo al lavoro, ma lei mi blocca all’istante.
«No, grazie, non darti pena; verrà a prendermi sotto casa, perché c'è un ufficio nei paraggi che dobbiamo verificare se può esser idoneo a trasferirvi il vecchio, in quanto diventato troppo scomodo.»
Devo reprimere un moto di rabbia, perché proprio la sera prima, mentre scendeva dall'auto di Marisa, quella troia le ha detto che, la prossima settimana, le cose sarebbero migliorate, visto che trasferivano l'ufficio in una zona più comoda da raggiungere. Quindi, mi ha mentito? E perché l'avrebbe fatto? Decido di stare al gioco e venerdì mattina esco di casa alle 8:40 per andare in visita nei cantieri in attività. Alessia è già pronta a quell'ora e dice che alle 9:00 passerà a prenderla Marcello. Esco, faccio il giro dell'isolato e torno dalla strada situata sul retro della mia abitazione. Abitiamo in una piccola villetta autonoma, costituita in una zona nuova della città, dove sono state realizzate tutte villette con una strada davanti e una dietro. Mi posiziono dietro e, attraverso lo spazio che c'è tra le varie abitazioni, riesco a vedere il davanti di casa mia. Puntuale alle 9:00, vedo arrivare una grossa macchina sportiva e vedo scendere due persone, ma non riesco a veder bene i loro volti, perché una siepe me li copre. Presumo sia Marcello e non so chi sia l'altro, ma comunque decido di lasciar passare qualche minuto, per vedere se vanno via tutti e tre insieme. Dopo circa una ventina di minuti, ipotizzo che Alessia può avergli offerto un caffè, quindi, se non escono nei prossimi dieci minuti, entrerò in casa perché voglio vedere cosa succede. Passano ancora altri quindici minuti e non esce nessuno; così, silenziosamente, entro dall'ingresso posteriore, che mi permette di accedere in casa dalla cucina. Mi avvicino alla porta che sì immette nel salone e vedo che anche questo ambiente è completamente vuoto. Silenziosamente mi avvicino alla zona notte; percorro il breve corridoio e subito sento dei rumori inequivocabili: sono voci e gemiti di piacere e provengono dalla mia camera da letto. Mi avvicino e, attraverso la porta socchiusa, guardo cosa sta accadendo lì dentro: è qualcosa che mi lascia di sasso. Resto immobile, quasi incredulo; l'unica cosa a muoversi è il mio cazzo, che si gonfia allo stremo. Alessia è mezza nuda, indossa solo la canotta nera di pizzo ed i sandali alti. Lei è a pecora sul letto, con dietro un uomo, forse Marcello, che la sta stantuffando con violenza. Cazzo, quanti colpi le sta dando e con che foga! Davanti a lei, c'è un ragazzo palestrato. Fisico scolpito e sembra che anche lui abbia un considerevole arnese, che sta godendosi un gran pompino da parte di Alessia. Lo spettacolo è completo. Il mio cazzo pulsa senza neppure che lo tocchi. L'eccitazione e la rabbia salgono di pari passo. L' ansimare aumento di volume. Sento chiaramente quello dei due che le sta infilando il cazzo in gola, complimentarsi con lei.
«Ma che brava troia! Così, succhiamelo tutto! Oh sì, così, brava, anche le palle… e cosi... brava, tutto in gola!»
Vedo Alessia andare a ritmo tra i colpi che riceve da dietro, di cui riesco a sentirne lo schiocco che provoca l'urto tra il suo fantastico culo e le gambe di Marcello, ed il pompino che fa all'altro. La sua bocca si apre ad ogni affondo che riceve da dietro e, contemporaneamente, il cazzo che ha tra le labbra, affonda ancor più in gola, quasi a soffocarla. Anche Marcello è molto soddisfatto del gioco.
«Hai visto, Giorgio, che troia che ci stiamo scopando? Lei è la migliore. L'altro giorno quasi le spaccavo la fica!»
L’altro gli fa cambiare posizione.
«Ok, va bene, ma adesso falla scopare anche a me, dai!»
Giorgio toglie il suo cazzo dalla bocca di Alessia, Marcello si mette di lato e l’altro disteso. Durante questo cambio di posizione, ho potuto vedere il cazzo di Marcello quando è uscito da dentro il ventre di mia moglie e mi ha lasciato sconvolto per quanto è inusitatamente grosso. Un bastone enorme, quasi quanto il mio braccio. Non è facile tirarlo fuori da Alessia, ma, appena non la riempie più, la sento emettere un gemito di sollievo. Quello che Marcello ha chiamato Giorgio, fa salire mia moglie su di sé e lei accoglie nel ventre anche la sua grossa verga, che, se non è più lunga di quella di Marcello, è sicuramente dello stesso notevole spessore. Alessia spalanca la bocca, mentre se lo infila tutto dentro e Giorgio solleva le mani a stringerle con forza i capezzoli, facendola godere ancor di più. Giusto il tempo di assestarsi quella grossa verga dentro la vagina, che subito Marcello la fa allungare sul suo amico, si inginocchia dietro di lei e, senza nemmeno darle il tempo di rendersi conto di cosa sta per succederle, le penetra il culo in un sol colpo. Alessia emette un urlo da animale ferito!
«Aiha! Cazzo! Fa piano; almeno un po' di delicatezza, no? Marcello, così mi spacchi il culo! Fa piano, che sei troppo grosso!»
Lui ride divertito, mentre prende a pomparla con vigore e le assesta anche una bella sculacciata.
«Ma sta zitta, troia! Hai il culo sfondato che sembra una caverna; Marisa dice che il vecchio Giovanni te lo pompava con regolarità.»
Se la scopano in doppia, facendola urlare di piacere e lei è talmente presa che li esorta a scoparla più forte.
«Così, mi piace! Scopatemi più forte! È bellissimo! Mi fate godere! Vengo!»
È stravolta dal piacere e i due tori la montano in maniera veramente selvaggia; poi, il primo ad arrivare è proprio Marcello, che inizia a sborrarle dentro e poi, si tira fuori, e la ricopre di spruzzi di latte bianco in faccia e sul seno.
«Eccomi, troia! Questa è la sborrata che non ti sei presa l'altra volta! Te ne voglio scaricare solo un po' dentro ed il resto in faccia!»
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