Che troia mia moglie!

Capitolo 1 - Scoprirsi cornuto!

Quando si scoprono le corna ci si resta male ma.....

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pennabianca

3 ore fa

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Mi chiamo Franco, ho 42 anni, sono di media statura, occhi marroni, capelli brizzolati, fisico normale. Da 22 anni sono sposato con Alessia, coetanea. È una bella donna alta, bionda con i capelli che le arrivano alle spalle, occhi verdi, un seno rigoglioso che riempie abbondantemente una quarta misura, un bel corpo con curve morbide, ma non grasso, bel paio di cosce lunghe al cui culmine figura un magnifico culetto sodo e tondo. Abbiamo un figlio di 21 anni, che vive e studia lontano da noi. Io lavoro come architetto nell'azienda di famiglia, perché è stata fondata da mio padre e mio zio, e, insieme a mia cugina, che si occupa della parte amministrativa, rappresentiamo l'attuale dirigenza. Alessia, invece, da una decina di anni, si è di nuovo inserita nel mondo del lavoro, perché Marisa, una sua amica, l’ha esortata a lavorare con lei in un'agenzia assicurativa. Circa cinque anni fa, mia moglie è stata promossa da semplice impiegata a liquidatrice. Il suo compito specifico è quello di liquidare i danni, dopo aver attentamente valutato l'effettivo danno riportato dall'assicurato. È un lavoro di prestigio e grande responsabilità e, chiaramente, dal punto di vista dell'assicurazione, meno è costretta a pagare e più è positivo per la compagnia. Circa sei mesi fa c'è stato un profondo cambiamento. La sua società assicurativa è stata letteralmente assorbita da una molto più grande e, naturalmente, questo ha comportato notevoli cambiamenti anche per lei. Le due compagnie, che avevano diverse agenzie in città, hanno deciso di accorparle e, alcune, sono state chiuse, altre delocalizzate e anche quella dove lavorava mia moglie, ha subito un forte cambiamento, perché il vecchio responsabile dell'agenzia, non preferendo lavorare per quelli che, per anni, erano stati la concorrenza, ha deciso di andarsene in pensione e, di conseguenza, tutta l'agenzia è stata accorpata da un'altra. Alessia non ha preso bene quei cambiamenti, aveva i nervi a fior di pelle perché, insieme a Marisa, hanno iniziato a lavorare per i nuovi arrivati, che però doveva ancora esser munita di un organigramma, comportante, per lei, un certo stress, anche se l'amica le aveva garantito che i cambiamenti sarebbero stati tutti a loro favore. Insieme, ne parliamo una sera, distesi nel letto, poiché è da un po' di tempo, che non facciamo sesso come dio comanda. Tengo mia moglie tra le braccia, mentre lei mi spiega in cosa consistano i suoi timori.

«Dopo tutti questi anni, ora si prospetta la possibilità di aver un avanzamento di carriera. Mi piacerebbe diventare responsabile di tutto il settore liquidazioni!»
La guardo e cerco di capire.
«Ok, va bene, credo che te lo meriti, ma, in concreto, cosa cambia per te?»
Lei mi guarda e sorride.
«Prestigio ed una retribuzione più consistente. Senza parlare di un orario più flessibile, che mi permetterà di aver anche più tempo per me e potermi dedicare di più a te.»
La guardo senza capire e lei, sorniona, mi spiega come intende fare per rendermi più felice.
«Avrò più tempo per occasioni come questa.»
Alessia mi si avvicina. La sua mano scorre sul mio petto, poi va sempre più giù e mi ritrovo la sua calda lingua che mi avvolge il cazzo, da sopra gli slip. Poi abbassa l’indumento e mi lecca il cazzo, oramai durissimo. Era vergine quando l'ho conosciuta. Insieme abbiamo scoperto il sesso e, anche se non sono un superdotato, quella pratica è sempre stato qualcosa di molto piacevole ed appagante per noi. Alessia, con il tempo, è diventata una vera porcellina a letto, certamente più esigente. Mi concede tutto, senza riserve, mi lascia spaziare sia davanti che dietro e, soprattutto, le piace molto succhiare ed ingoiare il mio seme: è con estrema bravura che fa scorrere la sua bocca sul mio cazzo. Alessia è bravissima a fare bocchini! Ha sempre avuto una particolare predilezione per quella pratica e, con il tempo, è diventata ancor più brava. Mi mordicchia il cazzo, poi lecca tutta la cappella e, con la punta della lingua, percorre il mio fallo per l'intera sua lunghezza. Poi mi sale sopra, impugna il mio membro e se lo infila dentro la vulva, iniziando a cavalcare lentamente, fin quando non raggiunge l'orgasmo. Io sollevo le mani ed afferro i suoi seni; mi diverto a torturare i suoi capezzoli, ormai diventati come due grosse fragole mature. Mi piace come mi monta. Stare sopra è una delle sue posizioni preferite e, dopo aver goduto ripetutamente, scivola di nuovo di lato e si posiziona a pecora, permettendomi di scoparla da dietro, altra posizione che adora e, anche in questo caso, gode ripetutamente; prima che esploda dentro di lei, si sposta in avanti, mi fa distendere di nuovo sul letto e prende ancora il mio cazzo in bocca, fagocitandolo: è uno strepitoso bocchino che subisco fino a che non le riempio la bocca con un grosso fiotto di latte bianco, che ingoia senza perderne una goccia. Soddisfatto le do un bacio.
«Se il nuovo incarico ti permette di aver più tempo per questo, allora ben venga: sono più che contento.»
Lei sorride felice.
«Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto, porco! Ora vado a lavarmi!»
Qualche mattina dopo, la vedo agghindarsi di tutto punto. Incuriosito, ed in tono scherzoso, le chiedo per chi si starebbe facendo bella.
«Amore, ma è sicuro che oggi vai al lavoro? Minigonna, tacchi alti e camicetta, fanno pensare più ad un incontro galante, piuttosto che ad una pesante giornata di lavoro!»
Lei si mette a ridere e mi dà dello scemo. «Ma no, scemo, che vai pensando? Oggi, io e Marisa, saremo ricevute dai responsabili delle agenzie di tutta la regione. Dobbiamo definire un sacco di cose, tra cui la mia promozione. Ti confesso che sono un po' tesa.»
 La guardo e cerco di tranquillizzarla.
«Ma no, dai; sta calma. Mi devo recare in centro e ti accompagno all'ufficio.»
Poco dopo sono con lei in auto. L'ufficio dove si reca oggi, è uno di quelli che dovrà esser spostato, perché è situato in centro, in una zona che non è più, né strategica, né comoda da raggiungere. Durante il tragitto lei riceve una telefonata. Marisa le dice che la stanno già aspettando. Lei inizia ad andare in paranoia, così mi tuffo nel traffico e svicolo per far il più presto possibile. Arriviamo davanti all’agenzia, cinque minuti prima dell'appuntamento. Lei scende dall'auto e, solo in quel momento, noto che indossa un tanga che si intravede sotto la minigonna di cotone leggero. Guardo mia moglie e resto sempre più perplesso sull'abbigliamento adottato, che mette in evidenza il suo culo meraviglioso. Mentre si accinge ad entrare in ufficio, dal bar laterale, esce Marisa, quella zoccola della sua amica, accanto ad un bell'uomo sulla quarantina. Moro, alto, molto in forma. Elegantissimo, in completo blu e mocassino. Affianco a lui una bellissima donna, dall’età apparente di 35, non più. Alta almeno 1.75, biondissima e molto magra, con gambe fantastiche. Indossava un tubino verde acqua, con scarpe tacco 12, color panna lucida. Ammetto che sono tutti belli e mia moglie non sfigura per niente con mini e tacchi alti. Ora capisco il suo outfit. Alessia mi saluta con un rapidissimo ciao e mi dice che mi chiamerà per farsi venire a prendere, quando avrà finito, ma aggiunge che prevede una giornata lunghissima! La sera, intorno alle 21:00, mi arriva la sua telefonata. Avverto subito qualcosa di strano in Alessia che mi dice solo di andar a prenderla. Dopo 15 min. sono davanti alla sua agenzia, un colpo di clacson ed Alessia, dopo pochi minuti risale a bordo della mia auto. La guardo e noto che è stanca, sfinita.
«Allora, come va'? Tutto ok?»
Appariva distrutta.
«Sì, è stato qualcosa di molto stressante, perché, al contrario, mi aspettavo qualcosa di diverso, ma comunque molto meglio di quello che pensavo.»
La guardo e cerco di capire.
«Ma, alla fine, ti è stato riconosciuto quello cui aspiravi, o no?»
 Lei mi guarda, poi si volta verso il finestrino; la sua voce è stanca, quasi flebile.
«Marisa mi avevano preparata alla durezza della prima volta, ma non credevo così!»
Non afferro subito il senso delle sue parole.
«Ok, ma tu sei nel settore da anni, quindi che ostacoli hai trovato?»
 Lei, sempre senza voltarsi, mi risponde.

 «La nuova dirigenza vuole cosa nuove, più impegnative e onerose da realizzare. Ti assicuro: non è facile!»
Non insisto e lei si volta verso di me. Vedo che sui capelli, appena sopra la fronte, ha qualcosa di strano; sollevo una mano e l’avvicino ai suoi capelli; lei, subito, di colpo, si tira di lato e mi chiede cosa intendo fare.
«Hai qualcosa tra i capelli!»
Lei controlla subito nello specchietto di cortesia e, con un fazzolettino, elimina ciò che aveva nei capelli.
«Accidenti; sarà stata la panna dei tortellini! Sai che figura ho fatto tutt'oggi, con questa roba nei capelli!»
Resto veramente stupito! Mi rendo conto che è una bugia. Quella cosa, tutto sembrava tranne che panna, anzi, probabilmente, era sborra! Cazzo! Come fa della panna a finire nei capelli sopra la fronte? Molto sorpreso da questa sua affermazione, rientriamo in casa e lei va a farsi una doccia; si infila subito a letto, mentre io vado nello studio, perché devo completare un progetto. Cerco di concentrarmi sul lavoro, quando, improvvisamente, sento la suoneria del suo cellulare; esco dallo studio e mi avvicino alla porta della nostra camera, che è posta proprio lì davanti. Do un'occhiata attraverso lo stipite e vedo che Alessia ha ricevuto una videochiamata da quella gran puttana di Marisa. Sono certo che quella è una troia matricolata, perché Alessia, una volta, mi disse che il vecchio titolare dell'agenzia la portava spesso a cena. Nel silenzio della camera, riesco a sentire tutta la conversazione.
«Pronto, ciao Marisa, dimmi pure.»
Immagino, nella penombra della camera, la faccia di quella troia.

 

 

 

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