Erotic stories

Capitolo 13 - 13 🌶🔥

Avventura hot in giardino

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Massimo pov's

È da più di un'ora che sto cercando Alessia, non so dove cazzo sia finita; il mio migliore amico Andrea mi ha detto che l'ha uscire in lacrime quando mi ha visto in atteggiamenti abbastanza intimi con la tipa con cui stavo ballando.

Quella ragazza con cui mi ha visto, non significa nulla per me perché io ho occhi solo per Alessia, l'ho ospitata a casa mia in questo periodo perché la volevo e non perché mi sentivo obbligato di fare un favore al ragazzo di mia sorella.

Devo trovarla per chiarire questa cosa con lei e per dirle che mi piace e che provo dei sentimenti per lei.

Non voglio andare avanti tutte le sere a masturbarmi pensando alla sua bocca intorno al mio cazzo; voglio fare queste cose sul serio con lei, voglio far l'amore con lei per poi scoparla forte come se fosse la mia troia.

L'ho trovata, è seduta sull'altalena attaccata al ramo della pianta di casa mia, non avevo pensato subito a questo posto, non avrei pensato che fosse tornata a casa.

Massimo: 《Ale come mai sei scappata via?》
Alessia:《Cazzo te ne frega a te, se io me ne sono andata? 》
Massimo: 《Perché sei incazzata?》
Alessia:《Lasciami in pace Massi.》
Massimo: 《Non ti lascio in pace, se fai così perché mi hai visto ballare con quella tipa, allora devi sapere che a me lei non interessa perché mi interessi tu.》
Alessia:《Non ti credo, a vedervi sembrava che a momenti avreste iniziato a scopare davanti a tutti.》
Massimo: 《È lei che mi si è tuffata addosso.》
Alessia:《Non me ne frega un cazzo, tu dovevi scollartela di dosso, se tieni sul serio a me.》

Mi avvicino a lei,  le afferro il mento per farle alzare il viso, la sua espressione di sfida che vedo nei suoi occhi è uguale alla mia.

È triste, ma allo stesso momento penso che mi voglia ammazzare.

Massimo: 《Non capisci, Alessia? Devo essere chiaro? Ti ho fatto trasferire a casa mia perché ti volevo con me. Ho eliminato qualsiasi altra ragazza che potrebbe essere fonte di complicazioni. Amo passare quasi tutti i momenti della giornata con te. Ogni notte, mi masturbo pensando a te. Che cos'altro devo fare per farti capire che mi piaci e che voglio che tu sia la mia ragazza? Vedi altre mie amiche qui intorno?》
Alessia:《Non è divertente tirare fuori le tue amiche ora. Comunque non le vedo, ma non credo nemmeno alle tue parole.》

Sento che fa fatica a deglutire contro il mio palmo, e quando si allontana, le faccio scivolare la mano sulla nuca, costringendola a restare, a guardarmi e  ad ascoltarmi

Massimo: 《Non stavo scherzando, è la verità.》

Le metto un braccio attorno al fianco e l'altro sotto le ginocchia, la sollevo e la metto a sedere sul cofano del mio furgone.

Le spalanco le gambe e mi infilo tra le sue ginocchia scoperte dal vestito e faccio scivolare le mie  mani sotto il tessuto morbido.

Pronuncia il mio nome con un sussulto mentre le mie mani scorrono più in alto, continuo ad   esplorarla finché non raggiungo il tanga di pizzo; lo prendo tra le mie dita e con una solo mossa glielo strappo.

La porto verso il bordo del cofano e con una mano le premo lo sterno per spingerla indietro in modo che stia appoggiata sui gomiti.

Mi sporgo verso di lei e le faccio scivolare le spalline del vestito e glielo abbasso fino alla vita, in modo da avere le sue tette in bella vista, esposti all'aria fresca di questa giornata splendente.

Sono fottutamente perfette le sue tutte.

La sua bocca si apre come per dire qualcosa, ma rimane ferma a guardarmi mentre le fisso il suo petto nudo coperto di pelle d'oca.

I jeans iniziano a farmi sempre più male, il mio cazzo non riesce più a star dentro da quanto è grosso e duro.

Inizio a palparle i seni e la osservo estasiato mentre inarca le schiena e chiude gli occhi mentre la tocco; le mie mani la toccano ovunque fino ad arrivare tra le sue cosce.

Massimo: 《Che cosa vuoi che ti faccia Alessia?》
Alessia: 《Voglio che mi scopi.》
Massimo: 《Sapevo che volevi questo, si capisce.》

Le spalanco le cosce ancora di più, la guarda tra le gambe e vedo che è fradicia per me, talmente fradicia che sta bagnando il cofano della mia auto con i suoi umori.

Le pizzico il clitoride con due dita  e lei sussulta fulminandomi con lo sguardo.

Mi mordo il labbro inferiore mentre il pollice le sfiora il clitoride,  questo movimentoa la fa dimenare e inarcare verso di me; guardo il mio indice scomparire dentro di lei  mentre le pareti della sua figa si stringono intorno a me.

Entro dentro anche con un secondo dito, lo giro e lo faccio scivolare dentro di lei così facilmente.

Lei geme mentre la riempio lentamente con le mie dita.

Infilo la testa tra le sue gambe e mi do da fare con la bocca per regalarle uno dei tanti orgasmi di questa giornata.

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