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Erotika
Mamma, vedova bianca · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 13 min di lettura

Seghe sulla mamma

Eccitato il figlio ma inconsapevole che la libidine materna sta per soccombere alla trasgressione e all'incesto.

Agata Mantisi
1 anno fa · 1.4k letture · 1

 Papà era partito e io e mamma eravamo restati soli a casa. Passavano i giorni e le settimane , eravamo giunti in piena estate ,Luglio e mamma si era tranquillizzata , era diminuito la sua tensione per la lontananza di papà ed era tornata alla sua routine quotidiana di casalinga e di vedova bianca ,(così erano chiamate da noi le mogli che avevano il marito lontano da casa per lunghi periodi ) in attesa del ritorno del suo uomo.

Come ogni adolescente maschio s’innamora della propria madre , anche io provai forte attrazione sessuale verso lei ,che prima non pensavo di avere e non manifestavo .

Di solito la cosa nei ragazzi rimane a livello inconscio o di fantasia e provoca qualche innocente masturbazione giovanile al pensiero o alla vista della mamma nuda , come gli episodi della spiaggia o della chiavata con mio padre .

Ma io mi ero scoperto per la prima volta a desiderarla davvero , sessualmente e fisicamente come donna e non solo psicologicamente con la fantasia .

Le sue carezze , quando me le faceva in viso e sui capelli o i suoi baci in fronte e sulle guance le sentivo in modo diverso ,morboso ,mi eccitavano ora.

Tra noi non esisteva l’argomento sesso , era tabù ,mamma da buona siciliana non me ne aveva mai parlato, non toccava a lei , questo era un compito che sarebbe aspettato al maschio della famiglia a mio padre , ma lui non c’era e quindi ero cresciuto a digiuno di quelle conoscenze .

Avevo cognizione solo delle scoperte che facevo leggendo riviste pornografiche o delle informazioni datemi dai miei amici. Pian piano ,istintivamente e quasi inconsapevolmente inizia a spiarla ,spesso… sempre oserei dire , eravamo soli in casa e mi veniva facile spiarla a sua insaputa e lei mai avrebbe sospettato che suo figlio lo facesse .

Quando si cambiava o andava in bagno , la osservavo lavarsi , mettere il reggiseno e lo slip oppure toglierli .

Arrivai al punto di spiarla mentre in bagno faceva i suoi bisogni fisiologici seduta sul water, mi eccitavo molto mel vederla fare la pipì , sentire il rumore del suo zampillo contro la ceramica del vaso e l’acqua che conteneva all’interno,o ascoltare il rimbombo dentro la tazza dell’aria che le usciva forte e rumorosa dall’intestino assieme ad altro . Nella sua privacy assoluta . Credendo di essere sola , non vista e non ascoltata nella sua intimità più profonda .

Perversamente e morbosamente spiavo ,la desideravo e poi scappavo a masturbarmi a fare pugnette (come si dice nel sud) in camera mia.

Mi soffermavo spesso a guardare la sua biancheria intima stesa , la osservavo con attenzione e libidine , la studiavo immaginandogliela addosso e non visto la toccavo, tastavo il tessuto e i ricami, l’accarezzavo e baciavo .

Arrivai a farlo anche con la biancheria intima dismessa , usata, quando andavo in bagno mi chiudevo dentro e la prendevo dalla cesta degli intimi sporchi . La guardavo , l’annusavo , esaminavo il punto segnato e un pò consumato di dove aveva appoggiato la figa e il culo , scrutavo se c’erano peli di figa o se era macchiata di pipì o altro e l’annusavo , portavo il suo slip come un rito sul viso , vicino al naso e alla bocca e aspiravo forte per sentirne i profumi , gli odori….. Restavo eccitato a contemplarle come drogato . Poi le sfregavo sulla mia minchia dura e dritta e iniziavo a masturbarmi con loro , finchè non venivo sborrando in quel tessuto morbido dove lei aveva appoggiato il sesso.

Stavo diventando un depravato, ma mi piaceva quello che facevo . Poi mi pulivo e li rimettevo nella cesta , pronte per la lavatrice.

Eravamo soli in casa e quindi era facile per me , giocando a fare il ladro , spiarla e non farmi scoprire . Ero arrivato in alcuni giorni a masturbarmi tre volte , alla mattina quando ero a casa , al pomeriggio e alla sera quando si andava a dormire. Ogni volta osavo e rischiavo sempre di più , sicuro di me , mi piaceva e la desideravo tanto ,con quel suo corpo adulto e pallido e il suo sesso coperto da peli arricciati ,nerissimi come il carbone .

Ma come tutte le cose belle finiscono presto ,anche la mia finì .

Mamma alla lunga si accorse che la spiavo, che guardavo e toccavo le sue cose ,l’intimo, i profumi , i vestiti e frugavo nella sua biancheria sia pulita che sporca. Un giorno mentre ero dietro la porta del bagno appena socchiusa accucciato a spiarla dal buco della serratura ,l’aprì all’improvviso sbattendomi contro la fronte e sorprendendomi dietro , facendomi fare spaventato un sobbalzo all’indietro ,cadendo con il sedere a terra .

Era arrabbiata davvero . Avevo paura della sua reazione e d’istinto strisciando con le mani e il sedere indietro , mi allontanai da lei pochi metri , mi girai di scatto , alzai e scappai veloce sentendo la sua voce dietro dirmi:

”Scappa! Scappa! Stasera poi facciamo i conti .Maleducato! Mentre correvo allontanandomi.

Girai parecchie ore per il paese riflettendo su quello che era successo ,era finito il bel gioco ,il mio sogno , aveva scoperto tutto e mi aveva sorpreso nell’atto di spiarla mentre era in mutandine e reggiseno. Mi chiedevo su cosa ero stato maldestro , visto che ero sempre attento. Solo dopo mesi , seppi da lei , che l’avevano insospettita il mio modo di fare , di osservarla , il trovare la biancheria intima e le sue cose spostate ; ma furono soprattutto le mie macchie di sperma sulle sue mutandine e reggiseno smessi a farla insospettire . Non sapevo io che prima di metterle in lavatrice per lavarle le guardava .E vedere quelle macchie e capire subito dopo quello che facevo con la sua biancheria intima e di li a sorprendermi le fu facile , visto che ero ingenuo e falsamente troppo sicuro di me che non mi avrebbe mai scoperto .

Pensavo a cosa poteva farmi al rientro a casa , la mia paura era che lo dicesse a mio padre oppure ai nonni. O forse ai nonni lo aveva già detto ed erano li ad aspettarmi? Ritornai a casa verso sera rassegnato e impaurito . Entrai in silenzio a testa bassa ,volevo scusarmi con mamma , ma sentii la sua voce :

” Dove sei stato? Mi chiese mentre preparava cena .

" In giro! Risposi con voce bassa e sottomessa.

” Vatti a lavare ,che a tavola è pronto.

Non una parola su quello che era successo .

La guardavo di sfuggita , furtivo e lei faceva finta di nulla ,come se non era successo niente , sembrava che era tutto normale .

Cenammo , guardando il tg come tutte le sere.

” Ha telefonato tuo padre oggi . Sta bene ! Ha chiesto anche di te !

Fece una pausa sospirando e guardandomi negli occhi:

” Gli ho detto che sei bravo e giudizioso e studi. Aggiunse osservandomi severamente mentre mi parlava.

Continuammo a cenare in silenzio guardando la tv , ma ero contento di quello che mi aveva detto. Finito di cenare ,passammo a guardare la tv nel soggiorno seduti sul divano , avevo paura a guardarla ora , lo facevo di nascosto ,timoroso di una sua reazione e del suo non accennare a quello che era accaduto .

All’improvviso la sua voce esclamò: - Allora Ciccio! Dimmi perchè mi spii quando mi spoglio o sono in bagno?

Mi voltai a guardarla , ma vidi che continuava a osservare la tv imbarazzata mentre mi parlava. Ero sorpreso e impacciato da quella domanda. Capivo che stava facendo un discorso di chiarimento anche se era a disagio.

Incominciò a introdurre l’argomento in modo semplice e materno,senza traumatizzarmi e farmi sentire sensi di colpa , tutto naturale, dolce, tenero, come si conviene tra una mamma e suo figlio che è “la gioia della sua vita “, come mi chiamava lei.

Le risposi d’istinto dispiaciuto e mortificato quasi supplicandola :

” Mamma!!… Perdonami ti prego! ….Non sono uno scostumato .Perdonami se ti guardavo come una donna e non come una madre , io ti voglio bene , un bene grande. Non dire niente a papà e ai nonni. Ti prego) .

Lei fece un respiro profondo e sempre senza guardarmi mi chiese :

“Mi devi dire allora perchè mi guardavi?

“ Perchè sei una donna . Risposi timido.

Non avevamo mai fatto discorsi sul sesso ed ora posso dire che anche lei provava imbarazzo e turbamento a parlare di quello che era accaduto , ma cercava di non mostrarlo a me, ma soprattutto a se stessa .

” Su parla tranquillo , non spaventarti che non ti faccio niente. Rispose vedendomi agitato e intimorito da lei .

Ero rosso in viso e le parole che mi uscirono dalla bocca tremante furono :

” Ti guardavo perchè sei una donna.

“ E non hai mai visto donne nude che devi spiare tua madre? Mi chiese imbarazzatissima …

”No!…Nude non ne ho mai viste.

Stette un attimo in silenzio poi continuò:

” Non hai mai visto una donna nuda? Domandò.

“No!” Risposi ancora.

Ci fu una pausa , poi aggiunse .

“E le ragazze? Non ti è mai capitato di guardarle , di vederle nude?)..

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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