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Erotika
Mamma, vedova bianca · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 21 min di lettura

La scopata intima

Cadono le barriere e il figlio possiede la mamma senza freni ne tabu.

Agata Mantisi
1 anno fa · 1.6k letture · 2

 Un tardo pomeriggio, come spesso succedeva nella nostra bella Sicilia, ci fu una una rapina con sparatoria , in una gioielleria vicino alla nostra via , c’era stato uno scontro a fuoco , il proprietario aveva reagito e lo avevano ferito .

All’arrivo della polizia i malviventi fuggirono per i vicoli a piedi , erano tre , due li pigliarono subito avendo circondato la zona , il terzo no , era ancora libero ed era stato visto nelle vicinanze di casa nostra.

Eravamo spaventati io e mamma ,quella sera ne aveva parlato anche la tv locale TVE Tele Etna , dicendo che era ancora nel nostro quartiere ed era armato e invitava quella sera se era possibile a non uscire e non aprire a nessuno che non si conoscesse ,per facilitare il compito delle forze di polizia e se qualcuno notava qualcosa di strano , segnalarlo subito telefonando al 113.

Finito di cenare verso le 20.30 mamma mi fece chiudere tutte le finestre e sprangare la porta,avevamo paura , eravamo soli in casa , io un ragazzino di 15 anni e lei una donna di 36 anni . Poi andammo in soggiorno a vedere la televisione, ci sedemmo vicini sul divano ,c’era il programma su Rai due ” Stasera mi butto!” con Pippo Franco e Heater Parisi che lo conducevano e a mamma piaceva seguirlo.

Lo guardammo per distrarci dalla tensione di quello che era successo e dal timore che avevamo .

Finì verso le 23, mamma si alzò spense la tv ,prese l’acqua in cucina e disse:

“ Andiamo a dormire.

Io ero sulla porta della cucina fermo,quello che era successo mi aveva messo paura ,lei mi osservava :

Che hai? … Sei spaventato per quello che cercano? Mi chiese .

Restai in silenzio in effetti avevo paura , ma anche lei ne aveva anche se cercava di non mostrarlo per non spaventarmi di più .

Fece una pausa,mi guardò e poi disse con ton materno :

“Per stanotte vieni a dormire con me , finchè non lo prendono a quello .Ma solo per stanotte ! Esclamò.

Restai stupito e felice ,non mi aspettavo quella concessione di dormire nel suo letto , al posto di mio padre , per me era qualcosa di immaginabile dopo quello che aveva scoperto di me, che la spiavo e restai un attimo smarrito .

“Io dormire con mamma?” Pensai stupito e lei vedendomi sorpreso e pensoso aggiunse:

“Ti spaventa dormire con me?…Da bambino ci dormivi sempre.

“No!..No!” Risposi titubante e la segui in camera sollevato e in un certo senso felice.

Accese la bajour dicendomi: ” Spogliati e mettiti a letto mentre io vado in bagno.)

Annui con il capo .

“Da questa parte , la parte di tuo padre , dall’altra ci dormo io , è la mia.). Facendomi segno con la mano sul lenzuolo .

Si allontanò e andò in bagno a fare toilette e i bisogni, io entrato in camera sua , mi sembrò di essere in un tempio , c’era il suo profumo nell’aria i suoi oggetti personali e indumenti intimi appesi sullo schienale della sedia.

Mi riproposi di non fare assolutamente lo stupido , nulla e di dormire. Mi spogliai , faceva caldo , restai solo con le mutandine e mi infilai nel letto dalla parte dove dormiva mio padre , con solo un lenzuolo leggero sopra per coprirci. Ero eccitato e timoroso da quella situazione che si era creata, non pensavo nemmeno più al rapinatore fuori , ma non mi facevo illusioni , mamma era stata chiara , un altro errore e avrebbe detto tutto a mio padre e ai nonni , con conseguenze pericolose per me,sarei finito in qualche collegio di Catania o peggio Palermo.

Quando ritornò era profumata di sapone , si lavata prima di venire a letto , aprì il cassetto e prese una camicetta da notte finissima e quasi trasparente , probabilmente regalo di mio padre che con quel caldo andava bene.

Ero imbarazzato , si sarebbe spogliata , ma lei prima di farlo si voltò verso me e mi disse di girarmi dall’altra parte e di spegnere la luce della bajour :

”Spegni la luce e girati che mi spoglio! Esclamò.

Ubbidii intimorito ed eccitato , voltandomi ,ma la spiai lo stesso per quello che riuscivo a vedere osservandola dallo specchio del comò che era dalla mia parte e la rifletteva.

Nel buio della stanza c’era solo il chiarore della sveglia elettrica sul suo comodino che illuminava la sua zona , una delle prime in commercio ,grande e luminosa che emanava un chiarore forte e un ronzio fastidioso , regalo dalla Germania di mio padre ,illuminando tenuemente la parte del letto dove dormiva mia lei e il suo angolo della stanza .

Ma lei sapeva che irraggiava e andò a spogliarsi in fondo al letto , dove quel chiarore non arrivava .

Vidi solo la sua sagoma scura denudarsi ,assieme alle ombre sul muro delle sue braccia alzarsi in alto per togliere la maglietta e poi il fruscio della gonna che tirata giù la cerniera faceva cadere ai piedi per poi chinarsi , prenderla e ripiegarla mettendola sulla sedia .

Intuivo dalle ombre e dai fruscio cosa facesse , ma non riuscivo a vedere bene , la sua forma si era piegata in avanti e si era tolta anche le mutandine , la vidi portare le mani dietro la schiena , sganciarsi il reggiseno e toglierlo per posarlo sulla sedia, intravvedendo il profilo delle sue mammelle nel chiarore e nell’ombra sul muro.

Io non lo sapevo allora , ma mamma , ancora adesso , come molte donne siciliane dormiva senza mutandine , al loro posto mettevano in mezzo alle gambe tra le cosce sul sesso un tovagliolo o fazzoletto di stoffa piegato come un assorbente esterno, che poi toglievano al mattino. Avevo visto solo nonna una volta da piccolo un mattino ,tirare su la camicia da notte e togliere tra le gambe quella stoffa piegata e posarla sul comodino . Era una usanza che si tramandavano da madre a figlia ,molto comune in quegli anni e quelle generazioni .Ora no…ma non ho mai saputo i perchè.

La intravvidi poi , alzando le braccia , infilare la camicetta da notte dall’alto … mettersela a posto , aggiustarla al buio pur senza vedersela addosso.

Nella oscurità la sentii tirare su il lenzuolo dalla sua parte ed entrare nel letto e ricoprirsi fino all’ombelico .Avvertii nelle narici il suo profumo buono, forte , inebriante , di pulito e bagnoschiuma , ma non vedevo niente seppur era affianco a me , se non il suo profilo al chiarore della sveglia , ma la immaginavo ,con tutti i capelli neri e lunghi tirati su ,nuda con solo la camicetta da notte .

Si voltò dall’altra parte dandomi le spalle e il sedere , mentre io ora che lei era entrata nel letto , mi mettevo a petto in su ,sperando di potere vedere qualcosa anche se era scuro.

“Adesso dormiamo! Esclamò .

Faceva un caldo tremendo e in più con la finestra chiusa per paura , si sudava .

Ogni tanto la chiamavo ..

” Mà!” ..

“Che c’è?” Rispondeva sempre voltata.

“ Dici che lo prendono a quel rapinatore ?

“Non lo so , noi ci facciamo gli affari nostri e basta. Dormi ora!

Sembrava scocciata che io fossi lì , dormiva girata e lontana da me come se temesse qualcosa .

Poi ci addormentammo, ma ero agitato e anche se era mia madre , ero ed eccitato al pensiero che mi fosse vicina quasi nuda e nel sentire forte il suo profumo di femmina e di pulito .

Subito mi assopii , ma mi sveglia dopo un’ora circa , ero sudato e sentivo il ronzio elettronico della sveglia digitale sul comodino di mamma ,la sua luce in quel buio dava un po’ di chiarore al suo viso e sul letto ,ma a me non essendo abituato mi disturbava , impedendomi di dormire .

Mi chiedevo come facesse a dormire con quel brusio fastidioso e con quel caldo , io non ci riuscivo .

Fermo e sudato , guardavo il buio del soffitto ,pensavo e sapevo che ero al posto di mio padre in quel momento e che loro probabilmente dormivano come eravamo noi adesso . Ma pensavo anche che quel letto era il posto dove lui “si la futtiva” (la chiavava) alla mamma e mi sentivo turbato . Mi chiedevo come lo facessero …

Mi voltai verso lei che mi dava sempre le spalle , anche lei sudava lo sentivo forte dal suo profumo che si spandeva nell’aria con il caldo e io respiravo intensamente . Nel sonno ,aveva abbassato il lenzuolo .

“Come me pensai ,lo avrà fatto casualmente.” E seppur buio mi concentrai a guardarla .

La sua camicetta da notte leggera le era salita muovendosi nel letto ,arrotolandosi sopra le cosce e lasciandole fuori la parte inferiore del sedere , che guardavo concentrato in penombra immaginandomelo. Il lenzuolo le copriva solo la parte inferiore delle le gambe mostrandomi in quel chiarore malato e falso della sveglia ,le sue cosce.. fino al solco del culo .

La sentivo respirare .

Pensavo a quello che aveva detto Vanni alla spiaggia quando l’aveva vista spogliarsi nella cabina.

“ Io a questa donna il culo ci farei!..Guarda che culo meraviglioso che ha!

Ci pensavo e ripensavo , ormai mi era passato il sonno con il caldo e mi ero eccitato , mi stava venendo duro .

Restai fermo in silenzio, lei non si muoveva , la sentivo solo respirare , avrei voluto toccarla , ma avevo paura ,la chiamai sottovoce : “ Mà…!..Mà…!”

Non rispondeva , “dorme” pensai .

Restai ancora fermo immobile ,quasi senza respirare per non farmi sentire da lei , ma soprattutto da me stesso che avvertivo ogni rumore e poi sempre più eccitato con il cuore in gola che mi batteva fortissimo riprovai ancora :

“Ma..! Ma…!!” Quasi sussurrato.

Nessuna risposta. Inconsciamente ne ero contento.

Sapevo che rischiavo tantissimo ,ma non resistevo . Feci trascorrere ancora qualche minuto , poi fingendo di stirarmi ,allungai leggermente e lentamente la mano tremante verso il suo sedere , strisciando le dita sul lenzuolo finchè non lo raggiunsi , tremolante lo sfiorai , osando di più fino a toccarlo con i polpastrelli .

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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