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Erotika
Mamma, vedova bianca · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 21 min di lettura

La scopata intima

Cadono le barriere e il figlio possiede la mamma senza freni ne tabu.

Agata Mantisi
1 anno fa · 1.6k letture · 2

Sudavo ,avevo il cuore impazzito , non mi sembrava vero sfiorare la pelle del suo sedere .Avvertii una sensazione mai provata , bellissima ed elettrizzante

on lo vedevo in quel buio , ma lo immaginavo,bello , pallido e rotondo come lo avevo visto in quella cabina al mare e tante altre volte spiandola in bagno o in camera e lo sfioravo con la leggerezza e delicatezza di una piuma per paura che mi sentisse e si svegliasse . Fermando addirittura il respiro quando i polpastrelli lo sfioravano strisciando sulla pelle..

Era bello , aveva una pelle liscia, vellutata ,calda e morbida , da vera femmina siciliana .

Non sapevo fino dove potevo spingermi ,ma ero eccitato , feci scorrere le dita piano dalla natica in giù ,fino a scendere sulle cosce posteriori , fingendo ancora di muovermi nel sonno.

Con il mio lento muovere delle mani avevo abbassato ancora il lenzuolo e scoperto appieno le sue gambe, intravvedendo le sue cosce e i suoi polpacci affusolati .

Lo stesso feci in alto ,come se giocassi ,sollevai lentissimamente il lembo della camicetta da notte che le copriva oltre metà sedere , intravvedendo pienamente il suo culo bellissimo in quella posizione sporgente, spostato appena verso la mia parte , pieno e sodo .

Era in penombra e preso dall’eccitazione , incoscientemente cominciai lentamente e leggermente a sfiorare la pelle nuda del sedere con i polpastrelli , le accarezzavo delicatamente il culo fingendo di dormire. Mi ero preparato un piano , se si fosse svegliata all’improvviso le avrei detto che era stato un gesto casuale , un mio movimento accidentale nel girarmi e mi sarei scusato.

Vidi con le palpebre socchiuse che era ferma , dormiva o almeno a me sembrava.

Lo toccavo delicatamente , per la prima volta accarezzavo il culo di una donna , ed era quello di mia mamma, ma non mi importava , ero eccitato e mi piaceva farlo .

Aveva la pelle chiara ,ed era carnoso , bello rotondo e sodo .

Il mio cazzo era duro , tanto duro che non stava più nelle mutandine e usciva fuori dritto , come un asta dall’inguine. Pensavo sempre a Vanni e alle sue parole su mamma e mi eccitavo di più e accarezzavo con più gusto e piacere le sue natiche .

Volevo masturbarmi accarezzandolo .

Sapevo che era un sacrilegio quello che facevo e soprattutto molto rischioso , ma volevo farlo.

A un certo punto , mamma si mosse e si girò con la pancia in su , retrassi subito velocemente la mano e feci finta di dormire, fermo immobile , con gli occhi chiusi ,trattenendo nuovamente il respiro . Poi dopo alcuni minuti che era lei ferma, sollevai il capo e la guardai di nuovo , tirai su leggermente la testa , sembrava dormisse.

In quella nuova posizione vedevo il suo profilo contro il chiarore della sveglia dall’altra parte di lei . Aveva sempre gli occhi chiusi e sotto la camicetta da notte scollata , intravvedevo il seno gonfio ,superbo , che si muoveva con il respiro . I capezzoli duri e dritti spingevano appuntiti sul tessuto delicato della camicetta da notte ,evidenziandosi . Ma a quell’età non sapevo cosa significassero i capezzoli dritti e duri , lo scoprii in seguito che erano un segno del suo eccitamento sessuale.

Restai fermo ancora qualche minuto , sudato , respirando lentamente, poi piano piano spostai la mano verso di lei facendola camminare con le dita sulle lenzuola , come quando giocavo da solo nel mio letto , fino ad arrivare al suo fianco destro .

Guardai , era nuda sotto , la camicetta da notte le era salita quasi all’ombelico e si intravvedevano i peli della figa nerissimi come il buio e poco sotto loro la stoffa piegata come un assorbente esterno tra le gambe.

Mi si mise a battere il cuore fortissimo , tanto che avevo paura che lo sentisse anche lei. Non mi sembrava vero ,a vevo la sua figa a pochi centimetri da me e avrei potuto toccarla.

Restai fermo e poi piano con la mano sfiorando la pelle salii , fino ad arrivare sulla sua pancia, lievemente appoggiai le dita aperte sul suo ventre .

Lo sentivo muovere sotto il respiro .

Mi piaceva era caldo, morbido , appena pronunciato al centro , residuo della mia gravidanza , era il ventre che mi aveva generato , lo sfiorai piano e lievemente, avrei voluto baciarlo.

Pensai alla fortuna che aveva mio padre nelle notti ad averla così di fianco , senza il timore di muoversi, ma guardarla , toccarla , baciarla e chiavarla con lei partecipe.

Per prudenza dal ventre prima di spingermi più in giù con le dita verso il sesso ,la guardai ancora , aveva gli occhi sempre chiusi. E quello mi tranquillizzava . Allora fermando il respiro ,con cautela e attenzione feci scendere le dita piano , strisciandole leggermente sul ventre fino ad arrivare giù nella sua foresta di peli neri ,sentendoli forti e rigogliosi con le dita.

Restai un momento fermo e inebriato a godermi quel contatto con la superficie del suo cespuglio di peli ,soffici , alti e profumati essendo stati lavati da poco. Quel momento che consideravo uno dei più belli della mia vita , non sarebbe stato l’unico , ne avrei vissuto di più belli .

Con due dita,presi il capo superiore di quella specie di assorbente esterno di stoffa e lo tirai su in alto , staccandolo dolcemente dai peli e da sopra la figa , lasciandola scoperta e all’aria e il tessuto lo spinsi appena più in giù verso le cosce.

Poi scendendo di più con le dita sui peli , avvertii che il suo cespuglio era folto e gonfio .

Avvertivo i peli tra le dita ,le sfregavo tra i polpastrelli , li accarezzavo , ero eccitatissimo , non li vedevo ma li sentivo e li immaginavo neri ,ricci e soffici .

Scesi ancora poco più giù ed ebbi una strana sorpresa e sensazione ,i peli non erano più asciutti come quelli nel margine , ma al centro, dove c’era la lunga fessura della figa di mia madre nascosta da essi , li sentii attaccaticci e umidi.

Fui sorpreso da quella percezione piacevole e mi diede una stana sensazione di eccitamento sentirli umidi e bagnati pur non sapendo il motivo .

Non capivo perchè , ma per reazione mi eccitai di più ,il mio cazzo già duro lo divenne di più e oscillava da solo fuori dagli slip , sbattendo forte sul lenzuolo e il materasso , sembrava volesse esplodere ed ero pronto a masturbarmi con l’altra mano

In quel mio gioco l’esaltazione mi stava prendendo il corpo e il desiderio cresceva in me nella mente.

Attorno a noi tutto era silenzio, solo quello strano ronzio della sveglia, la sua luce e le mie dita a lambire il suo cespuglio peloso.

Avevo le palpitazioni al cuore e l’eccitazione mi faceva perdere la razionalità , quella poca che può avere un ragazzo di 15 anni e ingenuamente pensandola dormire osai di più, col dito medio cominciai ad accarezzare lentamente e superficialmente il pelo pieno e denso , spostandolo quel tanto che permise al dito di entrare tra la loro consistenza.

Ero sopra il solco del suo sesso , spinsi tra i peli e con la falange sentii la sua fessura , umida più dei peli attorno , non unita ma dischiusa centralmente .

Muovendo il dito lateralmente sentii le due grosse labbra vaginali , anch’esse umide e gonfie , calde e pulsanti , le immaginavo rosa , come le fotografie delle modelle nelle riviste pornografiche che guardavo di nascosto , spiccare tra il nero dei peli e il biancore della pelle.

Rimanendo sempre sdraiato, preso da una eccitazione perversa che aumentava sempre più e si impadroniva di me , premetti ancora di più e inserii il dito nel centro della fessura che non sentii più umida ,ma bagnata , impregnata di umori ,sembrava che lentamente aumentasse l’acquosità dentro di lei.

Non resistetti più , con l’altra mano iniziai ad accarezzarmi il cazzo ,iniziando a masturbarmi toccandola.

Alzai leggermente il capo per vedere eccitato quello che stavo riuscendo a fare con i miei gesti e fu a quel punto che la sentii muovere . La osservai allarmato , aveva sempre occhi chiusi ma si muoveva .

D’istinto cercai di ritrarre la mano . Ma sentii la sua posarsi sopra la mia e comprimendola in quel modo spingeva di più la mia sui suoi peli , sul sesso, su quella fessura bagnata .

Smisi subito di masturbarmi , fermai la mia mano destra e la tolsi dal mio cazzo duro che rimisi dentro le mutandine , creando un gonfiore dentro esse enorme.

Ero sorpreso , sbalordito e intimorito ,una scossa mi pervase tutto il corpo , nel sentire la mia mano , prigioniera della sua premere sui peli , ero stato colto sul fatto . Non sapevo più che fare e cosa sarebbe successo.

Capii che era sveglia. Ma inspiegabilmente restava ferma e in silenzio , non diceva niente continuando a tenermi la mano pressata sopra la sua figa . Neppure io mi mossi , sudato e accaldato , restai fermo , impassibile , con la mia mano sotto la sua e il cazzo duro dentro le mutandine .

Poi il silenzio fu rotto dalla sua voce rauca :

- Cosa stai facendo Ciccio?! - Mi chiese. Il mio viso avvampò per la sorpresa ,mi bruciava , fui preso dal cardiopalmo, dalla paura e dalla vergogna di essere stato scoperto.

“ Niente! Risposi con voce tremante e impaurito con ancora la mia mano sul su sesso bloccata dalla sua tenuta sopra da lei.

La sentii sospirare forte , mentre teneva ancora gli occhi chiusi .

Per alcuni secondi che mi sembrarono una eternità , non sentii nessun rumore , solo il ronzio della sveglia e la sua mano che teneva ferma la mia sopra la sua figa.

Avevo il viso congestionato dall’emozione e dal calore , sudavo ,la curiosità aveva avuto il sopravvento su di me facendomi perdere il senso del limite. Avvertivo distintamente il suo respiro farsi affannoso.

Temevo una sua reazione avversa e invece all’improvviso sentii il fruscio sul lenzuolo delle sue gambe, tirarle su e piegare le ginocchia allargandole , prendere con le dita la stoffa piegata che le ricopriva il sesso e toglierla e la sua voce sussurrata dirmi:

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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