Appena fu liberata da quel fardello riuscì a rifiatare; lo guardò esterrefatta: non si capacitava di come fosse riuscita a sopportare quel colpo, così, mentre rifiatava, se ne stava ferma, con le gambe sempre aperte, a guardare il vuoto. Ma il contatto della mano del ragazzo con la sua caviglia la fece tornare in sé:
– Girati – le disse lui. Alice obbedì, si sdraiò sul lettino, poi si mise a pancia in giù, si voltò e si rivolse al ragazzo:
– Non fermarti –
A quel punto lei lo vide salire sul lettino e sovrastarla con la sua enorme stazza. Il suo membro penzolante le passava sulle gambe, poi su una natica, fino a soffermarsi tra le sue cosce.
– Si, continua – mormorò. A quel punto lui non se lo fece ripetere due volte, prese la mira e riiniziò l’amplesso. Questa volta però lei riuscì a gemere e ad urlare, talvolta molto forte, tanto che lui ad un certo punto allungò la mano per tapparle la bocca e, incurante delle sue suppliche, riprese a scoparla con forza. Quell’energumeno non accennava a diminuire il ritmo, facendole vedere le stelle. Dopo averla scopata in quella posizione la prese, la fece scendere dal lettino, con una mano le blocco le braccia, l’altra gliela mise di nuovo attorno al collo, la piegò, e iniziò a scoparla a pecora. Le sue belle tette erano schiacciate contro il piano del lettino, la sua testa appoggiata di lato, gli occhi chiusi e i denti stretti, mentre lui la sbatteva con forza da dietro, ammirando il culo di Alice proprio come si fa con un’opera d’arte. Sentiva dolore, sì, ma era una sensazione che conteneva una sfumatura di piacere, un piacere che non aveva mai provato prima d’ora, e che per nulla al mondo le avrebbe fatto rinunciare a quel momento di intimità, anche a costo di sembrare una subdola prostituta.
[Intanto nella spiaggia di fronte al resort]
– Iris scusa che ore sono? –
– Sono le 10:55 Lisa –
– Cavolo è ora che vada a prepararmi, fra cinque minuti è il mio turno per il massaggio –
– Eh si, è ora che tu vada – le fece eco l’amica
– Io rimango qui, tanto fra un po’ dovrebbe tornare Alice –
– Va bene, io vado – e Lisa si incamminò per tornare al resort
[Nuovamente nella stanza dei massaggi]
– Aaaahhh aaaahhhh aaaaahh!
Alice iniziava seriamente ad accusare i colpi che lui le sferrava, implacabile e metodico.
Ad un certo punto lui la avvolse con le sue braccia possenti, la sollevò di peso e la spinse contro l’ampia vetrata della stanza che dava sulla spiaggia antistante il resort. Si prese rapido il cazzo in mano e lo infilò nuovamente nella vagina della povera ragazza, continuando l’amplesso in quella posizione.
Alice non la smetteva di gemere:
– Aaahh aahh Aaaahhh! –
– Mmmmhhh
Era completamente presa dall’atto, e stava entrando in uno stato di trance e pace che non avrebbe mai pensato di poter raggiungere mentre si faceva sbattere senza pietà da una montagna di muscoli con un pene smisurato. Ad un certo punto aprì leggermente gli occhi, e quello che vide attraverso il vetro la spaventò a morte: due piani sotto di lei, sulla passerella che collegava la spiaggia al resort, vide la sua amica Lisa che stava tornando dalla spiaggia per prepararsi alla sua seduta di massaggio.
Se in quel momento Lisa avesse alzato la testa avrebbe visto Alice, completamente nuda, con la faccia e le tette schiacciate contro il vetro, essere scopata con forza da quell’energumeno che invece di farle fare il ruolo della puttanella avrebbe dovuto farle un semplice massaggio.
Alice pregò intensamente che la sua amica non alzasse lo sguardo e la vedesse in quelle condizioni; la vide abbassare la testa, controllare l’orario sul telefono, per poi entrare nel resort dalla porta principale. Allora tirò un sospiro di sollievo ma, conscia che Lisa sarebbe arrivata di lì a poco, raccolse tutte le forze che le rimanevano e, con i denti digrignati, riuscì a dire:
– Mmmm aaahhh, basta! Aaaahhh sta arrivando la mia amica mmmhhh –
A quel punto lui la guardò in faccia preoccupato, la sollevò di nuovo e la portò contro il muro, la fece sedere, le prese le braccia e le bloccò contro il muro sopra la sua testa; poi le avvicinò il cazzo alla faccia, iniziò velocemente a masturbarsi con la mano libera e poi, quando lo ritenne il momento, le mise prepotentemente il pene in bocca, fino a farlo scendere nella sua gola, e venne.
Fiotti di sperma inondarono la gola di Alice, che se ne stava a subire come fece tutto il tempo; poi, quando lui ebbe finito e le ritirò il cazzo dalla bocca, rimase lì per terra nuda, il corpo completamente oliato e lucido, la faccia segnata da qualche lacrima e goccia di sperma, il trucco colato e un’espressione di incredulità per tutto quello che le era appena capitato.
Lui invece fu rapido, appena ebbe finito di venirle in gola si staccò, andò a darsi una sistemata veloce e si rivestì; poi prese l’accappatoio con cui era venuta Alice, l’aiutò a rialzarsi, le ripulì la faccia e glielo mise indosso. Non appena ebbe completato quest’operazione qualcuno bussò alla porta, lui allora la spinse verso l’uscita; lei, in uno stato di semi-incoscenza, aprì la porta, uscì e se la richiuse alle spalle. Lisa era davanti a lei, indossava un accappatoio uguale al suo e fece un largo sorriso appena la vide:
– Allora com’è stato? Ti è piaciuto? – Alice rimase spiazzata di fronte a quella semplice domanda, ancora intontita bofonchiò:
– È stato…intenso – Lisa allora le sorrise di nuovo, con il suo solito sorrisino carino e innocente, entrò nella stanza e chiuse la porta. Lei stette lì impalata per qualche istante, scosse la testa, e se ne andò.
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: Fast Light
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