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Erotika
VIP fottute · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 14 min di lettura

Giulia Sara Salemi e il fratello – seconda parte

sesso italiano
2 anni fa · 2.2k letture · 0

Dopo che ebbero finito la cena Giulia andò a fare la doccia. Era un po’ inquieta, le era piaciuto essere scopata dal fratello quel pomeriggio, ma sentiva dentro di sé che tutto ciò fosse sbagliato, e peccaminoso. Fu con quest’animo che iniziò a lavarsi e, quando sentì la macchina dei genitori allontanarsi, solo allora si ricordò di quello sguardo che le aveva rivolto il fratello durante la cena, quando loro padre aveva detto loro che sarebbero stati nuovamente soli. “Non lo farà” pensava lei, “per una volta potrà anche andare bene, anche se già così è sbagliato, ma non può esigerlo per sempre” poi riprendeva “nel caso me lo proponesse, beh, rifiuterei, si, ecco, semplicemente rifiuterei…”; si accorse solo dopo un po’ che stava facendo quei ragionamenti che nel mentre si stava toccando con insistenza, quasi a voler risvegliare nel suo corpo quelle sensazioni provate il pomeriggio. “Cosa mi prende?!” si rimproverò, e uscì dalla doccia.

Si mise l’accappatoio, si asciugò il corpo e poi i suoi lunghi capelli.

Stava finendo di pettinarsi quando d’improvviso la porta del bagno si spalancò ed entrò suo fratello. Giulia fu spaventata, sia dalla velocità con cui aveva aperto la porta, sia dal fatto che, vedendolo, lui era completamente nudo, e col pene in erezione.

– Sei pronta sorellina? – le chiese sfoggiando quello stesso ghigno che aveva durante la cena.

– Pronta a cosa?! E poi cosa ci fai qui nudo? Vattene!

– Hahahahah, pronta a cosa dici, che sciocca – e riprese:

– Pronta a quello che anche tu vuoi, a quello per cui hai lasciato la porta del bagno aperta, lasciandomi entrare facilmente – e detto ciò prese ad avvicinarsi a lei.

– No, fermo, non voglio farlo di nuovo, siamo fratelli – disse lei, indietreggiando.

Ma ad un tratto Giulia fu con le spalle al muro. Lui allora la squadrò dalla testa ai piedi e allungò una mano verso il nodo della cintura dell’accappatoio.

– Stasera ci divertiremo Giulietta, vedrai… – e detto ciò slegò con un gesto rapido il nodo, le aprì l’accappatoio e le mise una mano sulla figa.

– AAHH! – esclamò lei sorpresa.

– Ammettilo dai, che non vedevi l’ora… – lui sembrava più deciso che mai, mentre lei se ne stava ferma contro il muro con una faccia preoccupata e l’accappatoio aperto che ormai le copriva solo le spalle e le braccia. Suo fratello iniziò a infilarle un dito nella vagina.

– Aaammmhhh – Giulia iniziava ad ansimare.

– E ammettilo, che lo vuoi anche tu – continuò il fratello, iniziando a muovere il dito che le aveva infilato nella figa. Ma non riuscendo ad ottenere da lei una risposta, rincarò la dose:

– Stai zitta eh, ma tanto si vede che ti piace sai –

– No, non è vero – rispose Giulia ansimando.

– Sì invece, e sai cosa ti dico… – e le infilò un secondo dito nella vagina, iniziando a masturbarla con forza.

– AAHH! Piano! – fece lei.

– Sai cosa ti dico Giulia… – riprese lui.

– A me sembri proprio una puttanella che non aspetta altro di essere scopata –

– No, non sono una puttanaaaahhh – fece lei gemendo.

– Sì invece che lo sei, e sai qual è il bello? Che adesso tu sei la mia puttanella! – e le infilò le due dita il più in fondo possibile, facendola urlare.

– Aaaahhhh!

– Bene, ne ho abbastanza – disse lui, poi la staccò dal muro e la portò di forza in camera sua. Qui, mentre lei continuava a mugugnare cose del tipo “non è giusto”, “chissà se ci scoprono”, “ce ne pentiremo”, suo fratello la tolse l’accappatoio di dosso, denudandola, sfilò da esso la cintura poi spinse sua sorella sul letto. Lei cadde di pancia, e subito lui le fu addosso per bloccarle le mani e legarle con la cintura dell’accappatoio. A quel punto, resasi conto che le sue suppliche non avevano sortito alcun effetto, lei iniziò a divincolarsi; ma non sembrava molto convinta, inoltre aveva già i polsi legati, e ancora una volta si trovava in balia degli eventi.

Suo fratello allora la sollevò dal letto e, ammirata sua sorella nuda e immobilizzata, che continuava con le sue inutili prediche, la mise in ginocchio e le mise il cazzo in faccia.

– No, non puoi farlo – disse Giulia dopo che lui ebbe iniziato a passarle il pene sulle sue belle labbra.

– Sì invece, ora apri la bocca, fai la brava –

– Mmmm smettila! No, non te lo permetto! – riprese decisa.

A quel punto lui si abbassò, inginocchiandosi di fronte a lei.

– Ah non vuoi ubbidire Giulia?

– Lo sai cosa faccio se non ubbidisci? – e detto ciò le passò una mano sul sedere e iniziò a passarle un dito sulla circonferenza dell’ano.

– Cosa?! No! Non ci pensare neanche!

– Oh sì invece Giulia, se non mi dai retta te lo metto proprio lì! – e si rialzò.

– Allora? La apri quella bocca o no?

Giulia era esterrefatta, non sapeva più cosa aspettarsi dal fratello, ma comprese di non poter farci niente per cui, lentamente, aprì la bocca, permettendo al suo cazzo di entrarci.

– Ooohhh brava sorellina – le disse mentre iniziava a muovere il bacino in modo da far entrare e uscire il membro dalla bocca di Giulia.

– Così ti voglio, porca e ubbidiente –

Usò la bocca di Giulia a suo piacimento per svariati minuti; gli piaceva vedere la sorella cercare di resistere al suo cazzone, che periodicamente le faceva scivolare giù per la gola facendole emettere quei gargarismi e versi che lo faceva eccitare ancora di più. E poi adorava vedere la faccia di lei, che si contraeva in una smorfia quando glielo metteva in profondità, e si distendeva, cercando di riposare, quando invece glielo sfilava, pretendendo che lavorasse con le labbra sulla sua cappella bagnata. Ovviamente a causa di quei soffoconi prolungati Giulia lacrimava copiosamente, cosa che le donava ancora di più un”aria da schiavetta sottomessa; proprio quello che voleva il fratello.

Quando lui vide che lei iniziava seriamente a non farcela più a continuare quell’attività così impegnativa, le tolse il cazzo dalla bocca, che ne uscì completamente ricoperto dalla saliva di Giulia, la prese sotto un braccio e la fece alzare.

– Sei stata brava sai, mi hai fatto godere – le disse strizzandole le guance e facendole uscire dalla bocca un po’ di saliva.

– E poi così sembri proprio una puttanella, la mia puttanella –

E detto ciò la piegò a novanta sul letto e le diede qualche sonoro schiaffo sul culo.

– AAHH! – esclamava lei appena la sua mano impattava contro le sue natiche.

– Mmmm basta – sussurrava ogni tanto senza grande convinzione.

– Smettila di piagnucolare Giulia, tanto lo so che ti piace –

Lei non annuiva, non voleva ammetterlo neanche a sé stessa, ma in effetti stava godendo e non poco a farsi usare in quel modo da suo fratello.

Dopo averle assestato un altro paio di colpi sul sedere le disse:

– È ora di iniziare a fare sul serio non credi? – e la schiaffeggiò di nuovo.

– AH! Mm mm – mugugnò lei, e fece segno di sì con la testa.

– Brava la mia puttanella, allora preparati, ora viene il bello –

Prese il cazzo e glielo infilò direttamente tutto nella vagina.

– Aaaaahhh

– Ah sì, adesso inizia ad orgamsare brava, lo sai che mi eccita un sacco? –

Iniziò a scoparla da subito con forza; lei, a novanta e con le braccia legate, iniziava a godere per davvero, grazie alla bravura del fratello e al suo lungo membro, che non smettevano un attimo di sbatterla da dietro. Lui invece se ne stava a guardare il suo cazzo che entrava e usciva dalla figa di Giulia, e dopo un po’ iniziò a soffermare lo sguardo sul culo di lei, che si muoveva ritmicamente al progredire dei suoi colpi.

Era proprio bello, pensò, perfetto, sodo e forte, tondo e pieno; un culo che sognava mezza Italia, che aveva visto più e più volte ritratto nei post accattivanti di lei e su cui, glielo avevano detto, tutti i suoi amici non smettevano di segarsi, ripetendogli quanto lui fosse fortunato ad avere in casa quella figa di sua sorella. Adesso quel culo lo aveva lì, nudo, di fronte a sé, e a lui sembrava quasi che lo implorasse di coinvolgerlo in quell’amplesso incestuoso.

“Non posso farmi scappare quest’occasione”, pensava mentre continuava a scoparla, “sarei un matto se me la lasciassi sfuggire di mano”; “devo farlo, scusa sorellina”, e le tolse il membro dalla vagina.

Lei rimase sorpresa, girò la testa e disse:

– Perché ti fermi? – ma subito vide il fratello prepararsi, sentì il suo pene fra le sue natiche, pronta a violarla.

– NO, fermo! Non ti azzardare!

– Scusa Giulia, ma devo proprio farlo –

– No! Aspetta, ti ho fatto il pompino, perché devi farlo?!

– Non posso non farlo, ho troppa voglia, e in ogni caso sono sicuro che ti piacerà –

– N-no, ti prego –

Provò a muoversi, ma venne subito bloccata con facilità dal fratello; allora iniziò a singhiozzare e a pregare di ripensarci; gli promise che lo avrebbe lasciato fare tutto quello che voleva con la sua figa, che gli avrebbe fatto mille pompini e tutte le seghe del mondo, ma non ci fu verso di convincerlo.

Suo fratello si era preparato, aveva la cappella appoggiata sul suo ano, e quando si fu deciso iniziò lentamente a penetrarlo.

Prima di andare avanti…

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