– N-n-nooohhh – ansimava lei mentre sentiva il suo culo dilatarsi.
– Mmmaaaahhh! – strinse i denti, preparandosi al peggio.
Il pene del fratello entrava lento e inesorabile nel suo retto, facendole vedere le stelle; quando fu quasi del tutto dentro lui vibrò il colpo finale, e si distese su di lei.
– Aaaaahhhh –
Lei urlò, e un’altra lacrima le rigò il viso.
Era la prima volta che Giulia veniva inculata così: in passato un suo ex fidanzato aveva provato a infilarle la cappella nel retto, anche lui attratto dal suo culo divino, ma lei lo aveva respinto con decisione. Ora invece non ci poteva fare niente, suo fratello, sopra di lei, l’aveva penetrata con tutta la lunghezza del suo cazzo, e adesso si preparava ad estrarne una parte, per poi tornare a penetrarla con forza.
Anche per lui era la prima volta che faceva anale, e gli stava piacendo tantissimo, un po’ perché vedeva la sorella soffrire, succube delle sue decisioni; e un po’ perché quel buco era più stretto della figa di lei, e gli sollecitava non poco il cazzo.
– Aaaahhh –
– Aaaahhh! –
I gemiti di lei rimbombavano nella stanza ad ogni colpo che subiva: ogni volta che il cazzo del fratello rientrava nel suo retto con prepotenza un dolore la faceva gemere, ma contemporaneamente a quel dolore, inizialmente molto intenso ed ora via via più sopportabile, si stava insinuando un piacere nascosto, istintivo e carnale, che la faceva godere.
– Ti piace eh? Ti piace essere inculata vero? –
Giulia però non riusciva a rispondere, era troppo pervasa da quelle due sensazioni contrastanti per riuscire a rispondere. Ma il suo silenzio non fece altro che far arrabbiare il fratello:
– Avanti, rispondi troietta – e prese ad aumentare il ritmo.
– Aaaahhhh mmmhhh Aaaaahhhh –
– S-s-siiihhhh – riuscì a dire tra un gemito e l’altro.
– Aaahhh, lo sapevo che ti sarebbe piaciuto sai, hai proprio un culo perfetto per essere inculato –
– Mmmhhh
Lei sembrava non ascoltarlo, ma in realtà lo sentiva benissimo e le piaceva essere usata in quel modo dal fratello, che non smetteva di allargarle l’ano col suo enorme pene.
Dopo averla scopata per lungo tempo in quella posizione, lui decise di cambiare: la tirò su, le mise un braccio tra le braccia di lei e la schiena, in modo da tenerla ferma, le rimise il cazzo nell’ano e riprese a incularla da in piedi. Il movimento che le faceva fare, avanti e indietro, muovendola ritmicamente cercando di penetrarla più a fondo, le fece provare molto dolore, più di quello che sentiva stando sdraiata, per cui iniziò inevitabilmente ad urlare.
Suo fratello le mise una mano davanti alla bocca, per farle fare meno rumore, ma comunque si sentivano bene i versi di lei, soffocati dalla mano del fratello.
– MMMMHHH –
– MMMMHHH –
Il suo corpo veniva sbattuto avanti e indietro senza tregua, in un moto ritmico e veloce che la facevano gemere e soffrire.
Suo fratello invece era al settimo cielo, non si fermava un attimo e continuava a contemplare la sorella, inerme, che subiva quei colpi: le sue gambe erano rigide, il suo culo provato, le sue tette ballonzolavano a seconda del ritmo che lui impartiva, e la sua faccia era contratta in una perenne smorfia di dolore. Ad un certo punto lui aumentò la velocità:
– Aahh! –
– Aahh! –
– AAHH! – faceva lei ad ogni colpo che subiva, a distanza di pochissimo l’uno dall’altro.
Allora lui aumentò, sempre di più, sempre di più, finché vide che, probabilmente a causa del dolore o del limite della sopportazione, lei cercava di allontanare il bacino, e quindi il suo culo, da quel cazzo che la stava penetrando incessantemente. Decise di lasciarla andare, e la fece ricadere sul letto.
– Haha Giulia dovresti vederti, hai il culo aperto!
Effettivamente l’ano di lei era molto dilatato, e lui se ne compiaceva.
– Basta, ti prego, devi smetterla, mi fa male – riuscì a dire Giulia mentre riprendeva fiato.
– Finirò solo quando sarò venuto, lo sai bene sorellina – le sussurrò all’orecchio.
– D’accordo, ma non mettermelo più da dietro, ti prego – continuava lei tra un singhiozzo e un altro.
Suo fratello allora tornò ad ammirare l’ano di lei, rosso, umido e aperto: voleva indubbiamente continuare ad incularla, ma decise prima di lubrificare meglio il suo cazzo, in modo da farlo scivolare dentro più facilmente. Non aveva però dei lubrificanti a portata di mano, e allora pensò che la saliva di Giulia avrebbe svolto onorevolmente quel lavoro.
Fece in modo che lei si sdraiasse di schiena sul letto, con la testa che sporgeva un po’ oltre.
– Apri la bocca – le intimò allora il fratello. Giulia, che pensava di averlo convinto a rinunciare al suo piano e che volesse terminare l’amplesso in quel modo, non si oppose, e anzi, aprì la bocca con decisione, preparandosi a ricevere il membro fino in gola. Non aspettò molto affinché questa previsione si verificasse puntualmente: lui le infilò veloce tutto il pene in bocca, allungò un braccio e le mise una mano sulla figa, pulsante e bagnata, che non aspettava altro che essere sollecitata a dovere. Mentre muoveva il bacino per far entrare e uscire a dovere il suo cazzo dalla bocca di lei, con la mano iniziò a sgrillettarla, sentendo il corpo della sorella reagire subito pieno di piacere.
– Glglgl…mmmm glglghhh – i versi del pompino si mescolarono a quelli di piacere, e i due continuarono per cinque minuti buoni.
D’un tratto lui prese a torturarle la figa con più foga e velocità, lei allora iniziò a dimenare le gambe, il busto, e a muovere la testa, che non faceva altro che farle arrivare il membro del fratello più in profondità della sua gola. C’era poco da dire, Giulia stava per raggiungere l’orgasmo, lui se ne accorse e persistette, fino a quando le sue gambe non si chiusero attorno alla sua mano, e il suo pene fu prima completamente contenuto, e poi sfilato piano piano, dalla bocca della sorella.
Lei allora era molto provata, lacrime e saliva le rigavano la faccia, ma lui aveva raggiunto lo scopo, oltre a farla venire il suo pene era ora ben lubrificato.
– Ora è il mio turno Giulia, devi farmi venire –
Lei, che non si aspettava l’interruzione di quel pompino si preoccupò, sentì il fratello che la metteva a novanta sul letto, e riprese con le suppliche:
– Non nell’ano ti prego, mmm, se proprio vuoi mettilo nella vagina –
Ma lui aveva già deciso ed era determinato ad andare avanti. Le prese la mani legate con una mano, mentre con l’altra si prendeva in mano l’uccello, prendendo la mira proprio sul suo ano.
– Zitta e godi puttanella – e glielo infilò tutto d’un colpo.
– AAAAHHHH – un urlo più forte dei precedenti rimbombò nella stanza, lui riprese ad incularla e lei a soffrire e godere allo stesso tempo, anche se non lo faceva trasparire vista la sua perenne espressione facciale di dolore e le sue urla.
Il fratello la chiavò per una decina di minuti, alternando ritmi brevi a momenti più concitati e, proprio in uno di questi tratti dove aumentava improvvisamente la velocità, iniziò a sentire che era ormai agli sgoccioli.
– Haha, sto per venire! – disse; ma lei continuava a gemere vigorosamente, apparentemente incurante di quelle parole. Lui diede altri due o tre colpi, poi non ce la fece più: si distese su di lei con tutto il corpo, facendola cadere di pancia sul letto e, cercando di infilarglielo il più a fondo possibile, riversò una quantità spropositata di sperma nel retto di Giulia. Rimase poi in quella posizione ancora per qualche secondo, per assicurarsi che il suo seme non uscisse, poi si tirò su.
Giulia rimaneva distesa sul letto, con le mani legate dietro alla schiena, un’espressione in volto che mostrava tutta la sua stanchezza e il dolore che aveva subito, e il suo bel culo nudo il cui ano era rosso e ancora più dilatato di prima. Appena ebbe ripreso fiato disse:
– Wow sorellina, mi sono proprio divertito sai, spero che per te sia stato lo stesso haha – e le vibrò una poderosa pacca sulla chiappa destra.
– AH! – esclamò lei ormai priva di forze.
– N-n-non ci credo che… – iniziò a mormorare, poi si interruppe.
– Non ci credo che cosa? Che ti abbia inculata e sborrato nell’ano? – disse lui in modo altero.
– S-s-sì – mormorò Giulia.
– Beh, eppure è successo, ed è stato bellissimo – rispose il fratello, aiutandola ad alzarsi e iniziando a slegarle le mani. Lei allora era in piedi di fronte a lui, che lo guardava dal basso all’alto con uno sguardo dolce e supplichevole.
– Cos’è quella faccia? – le chiese lui.
– No… – riprese prendendole il mento e alzandolo leggermente.
– …se te lo stessi chiedendo, non sarà l’ultima volta che lo facciamo –
Lei allora abbassò lo sguardo, si bloccò un secondo e si scostò da lui, dirigendosi verso camera sua, con qualche goccia di seme che iniziava a colarle sulle gambe.
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: Fast Light
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