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Erotika
VIP fottute · Cap. 2
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Capitolo 2 di 3 15 min di lettura

Il massaggio di Alice Muzza

sesso italiano
2 anni fa · 4k letture · 1

Alice intanto aveva allungato la mano e, compreso il desiderio che aveva la ragazza, lui le si avvicinò, mettendosi di fianco a lei. Allora lei gli prese il cazzo in mano, così lungo e venoso, e sentì che pulsava del desiderio al contatto con le sue soffici mani. Prima con una, poi con entrambe le mani, riprese a masturbarlo.

I due continuavano a fissarsi nelle palle degli occhi, e lei manteneva sempre quello sguardo di incredulità mista a eccitazione che aveva assunto da un po’. Alice muoveva le mani con grande abilità, cercando di farlo godere il più possibile, ma dopo qualche minuto che se ne stava lì a segarlo avvicinò lentamente la bocca, lo guardò nuovamente negli occhi, e, ricevuto un suo segno di assenso, si portò la cappella alla bocca, e la baciò. Dopo averla baciata e assaporata intensamente solo con le sue belle labbra, Alice andò oltre, e si mise a sbaciucchiare e slinguazzare tutto quel pene che aveva avuto la fortuna di trovarsi davanti. Allora si rese conto delle reali dimensioni di cui lui era dotato: quel membro era più largo di tutta la sua faccia, ed era grosso e pesante, tanto da farle sorgere il dubbio di non essere all’altezza della situazione che le si sarebbe presentata di lì a poco.

Dopo averlo assaporato per bene, Alice provò a prendere tutto il cazzo in gola, ma le riuscì solo per metà. Tuttavia non si diede per vita, e anzi, si dimostrò molto attiva in quel momento: avendo capito che non avrebbe retto per molto un rapporto sessuale, le venne in mente di stimolare al massimo il ragazzo in quel momento, per farlo venire il prima possibile ed evitare una sofferenza che le faceva paura.

Decise quindi di osare, lasciando che il cazzo di lui le scivolasse sempre più in fondo nella sua gola.

– Glglglgl glglgl aaammhhh –

– Non avevo mai visto un cazzo così lungo sai? –

– Glglglg ggglglgg – Alice usata tutto ciò che aveva: le labbra, la lingua, la gola, ma sembrava sortire solo qualche debole effetto su quell’energumeno. Spinse allora la testa sempre più forte, rimanendo per diverse volte col cazzo così in profondità, che il suo corpo ebbe degli spasmi ritmici, che le fecero ballare le tette su e giù, mentre nei suoi occhi iniziavano a formarsi delle lacrime per lo sforzo.

Nel compiere questa operazione, dovette più volte soffermarsi a riprendere fiato, e in quelle brevi pause notò lo sguardo impassibile di lui, che sembrava si soddisfatto, ma non certo sul punto di venire, come lei avrebbe voluto.

Ripeté quell’operazione diverse volte, tanto che gli spasmi si fecero sempre più vistosi e violenti, e sul suo viso iniziarono a scorrere delle lacrime che minacciavano di rovinarle il trucco. Dopo un soffocone particolarmente intenso e sofferto, Alice si diede per vinta; aveva la faccia rigata dalle lacrime, dalla bocca le colava la sua saliva, e constatò definitivamente il fallimento del suo piano.

Vedendo la ragazza e intuendone la difficoltà ad andare avanti, lui prese l’iniziativa: le prese una gamba e la fece girare di 45 gradi sul lettino, posizionandola proprio di fronte a sé. Le tolse l’asciugamano che le era rimasto per coprire la figa; così lei restò finalmente completamente nuda di fronte al ragazzo, che poté ammirare le dolci linee sinuose del suo magnifico corpo. Alice in quel momento abbandonò sé stessa in balia del destino; iniziava a temere quello che si stava profilando, il suo volto esprimeva un autentico terrore: la testa abbassata, la bocca semiaperta, lo sguardo fisso su di lui, in attesa delle prossime mosse. Tutti gli elementi contribuivano a creare un’atmosfera sospesa e incerta.

Dal punto di vista del ragazzo, invece, quella situazione era tutt’altro che incerta: si era trovato davanti quella ragazza incantevole, che adesso, completamente nuda, col corpo lucido cosparso d’olio per i massaggi, aspettava la sua prossima mossa, che a lui sembrò la più scontata che ci fosse.

Si avvicinò a palparle il seno, lei rimaneva impassibile; e dopo aver ammirato quella bellezza allungò le braccia, mise le mani sotto le ginocchia di lei, e le divaricò le gambe. La sollevò con forza, per posizionarla bene sul lettino, le accarezzò la figa, quasi dispiaciuto per ciò che stava per succedere, si prese il cazzo in mano, e puntò a penetrarla.

Lei a quel punto ansimava rumorosamente mentre osservava quell’energumeno venirle incontro con il membro eretto e minaccioso; ma non mosse un muscolo.

Lui le strusciò la punta del cazzo sulla figa, poi infilò prima la cappella, facendole emettere una piccola grida, e, con un movimento lento ma costante, arrivò ad infilarle metà del suo pene nella vagina; lei emise un orgasmo in crescendo:

– aaaaAAAAhhhhh

– Ti prego, ti prego, fai piano – riuscì a dire con un filo di voce mentre osservava quell’enorme membro, nero e venoso, che prima si ritraeva, poi rientrava nella sua figa lentamente, provocando in lei una sensazione di piacere, ma anche di dolore e preoccupazione. Infatti, il ragazzo si stava limitando a penetrarla solamente con metà della lunghezza del proprio fallo, per cui Alice temeva che, se avesse deciso di infilarglielo tutto, lei avrebbe dovuto pregarlo di smetterla, e nessuno le avrebbe assicurato quale sarebbe stata la reazione, se comprensiva oppure no, del ragazzo.

Dopo un primo momento caratterizzato da ritmi lenti e tutto sommato sopportabili. Il ritmo iniziò a salire sempre di più. Lei allora strinse i denti, buttò la testa all’indietro e chiuse gli occhi.

– Aaaaahhhh

– Mmmmmhhh

Alice iniziò a gemere via via sempre di più, mentre lui, stretto il suo bacino tra le grosse mani, aumentava sempre di più il ritmo.

Non avrebbe poi saputo dire per quanto tempo la scopò in quella posizione, in seguito si ricorderà solamente che sentiva le mani di lui palparle tutto il corpo: le gambe, le cosce, i fianchi e il suo bel seno; le sue mani scivolavano veloci sulla sua soffice pelle oliata e perciò lucida. In effetti lui non smetteva di godere di quel bel corpo, e le palpeggiò le tette per molto tempo.

D’un tratto lei sentì la grossa mano di lui avvolgerle il collo e serrare la presa, mentre con l’altra la teneva per un fianco, allora riaprì gli occhi, e lo vide sferrare alcuni colpi con violenza che la fecero urlare; poi si ritrasse, si fermò per un attimo, prese lo slancio e le infilò d’un colpo tutto il cazzo nella vagina. Lei volle urlare ma dalla sua bocca uscì soltanto un flebile sibilo, voleva piangere ma non ci riuscì, si bloccò completamente, e i due rimasero in quella posizione, uniti carnalmente, per un tempo che a lei sembrò eterno. Poi lui iniziò lentamente ad indietreggiare, e lei poté osservare quell’enorme membro che l’aveva appena violata uscire, centimetro dopo centimetro, dal suo corpo inerme.

Prima di andare avanti…

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