Ci volle poco, perché si riprendessero dal torpore seguito all’orgasmo; la voglia era ancora tanta e lei desiderava sentire quella mazza in tutto il corpo; cosciente che poteva trattarsi di una occasione unica, usò le mani per rianimare il fallo ancora durissimo; vi appoggiò la bocca, riprese la fellazione sospesa e in breve si trovò a passarsi su tutto il corpo un batacchio notevole che le procurava intense emozioni di libidine; lui si dedicò ai seni con brividi continui di lei.
Nonostante il disagio manifestato da Eugenia alla copula da dietro, la fece sistemare carponi, le accarezzò a lungo glutei e vulva, passò con gioia la lingua su tutto, poi la impalò in vagina, a pecorina; lei avvertì, stavolta, la mazza fino allo stomaco, perché tutto il pacco addominale fu spinto violentemente dai colpi di lui contro il suo sedere; l’orgasmo che le esplose fu particolarmente violento ed attese che lui si decidesse finalmente a eiaculare.
Ma Ottavio aveva in mente un altro obiettivo; guardare con voglia il sedere ampio e ben disegnato, passare la lingua più volte in mezzo alle natiche e spingerla nell’ano anche profondamente, aveva scatenato il desiderio di entrare col sesso, in quel pozzo di piacere; sfilò l’asta dalla vagina e spostò la cappella verso l’alto; quando se ne rese conto, lei lo fermò, andò in bagno e tornò con un tubetto di gel lubrificante.
Si distese supina col sedere in punta di materasso e lo invitò a sistemarsi in piedi davanti all’ano offerto oscenamente con i piedi sollevati al cielo; lui appoggiò le gambe sulle spalle, spazzolò un poco il perineo con la punta del sesso, unse bene ano e condotto rettale, passò il gel anche sull’asta e la penetrò analmente guardandola negli occhi; allungò le mani e le prese i seni per aiutarsi a spingere.
Eugenia aveva già praticato con gioia il coito anale e il fallo di Ottavio, benché di grossa dimensione, non la metteva a disagio; dopo qualche piccola fitta iniziale, scattò il piacere sublime della penetrazione e si godette la monta con piacere infinito; catturò l’asta nell’intestino e la imprigionò per il tempo necessario a realizzare un orgasmo anale straordinario; poi incitò lui ad eiaculare nell’intestino, per riceverne una sensazione sconvolgente che ben conosceva; lui godette liberamente.
Andarono avanti per alcune ore in quella strana sospensione tra sesso puro con copule violente e delicate emozioni di amore, perfino, che arricchivano un’intesa immediatamente raggiunta; quando si resero conto che la ‘band’ stava per ritornare dalla solita scorribanda in discoteca, lei gli suggerì di rimettersi in sesto, perché da un momento all’altro la solita arroganza ingiustificata di Silvana lo avrebbe obbligato a raggiungerli perché serviva la macchina.
Quasi si fossero intese, lei chiamò subito dopo e freneticamente chiese a lui di raggiungerli alla discoteca perché avevano bisogno di un’altra auto, essendosi volatilizzati, dietro qualche gonna, alcuni degli amici compreso quello che guidava una delle tre auto; Ottavio la rassicurò che, il tempo di una doccia veloce, e sarebbe stato da loro; per non perdere ruolo lei gli chiese chi fosse il maschio che l’aveva montato; essendo in vivavoce, Eugenia la rassicurò che aveva fatto il suo dovere di maschio.
La novità colse la donna di sorpresa; mi si sarebbe aspettata che, dopo Dora, anche la mammina del gruppo avesse ceduto al fascino della copula col maschio che considerava suo anche se lo teneva il più lontano possibile da se; dopo meno di mezzora, fu con il gruppo e dovette sorbirsi una stupida filippica dell’arrogante amica che non mandava giù l’idea che lui copulasse con le amiche mentre si aspettava di vederlo prono ai suoi desideri; tutti la ignorarono e la lasciarono sbraitare a vuoto.
La diatriba, naturalmente, si sviluppò per tutta la serata; Silvana insisteva a pretendere che lui si adeguasse al suo ritmo e che stesse al suo servizio; ormai la sua convinzione di avere la compagnia di un cuckold era inossidabile; lui fu più volte sul punto di fare la valigia e andarsene; lo frenava il gusto della sfida; come si fa nel pugilato, a quel momento lui vinceva nettamente ai punti, visto che lei aveva mantenuto il suo ritmo di copule, mentre lui aveva passato notti incantevoli con due sue amiche.
Decise di rispettare l’impegno delle due settimane; il lunedì successivo, per accordi con la ditta, poteva rientrare in sede e salutare per sempre sia Silvana che la zona; da lunedì a giovedì poteva comunque godere delle grazie di lei che, nella settimana, diventava compagna appetibile e giudiziosa; per il fine settimana, si sarebbe organizzato; l’unico interrogativo restava cosa avrebbe fatto lei per ‘il colpo da ko’ che sicuramente si preparava a sferrare in settimana.
Intanto, quella giornata di domenica scivolava stranamente quieta; Silvana provò ad avvicinarlo appena tornati dalla discoteca, forse per riconfermare il potere della sua vagina sulle presunte debolezze di lui; con ancora addosso l’odore e il sapore della seduta di passione con Eugenia, Ottavio la evitò in tutti i modi, si finse addormentato, pressato da lei che non si arrendeva a niente; ma non poté resistere all’infinito e ricorse all’ultimo colpo che poteva infliggerle.
“Eugenia mi ha detto che le hai confidato di intestardirti a darmi fastidio solo perché non accetti l’idea che ti stai innamorando di me, come io mi sto innamorando di te, anche se ti comporti in maniera per lo meno discutibile.”
“Le tue amanti, che a questo punto non sono più mie amiche, si fanno i loro film e poi pretendono di imporli come verità; io ti accetterei solo se tu ammettessi di essere cuckold, ti comportassi da slave e ti facessi penetrare analmente davanti a me dai miei amanti.”
“Deve essere una scuola molto frequentata, quella in cui insegni tu, maestra a farsi i film e ad imporli come verità; il giorno che mi dimostrerai che sono tanto innamorato di te da mettermi al tuo servizio, fammelo sapere, perché non ci crederò nemmeno se lo vedessi; attenta a non tirare la corda; potrei vederti piangere un ginocchio se le cose ti vanno male!”
“Ve bene; la sfida rimane aperta e c’è ancora tutta una settimana, prima che tu sparisca dalla mia vita; tu speri che lunedì prossimo, tornando in sede, recupererai il tuo ruolo; io, per quella data, giuro che ti obbligherò a starmi a servire da cuckold, slave e gay; vedremo chi la spunta; adesso, però, poiché così ho deciso, tu anticipi il rapporto di coppia e mi fai fare sesso come piace a me; vieni nel letto con me o ti castro!”
Non cercò neppure di obiettare che la sua sicumera si esprimeva anche in quello; per un attimo si fermò a pensare che lui avrebbe potuto umiliarla copulando senza voglia e soprattutto martellandola da toy boy senza amore, senza passione, senza partecipazione; decise per questa soluzione e si avviò con lei al letto cavandosi il pigiama appena indossato; anche lei, prima di stendersi a letto, tirò via la camicia da notte che aveva addosso e si propose nella sua statuaria bellezza nuda.
Sin dalla prima rapida occhiata, lui si rese conto che la notte in discoteca aveva lasciato il segno; ano e vagina erano decisamente prolassati, segno che parecchi falli erano passati da lì, e tutti di dimensioni notevoli; Ottavio non aveva problemi di confronti, visto che la sua mazza era decisamente superiore alla media; ma il senso di nausea per l’arrogante presunzione di lei, che si schiavizzava a maschi brutali e violenti, quasi lo inibiva.
