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Erotika
Cuckold · Cap. 2
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Capitolo 2 di 8 14 min di lettura

Angela

Lui scopa con Angela, una cliente come tante; lei si sbizzarrisce in discoteca e lo umilia davanti alle amiche; ma alla fine mantiene l'accodo che avevano deciso

geniodirazza
1 anno fa · 280 letture · 0

“Hai trovato un ragazzo ben dotato che ti ha sbattuto a dovere o ti sei limitato a spiare noi che copulavamo allegramente?”

“Silvana, un principio di libertà è rispettare quella degli altri; io non ti chiedo che hai fatto tu; per favore, rispetta la mia privacy … “

“Scusami, credevo fossimo amici … “

“Hai raccontato agli amici tutte le tue copule?”

Stette zitta per tutto il percorso; scaricarono le altre tre lungo il percorso; arrivarono a casa di lei; lui parcheggiò e aspettò che lei scendesse; non si decideva e gli chiese se per caso non volesse riposare qualche ora sul divano di casa sua; sapeva che, a quell’ora, non gli sarebbe rimasto che dormire in macchina; in fondo, era stata lei a trascinarlo in quella situazione; Ottavio accettò, prelevò la sua ventiquattrore e la seguì in casa.

“Non avevi detto che non ricevevi maschi in casa tua?”

“Nel letto per copulare, non in casa per riposare; ti offro solo un posto per dormire, non di fare sesso con me.”

“Io non faccio mai sesso bruto … “

“Io invece vivo di sveltine; siamo molto diversi, in realtà … E poi continuo a credere che sei cuckold e omosessuale … “

“Ho già realizzato che per te le tue convinzioni sono ‘La Verità’ e le opinioni degli altri non contano … “

“Quello è il divano per te … “

Lei andò in bagno e si sentì lo scrosciare della doccia; uscì poco dopo avvolta in un accappatoio.

“Tu non senti il bisogno di farti una doccia?”

“L’ho fatta un’ora fa … “

“Dove?”

“Ancora indaghi; se questo è il piano su cui vuoi stabilire la comunicazione, ti saluto e dormo meglio in macchina … “

“No no, scusa; ho sbagliato ancora a voler capire … Mi dici se sei omosessuale?“

“Perché non ribaltiamo il concetto e sei tu a sperimentare se sono abbastanza etero?”

“Mi stai chiedendo di fare sesso con te?”

“Io non faccio sesso; faccio l’amore; ma questo concetto ti è estraneo; se andiamo di là te lo spiego concretamente; in fondo, uno in più o in meno, che differenza ti fa, dopo una notte ‘brava’ come quella che hai vissuto?”

“Io non faccio sesso nel mio letto … “

“E allora ti tieni il tuo interrogativo … “

Silvana si ritirò piccata in camera; lui si stese sul divano e si tirò addosso il lenzuolo che lei gli aveva offerto; stava per prendere sonno, quando sentì che il sesso era stimolato da qualcosa; alla scarsa luce di una finestra socchiusa vide lei china sul suo ventre che lo stava sottoponendo ad una saporosa fellazione; le prese la testa e le accarezzò il viso; la bloccò per un attimo e a gesti le indicò di rallentare il ritmo della copula in bocca.

“Piano, non forzare … lecca tutta la cappella … così … ora passa la lingua sull’asta e scendi sui testicoli … prendili in bocca uno per volta ma intanto masturba l’asta … brava … hai una bella bocca per fellazioni … sei in gamba ma troppo tecnica … si vede che non ci metti passione, sentimento o desiderio … sei una specialista fredda e senz’anima … “

“Come mai sei così eccitato se sono fredda e senza passione?”

“Sto operando un transfert, ragazza mia; tu succhi con molta abilità, ma io, mentre do a te il sesso, dedico il sentimento a quella che qualche ora fa mi faceva godere con la bocca perché ci metteva tanto amore … Le sensazioni sono le stesse, ma lei mi faceva godere con il cuore, con la testa, prima che con il fallo in bocca.“

“Stai dicendo che, mentre fai sesso con me, in testa e nel cuore hai un’altra?”

“Scusami, ma tu sei una macchina che fa sesso e ne sono passati molti, per questo meccanismo; l’altra lo faceva con me, per me e godevamo tutti e due … “

“Maledetto; ma ti decidi a venire? A quest’ora, ne avrei svuotato almeno tre; tu non hai sperma da darmi? Sei anche impotente?”

“Mi dispiace, ma tu sei una cloaca in cui chiunque si può scaricare, una macchina per succhiare; io ho bisogno di passione, di attrazione, di sentimento, di amore se è possibile; se continui ad applicare la tua tecnica di fellatrice stiamo fino alla fine dei giorni ma non mi fai raggiungere l’orgasmo … “

“Chi è la donna a cui stavi pensando mentre godevi’”

“Ancora fai l’investigatrice? Non arrivi nemmeno a pensare che, se un uomo è corretto e gentiluomo, non rivela il nome della persona con cui ha fatto l’amore; questa donna, che è sposata, mi si è offerta con una verginità mentale che è stata straordinaria; mi ha dato le emozioni più belle da molti anni a questa parte … “

“Cristo, la ‘santarellina’; tu stamane sei andato a casa di Angela; lei era in discoteca poi è sparita come te; hai fatto sesso con Angela, ci scommetto; e lei così riservata, così perbenino che tutti la chiamano ‘santarellina’ ti ha dato l’amore di cui parli tu … “

“Silvana, mi hai esasperato con questi stupidi tentativi di riconoscere la mia partner di questa notte. Che ci guadagni, se anche scopri chi fosse? Migliora il tuo rapporto con me, col sesso o con l’amore? Perché non cerchi piuttosto di dedicarti a te, a noi se ti riesce, e fai, per una volta, sesso ma con un pizzico di sentimento, con un desiderio autentico, se riesci a provarlo?”

“Ti odio, maledetto! E’ questo che combatto, la sdolcinatura che nasconde la voglia di sopraffare; siete bravi, a fingere passione, sentimento, amore; ma solo per arrivare a schiacciarci e dominarci; preferisco essere io a farmi sbattere, ma senza amore, solo per fare scaricare qualche ormone; così almeno sono io a decidere e sento di dominare i presunti maschi.”

“Liberissima di fare quel cavolo che ti pare; ti sto solo avvertendo che perdi tempo con me; non ho ormoni da scaricare; al massimo, vorrei dialogare con una donna, anche attraverso il sesso; ma non voglio una femmina per scaricare nella sua cloaca un poco di sperma; ora fai quello che vuoi; sappi che sono capace di dormire anche mentre mi stai succhiando l’anima!”

Silvana se ne andò, piccata, nel suo letto; lui la raggiunse dopo poco, la abbracciò e la tenne stretta a se.

“Hai violato il mio letto; sei il solito maschio spietato che si prende tutto e non concede niente.”

“Scusami; vado via immediatamente … “

“No, stupido maledetto; adesso resti qui, mi tieni stretta e mi dai amore, tanto amore … “

“E tu?”

“Non voglio innamorarmi; ti do tutto il sesso che vuoi; aggrappati alla tua ‘santarellina’; io do solo sesso … “

La abbracciò teneramente e le carezzò la schiena tutta fino alla rotondità delle natiche che percorse lussuriosamente infilandosi nel vallo e stuzzicando l’ano; lei si protese, in attesa quasi che lui decidesse di penetrarla analmente; ma Ottavio aveva già spostato le mani sul davanti; aveva catturato i seni pieni, matronali e stava stuzzicando le aureole gonfie e i capezzoli ritti come chiodi; sentiva che la femmina era calda e vogliosa, ma era determinato ad evitare la penetrazione.

Afferrò la vulva a mano piena e titillò con le dita il clitoride che sentì ergersi duro in alto; lo sollecitò col tocco più delicato che gli riuscì di avere e sentì il suo respiro spezzarsi in un gemito lungo, indizio certo di un orgasmo raggiunto; la lasciò riposare accoccolata sul suo petto e le baciò i capelli e la fronte; lei si abbandonò alla dolcezza delle carezze, allungò una mano per prendere la mazza durissima e la sentì molto più grossa di quanto pensava.

“Hai un arnese meraviglioso qui … “

“Detto da te, deve inorgoglirmi per forza … “

“Perché?”

“Sei sicuramente una grande esperta di mazze … “

“Con quali elementi lo dimostri?”

“Ieri sera hai copulato con dieci falli diversi, da quel che dici; stasera è facile che farai lo stesso; se ogni fine settimana prendi venti sessi differenti, in un anno arrivi a prenderne più di mille, in dieci anni ne avrai assaggiati, se non diecimila, almeno molte migliaia, considerando che molti hanno fatto più volte il bis; una che ha provato migliaia di randelli, se ti dice che il tuo è notevole, sa bene quello che dice.”

“Con la mentalità del macellaio che pesa e valuta, è come dici tu; peccato che, alla fine, tutti i falli siano gli stessi, li uso allo stesso modo e li svuoto con lo stesso intento; solo quando slargano un poco la vagina o l’ano, mi accorgo che sono grossi; il tuo è il primo che mi soffermo ad osservare con lo sguardo, prima di averlo dentro; in un bagno qualsiasi, sarebbe già stato prosciugato da almeno due fellazioni e una copula; sei tu, ad essere rompiscatole e diverso.”

“Infatti, non lo farei mai in bagno; hai già dimenticato quello che ha detto Dora, dopo il nostro incontro in quello del bar?”

“Va bene; adesso cerchiamo di dormire; è stata una notte faticosa, per me.”

“Vado sul divano … “

“Col cavolo! Ormai sei qui e dormi con me; ma non azzardarti a penetrarmi in vagina o nel retto se non te lo chiedo io!”

“E’ vero; queste cose si fanno solo nei bagni e qui non siamo in un bagno pubblico … “

“Sei uno stupido che cerca di offendermi; ma sono troppo stanca; dormi, che è meglio.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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geniodirazza

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