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Erotika
Una strana partita · Cap. 1
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Capitolo 1 di 4 21 min di lettura

La vicenda Prima parte

Lui le propone un rapporto a tre; lei si offende, gli fa le corna e si fa rompere il culo. Scatta la rabbia e comincia la sua ninfmania; per anni lo riempe di corna. Lui conoscce una escort e decide di sabilire con lei una relazione aperta al suo cuckoldismo. Comincia lo strano rapporto a tre.

geniodirazza
1 anno fa · 651 letture · 0

Quando ebbi sentore che mi facesse molto eccitare l’idea di guardare mia moglie posseduta da un altro maschio, tutto potevo prevedere tranne che l’angelica creatura che avevo sposato e che per dieci anni aveva condiviso con me, con intelligenza e ragionevolezza, tutte le esperienze che insieme avevamo immaginato, provocato e sostenuto; che per dieci anni era sembrata concorde e impegnata a tenere dritta la barra della nostra barca; di colpo quella stessa donna si sarebbe rivelata una irrazionale, illogica, impulsiva ninfomane prepotente, oppressiva e arrogante, bisognosa non solo di copulare continuamente e con chiunque, ma soprattutto di offendermi ed umiliarmi, di ridurmi al livello di quegli schiavetti che tanto piacciono a molti lettori del sito, preoccupati di procurarsi i motivi per una sega piuttosto che di cogliere di un racconto il senso logico e ragionevole, fondato su emozioni, equilibri, giochi intellettuali e mentali.

Certamente devo riconoscere che l’input venne da me, perché lealmente ed onestamente le confessai, una sera d’estate che ci eravamo particolarmente divertiti nel villaggio turistico dove eravamo ospiti, che mi ero molto eccitato vedendola strusciarsi sensualmente con uno degli animatori; ma altrettanto sicuramente, lei per lo meno esagerò nell’interpretazione della mia osservazione; il giorno seguente me lo portò a cena e, convinti che non li vedessi, copularono in bagno, in piedi, mentre io stavo a guardare dal corridoio, alquanto defilato.

Trovai molto coinvolgente vederla abbarbicarsi al maschio che la dominava in tutti i sensi ed osservarla mentre si inginocchiava adorante a prendere in mano la verga possente che tirò fuori dal bermuda abbassato alle caviglie, per infilarsi l’asta con grande sforzo in bocca in una fellatio che sapeva di grande professionismo; ancor più mi eccitò vederla sdraiata per terra, oscenamente scosciata, mentre lui le infilava l’enorme mazza nella vagina che si slabbrava sotto la spinta del fallo.

La storia era cominciata come una scelta di vita che avevamo fatto in comune; ma immediatamente dovetti rendermi conto che si era aperto il vaso di pandora della sua libidine repressa e incontenibile; per tutta la settimana di vacanza, Nicoletta si incontrò col suo amante e copularono, mentre io li spiavo nascosto in un angolo, in tutti gli ambienti del bungalow che non erano poi tanti; molte volte, però, lei scomparve per ore e seppi solo dopo che era andata a fare sesso estremo con lui e con molti altri, in posti assai diversi.

Quando rientrammo in città, ebbi chiaro all’improvviso che mia moglie non era più la stessa persona; in pochissimo tempo, cambiò decine di amanti e molti li portò persino in casa, proponendomi di stare a guardare; moltissimi altri la possedettero in motel, alberghi, auto, parcheggi, insomma dovunque le fosse possibile esprimere tutta la grande carica di lussuria che si era scoperta dentro.

Cercai di parlarle per trovare una soluzione e qualche rimedio; mi chiese solo di stare zitto e, se proprio lo volevo, di andare a leccarle la vagina piena dello sperma dei suoi amanti o di succhiare i membri prima che la penetrassero dappertutto; le spiegai che aveva completamente frainteso e la pregai di lasciarmi e andarsene perché con lei non volevo avere a che fare; mi rispose che, per il momento, non aveva nessuna intenzione di mollare l’agio che le garantivo perché la convivenza era troppo comoda per rinunciarvi; chiedessi il divorzio e lei avrebbe operato in tutti i modi per ritardarne l’attuazione.

Quando mia moglie andò oltre qualunque limite, arrivando a portarsi gli amanti in casa o passando intere notti fuori casa, presentai la mia richiesta di divorzio e decisi che avrei intrapreso un percorso nuovo.

Una sera, mentre tornavo a casa, vidi ad un angolo una prostituta molto elegante, stranamente ‘stonata’ con il posto e la funzione; le chiesi di stare insieme la notte, per duecento euro; andammo a casa mia dove non c’era nessuno, perché mia moglie era impegnata con qualcuno dei suoi amanti; la portai in camera e la feci spogliare; le chiesi, mentre copulavamo, di raccontarmi gli aneddoti più significativi della sua professione; un poco straniata, ma non sprovveduta, cominciò a parlarmi delle richieste più strane ricevute in ‘attività’.

Realizzai allora il sogno che la mia ineffabile mogliettina aveva utilizzato per scatenare la sua perversione latente; mi raccontò di ragazzi iperpalestrati che ricorrevano alle sue prestazioni perché avevano un membro assai piccolo e di individui apparentemente anonimi che rivelavano una dotazione spesso assai importante; di maschi che resistevano all’infinito e non si arrendevano mai, eiaculando più volte consecutivamente e di poveracci che, appena accostato il membro alla vulva, esplodevano in incontrollabili eiaculazioni che riducevano il rapporto a pochi secondi; mentre mi parlava dei membri che aveva dovuto prendere e che l’avevano impressionata, io la penetravo con la violenza che il racconto mi stimolava quasi senza che lo volessi

Mentre eravamo nel pieno di una copula, sentimmo che la porta si apriva; la ragazza si sorprese e mi chiese conto; la invitai a stare serena, scesi dal letto e, nudo, andai incontro a mia moglie; la stoppai nel corridoio e le urlai con ferocia.

“Adesso te ne vai nella camera degli ospiti e ci resti fino a domani; io sto facendo l’amore e guai a te se ti azzardi a mettere il naso in camera; stavolta ti assicuro che non garantisco né per la tua incolumità né per la tua vita!”

Molto impressionata, soprattutto per il tono della voce, andò in silenzio nella camera degli ospiti evidentemente spaventata; io tornai a letto e per tutta la notte feci l’amore con la prostituta fino a non poterne più; poco dopo l’alba, svegliandomi da un sonno ristoratore di poche ore, trovai la ragazza già sveglia e pronta ad andare via, dal momento che aveva qualcuno che la aspettava; la pagai come stabilito, la ringraziai e l’accompagnai a casa, per non obbligarla a prendere diversi autobus in coincidenza per attraversare la città; quando tornai, Nicoletta faceva colazione; senza degnarla di uno sguardo, preparai la mia e la consumai in silenzio.

“Hai preso una prostituta?”

“Visto che una mi ha lasciato, ci ho guadagnato nel cambio.”

“Io non lo faccio per danaro!”

“Per questo, sei peggiore; lo fai per mantenerti il posto in questa casa e continuare a fare la troia in giro, parassitariamente, a mie spese; non ti avevo fatto niente per meritare queste umiliazioni; sei ignobile e fammi la cortesia di stare zitta fino al tribunale.”

“Non ci arriveremo; io non lascio … ”

“No, perché sono io che ti caccio e nella maniera più clamorosa e peggiore possibile. L’unica cosa che mi piacerebbe sapere è che cosa ti ha spinto a diventare così feroce con me che, in fondo, non ti avevo fatto niente di male.”

“Niente di male?! Mi hai chiesto di fare sesso con un altro sotto i tuoi occhi!!!!”

“Te ne avevo parlato, lealmente, come di una ipotesi di trasgressione che dovevamo realizzare insieme; se non te la sentivi, bastava solo che lo dicessi; che bisogno c’era, di tanto odio?”

“Che bisogno c’era????!!!!! Io ti amavo, ti adoravo e tu mi vieni a chiedere di fare sesso davanti a te con un altro? Mi hai fatto schifo e ti ho odiato, da allora, sempre di più e ti odio ancora fino alla morte.”

“Sei stata tutto tu, accusatore, giudice, giuria e boia; però intanto hai copulato, e tantissimo, con i famigerati ‘altri’; solo, lo hai fatto per conto tuo, senza di me, perché volevi vendicare millenni di maschilismo arrogante con un femminismo equivoco ed altrettanto arrogante. Mi sa che hai semplicemente scatenato una tua latente perversione infinita e squallida, per fare la troia come ti andava e nasconderti dietro l’offesa al tuo presunto amore, che forse era solo per il tuo animatore e per gli altri falli che da anni ti stai spupazzando. Spera solo che per te non arrivi la resa dei conti. Sarò assai più spietato di te ed ho più frecce di te, al mio arco.”

Me ne andai a lavorare e la lasciai che faceva colazione.

Tra i miei dipendenti, soprattutto quelli che si occupavano di rapporti con l’esterno e che avevano relazioni con varie agenzie anche di escort, per l’accoglienza ad ospiti, era frequente il riferimento ad una signora che abitava nel mio stesso palazzo e che, secondo molte voci, era una professionista del sesso, molto raffinata e selettiva, una escort usata da alcune agenzie per accompagnamento a clienti importanti; nell’edificio in cui abitavamo, aveva fama di molta discrezione al punto che nessuno dei condomini conosceva la vera attività di Consuelo, così si chiamava la coinquilina, che passava per persona di grande qualità e di massima discrezione.

Mi nacque in testa un piano diabolico per realizzare il quale mi occorreva la complicità della coinquilina ‘con esperienza’; non ci volle molto per rendermi conto che, effettivamente, in mancanza di un portiere, sarebbe stato molto facile per chiunque entrare nell’edificio, arrivare al penultimo piano, quello della mia abitazione, e consumare un incontro di piacere; una mattina, andai al piano superiore, bussai alla porta di Consuelo e, quando venne ad aprirmi con l’aria molto meravigliata, coperta, anzi, scoperta, solo di una vestaglia trasparente che non nascondeva, ma piuttosto esaltava tutta la bellezza delle sue forme giunoniche assai appetitose, le dissi senza mezzi termini che volevo fruire delle bellezze che lei offriva a pagamento; di fronte alla sua sorpresa, le spiegai che ero un imprenditore con molte attività e che utilizzavo spesso alcune agenzie, tra cui quella per la quale lavorava, per gli incontri che ogni tanto si organizzavano; che molti miei colleghi mi avevano parlato di lei e delle sue prestazioni in termini entusiastici; insomma, mi ero convinto senza ombra di dubbio che lei era la persona giustissima per soddisfare le mie esigenze.

Prima di andare avanti…

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