Sono certa che Franco abbia in mente di sborrarle nel culo e mi gusto con immensa goduria il movimento del cazzo che scivola nel canale rettale fino a che le palle picchiano sulla mia bocca che succhia la figa; poi si ritira lentamente e lei geme come se avvertisse ogni millimetro del movimento del cazzo nel culo; esce quasi del tutto, sosta un attimo e ripiomba con forza quasi a sbudellarla.
Quando i colpi si fanno più frequenti e il cazzo esce sempre meno dal culo sfondato, capisco che il ragazzo sta per sborrare; mi immedesimo in lei e sento quasi le mie viscere percorse da quella meravigliosa mazza che mi godo in tutti i particolari; quando urla con un grugnito il suo piacere, sborro con lui e sento che anche Stella mi versa in bocca un orgasmo irrefrenabile; impiega parecchio ad uscire, per non farle male.
Infine si affloscia sul lenzuolo; indico a Stella, con la mano, la direzione del bagno e mi rilasso accanto a mio figlio, entrambi quasi svuotati di ogni energia; quando lei ritorna a letto, si colloca in mezzo a noi, con la schiena rivolta a Franco, per avere la possibilità di continuare a limonare con me con baci che mi percorrono tutto il corpo, dal volto, attraverso il seno e il ventre, fino alla figa; la condivido accarezzandole lussuriosamente il corpo.
“Immagino che adesso mi lascerai a secco!”
Commento con mio figlio.
“Non abbiamo tempo per una ripresa; ti va un cunnilinguo ben fatto?”
“Mai detto no a una succhiata!”
Mi spinge contro la testiera del letto, sopra il cuscino, mi divarica le gambe piegando le ginocchia in alto e mi sistema completamente scosciata davanti a lui inginocchiato fra le mie gambe; quando accosta la bocca alla figa, comincio a sbrodolare; lui raccoglie devotamente gli umori che fiottano e si attacca con le labbra; Stella cerca di accosciarsi sulla mia bocca, ma lui la ferma.
“Una cosa per volta; è meglio, per concentrare il piacere.”
Lei capisce e si va a sdraiare sotto di lui, chino sul mio ventre; afferra il cazzo che pende barzotto e lo ingoia di colpo; Franco ha un brivido di piacere, che mi segnala che il suo arnese riprende vigore; accentua la lussuria della succhiata e mi provoca brividi intensi e lunghi; non posso fare niente, in quella posizione, e mi limito a godermi le sensazioni della sua bocca sulla figa e della lingua che di tanto in tanto si infila dentro.
E’ un orgasmo favoloso, quello che mi fa raggiungere; mi sollevo a baciare quella bocca che mi ha fatto tanto godere e sento nel suo bacio la felicità per avermi dato piacere; la ragazza si alza dalla sua fellazione e viene a baciarmi sulla bocca; quando Franco va in bagno, mentre ci ricomponiamo, mi viene naturale chiedere a Stella se già sappia che lui scopa anche con sua madre.
“Saperlo, no; ma avevo intuito da alcuni discorsi che tu non eri ostile a certi rapporti; allo stesso modo, sapevo anche che non ti dispiace l’amore fra donne, anche se non sei lesbica ma solo vagamente bisex, come me d’altronde; il problema sarebbe se insorgessero desideri di omosessualità fra i tuoi uomini; chissà come reagiresti … “
“Onestamente, non ti so dire anche perché non è mai capitato o non l’ho saputo o non me ne sono resa conto; ora che mi ci fai pensare, qualche volta, mentre ero a 69 con Carlo e un maschio mi scopava da dietro, ho avuto la sensazione che mio marito, leccandomi la figa, si trovasse a lambire anche il cazzo che entrava, in figa o nel culo; può darsi che qualche volta lo abbia anche preso in bocca, che qualche pompino l’abbia fatto; ma non ne sono certa.
Non avrei difficoltà a pensare che abbia succhiato qualche bella nerchia, anche perché, quando lo baciavo dopo un succulento pompino, gli portavo in bocca sicuramente il sapore del cazzo che avevo prosciugato e forse qualche residuo di sperma; ma, autonomamente, non so se abbia mai spompinato qualcuno, quando scopavamo in gruppi diversi, nella stessa situazione; di certo, sono convinta che non l’ha mai preso nel culo.
E Franco, sai come sta messo?”
“Pompini, gliene hanno fatto parecchi; so che il suo cazzo è molto richiesto anche tra i gay; so che gli è successo anche di farne qualcuno lui ad altri; non mi risulta che lo abbia mai preso nel culo; una volta mi confessò che, nelle condizioni giuste e se glielo chiedevi tu, avrebbe accettato di farsi inculare dal padre; di farlo con suo fratello, non ci hanno mai pensato.”
“Cazzo!!!!! … Mi dai un’idea meravigliosa!!!! … “
“Che significa? … “
“Ti immagini che, mentre Nicola mi incula, Carlo ‘fa il servizio’ a Franco; poi i fratelli si scambiano il posto; infine, mentre Carlo mi incula, i ragazzi si scopano tra di loro? … E’ un sogno …. Ma lo realizzerò! … Non gli dire niente, però! … “
“Io?! Muta come un pesce!”
Torno alle mie faccende, perché la pasta al forno è piuttosto laboriosa e mi sono concessa già troppo tempo per scopare; mentre mi do da fare tra pentole e forno, Stella viene a salutare; le chiedo se non gradirebbe fermarsi con noi ad assaggiare la pasta al forno di cui mi vanto di essere specialista; ne ho preparato per una mensa operaia; mi fa presente che vive con la nonna, che non ci sta tanto con la testa; e almeno a pranzo preferisce essere lei ad accudirla.
Mi chiede se mi fa piacere rivederla; la rassicuro che sono stata benissimo; le dico che, non solo per scopare, ma anche per salutarci o per fare altro, che so un po’ di shopping, ho sempre piacere di rivederla; se ne va; arriva quasi contemporaneamente Nicola che, avvertito evidentemente di quello che avrebbe fatto suo fratello, scambia con lui uno sguardo di intesa; si allontanano per un poco e, al ritorno, dai sorrisi ebeti, capisco che è stato informato di tutto.
“Confermi sempre qual è il tuo preferito … “
“Senti, stupidone, sappi che il maschio con cui ho scopato meglio che con chiunque è il mio figlio più piccolo; tuo fratello è aggressivo proprio come tuo padre; tu invece hai la pazienza e la delicatezza che ho io; se c’è un preferito, lo sai bene che sei tu!”
“Ma intanto, hai scopato con Franco e con Stella … “
“Me li son trovati in casa; che dovevo fare, secondo te? Cacciarli?”
“No; ma mi fa rabbia che certe fortune capitino solo a lui … “
“Perché non te le costruisci?”
“Che significa?”
“Significa che ti scegli la donna giusta, mi avverti, mi do malata per un giorno e stiamo insieme … “
“Cazzo … Sei proprio la donna più straordinaria che io conosca; allora, tieniti pronta perché quel momento lo voglio e verrà.”
“Nicola, io ti amo, come troia, come amante e come mamma; non mi nego mai a chi mi piace; non lo farei neanche a costo di morire, con te. … E non parlare più di figli preferiti, anzi, se proprio vuoi, vantati di essere tu il mio cocco!”
“Grazie, amore mio!”
Il pranzo riscuote il plauso dei miei figli; e ne sono felice
A sera, tornando dal lavoro, Carlo mi trova da sola che gli apparecchio la pasta; gli dico degli avvenimenti della mattinata; si rabbuia immediatamente.
“Cazzo, Maria, non si era detto che bisognava avvertire, in questi casi?”
“Oh, dio, hai ragione; dovevo telefonarti o mandarti un messaggio; perdonami, non ci ho proprio pensato; forse il fatto che ci fosse Franco mi ha sconvolto e, in qualche modo, devo avervi assimilati; per me era come ci fossi tu … “
“Ma intanto non c’ero e non sono stato avvertito … “
“Scusami amore, ho sbagliato; ma è stato un caso che non si ripeterà: Cosa posso fare per farmi perdonare?”
“Intanto, ti fai scopare alla grande; poi capisci che sto scherzando e non ti rincresci così tanto; io amo i nostri figli quanto te e capisco benissimo che l’entusiasmo ti ha fregato; ma, con loro, l’inganno non esiste. Ti amo.”
“Maledetto, hai sempre la capacità di farmi sentire in colpa. Invece, dimmi, hai mai fatto sesso con un maschio?”
“Che razza di domanda è questa?”
“Normalissima; abbiamo scopato tanto, ti sei trovato spesso a contatto coi cazzi che mi scopavano; ti è mai capitato un rapporto omosessuale?”
“No, se intendi un rapporto completo; qualche volta ho leccato cazzi che ti entravano in figa o nel culo; qualcuno l’ho anche succhiato, nella foga della scopata; ma rapporto autonomo e totale mai.”
“Insomma, non ti sei fatto rompere il culo?”
“No; qualcuno, nelle mischie, me l’ha anche appoggiato e forse con intenzione; ma nessuno è mai entrato. Perché questa curiosità?”
“Così … perché mi incuriosiva, per l’appunto … “
“Hai qualcosa per la testa, scommetto … “
“Non ora, non qui; forse, se una certa idea prende corpo …”
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