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Vacanza a Maspalomas · Cap. 4
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Capitolo 4 di 5 15 min di lettura

Vacanza a Maspalomas 4 In famiglia 2

Genitori e figli insieme realizzano una grandissima serata di sesso in cui scopano tutti con tutti, con somma gioia degli invitati e dei familiari che decidono di attrezzare la casa per incntri e scambi ad ogni livello

geniodirazza
1 anno fa · 297 letture · 0

E’ la prima volta che ci troviamo ad affrontare una serata di sesso selvaggio con i nostri figli, nella nostra casa; la lunga ed intensa copula che c’è stata al nostro primo incontro, praticamente in incognito, non ha chiarito tutti i misteri che circondano le loro e le nostre abitudini; quasi di necessità, ci troviamo a raccontarci le esperienze fatte in molteplici occasioni; i ragazzi narrano quelle fatte da alcuni anni a questa parte, con grande soddisfazione di tutti

Naturalmente, quando ci troviamo a parlarne, quasi inevitabilmente finiamo per accarezzarci; ma, per quei primi giorni, nessuno pensa ad andare oltre, arrivare ad amplessi veri e propri, anche e soprattutto perché l’interesse di tutti è appuntato alla cena che abbiamo programmato per sabato, a cui abbiamo invitato Elvira, una bellissima bionda che Franco, il nostro primo figlio, ha indicato come l’unica femmina del giro con cui non abbiano copulato, e il suo compagno Livio, un ottimo amante.

Naturalmente, sia lui che Nicola, il nostro figlio minore, ardono dalla voglia di sperimentare questa nuova conoscenza; ma, ancor più, desiderano scopare con papà e mamma nella loro casa; anche se alla festa in campagna si sono sfogati con grande passione, prendendomi sia nel culo che in figa e in bocca tutti e due, mentre Carlo mi fotteva contemporaneamente in tutti i modi, il desiderio profondo di dimostrare tutto l’amore anche col sesso è forte e determinante.

La giornata ci vede decisamente fibrillare, presi come siamo dalla preparazione dell’evento; i letti separati della loro camera sono stati uniti e trasformati in un lettone a due piazze, dove possono prendere posto una femmina e due maschi; altrettanto può fare la nostra camera, col talamo nuziale che ha visto tante copule soprattutto matrimoniali; in sostanza, ciascuno dei maschi intende copulare con ambedue le donne almeno una volta; meglio ancora se in figa, in bocca e nel culo.

Le femmine sanno che dovranno prenderseli tutti e quattro, sia individualmente che in coppia o in doppia penetrazione senza preclusioni per eventuali ammucchiate in gang bang che vedano tutti e sei rotolarsi insieme sul letto, che non può contenere tutti, o sui tappeti che ricoprono il pavimento e che hanno già dimostrato di essere validi sostituti del letto per ospitare scopate, inculate e pompini storici.

La cena viene ordinata a un ristorante di fiducia, prelevata e portata a casa dove viene apparecchiata su una tavola appositamente imbandita; la fanno da padrone le pietanze note per i forti effetti afrodisiaci, anche se non ce n’è certo bisogno, considerata la qualità dei commensali; il vino è scelto in perfetta armonia coi cibi, ma si riservano tutti di bere quanto sia utile ed opportuno per una cena di qualità, senza rischi di sbronze debilitanti.

Quando ci sediamo a tavola, i ragazzi hanno già deciso che Nicola siederà a fianco ad Elvira, che avrà all’altro lato Carlo, mio marito; io invece siederò tra Livio e Franco; le mani cominciano a volare sin da quando cominciamo a gustare il cibo; il piccolo si avventa sull’ospite e comincia a palparla dal seno alla vulva, mentre ingoia un’ostrica o un pezzo di orata; dall’altro lato, suo padre si adegua e infila un dito in figa, mentre il figlio palpa un seno, o lo sposta nel culo quando Nicola la masturba.

Io cerco di mantenermi più lucida; apprezzo molto il cazzo di Livio che ho incontrato varie volte e mi limito a tirarlo fuori dai pantaloni e masturbarlo sotto la tavola; a Franco invece consento che mi infili una mano nella scollatura e mi palpi in lungo e in largo il seno, fermandosi a sfregarmi i capezzoli, mentre beve con gusto un sorso di vermentino; non mi occupo ancora del suo cazzo, ma gli succhio un capezzolo, sfilandogli la maglietta e denudando il torace muscoloso.

Anche se non ne ho precisa coscienza, il mio desiderio più vivo è riprendermi i miei ragazzi e gustarmeli con maggiore coscienza e lussuria di quando erano due cazzi duri nascosti da un cartongesso che m’impediva di godere anche con la vista del loro corpo amatissimo e delle espressioni che la libidine gli faceva inventare mentre li mandavo in paradiso con le mie ardite evoluzioni, quando mi ficcavo il cazzo fino all’ugola o, con le loro mazze dure, mi facevo rifilare il culo già spanato.

Non siamo arrivati a concludere la cena, che vedo Elvira sollevare il tubino, che la fascia, fin sopra le anche e andare a sedersi faccia a faccia con Nicola, sulla sedia di lui; lo cavalca agilmente e vedo nettamente il grosso cazzo del mio ‘bambino’ scivolare nel canale vaginale; Livio si colloca dietro alle moglie e si abbassa a leccarle l’ano; mi pare che, contemporaneamente, stia leccando anche la figa e, con essa, il cazzo che vi sta ben piantato dentro.

Franco non si perde in esitazioni, mi prende per un braccio, mi fa alzare e mi bacia lussuriosamente, infilandomi la lingua in bocca ed esplorando devotamente per ogni dove; Carlo, da dietro, solleva la mia gonna ampia ed afferra le natiche nude, le palpa per un po’, poi infila un dito nell’ano; abbasso la mano e afferro l’asta di mio figlio che mi batte contro l’inguine; è parecchio eccitato ed ha voglia di scopare.

Mi guida dolcemente verso la camera, seguiti da mio marito che mi afferra le tette e mi pianta la sua mazza fra le natiche; li spingo via e mi precipito verso il letto; sfilo in un colpo l’abitino che avevo indossato e mi sdraio supina al centro del letto, allargando le braccia quasi ad accoglierli entrambi sopra e dentro il mio corpo

Carlo conosce i miei gusti e le mie abitudini; si sdraia fra le mie cosce, mi solleva le ginocchia e piomba con la ventosa delle labbra sulla mia figa; comincia a lappare a larghe spatolate le grandi labbra, per passare a quelle piccole, finché la sua idrovora afferra il clitoride e lo succhia con forza; mi sento sciogliere dal piacere; Franco si getta vorace sulle mie tette; afferra i capezzoli tra indici e pollici e comincia a torturarmi col piacere.

Appoggia le labbra su uno dei capezzoli e mi sento travolgere da un vortice di emozioni quando, contemporaneamente, sento che lecca, mordicchia e succhia come se davvero volesse aspirare da quella fonte il latte che lo ha alimentato; il godimento è troppo forte, anche per me.

“Carlo, questo maledetto mi sta succhiando l’anima dal seno; è meraviglioso; non mi era mai successo. Franco, lì non c’è più il latte che succhiavi da bambino; mi fai solo impazzire di gioia … Continua, ti prego, non ti fermare!”

Prima di andare avanti…

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