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Erotika
Vacanza a Maspalomas · Cap. 2
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Capitolo 2 di 5 25 min di lettura

Vacanza a Maspalomas 2 (L’avventura)

La coppia di libertini va alle Canarie e passa ua vacanza indimenticabile; sull'aereo di ritorno scoprono che c'erano anche i figli e che non si erano aggregati a queli che scopavano con la loro madre solo per una tardiva resipiscenza; si promettono di rimediare

geniodirazza
1 anno fa · 596 letture · 0

Decidemmo di preparare con molta cura la vacanza a Gran Canaria e la curiosità di tutti e due ci spinse ad indagare immediatamente su Maspalomas e sulle ipotesi di piacere che poteva derivare da una visita; guardammo infiniti video di copule sulla sabbia di quella specie di deserto, leggemmo della naturalezza selvaggia della riserva che era stata creata e, indagando tra le chat, eravamo quasi in grado di conoscere il modo e i momenti migliori per una visita coi nostri propositi.

Maria sembrava quasi una bambina quando approfondivamo un elemento o particolare della zona, delle attrezzature di cui disponeva, della frequentazione, di tutte quelle cose che attiravano la sua attenzione e sollecitavano la sua eccitazione, anche sessuale, in vista di quella che ai suoi occhi appariva quasi la visita ad un bengodi per dare sfogo alle sue voglie; la conseguenza erano regolarmente lunghi e caldi amplessi che ci concedevamo la sera, dopo ore su internet.

Non rinunciammo, naturalmente, alle nostre abitudini; continuammo a frequentare, nei fine settimana, alcuni amici ormai abituali, per serate, e talvolta nottate, di sesso voglioso e intenso, in cui io mi perfezionavo nel ruolo di regista, attore o semplice spettatore delle interminabili copule che mia moglie si concedeva con maschi occasionali, preferibilmente ben dotati e disponibili alle sue voglie, talvolta particolari.

Tutte le feste intercorse tra l’idea e la sua realizzazione furono celebrate a modo nostro, in particolar modo Capodanno e Carnevale che furono le occasioni in cui meglio Maria si lanciò in due gang bang di altissima ‘temperatura’ per copule quasi innumerevoli con partner incontrati all’ultimo momento nelle feste a cui eravamo stati invitati; riuscì a superare se stessa, arrivando a fare sesso con sette maschi diversi nella stessa serata e cinque in contemporanea.

Con molti di loro si accoppiò con gioia anche più di una volta; dopo averli sfiniti una prima volta, li riceveva di nuovo, eventualmente in un buco diverso, e li sollazzava fino a che si svuotavano dentro di lei soddisfatti; nel giro delle amicizie che ci eravamo creati, lei appariva ormai una dominatrice assoluta, una sorta di venere con la quale tutti i maschi che conoscevamo ambivano ad avere almeno un rapporto; questo era quello che più gratificava mia moglie e mi rasserenava.

Il mio timore principale era infatti che fosse presa dal vortice delle paure che, da quanto registravo nella normale vita di relazione, aggrediva la maggior parte delle donne della sua stessa età e condizione; prese tra lavoro, famiglia e marito distratto, si trovavano a trascinare un’esistenza grigia e senza slanci; Maria, invece, proprio perché la sua attenzione era puntata quasi sempre alla seguente occasione di incontro, non smetteva di brillare e di esaltarsi.

L’attesa del viaggio estivo, al di là della frenesia di sapere, era anche argomento di esili e futili preoccupazioni, a partire dalla certezza di avere, insieme e contemporaneamente, le ferie nella settimana di ferragosto per andare a Maspalomas; seguivano a ruota le incertezze sulla comunicazione, non essendo noi in grado di parlare lingue straniere; per arrivare poi ai problemi di abbigliamento, di cura del corpo e della terribile ‘prova costume’.

Naturalmente, i quesiti erano inutili e già risolti, perché in quella settimana, era ufficiale, la ditta in cui lavoravamo restava ferma, il posto dove volevo prenotare era frequentatissimo dagli italiani e molti parlavano la nostra lingua, la sua linea era impeccabile e costumi e l’abbigliamento sarebbero serviti a poco, se avevamo intenzione di lasciarli per praticare al massimo il piacere del nudismo, sia quando si faceva sesso, sia quando si prendeva il sole.

Giocare con lei, però, sulle sue inutili paure e prospettarle copule straordinarie con stranieri in tutti i posti più impensati, portarle documentazioni di discoteche dove si praticava persino l’amore libero, serviva soltanto a farmi ottenere amplessi meravigliosi, addirittura più belli di quelli che normalmente mi dava dopo ogni ‘serata brava’; addirittura, quando impattavamo con persone nuove, le suggerivo di immaginare che fossero stranieri a Maspalomas; rideva e cominciava a godere.

Arrivò finalmente l’agosto sognato; già da un mese, mia moglie aveva rifornito il suo bagaglio di costumi striminziti, di pareo leggerissimi, di copricostume e prendisole di velo; si era fatta fare ancora più bella dall’estetista e si vedeva che fibrillava nell’attesa della sua ‘grande vacanza’; naturalmente, mi feci travolgere dalla smania che ormai la connotava e mi preoccupai della parte più concreta, dalla prenotazione dell’albergo e dei voli, dell’indagine su quello che avrebbero fatto i figli.

Ma tutto era perfettamente in linea con le attese; una domenica mattina partimmo con un volo diretto fino a Gran Canaria; fuori dell’aeroporto, un pullmino ci raccolse e ci trasportò all’hotel dove fummo accolti festosamente; dopo la presa di possesso della camera, proposi a Maria di inaugurare con una copula fra noi; mi rispose che il ‘benvenuto’ lo voleva dalla località e dall’hotel dove saremmo stati ospiti.

Scendemmo in una sala comune e andammo a sederci al bancone di un bar; mia moglie non perse l’occasione per esibire il suo corpo statuario, appoggiando la punta di un piede al pavimento e l’altra sul cerchio di base dell’alto sgabello in maniera che tutto il corpo fosse proteso, quasi in offerta; naturalmente, il pareo col quale si era fasciata, sopra un bikini invisibile, scivolava lungo la coscia lasciandone scoperto l’interno fino alla vulva.

La scena calamitò l’attenzione degli astanti, nonostante la presenza di grandi bellezze che giravano per i tavoli, tra ospiti e cameriere; gli occhi di Maria si fissarono invece sul pacco ben evidente di un cameriere che svicolava fra i tavoli con molta agilità ed eleganza; non tardò a notare lo sguardo di mia moglie e a gesti ci fece capire che potevamo sederci ad uno dei tavoli con le nostre consumazioni; lo occupammo e lei lanciò il suo attacco.

Il ragazzo, di meno di trent’anni, ben piantato e molto ben fornito, cominciò a gironzolarci intorno, affascinato dalla ‘trappola’ di Maria che ormai apertamente lo affascinava; un signore al tavolo a fianco sussurrò quasi ‘se vuole farselo, si deve avviare al bagno’; mi girai a guardarlo; ‘italiano?’ accennò di sì; mia moglie si era già avviata ai bagni di cui si vedeva il cartello; subito dopo vidi il giovane muoversi verso la stessa direzione; si trattenne una ventina di minuti.

Intanto si era aggregata una signora sulla quarantina, molto ben messa, con un corpo asciutto, agile, tornito, che lo sconosciuto mi presentò come sua moglie, aggiungendo che era appena andata a farsi dare anche lei una ripassatina da uno straniero agganciato nel bar; aggiunse che era abbastanza normale lì; poi chiese alla moglie come era andata.

“Una mezza frana; un affarino appena nella media che non sa neppure usare; adesso si capisce perché la moglie è così scatenata!”

Si girarono ambedue verso i bagni da dove un biondino slavato usciva riabbottonandosi e andava a sedersi accanto ad una bionda decisamente nordica che stava apertamente pomiciando con un ragazzo del posto; mi chiarirono che era facile trovare da ‘imbroccare’ in quell’albergo scelto quasi sempre da persone che erano lì per l’unico scopo di copulare al massimo e attratte soprattutto dalla facile accessibilità, da quel punto, delle dune di Maspalomas, l’autentico centro di attrazione della zona.

Dopo una ventina di minuti, vidi uscire dai bagni Maria che si leccava le labbra; qualche minuto dopo anche il cameriere riprese imperturbabile il suo posto; ironizzai.

“Una cosina rapida e indolore?”

“Sì; solo un lavoretto di bocca; se mi venisse voglia, potrei recuperarlo … “

“Ti rendi conto che sei andata a prenderti il benvenuto da sola? Almeno potresti raccontarmi! … ”

“Credevo che avessi immaginato e non fosse necessario raccontarti una semplice fellatio … “

“Maria, quante volte devo ripeterti che non è quello che fai che conta, ma quello che provi; se poi vuoi cambiare le intese e tenerti per te le emozioni … “

“Ma che cosa dici? Niente affatto! Solo che ha un pene nella norma; io ero molto eccitata, non l’ho fatto nemmeno entrare che l’ho sbottonato, l’ho preso in bocca e l’ho succhiato per qualche minuto; ha cercato di controllarsi, ma lo sai che contro la mia fellazione non c’è storia e in poco tempo ha goduto; pensa che ho impiegato più tempo ad orinare e a sciacquarmi la vagina che a succhiarglielo. Preferirei farti assistere a spettacoli più intensi … scusa se ti ho turbato … “

“Nessun problema. Andiamo a pranzo?”

Ci avevano avvertiti che uscire per strada dopo pranzo poteva essere criminale, per come picchiava il sole; per questo, ci dissero, la siesta è un rito per gli spagnoli; la camera era ben ventilata e il clima dentro era gradevole; mia moglie mi chiese se desideravo che abbordassi il ragazzo del bar per una seduta più intensa e impegnativa; le feci osservare che aveva giudicato appena nella norma il suo sesso; aggiunsi anche che l’italiano aveva accennato alla caccia di sua moglie ai sessi stranieri.

Prima di andare avanti…

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