“Da lì il latte non esce, ma dalla tua figa forse sì; è già la terza volta che squirti e mi affoghi coi tuoi orgasmi; il latte esce dalla tua vagina adesso; ed io godo da morire … !”
“Oh, dio, quanto piacere mi date … vi prego, non vi fermate … Godo …. Sì … Sì … Ancora … Siiiiiiii … “
Il mio urlo deve essere arrivato fino all’altra camera, perché subito dopo appare Nicola, meraviglioso nella sua nudità e soprattutto nel cazzo ritto come un palo sul ventre; si precipita sul letto, sposta la mano del fratello dal capezzolo libero e lo afferra con la bocca; inizia a succhiare anche lui ed io mi sento aspirata dalla figa, dove Carlo non smette di succhiare, e dai due capezzoli sui quali le ventose dei miei ‘bambini’ scaricano la loro voglia di incesto.
Mio marito capisce che non può lasciare da sola la coppia; abbandona la postazione e va nell’altra camera, dove Elvira sta cavalcando da sopra il suo uomo.
Intanto Franco ha approfittato dell’assenza del padre per arpionare la figa e cercare il clitoride con le due dita; quando lo prende e lo strofina, il mio urlo è ancora più acuto; Nicola, quasi risvegliato dall’estasi, allunga la mano, scavalca quella del fratello e infila il medio nell’ano, ruotandolo per provocarmi nuovi brividi di piacere; è una libidine indescrivibile quella che mi sanno dare con due bocche che aspirano la lussuria dai miei seni e due mani che manipolano figa e culo.
Poi Nicola decide che vuole scoparmi; senza abbandonare il capezzolo a cui si è attaccato, sposta il corpo fino a salirmi addosso e mi pianta contro la vulva il suo cazzo meraviglioso; con pochi movimenti di una mano lo porta alla vagina e mi penetra; sentire quella mazza occupare di colpo il canale vaginale mi fa godere ed urlare ancora di piacere; lo freno perché non sborri immediatamente e lascio che mi monti delicatamente, quasi con metodo.
Si danno di gomito e lasciano di colpo i capezzoli; mi sento quasi vuota; ma intanto Franco mi ha spinto a ribaltarmi col fratello ben piantato in vagina; mi piega le ginocchia sul letto, mi spinge col busto sul fratello che ora è sotto di me, unge l’ano e mi infila la mazza nel culo; avverto solo la botta con cui lo manda fino alle viscere e poi comincio a sbrodolare sul cazzo di Nicola che adesso se ne sta fermo a godersi il movimento di Franco, di vai e vieni dal retto.
Sto godendo come mai in vita mia; e sono le mie creature a darmi tanto piacere; piango di gioia mentre mi pompano nel ventre la loro mascolinità; Nicola mi lecca le lacrime e mi bacia gli occhi; mentre ricambio il bacio, gli sussurro sulla bocca che sono in paradiso, che li amo da morire, che non sono mai stata così felice di scopare come in quel momento di godimento estremo; mi infila la lingua in gola e mi limona mentre mi sta scopando; intano, il fratello mi cavalca nel culo.
Mi accorgo che sono vicini a sborrare, perché i movimenti si fanno frenetici; chiedo se se la sentono di godere e di continuare la serata; Franco quasi mi deride; io non so di che cosa sono capaci due stalloni come loro; il fatto, poi, di godere, insieme, con la propria madre, li carica di un entusiasmo, di una voglia, di una libidine che li farebbe smettere solo quando fossero completamente consumati; esplodiamo insieme e l’urlo collettivo arriva al cielo.
Intanto - poi lo saprò dal racconto che mi farà lui - Carlo si è fiondato nella camera dei ragazzi ed ha preso il posto di Nicola, che si era fatto succhiare a lungo il cazzo dalla vogliosa Elvira, prima di precipitarsi a vedere perché urlavo e di costringere suo padre a dargli campo nella figa di sua madre; trova Livio sdraiato al centro del letto ed Elvira seduta su di lui che si faceva impalare in vagina; senza dubbio, aveva preso il posto di Nicola a tavola.
Carlo monta in ginocchio sul letto, si sistema alle spalle della donna, per un poco le accarezza la schiena fino alle natiche; preleva dal cassetto il lubrificante che i ragazzi avevano disposto; unge per benino il canale rettale, infilando tre dita e allargando lo sfintere; appoggia la cappella all’ano e spinge con continuità e determinazione finché i testicoli vanno a sbattere contro quelli di Livio; la donna, completamente riempita davanti e dietro, bacia il suo uomo e copula coi due insieme.
I miei ragazzi mi stanno scopando alla grande; per un tempo che non riesco a valutare, li sento entrare ed uscire dai miei buchi, armonizzando i movimenti e procurandomi un piacere assai intenso; ‘Maria, sto per godere’ mi sussurra Franco; spingo il culo verso di lui e questo è il segnale per farmi versare nel retto un fiume di sborra che mi inonda non solo il culo ma il cervello; Nicola lo segue a ruota; mi bacia con accanimento mentre sborra nel mio ventre, quello da dove è nato.
Franco si rende conto della posizione scomoda di suo fratello; si sfila delicatamente dal culo, si rovescia sul letto; io mi sollevo da Carlo e filo in bagno a scaricare dal retto e dall’utero la sborra che mi ha inondato; ne raccolgo un poco dalla vagina e la succhio; faccio lo stesso raccogliendola dal culo; mi piace sentire sulle labbra, con chiara coscienza, il sapore della loro mascolinità; torno in camera e mi sdraio fra i due allargando le braccia per chiedere un poco di requie.
Dalla camera adiacente non filtrano più rumori, segno che anche di là hanno interrotto; ma Elvira non va in bagno, segno che nessuno dei due ha voluto sborrare, per il momento; Carlo arriva con la bottiglia del vino e ne offre ‘a canna’ a ciascuno; una sorsata risulta ristoratrice, specialmente per i miei due stalloni; mio marito si avvicina e mi sussurra di avvertirlo quando sarò pronta per un nuovo assalto; gli faccio cenno di attendere un poco.
Elvira sembra già pronta; Livio ha il cazzo durissimo e mi guarda con appetito; gli faccio segno di sdraiarsi accanto a me, spostando i miei figli perché gli lascino campo; si stende al mio fianco, si piega su di me e prende fra le labbra un capezzolo, mentre una mano va a sollecitarmi il clitoride; mi rilasso languida e lascio che mi manipoli con grandi brividi di piacere ed umori che scorrono naturalmente dalla vagina sul lenzuolo.
Carlo fa sdraiare Elvira a fianco a me, le sale addosso e la penetra in figa molto dolcemente; lei lo abbraccia con le mani e con i piedi, fondendosi con lui; la sento gemere dolcemente mentre il cazzo di mio marito le titilla l’utero; lui le soffoca con un bacio l’urlo, quando arriva al primo orgasmo; Livio, affascinato dalla scena, mi monta addosso e mi penetra delicatamente; ha un bel cazzo, che mi riempie tutta, e me lo godo mentre scivola fino all’utero.
